lunedì 6 settembre 2010

{Recensione} I Canti di Belefiaht

In barba alle più rosee previsioni, mi trovo costretta a fare una recensione piuttosto sommaria di questo libro. Purtroppo ho dovuto abbandonare la lettura per svariati motivi, primo fra tutti la difficoltà nel proseguire.
Ma andiamo con ordine. Avverto fin da ora che il mio parere sarà diviso in due parti, una relativa alla trama e una relativa allo stile, al modo in cui è scritto il libro.


Titolo: I Canti di Belefiaht
Autore: Giovanni Smeriglio
Anno: 2008
Casa editrice: 0111 Edizioni
Collana: Guest Book
Genere: Fantasy
Pagine: 260
Prezzo: 14.60€ (l'ho vinto quasi due anni fa in un contest indetto dall'autore stesso sul forum di Writer's Dream, quindi non ho speso tutti quei soldi XD)
Quarta di copertina: Cosa interrompe l’ennesima battaglia tra gli angeli e i demoni? Il pianto di un giovane poeta alla ricerca della propria ispirazione contiene la chiave per trovare quell’ essere che l’angelo e il demone cercano da sempre. Inizia così per Andreas un viaggio in cui, attraverso la propria morte, il proprio paradiso e il proprio inferno, capirà come il destino di madri disperate, innocenti, assassini, dannati, suicidi, e giovani poetesse, si intrecci con il suo. Un viaggio guidato dalle poesie di un angelo-demone che attraverso i suoi versi lo guiderà all’interno dei suoi incubi e delle sue paure, nei suoi sogni e nei suoi amori, fino all’incontro di quel fuoco che tiene in sé il volto dolce e pauroso, terribile e magnifico, dell’ispirazione. Il destino e il segreto di un poeta e dei suoi versi nascosti nel significato dei nomi e nelle poesie de “I Canti di Belefiaht”.


Parere personale » La trama: Purtroppo mi sono fermata al capitolo dieci della seconda parte, quindi sono riuscita a leggere soltanto un quarto di libro, e questo mi dispiace immensamente, perché di sicuro ha delle potenzialità, vista anche la trama che va delineandosi fin dal primo capitolo. I personaggi descritti, le storie che li caratterizzano sono frutto di uno studio elaborato dell'autore e questo si evince dalle descrizioni che ne fa. Ogni personaggio ha un background e una funzione all'interno del libro.
Il protagonista, Andreas, è un poeta e grazie a un angelo, Iah-Hel, e a un demone, Thamiel, intraprende un viaggio che lo porterà nell'Aldilà. Successivamente, quando dovrà entrare nella prima città di NecreADEath, verrà affiancato da una delle morti*, Todeath.


Parere personale » La questione tecnica: Ci sono varie ragioni per cui non sono riuscita a proseguire la lettura, nonostante ci abbia provato più volte, primo fra tutti lo stile dell'autore.

» Periodi troppo lunghi e con tante virgole.
Si nota che Giovanni viene da anni e anni di poesia e ha cercato di adattare alcuni accorgimenti poetici alla prosa, purtroppo senza successo. La pecca più grande è senz'altro la mancanza di punti, punti e virgola e due punti. Ci sono frasi che vanno avanti anche per quindici righe, senza lasciare al lettore un attimo di respiro. Sono ricche di incisi, precisazioni, dettagli il più delle volte superflui e inutili ai fini della trama, il lettore si perde nei meandri dei pensieri del narratore e non si riescono a comprenderne a pieno il significato e, talvolta, il soggetto della frase. Nel capitolo uno, ma non escludo che ce ne siano anche in altri punti, ci sono due avversative a distanza di poche parole l'una dall'altra e separate solo da virgole.
Un esempio di frasi interminabili, complicate e che creano apnea:
Sia Iah-Hel che Thamiel la paragonarono a ciò che gli fosse più simile, Iah-Hel pensò di vedere scivolare i messaggi di Dio sulla città, poi si pentì di quello che aveva pensato e disse fra sé e sé, che se Dio avesse deciso di mandare un messaggio sulla terra quella luce non avrebbe avuto senso, perché tutto sarebbe stato chiaro, e allora pensò che quella luce fosse paragonabile al simbolo di un cuore che cercava aiuto, una luce che tagliava il cielo per far gocciolare una luce molto diversa, per far di luce, luce stessa, ma Iah-Hel sentiva tristemente di non aver del tutto ancora ragione facendo quelle considerazioni, nonostante questo, quei pensieri lo rassicuravano perché gli permettevano di pensare quanto fosse grande la bontà del Padre, sapeva anche che questo è un pensiero tipico degli uomini, confortarsi con l’illusione della verità attraverso il pensiero, e questo lo faceva somigliare ad un uomo, ma già aveva avuto la sensazione di somigliare ad un demone, così non si preoccupò molto.

Il fatto poi che l'intero volume sia scritto con un allineamento giustificato (di solito non mi dà fastidio, ma in questo caso è proprio insopportabile) e l'autore non vada mai a capo, se non in rare occasioni o quando si tratta dei dialoghi, è un ulteriore handicap al proseguo della lettura. Non andando mai a capo, succede spesso che il lettore accavalli due righe o ne salti qualcuna, rendendo così la comprensione del testo difficoltosa, è costretto a rileggere più volte un passaggio per capire il reale significato della frase.

» Le ripetizioni.
A rendere ancora più difficile la lettura, come se la punteggiatura non fosse abbastanza, ci sono le ripetizioni, sia all'interno delle stesse frasi (notte e quella notte a distanza di poche parole) sia tra periodi diversi, come quando l'autore descrive il modo di parlare di Thamiel e lo definisce un gorgoglio roco ma terribilmente comprensibile.
Anche i nomi di persona sono ripetuti spesso, come nella citazione proposta sopra. Infatti, capita che l’autore, per far capire chiaramente al lettore cosa stia succedendo, ripeta il nome di persona svariate volte in meno di un paio di righe, dando quasi l’impressione di non volersi dimenticare chi sia il soggetto o cosa stia facendo quel dato personaggio.

» Le incongruenze.
Sempre in relazione ai periodi troppo lunghi, ci troviamo davanti delle incongruenze rispetto a quello che dice l’autore. Molto spesso poco prima si viene a conoscenza di una cosa, di un fatto che può essere rilevante ai fini della trama, ma poche pagine dopo quella stessa frase viene in qualche modo ribaltata, cioè l’autore la confuta, come se non si ricordasse cos’abbia scritto poco prima.
Un caso lampante è quando Thamiel parla al protagonista: il demone dice che lui e l’angelo hanno ricevuto l’ordine di andare da Andreas, ma com’è possibile? Nel primo capitolo lui e Iah-Hel hanno fermato la battaglia perché hanno sentito dei singhiozzi e, incuriositi per la particolarità di questi, sono arrivati fino al ragazzo.
Quindi qual è la giusta versione?
Non escludo, però, che la spiegazione sarebbe arrivata più avanti, magari nei capitoli che non sono riuscita a leggere c’erano tante risposte alle domande che mi sono posta leggendo i primi capitoli.

» Cambio di punto di vista.
Spesso, all’interno di quanto ho letto, c’è stato un brusco cambiamento del punto di vista: si passa da ciò che vede Andreas, a un altro personaggio, e addirittura al narratore. Il lettore in questo modo si trova disorientato, soprattutto quando questo avviene all’interno di un periodo lungo parecchie righe, nel quale il soggetto cambia più volte e l’autore segue contemporaneamente più personaggi.

» I dialoghi.
Altra pecca sono i dialoghi, talvolta le domande che vengono poste dal o al protagonista sono semplici, quasi inutili, perché copiano quanto detto poco prima dal narratore; altre volte le "virgolette basse" (anche se si tratta dei segni maggiore e minore, perché l'editore ha usato quelli) sono aperte o chiuse nei posti sbagliati e non si capisce se il personaggio stia pensando o parlando.
A volte i dialoghi creano anche confusione e danno l’impressione che l’autore non riesca a spiegare con altri accorgimenti certi fenomeni che descrive o, peggio, non abbia ben chiaro cosa far dire all’uno o all’altro personaggio.

» Gli inforigurgiti.
Gli inforigurgiti, come li chiama Gamberetta, sono numerosi all'interno di quanto sono riuscita a leggere del libro: un caso lampante è l'intero capitolo quattro della seconda parte, che si poteva tagliare e smussare qui e là, rendendo il tutto più omogeneo, anche perché quel capitolo sembra inutile ai fini della trama lasciato così a sé stesso in mezzo agli altri (ovviamente ha la sua rilevanza, ma ci sono troppi dettagli superflui, soprattutto la parte finale, nella quale si viene a conoscenza dal narratore che il bambino cresce e se ne va dall'isola natale, cosa che chi guarda la scena non può sapere e/o intuire).


Ci sarebbero tante altre cose da dire e sottolineare, ma penso che sarebbero un ripetere qualcosa di già detto in uno dei punti qui sopra. L'unica cosa che mi sento di dire, ancora, è che si vede la mancanza di una correzione bozze massiccia da parte della casa editrice e sembra che abbiano stampato li libro come sia arrivato alla casa editrice.
È un vero peccato che a causa di un mancato o inadeguato lavoro da parte della casa editrice, il libro ne risenta e infici una recensione che altrimenti sarebbe stata molto più completa, esaustiva e, perché no, basata semplicemente sulla trama e sui punti di forza del testo.
Se qualcuno fosse interessato al libro, c'è la possibilità di scaricare il pdf da qui e leggere il libro in tutta la sua interezza.

Voto: ★★
Eruannë.
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* Nel libro viene infatti spiegato che non c'è una sola morte, ma ce ne sono molte di più, perché una sola non riuscirebbe a compiere la mole di "lavoro" che c'è ogni giorno nel mondo.

sabato 4 settembre 2010

Prossimamente...

Ovvero cos'aspetterà voi lettori che passerete di qui.
In questi giorni, finalmente, ho trovato del tempo anche per leggere alcuni libri che avevo in sospeso da un po', così penso di potervi dire quali saranno le prossime recensioni che vedrete qui.

Titolo: Morty l'apprendista
Autore: Terry Pratchett
Anno: 2009
Casa editrice: TEA
Collana: TEAdue
Genere: Fantasy
Pagine: 249
Prezzo: 8.60€
Quarta di copertina: Mortimer, detto Morty, non ha le idee chiarissime su quel che vuol fare da grande. Almeno fin quando non diventa l'apprendista di un insolito maestro: la Morte, proprio quella con la falce, in persona. Una volta appurato, con notevole sollievo, di non dover essere necessariamente morto per poter svolgere il lavoro, Morty si appassiona alla nuova materia, anche se ben presto scoprirà che essere apprendista della Morte non è poi così romantico e affascinante come sembrava. Pericoli e sfide terribili lo attendono, forse troppo grandi anche per lui, il predestinato.


Titolo: I canti di Belefiaht
Autore: Giovanni Smeriglio
Anno: 2008
Casa editrice: 0111 Edizioni
Collana: Guest Book
Genere: Fantasy
Pagine: 260
Prezzo: 14.60€ (l'ho vinto quasi due anni fa in un contest indetto dall'autore stesso sul forum di Writer's Dream, quindi non ho speso tutti quei soldi XD)
Quarta di copertina: Cosa interrompe l’ennesima battaglia tra gli angeli e i demoni? Il pianto di un giovane poeta alla ricerca della propria ispirazione contiene la chiave per trovare quell’ essere che l’angelo e il demone cercano da sempre. Inizia così per Andreas un viaggio in cui, attraverso la propria morte, il proprio paradiso e il proprio inferno, capirà come il destino di madri disperate, innocenti, assassini, dannati, suicidi, e giovani poetesse, si intrecci con il suo. Un viaggio guidato dalle poesie di un angelo-demone che attraverso i suoi versi lo guiderà all’interno dei suoi incubi e delle sue paure, nei suoi sogni e nei suoi amori, fino all’incontro di quel fuoco che tiene in sé il volto dolce e pauroso, terribile e magnifico, dell’ispirazione. Il destino e il segreto di un poeta e dei suoi versi nascosti nel significato dei nomi e nelle poesie de “I Canti di Belefiaht”.


Titolo: Il patto con il Vampiro. I diari della famiglia Dracula vol.1
Autore: Jeanne Kalogridis
Anno: 1997 (edizione economica del 2009)
Casa editrice: Newton & Compton
Genere: Fantasy
Pagine: 317
Prezzo: 4.90€
Quarta di copertina: Per questo stupefacente debutto narrativo Jeanne Kalogridis ha scelto di confrontarsi con uno dei classici più avvincenti e terrificanti della letteratura dell'orrore: Dracula di Bram Stoker. Misterioso e sensuale, questo romanzo, scritto in forma di diario, pone l'inquietante figura di Dracula al centro di un puzzle particolarmente intricato. Partendo cinquant'anni prima dell'inizio del romanzo di Stoker, Il patto con il Vampiro svela infatti l'esistenza di un antico e segreto accordo nella famiglia di Dracula. Arkady, pronipote del principe Vlad Tsepesh, meglio conosciuto come Dracula, vive nell'incubo di una terribile minaccia, costretto a procurare sempre nuove vittime al suo adorato prozio per salvare la vita alle persone amate. Coinvolto in un abisso di morte e di sangue, Arkady oserà ribellarsi al suo tragico destino e sfidare Dracula, per il bene della sua famiglia.
Pubblicato per la prima volta dalla Newton & Compton nel 1997, Il patto con il Vampiro fa parte della trilogia I diari della famiglia Dracula.


Lo so, è già da un po' che prometto la recensione su Morty e finalmente posso dirvi di non temere, perché arriverà molto presto... insieme alle altre due. Ancora non so di preciso l'ordine con cui scriverò e pubblicherò le tre recensioni, ma spero entro la prossima settimana di aver fatto tutto, tempo, lavoro e impegni vari permettendo.

Buona finesettimana^^
Eruannë.

venerdì 3 settembre 2010

In My Mailbox

Ieri sera, prima di addormentarmi, un piccolo pensiero si è fatto strada nella mia mente: "si potrebbe far sapere agli autori pubblicati e non da varie case editrici, che noi (ok, solo io XD) del Veiled Mirror saremmo disponibili a leggere e recensire i loro libri".
La "risposta" mi è arrivata stamattina, totalmente inaspettata: un'iniziativa del genere c'è già ed è Progetto "In My Mailbox". Come sempre, io arrivo in ritardo sulle idee.
In sostanza
è un progetto che nasce su ispirazione dell’omonimo modello di stampo americano/inglese gestito da blogger con una passione viscerale per la lettura.

Si tratta di un’idea davvero originale e innovativa, che punta molto sulla collaborazione tra case editrici e blogger.

I vari blogger che hanno aderito (per il momento parliamo di 7 blogger più sotto elencati) all’iniziativa (per le modalità di adesione visualizzare in fondo alla home), si offrono di scrivere e pubblicare GRATUITAMENTE sui loro blog:

a. Recensioni di libri editi (o in uscita);

b. Articoli per case editrici e autori che intendono farsi pubblicità sul web;

c. Articoli di concorsi che metteranno in palio libri e/o gadget forniti dalle case editrici e/o autori.

Fonte: Progetto "In My Mailbox"
Ho trovato il progetto perché stamattina ho fatto un giretto sul blog di Nasreen dedicato alle recensioni di libri (Sognando Leggendo, nostro affiliato, che vi consiglio vivamente di visitare) e sono andata a leggere quanto prevede, con l'intenzione, magari, di parteciparvi, visto che bene o male Veiled Mirror si occupa anche di recensire i libri che vengono letti (anche se le recensioni sono più uniche che rare, ultimamente).
Spero che anche questo progetto, per quanto mi/ci riguarda, vada in porto con l'avvento del nuovo anno, intanto mi/ci impegneremo a leggere e recensire quanti più libri possibile, oltre a scrivere articoli sempre interessanti, relativi ai mondi della scrittura e della lettura. Insomma, come abbiamo sempre fatto, solo con maggiore continuità.
Intanto metterò il banner del progetto in bella vista nella colonna qui di fianco, per chiunque volesse partecipare o approfondire quanto detto in questo breve intervento.

giovedì 26 agosto 2010

Disinformazione e qualche novità nel web

Come avrete di sicuro notato, ci siamo prese una pausa estiva, se così si può dire, ma speriamo di tornare a pieno ritmo a breve (lo speriamo sempre).

Quest'oggi vorrei far girare ulteriormente una notizia che di sicuro chi segue Writer's Dream e altri siti di scrittura, e relativi all'editoria, saprà già (è noto il nostro ritardo sulla notizia, ma ci va bene così XD). Ieri pomeriggio mi è arrivata una mail di Linda Rando, founder del Writer's Dream, nella quale si parlava dell'ennesimo post di totale disinformazione che va poi a colpire gli esordienti – anche se l'autrice di quel post non sembra poi così esordiente – quando si tratta di case editrici.
In sostanza nel post si parlava di case editrici a pagamento e l'autrice, Argeta Brozi, cercava di nasconderne l'esistenza, infatti – cito testuali parole –
[...]C'è chi chiede l'acquisto di copie (giusto per non andare in bancarotta, visto che si è esordienti, non si è famosi e soprattutto non ci sono tanti lettori in giro), non dico che sia giusto, ma non è nemmeno sbagliato e comunque se si vuole fare carriera bisogna rimboccarsi le maniche. Se voi pubblicaste con un piccolo editore che non vi fa acquistare le copie, prima o poi vi trovereste comunque di fronte alla possibilità di doverle comprare voi stessi per poi rivenderle, perchè il libro non si vende da solo e l'editore non può stare dietro a tutti. [...]
(Tanto per chiarire i simbolini [...] sono un suggerimento per andarvi a leggere l'intero post, così l'autrice non dice che facciamo disinformazione)

Vorrei porre la vostra attenzione su tre particolari:
» quel giusto per non andare in bancarotta è alquanto... utopistico: gli editori a pagamento non chiedono il contributo perché hanno paura di fallire, semmai il contrario: Il Filo/Gruppo Albatros di soldi ne ha moltissimi, lo dimostra il fatto che ogni santo giorno su Mediaset scorrano gli spot per accalappiare nuovi limoni da spremere per benino, per poi lasciarli in balia di loro stessi. Gli editori a pagamento chiedono il contributo all'autore per pubblicare il libro perché non vogliono rischiare, quindi accetterebbero – e di fatto accettano – anche chi non se lo meriterebbe. Per dimostrare quanto Il Filo sia "onesta", consiglio la visione di cinque video su YouTube (x, x, x, x, x): si tratta di un dibattito al Salone del Libro di Torino mediato da Costantino Margiotta di Zero91 a cui hanno partecipato Linda Rando, Andrea Malabaila di Las Vegas Edizioni e Giorgia Grasso di Il Filo.

» dire piccolo editore non è sinonimo di editore a pagamento. Sarebbe ora che qualcuno lo facesse notare alla cara ragazza che ha pubblicato quell'acozzaglia di opinioni, come le chiama lei. Vorrei sapere se realmente sa di cosa sta parlando o lo fa solo per dare fiato alla bocca, pardon fare esercizio alle dita, perché i piccoli editori non sono necessariamente a pagamento, anzi. I piccoli editori – ma poi si può fare una vera e propria distinzione tra editori piccoli, medi e grandi? Cosa fa grande un editore? – rischiano i propri soldi per gli esordienti, soprattutto quando questi lo meritano veramente, lo fanno perché amano i libri e amano il lavoro che fanno.

» la similitudine coatta essere obbligati a comprare i libri per vederli pubblicati è come dire l'autore può comprare il proprio libro quando è pubblicato vuol dire semplicemente che non si vuole capire e mettere il cervello in quello che si scrive/dice.


Il mio messaggio per Argeta è: svegliati, apri gli occhi o, se proprio non vuoi fare una di queste azioni, non dare informazioni sbagliate. I primi commenti entusiastici (tra cui uno totalmente illeggibile) che hai ricevuto sono il limpido segnale di quanto tu stia facendo disinformazione e non permetti alla gente di conoscere e avere altre fonti al di fuori della tua. Come ti è stato chiesto da più parti, fai nomi e cognomi, dai i link delle tue fonti/ricerche oppure fonda le tue opinioni (sempre che lo siano, a questo punto) su dati certi, valuta tu stessa, non andare avanti per sentito dire, perché come avrai potuto notare, non hai fatto una bellissima figura.
***
E dopo questa lunga parentesi, passiamo a cose ben più liete.
Il sito Il Portale degli eBook ha deciso di aprire una rubrica per tutti gli scrittori che vogliono cimentarsi (o già lo fanno) in una nuova avventura, cioè quella dei Web Book.
Ma che cos'è un Web Book?
Un Web Book è un libro scritto da un autore che, periodicamente, pubblica i vari capitoli sul proprio sito web. Una sorta di book-in-progress che i lettori possono leggere di puntata in puntanta in tempo reale, mentre viene scritto.
(fonte: Il Portale degli eBook)
Per maggiori informazioni e per aderire, vi consiglio di leggere il post sull'iniziativa.
Io penso che ci farò un pensierino, magari sarebbe una bella sfida per il 2011 (visto che quella del 2010 è già in atto) ;)

Eruannë.
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Link inerenti al post:
» Writer's Dream
» Editori a pagamento (non esistono) di Argeta Brozi
» I cinque video del dibattito al Salone del Libro di Torino: x, x, x, x, x
» Zero91
» Las Vegas Edizioni
» Il Filo/Gruppo Albatros
» Il Portale degli eBook

lunedì 19 luglio 2010

Varie ed eventuali

Lo so, il titolo di questo post non è dei migliori, ma questo passa il convento oggi, soprattutto perché ci sono varie cose di cui mettere a parte voi utenti che passate di qui e leggete il blog.

1. Il Concorso per Racconti Steampunk indetto dal Duca: il concorso non chiude tra poco meno di un mese, ma la data ultima di consegna dei racconti è stata spostata al 17 ottobre 2010; secondariamente è stato aggiunto un premio per il vincitore del concorso, infatti Antonio Tombolini offre un lettore di e-book e per maggiori informazioni vi consiglio di leggere direttamente qui. Ultima novità, ma non meno importante, tutti gli amyketti del Duca e gli scrittori famosi potranno partecipare al concorso solo come fuori concorso.

2. "Altro concorso, altro regalo". Shaya, Raf e io ci stiamo finalmente organizzando per produrre la rivista on-line di cui parlavamo da qualche anno, di cui probabilmente ci sarà il primo numero già in agosto. Per il numero speciale di Halloween (perché pensiamo in grande e a lunga scadenza XD) abbiamo indetto sul forum di EFP, più precisamente qui, un concorso per racconti originali da ambientare in un cimitero e durante, ovviamente, il periodo di Halloween.

3. E ora un consiglio di visione, perché è divertente, fa il verso a una delle case editrici a pagamento più conosciute dell'ultimo periodo e... le ragazze di Studio83 che l'hanno ideato hanno tutta la mia ammirazione per il video.
Buona visione^^

4. Quattro.

5. Se avete idee o consigli o articoli da voler leggere sulla rivista on-line che stiamo preparando, non esitate a chiedere, cercheremo di accontentarvi il più possibile.

Eruannë.

domenica 6 giugno 2010

{Recensione} La caduta di Lauren (Un anello da Tiffany)


Dopo quattro mesi di tira e molla ho deciso di abbandonare la lettura dell'ultimo libro di una delle mie autrici contemporanee preferite, Lauren Weisberger.
Questa autrice mi ha fatto credere, ai tempi de Il Diavolo veste Prada e Al Diavolo piace Dolce, che ci fossero nuova linfa e nuovi spunti per il genere rosa. Nei suoi libri non c'erano solo la classica storiella d'amore scontata e banale, ma si assommavano vari fattori: protagoniste interessanti con le quali immedesimarsi a pieno; personaggi secondari sviluppati in modo egregio e con psicologie e background molto particolareggiati; situazioni originali e ricche di humor; accostamento anche a temi importanti nella storia che difficilmente in libri di tale genere avrebbero avuto rilievo.
Probabilmente anche lei non ci ha creduto fino in fondo o ha iniziato a sentire il peso della notorietà e così è riuscita a produrre qualcosa che neanche la Kinsella delle peggiori occasioni avrebbe mai pensato di scrivere.

Un anello da Tiffany è una delle cose più insulse che mi siano capitate tra le mani nell'ultimo anno.
È un libro privo di qualsiasi inventiva, verve, dinamismo, ironia e personaggi degni di nota; proprio le tre protagoniste sono quelle che lasciano più a desiderare: vuote e di un piattume unico, che sanno molto di Sex and the City (programma che ho intravisto qualche volta e "grazie" al quale mi chiedo ancora come ci possa essere gente che segue cose del genere).
Purtroppo sono lontani i tempi di Andy che manda amorevolmente a quel paese Miranda durante una delle sfilate più importanti di Parigi o di Bette che riesce a tenere testa ai tabloid americani che, stranamente, si interessano alla sua vita sentimentale.

Nelle prime 70 pagine di Un anello da Tiffany (che in tutto ne conta 398, ringraziamenti inclusi) vengono presentate le tre protagoniste:
  • Leigh » classica brava ragazza, editor di una casa editrice e fidanzata con un famoso conduttore televisivo.
  • Adriana » è la più ricca delle tre, mangiauomini; bionda, carnagione ambrata perennemente abbronzata, molto bella. Delle tre è l'unica che non lavora, ma riesce comunque a mantenere un appartamento da sogno a Manhattan, frequentare corsi di yoga e passare ore e ore dal parrucchiere (hair stylist, se proprio vogliamo essere pignoli), presumibilmente anche grazie ai soldi di papino.
  • Emmy » manager per un noto chef, adora la cucina; è una "monogama seriale" che viene lasciata dal fidanzato per un'istruttrice ventenne illibata.
A causa della rottura di Emmy col fidanzato, le tre decidono di stringere un patto che occuperà un anno delle loro vite: Emmy dovrà smettere di essere una monogama seriale e farsi tutti gli uomini che le capiteranno a tiro e Adriana dovrà riuscire a frequentare un solo uomo. Leigh è indecisa al momento del patto e non sa cosa vorrebbe cambiare.

Purtroppo non sono riuscita ad andare oltre la seduta di yoga che fanno un sabato, perché il mio cervello si è rifiutato di continuare, imponendomi uno stop forzato per non dover fare le valigie e abbandonarmi senza possibilità di appello.
Dire che la Weisberger è caduta su una buccia di banana che risponde al nome di banalità, è dire poco e mi dispiace molto per lei (e probabilmente la traduttrice italiana non ha fatto un ottimo lavoro, perché la storia risulta anche illeggibile in certi punti).

Questo è un libro che sconsiglio vivamente a chi abbia un minimo di cervello (metto comunque il link a IBS per tutti coloro che sono masochisti o vogliono provare con mano il piattume); invece consiglio con molto piacere i primi due della Weisberger, Il Diavolo veste Prada e Al Diavolo piace Dolce, sono molto carini e coinvolgenti.

Voto:
Eruannë.
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Link inerenti al post:
» Un anello da Tiffany su IBS
» Il Diavolo veste Prada su IBS
» Al Diavolo piace Dolce su IBS
» il sito di Lauren Weisberger
» i commenti su Anobii relativi a Un anello da Tiffany