domenica 21 febbraio 2016

In lettura ~ Febbraio 2016

Buon pomeriggio a tutti, cari lettori del blog.
Come sempre è da un po' che non mi faccio sentire, purtroppo non ho avuto molte occasioni per leggere ultimamente e quindi ho latitato anche dal blog. Chiedo venia.

Quest'oggi, però, voglio rimediare al prolungato silenzio con una nuova rubrica che spero di poter aggiornare ogni mese con nuove letture e non fossilizzarmi sui libri per settimane.

Rubrica a cadenza mensile dedicata ai libri che sto leggendo

Come da titolo, questo piccolo appuntamento mensile sarà un'occasione per fare il punto sui libri che sto leggendo nel periodo e un modo per rendervi partecipi delle mie ultime scoperte letterarie – che poi voi conoscerete benissimo, ma... =D –.
Ma bando ai convenevoli e iniziamo subito la lista. Buona lettura ;)

Titolo: Splintered
Autore: A.G. Howard
Data di pubblicazione: 26 febbraio 2015
Genere: Young Adult, Fantasy
Pagine: 404
Quarta di copertina: Alyssa Gardner riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Peccato che per lo stesso dono sua madre sia finita in un ospedale psichiatrico. Questa maledizione affligge la famiglia di Alyssa fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo Alice nel Paese delle Meraviglie. Chissà, forse anche Alyssa è pazza, ma niente sembra ancora compromesso, almeno per ora, almeno fin quando riuscirà a ignorare quei sussurri.
Quando la malattia mentale della madre peggiora improvvisamente, però, Alyssa scopre che quello che lei pensava fosse solo finzione è un'incredibile verità: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, è molto più oscuro di come l'abbia dipinto Carroll e quasi tutti i suoi personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove: prosciugare un oceano di lacrime, risvegliare i partecipanti a un tè soporifero, domare un feroce Serpente. Di chi potrà fidarsi? Di Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata? Oppure dell'ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida nel Paese delle Meraviglie?
In lettura da: 7 agosto 2015.
Sono a pagina: 228
Ebbene sì, mi vergogno tanto, ma è dal mese di agosto che sto leggendo questo libro. Ci sono stati giorni in cui ho divorato capitoli interi e periodi, com'è successo ultimamente, che ne ho lette pochissime pagine alla volta.
E dire che è un libro che mi piace molto e che mi ha presa particolarmente... sarà che i troppi impegni e le serate in cui mi sono addormentata sul divano hanno portato via tempo e voglia di leggere.
Spero di concluderlo in fretta e di poter scrivere la mia recensione ;)

Autore: Marie Kondo
Data di pubblicazione: 9 ottobre 2014
Genere: Non fiction
Pagine: 247
Quarta di copertina: La giapponese Marie Kondo ha messo a punto un metodo che garantisce l'ordine e l'organizzazione degli spazi domestici... e insieme la serenità, perché nella filosofia zen il riordino fisico è un rito che produce incommensurabili vantaggi spirituali: aumenta la fiducia in se stessi, libera la mente, solleva dall'attaccamento al passato, valorizza le cose preziose, induce a fare meno acquisti inutili. Rimanere nel caos significa invece voler allontanare il momento dell'introspezione e della conoscenza.
In lettura da: 25 dicembre 2015.
Sono a pagina: 85
Io sono un caso disperato di persona disordinata, ho più volte detto che la mia camera potrebbe entrare a far parte del programma Sepolti in casa.
Battute a parte, sto leggendo questo libro con vivo interesse (anche se lo sto leggendo da quasi due mesi), infatti mi incuriosisce molto il metodo di Marie Kondo e penso (e spero) che alla fine della lettura questo mi dia la spinta per riordinare il disastro che mi ostino a chiamare camera da letto.

Autore: Antoine de Saint-Exupéry
Data di pubblicazione: 1 maggio 1994
Genere: Fantastico
Pagine: 123
Quarta di copertina: «Buon giorno», disse la volpe.
«Buon giorno», rispose gentilmente il piccolo principe voltandosi: ma non vide nessuno.
«Sono qui», disse una voce, «sotto il melo...»
«Chi sei?» domandò il piccolo principe, «sei molto carino...»
«Sono una volpe», disse la volpe.
«Vieni a giocare con me», le propose il piccolo principe, «sono così triste...»
In lettura da: 4 gennaio 2016.
Sono a pagina: 37
Ho già letto questo libro anni fa e mi è piaciuto moltissimo (qui la mia recensione) e ho pensato che, siccome sarei dovuta andare a vedere il film al cinema (film che poi non ho visto), una rilettura non poteva certo farmi male.
Il problema è che, come per gli altri due, sono ferma, bloccata, ho letto pochissime pagine.

Devo essere sincera: pensavo di avere molti più libri in lettura, invece me la cavo con poco. Anche se, ancora una volta, mi vergogno tantissimo di non essere andata avanti più di poche pagine alla volta e, soprattutto per Splintered, di essere così in ritardo con la lettura.
Come ho già detto, spero di finirli al più presto, perché ci sono altri libri che mi aspettano e voglio dar loro una possibilità.

Spero di non avervi annoiati eccessivamente con questo mio post e mi auguro che questa piccola rubrica a cadenza mensile vi piaccia e vi interessi.
Vi auguro buone letture, come sempre, e vi aspetto al prossimo post ;)
Annette.

domenica 10 gennaio 2016

{Rece-Film} Il ponte delle spie

Dopo aver tanto pensato se scrivere o meno un post oggi, vista anche la stanchezza che mi porto dietro da ieri sera, dopo essere tornata a casa all'una passata (capirete il motivo leggendo il post =D), ho ceduto ed ecco qui un nuovo appuntamento con

Rubrica senza scadenza fissa in cui provo a fare
una recensione di film che ho visto di recente.

Non pensavo ci sarebbe stato un "secondo appuntamento" con questa rubrica, perché, come ho detto nell'altro post dedicato a un film, io non sono ferrata in materia, posso solo dire cosa mi abbia trasmesso, senza soffermarmi tanto su scenografia, recitazione, ecc.

Titolo: Il ponte delle spie
Titolo originale: Bridge of Spies
Regia: Steven Spielberg
Casa di produzione: DreamWorks SKG, Amblin Entertainment
Genere: Spionaggio, Storico
Anno: 2015
Trama: Un avvocato statunitense abitante a New York (nel quartiere di Brooklyn), di nome James B. Donovan, si ritrova al centro della guerra fredda quando la CIA lo incarica di negoziare il rilascio di Francis Gary Powers, un pilota il cui aereo spia U-2 è stato abbattuto in Unione Sovietica, scambiandolo con la spia filocomunista catturata a New York di nome Rudolf Abel. Lo scambio avviene sul Ponte di Glienicke detto il "Ponte delle Spie", tra Berlino Ovest e Berlino Est. Donovan riesce anche a far liberare dalle autorità berlinesi della Repubblica Democratica Tedesca, al Checkpoint Charlie, lo studente statunitense di economia Frederic Pryor, che era stato arrestato per spionaggio dalla Volkspolizei, la polizia della Germania Democratica.


Andare a vedere questo film alle 22 non è stata una brillante idea, perché è lunghissimo (dura 141 minuti) e probabilmente non si riescono a cogliere tutte le sfumature che lo rendono degno di essere visto. Non mi sono addormentata, anzi, la storia mi ha presa molto e questo è senz'altro un pregio del film, perché ultimamente mi addormento per qualsiasi cosa, anche le cose che mi interessano di più =D

Il fatto che sia basato su una storia vera l'ha reso ancora più interessante e, per un'appassionata di storia come me (anche se non sono una che smania per la storia del '900, Prima Guerra Mondiale a parte), mi ha permesso di andare più a fondo in un capitolo oscuro del secolo scorso che ho vissuto solo in piccolissima parte e da molto lontano – per fortuna –.

Devo essere sincera: non conoscevo affatto la storia raccontata, né conoscevo l'avvocato Donovan, sebbene sia stato un uomo molto influente e capace, come si legge prima dei titoli di coda, né – e qui è senz'altro colpa mia che non mi sono applicata a dovere – sapevo grandi cose sulla Guerra Fredda, se non qualche nozione di base.
È stato interessante apprendere come si sono svolti i fatti dietro a uno scambio di spie, come Donovan sia riuscito a far liberare tre persone e riportarle a casa, e come gli Stati Uniti d'America, che vengono dipinti sempre come un'isola felice in cui vivere il sogno americano, in un determinato periodo storico si siano rivelati ottusi e non inclini a dare il beneficio del dubbio a una persona che, in apparenza, non aveva fatto nulla e il cui unico errore era stato quello di avere origini russe.

Come avrete capito, il film mi è piaciuto molto perché non è il solito film banale, ma fa riflettere sulla storia e su temi che anche oggi ci toccano da vicino, e riporta in qualche modo indietro nel tempo a un periodo che sembra lontanissimo e invece è soltanto dietro l'angolo, visto che sono passati appena 50 anni (e molti di meno da quando il muro di Berlino è caduto).
Parlando con uno dei miei compagni di sventura di ieri sera, abbiamo convenuto sul fatto che la prima parte di film fosse un po' lenta e il tutto stentava a decollare, poi si è movimentato e si è fatto ancor più interessante e coinvolgente.
Devo dire che a me è piaciuta molto anche tutta la parte dei processi e la parte più legale del film, in cui Donovan difende Abel dalle accuse di spionaggio.
La parte migliore, comunque, è quella dei negoziati a Berlino, in cui Donovan è impegnato ad andare da una parte all'altra della città, cercando di portare a casa un risultato soddisfacente e in breve tempo: riportare in America entrambe le spie (uno lo era, l'altro no) americane e far ritornare in Russia Abel.

Tom Hanks è un attore bravissimo, l'ho apprezzato in ogni film che ho visto, dalle commedie romantiche ai film più drammatici come questo (mi mancano molti film della sua carriera da vedere, comunque), ma qui penso che sia arrivato a un livello altissimo.
Un altro attore che ho rivisto con piacere è Dakin Matthews, che qui interpreta il giudice Byers, ma che conoscevo già grazie a Gilmore Girls e ad altre sue apparizioni in film e serie tv.

Non so cos'altro aggiungere, perché mi sembra di aver già detto tutto e quindi posso solo dire: andate a vedere questo film!
Il mio voto per Il ponte delle spie forse vi sembrerà un po' eccessivo, ma è di ben

Spero di non avervi annoiati con questo post e di non essere stata ripetitiva, chiedo venia (ancora, lo so) se io non sono un'esperta di cinema.

Buona domenica e buona serata,
Annette.

lunedì 4 gennaio 2016

In my ToBeRead #1.16

Ho tantissimi libri comprati e mai letti,
in questa rubrica vorrei parlare di ogni singolo libro che ancora non ho letto.
Anno nuovo, grafica nuova, rubriche... vecchie =D
Scherzi a parte, questa è una delle rubriche che vorrei mantenere anche in questo 2016, e così ecco qui un nuovo appuntamento con quello che mi aspetta nella mia TBR.

Autore: Stephen King
Data di pubblicazione: 2013
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Pickwick
Genere: Dark Fantasy, New Weird, Fantawestern
Pagine: 224
Prezzo: 13.00€
Quarta di copertina: Il primo volume della saga della Torre Nera, un classico della letteratura moderna. Scritto in età giovanile e completamente rivisto dall'autore prima della pubblicazione dei capitoli conclusivi del ciclo, questo romanzo mostra un nuovo, appassionante aspetto dello straordinario talento creativo di Stephen King. Una storia fantastica, ambientata in un mondo di sinistre atmosfere e macabre minacce, che appare come lo specchio oscuro di quello reale. Qui, in uno sconfinato paesaggio apocalittico, l'eterno, epico scontro tra il bene e il male si incarna in uno dei più evocativi personaggi concepiti dall'autore: Roland di Gilead, l'ultimo cavaliere, leggendaria figura di eroe solitario sulle tracce di un enigmatico uomo in nero, verso una misteriosa Torre proibita. Un capolavoro della vena immaginifica di Stephen King.

Ho comprato questo libro la scorsa estate, incuriosita, perché io non leggo Stephen King (tranne la sua autobiografia, che ogni tanto vado a prendere in biblioteca – l'aspetto in edizione economica, ma mi sa che è una causa persa), ma sono propensa a dargli una possibilità, lontano dagli horror.
Non so perché mi abbia attirata, forse per la copertina, forse per la Torre Nera, che mi ricorda molto Il Signore degli Anelli e Harry Potter, non so dirlo con esattezza, sta di fatto che spero di leggerlo presto e toglierlo così dalla TBR.
Qualcuno di voi l'ha mai letto (considerando che è un libro piuttosto datato, penso che qualcuno l'abbia già "affrontato")? Se sì, cosa ne pensate?
Sarei proprio curiosa di sapere i vostri pareri, non tanto per farmi influenzare e, magari, desistere dall'impresa, sia chiaro. Il mio è reale interesse nel sapere cosa vi ha ispirato di più e se la lettura è stata soddisfacente (non so se sono riuscita a spiegarmi, l'ora è tarda e io sto praticamente crollando =D).

Perdonate la brevità del post, spero comunque di avervi tenuto compagnia con questo nuovo appuntamento della mia rubrica.
Buone letture e buona notte,
Annette.

domenica 3 gennaio 2016

Buon 2016 e buon ritorno in VM

Buonasera a tutti!
Come state? So che è da tantissimo tempo che non scrivo qui e il blog è parso un po'... morto, ultimamente, ma con l'anno nuovo spero di dargli nuova vita (lo so, l'ho già detto in vari post).

Per prima cosa ci tengo a farvi i miei migliori auguri per un 2016 ricco di tutto ciò che desiderate e avete in mente, siano letture, siano persone, sia ciò che volete =D

Devo dire che il mio 2015, tra alti e bassi, è stato abbastanza soddisfacente, forse in certe cose si poteva fare di più e di altre se ne poteva fare certamente a meno, ma tutto sommato è stato un buon anno.
Purtroppo gli ultimi mesi non ho avuto grosse possibilità di lettura (sono ancora ferma a circa metà Splintered), vuoi perché la sera mi addormentavo sul divano davanti alla tv (pessima cosa, lo so, spero di migliorare quest'anno), vuoi perché trovavo sempre un motivo per non leggere (anche questa pessima cosa, ma il più delle volte erano impegni improrogabili).
Pur non avendo letto molto, ho comprato alcuni libri nell'ultimo periodo, anche se ne ho iniziato solo uno: Il magico potere del riordino, libro che spero possa aiutarmi a fare un po' di ordine nel marasma che continuo a definire "camera da letto", ma che in realtà è un ammasso informe di cose sparpagliate un po' ovunque.

In questo nuovo anno ho impostato, come sempre, la challenge su GoodReads e, come l'anno passato, è tarata sull'obiettivo dei 30 libri.
Nel 2015 ero quasi arrivata alla meta, ma mi sono arresa e mi mancavano solo 7 libri. Peccato. Quest'anno spero di fare di più.
Un libro che senz'altro leggerò nelle prossime ore sarà – di nuovo – Il piccolo principe, visto che abbiamo in programma di andare a vedere il film domani o martedì.
So che il film è diverso dal libro, perché è tutt'altra storia, ma voglio rinfrescarmi un po' la memoria =)

Mi piacerebbe molto partecipare ad altre challenge, come ho fatto l'anno passato... sperando di essere un po' più costante, quindi nei prossimi giorni girerò un po' tra i blog delle mie "colleghe" e vedrò cosa propongono loro. Se avete suggerimenti, lo spazio commenti è tutto vostro ;)

Quindi i miei buoni propositi libreschi per quest'anno sono:
» riuscire a leggere tutti e 30 i libri che mi sono prefissata per la challenge di GoodReads
» partecipare a qualche challenge interessante delle altre lit-blogger
» essere più presente sul blog, magari potrei pensare di scrivere i post a giorni alterni, cioè lunedì, mercoledì e venerdì, e lasciare liberi gli altri giorni per post intermedi o meno, a seconda della mia ispirazione
» partecipare di più alla vita degli altri blog, nel 2015 avevo iniziato bene, facendomi viva e interagendo con le altre lit-blogger, ma poi...
» leggere, leggere e ancora leggere, perché è una cosa che mi manca =)

Bene, penso di aver detto tutto, spero che questo non sia un post isolato, ma che sia il primo di una lunga serie.

Vi auguro ancora un buon anno e... buone letture,
Annette.

lunedì 12 ottobre 2015

{Rece-Film} Inside Out

Buongiorno a tutti e buon lunedì!
Finalmente trovo un attimo per aggiornare il blog e dare una parvenza di vita =D
Come ho scritto nel post precedente, purtroppo i numerosi impegni dell'ultimo periodo mi hanno tenuta lontana dal mio angolino di web e questo mi dispiace, perché mi piace rifugiarmi qui ogni tanto.

Oggi voglio iniziare un nuovo appuntamento che non avrà cadenza fissa, perché, sebbene abbia ricominciato ad andare al cinema e/o guardi film periodicamente (soprattutto quelli che ho già visto e che adoro), non so quando ci sarà la prossima


Per questo primo appuntamento ho pensato di parlarvi di un film recentissimo e che ho visto sabato sera, cioè:

Titolo: Inside Out
Regia: Pete Docter, Ronnie del Carmen
Casa di Produzione: Disney Pixar
Genere: Animazione, Commedia, Drammatico
Anno: 2015
Trama: Crescere può essere faticoso e così succede anche a Riley, che viene sradicata dalla sua vita nel Midwest per seguire il padre, trasferito per lavoro a San Francisco. Come tutti noi Riley è guidata dalle sue emozioni: Gioia, Paura, Rabbia, Disgusto e Tristezza. Le emozioni vivono nel centro di controllo che si trova all’interno della sua mente e da lì la guidano nella sua vita quotidiana. Mentre Riley e le sue emozioni cercano di adattarsi alla nuova vita a San Francisco, il centro di controllo è in subbuglio. Gioia, l’emozione principale di Riley, cerca di vedere il lato positivo delle cose ma le altre emozioni non sono d’accordo su come affrontare la vita in una nuova città, in una nuova casa e in una nuova scuola. 


Come ho detto prima, ultimamente ho riscoperto il piacere di andare al cinema (nonostante continui a sostenere che il prezzo del biglietto sia troppo elevato e che dovrebbero comprendere in tale cifra anche i pop corn o le caramelle, perché la trovo spropositata per vedere solo un film).
Dopo aver visto i Minions a settembre, sabato sera siamo andati a vedere Inside Out.

Premessa doverosa: a me non piacciono granché i film con personaggi in 3d, io sono cresciuta col 2d e il piacere di vedere i disegni che dalla carta prendono vita, quindi il 3d mi è piuttosto indigesto, seppure io abbia amato film come Madagascar, Wall•E (che per me è il migliore in assoluto), Ralf Spaccatutto e altri. /Fine Premessa doverosa.

La storia di Inside Out è molto coinvolgente (come tutte quelle della Disney) e ha per protagoniste Riley e le sue emozioni.
Per me il fatto che abbiano dato una personalità alle emozioni e le abbiano rese vive è stato IL vero colpo di genio, insieme alle Isole della Personalità create grazie ai Ricordi Base.

Gioia è l'emozione principale, quella che fa muovere tutto, ha un carattere molto aperto e ci tiene che Riley sia sempre felice, cerca sempre di vedere il positivo in ogni situazione e impedisce alle altre emozioni di prendere il sopravvento.
Tristezza si è formata subito dopo Gioia e, come da nome, è l'emozione che vede sempre tutto nero, per cui ogni situazione va male e butta il tutto sul depresso andante. Nonostante questo, però, fa una tenerezza infinita.
Paura e Disgusto, pur essendo totalmente diversi tra loro, tengono Riley al sicuro: il primo cerca di mettere in guardia la ragazzina dai vari pericoli, la seconda è utile perché impedisce alla protagonista di essere avvelenata e se ne intende di moda, quindi cerca di indirizzarla verso un gruppo di amici, piuttosto che un altro.
Rabbia, infine, è l'ultima delle emozioni che governano la mente di Riley, anche per lui si intuisce perfettamente quale sia la sua funzione ed è l'emozione più... irruenta.

I guai per i protagonisti iniziano quando Riley si trasferisce con i genitori a San Francisco e lì tutto cambia.
Durante la sua presentazione alla nuova classe, Riley inizia a ricordare le cose belle fatte nel Minnesota e Tristezza ci mette lo zampino: toccando i Ricordi Base, questi diventano blu e tristi e nessun'altra emozione, Gioia in primis, riesce a farli ritornare al loro aspetto iniziale.
Nel giro di pochi secondi tutto cambia: si crea un nuovo Ricordo Base, triste, e gli altri vengono risucchiati via. Con loro vengono risucchiate via anche Gioia e Tristezza, che si ritrovano catapultate nella Memoria a Lungo Termine, lontano dal Quartier Generale e dal pannello di controllo di Riley.
Paura, Disgusto e Rabbia sono così soli e praticamente incontrollabili. Le Isole della Personalità diventano grige e si spengono. Gioia e Tristezza intraprendono un viaggio per recuperare i Ricordi Base e riportarli nel Quartier Generale.

Il film è molto ben fatto e ha svariati livelli di lettura, è molto introspettivo e, sebbene possa sembrare per bambini, non lo è affatto.
Infatti la fascia di età più indicata per me è quella che va dagli 11 anni in su, i ragazzi di tale età possono immedesimarsi perfettamente nella protagonista, mentre quelli più grandi possono iniziare a capire le varie sfumature che ci sono.
Io l'ho trovato molto carino e gradevole, interessante per certi aspetti e, avendo studiato psicologia al liceo, non ho avuto grandi difficoltà a capire certi riferimenti ai livelli della memoria e ai loro utilizzi e non solo.
Come altri film (se non tutti) della Disney è un film di formazione: nell'arco di un'ora e mezza si passa dall'infanzia spensierata alla realtà della pubertà e i protagonisti cambiano il loro modo di vedere le cose, adattano le proprie personalità, si prendono responsabilità non più da bambini.
Per certi versi può essere molto duro, perché costringe i personaggi a un esame di coscienza e a un lavoro introspettivo non indifferente per scoprire quali siano i vari punti di forza che ognuno ha.
Ci sono momenti e situazioni molto tristi – che non dipendono da Tristezza –, in cui c'è proprio il passaggio netto dall'infanzia alla pubertà e all'adolescenza, quando dimentichiamo alcune cose che per noi sono state importanti... ma non fatemi parlare di più, non voglio spoilerare per non rovinare la sorpresa a chi deve ancora vederlo.

Mi sono immedesimata molto in Riley, soprattutto in alcuni momenti, in cui mi sono ricordata com'ero a 11 anni, e ho adorato un po' tutte le emozioni, soprattutto Paura (anche lui è di una tenerezza infinita), Disgusto (che assomiglia tantissimo a una mia amica) e Rabbia.

È un film che fa ridere tantissimo in alcuni punti, ci sono alcuni personaggi, come gli Smemoratori, che secondo me dovrebbero avere un cortometraggio a parte; ma è anche un film che fa riflettere, perché noi agiamo seguendo le emozioni del momento, lasciamo prendere il sopravvento a una di loro e ci lasciamo influenzare e trascinare, quando invece dovremmo farle cooperare e trovare un equilibrio più stabile. Certo, non è facile, nemmeno a 30 anni, ma si può sempre provare =D

Inside Out, non messo a confronto con altri film, è molto bello, pur non rientrando tra i miei preferiti in assoluto, ma di certo si è piazzato tra i film che rivedrei altre volte, anche solo per leggerlo da altri punti di vista.
Ve lo consiglio se volete passare un'ora e mezza in allegria, ma anche riflettere su ciò che abbiamo dentro e su cosa possiamo ancora cambiare nel nostro comportamento.
Quindi il mio voto è:

Spero di essere stata abbastanza esaustiva, non sono pratica di recensioni di film, perché non è il mio campo e di solito prediligo film un po' più... poveri di contenuti, diciamo così =D
Vi auguro buona giornata e buona settimana, e spero di riprendere le attività del blog molto presto.
Annette.

lunedì 21 settembre 2015

Che fine ha fatto Annette?

Io sono una "pessima persona".
E già iniziare un post così, dopo settimane di silenzio, potrebbe non essere una buona cosa.
Nel post precedente, che risale al 29 agosto, avevo auspicato la ripresa delle normali attività del blog. Cosa disattesa puntualmente.

Non mi dilungherò a dirvi quali siano stati gli impegni che mi hanno tenuta lontana da VM e dai miei blog in generale, perché ritengo che poi si riduca tutto a una montagna di scuse (purtroppo gli impegni sono aumentati considerevolmente... manco si trattasse di impegni di lavoro =D), vi basti sapere che mi è dispiaciuto immensamente disattendere i miei buoni propositi.

Non mi è ancora chiaro se io voglia continuare le varie rubriche periodiche che avevo iniziato, perché il tempo, mi sto rendendo conto, non è più quello dei mesi passati (ma lo è mai stato?) e alcune rubriche hanno perso la loro attrattiva (sto valutando di mantenere solo quella del mercoledì... quando realmente finisco di leggere qualche libro).
Il mio pensiero principale, adesso, è quello di cercare di scrivere le recensioni dei libri che leggo – quando riesco a leggere –, perché è una cosa che mi piace immensamente, soprattutto il poter esprimere liberamente le mie opinioni in uno spazio mio e farle conoscere anche a voi.
Tutto il resto ritengo possa essere rimandato a tempi migliori, quando riuscirò a organizzare meglio il tempo e quando si ricomincerà la normale vita "scolastico-lavorativa-catechistica", che mi farà avere degli orari più certi.

Per il momento non posso fare altrimenti e non me la sento di promettere a voi lettori qualcosa che non posso dare.
Preferisco fare poche cose e bene, piuttosto che tante e male perché ho poco tempo a mia disposizione.
Mai come in questo mese la vita reale mi ha chiamata fuori da quella virtuale e devo dire che la cosa mi è piaciuta notevolmente, perché mi sono sentita di nuovo parte di qualcosa e importante per le persone che mi sono state attorno.
Con questo non voglio dire che il blog chiude, non me lo sognerei mai, perché ci ho messo anima e corpo in questa cosa. Semmai il blog vive una nuova vita, fatta di pochi post di qualità (si spera).
Spero non me ne vogliate e se non mi vedrete aggiornare per settimane, non preoccupatevi ;)

Detto questo, ho alcune recensioni in cantiere di qualche libro letto ultimamente e vi anticipo che sono libri che non rientrano nei miei soliti generi, ma che ho letto con vivo interesse per cultura personale (e perché l'autrice di uno di questi è intervenuta al corso catechiste della scorsa settimana =D).
Spero di non avervi annoiati con questa ennesima comunicazione di servizio, ma sentivo in dovere di aggiornarvi.

Buona settimana, buone letture e a presto,
Annette.