lunedì 19 luglio 2010

Varie ed eventuali

Lo so, il titolo di questo post non è dei migliori, ma questo passa il convento oggi, soprattutto perché ci sono varie cose di cui mettere a parte voi utenti che passate di qui e leggete il blog.

1. Il Concorso per Racconti Steampunk indetto dal Duca: il concorso non chiude tra poco meno di un mese, ma la data ultima di consegna dei racconti è stata spostata al 17 ottobre 2010; secondariamente è stato aggiunto un premio per il vincitore del concorso, infatti Antonio Tombolini offre un lettore di e-book e per maggiori informazioni vi consiglio di leggere direttamente qui. Ultima novità, ma non meno importante, tutti gli amyketti del Duca e gli scrittori famosi potranno partecipare al concorso solo come fuori concorso.

2. "Altro concorso, altro regalo". Shaya, Raf e io ci stiamo finalmente organizzando per produrre la rivista on-line di cui parlavamo da qualche anno, di cui probabilmente ci sarà il primo numero già in agosto. Per il numero speciale di Halloween (perché pensiamo in grande e a lunga scadenza XD) abbiamo indetto sul forum di EFP, più precisamente qui, un concorso per racconti originali da ambientare in un cimitero e durante, ovviamente, il periodo di Halloween.

3. E ora un consiglio di visione, perché è divertente, fa il verso a una delle case editrici a pagamento più conosciute dell'ultimo periodo e... le ragazze di Studio83 che l'hanno ideato hanno tutta la mia ammirazione per il video.
Buona visione^^

4. Quattro.

5. Se avete idee o consigli o articoli da voler leggere sulla rivista on-line che stiamo preparando, non esitate a chiedere, cercheremo di accontentarvi il più possibile.

Eruannë.

domenica 6 giugno 2010

{Recensione} La caduta di Lauren (Un anello da Tiffany)


Dopo quattro mesi di tira e molla ho deciso di abbandonare la lettura dell'ultimo libro di una delle mie autrici contemporanee preferite, Lauren Weisberger.
Questa autrice mi ha fatto credere, ai tempi de Il Diavolo veste Prada e Al Diavolo piace Dolce, che ci fossero nuova linfa e nuovi spunti per il genere rosa. Nei suoi libri non c'erano solo la classica storiella d'amore scontata e banale, ma si assommavano vari fattori: protagoniste interessanti con le quali immedesimarsi a pieno; personaggi secondari sviluppati in modo egregio e con psicologie e background molto particolareggiati; situazioni originali e ricche di humor; accostamento anche a temi importanti nella storia che difficilmente in libri di tale genere avrebbero avuto rilievo.
Probabilmente anche lei non ci ha creduto fino in fondo o ha iniziato a sentire il peso della notorietà e così è riuscita a produrre qualcosa che neanche la Kinsella delle peggiori occasioni avrebbe mai pensato di scrivere.

Un anello da Tiffany è una delle cose più insulse che mi siano capitate tra le mani nell'ultimo anno.
È un libro privo di qualsiasi inventiva, verve, dinamismo, ironia e personaggi degni di nota; proprio le tre protagoniste sono quelle che lasciano più a desiderare: vuote e di un piattume unico, che sanno molto di Sex and the City (programma che ho intravisto qualche volta e "grazie" al quale mi chiedo ancora come ci possa essere gente che segue cose del genere).
Purtroppo sono lontani i tempi di Andy che manda amorevolmente a quel paese Miranda durante una delle sfilate più importanti di Parigi o di Bette che riesce a tenere testa ai tabloid americani che, stranamente, si interessano alla sua vita sentimentale.

Nelle prime 70 pagine di Un anello da Tiffany (che in tutto ne conta 398, ringraziamenti inclusi) vengono presentate le tre protagoniste:
  • Leigh » classica brava ragazza, editor di una casa editrice e fidanzata con un famoso conduttore televisivo.
  • Adriana » è la più ricca delle tre, mangiauomini; bionda, carnagione ambrata perennemente abbronzata, molto bella. Delle tre è l'unica che non lavora, ma riesce comunque a mantenere un appartamento da sogno a Manhattan, frequentare corsi di yoga e passare ore e ore dal parrucchiere (hair stylist, se proprio vogliamo essere pignoli), presumibilmente anche grazie ai soldi di papino.
  • Emmy » manager per un noto chef, adora la cucina; è una "monogama seriale" che viene lasciata dal fidanzato per un'istruttrice ventenne illibata.
A causa della rottura di Emmy col fidanzato, le tre decidono di stringere un patto che occuperà un anno delle loro vite: Emmy dovrà smettere di essere una monogama seriale e farsi tutti gli uomini che le capiteranno a tiro e Adriana dovrà riuscire a frequentare un solo uomo. Leigh è indecisa al momento del patto e non sa cosa vorrebbe cambiare.

Purtroppo non sono riuscita ad andare oltre la seduta di yoga che fanno un sabato, perché il mio cervello si è rifiutato di continuare, imponendomi uno stop forzato per non dover fare le valigie e abbandonarmi senza possibilità di appello.
Dire che la Weisberger è caduta su una buccia di banana che risponde al nome di banalità, è dire poco e mi dispiace molto per lei (e probabilmente la traduttrice italiana non ha fatto un ottimo lavoro, perché la storia risulta anche illeggibile in certi punti).

Questo è un libro che sconsiglio vivamente a chi abbia un minimo di cervello (metto comunque il link a IBS per tutti coloro che sono masochisti o vogliono provare con mano il piattume); invece consiglio con molto piacere i primi due della Weisberger, Il Diavolo veste Prada e Al Diavolo piace Dolce, sono molto carini e coinvolgenti.

Voto:
Eruannë.
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Link inerenti al post:
» Un anello da Tiffany su IBS
» Il Diavolo veste Prada su IBS
» Al Diavolo piace Dolce su IBS
» il sito di Lauren Weisberger
» i commenti su Anobii relativi a Un anello da Tiffany

lunedì 28 dicembre 2009

Trofeo RiLL

Sono un paio d'anni che mi riprometto di partecipare al Trofeo RiLL, un concorso che dà la possibilità di partecipare con racconti brevi di genere fantastico (fantasy, horror, fantascienza, ecc.), e giunto alla sua sedicesima edizione. Le idee per tanti racconti ci sono, il problema – per me – è farle stare in 21.600 caratteri, ma quest'anno mi impegnerò per riuscire a scrivere qualcosa di adatto e, soprattutto, breve.
Ma non voglio parlare di me e dei miei progetti in questo post, bensì fare un po' di pubblicità al concorso che io trovo veramente interessante.

Qui di seguito troverete qualche stralcio del regolamento che potrete leggere e/o scaricare qui.
1) Tutti i testi partecipanti dovranno essere spediti (anche come pacco o raccomandata) in quadruplice copia e in busta anonima a: Trofeo RiLL, presso Alberto Panicucci, via Roberto Alessandri 10, 00151 Roma.
Le generalità degli autori (nome, cognome, indirizzo, CAP, recapito telefonico, e-mail) e il modo in cui sono venuti a conoscenza del concorso dovranno essere indicati chiaramente all'interno, in una busta chiusa, che sarà aperta solo dopo che il Comitato Promotore avrà selezionato i racconti finalisti.[...]

2) La quota di iscrizione al XVI Trofeo RiLL è di 10 euro per ciascun racconto inviato, da versare sul conto corrente postale n° 92373000, intestato a Francesco Ruffino, via Taro 37, 00199 Roma (il versamento può essere fatto anche tramite bonifico bancario; codice IBAN: IT-47-C-07601-03200-000092373000).[...]

3) Le iscrizioni sono aperte sino al 22 marzo 2010. Tutti gli elaborati dovranno pervenire entro tale termine. Per le opere pervenute oltre tale data farà fede il timbro postale.
In ogni caso, tutti i testi che arriverranno al Comitato Promotore dopo il 30 marzo 2010 non saranno presi in considerazione.[...]

5) Ogni concorrente può partecipare con più opere, purché inedite, originali ed in lingua Italiana.

6) La scelta del genere letterario è a totale discrezione dell'autore, che potrà spaziare dal Fantasy all'Horror, dalla Science Fiction al Cyberpunk e così via, purchè vi sia la presenza nel racconto di significativi elementi che vanno al di là del reale.[...]

8) Ciascuna opera partecipante al Trofeo RiLL resta a tutti gli effetti di completa ed esclusiva proprietà dei rispettivi autori. La pubblicazione dei racconti migliori nell’antologia connessa al concorso e sulle riviste collaboranti è comunque per tutti gli autori obbligatoria (non rinunciabile) e non retribuita, oltre che ovviamente gratuita.[...]

Per ulteriori informazioni:
Trofeo RiLL, presso Alberto Panicucci, via Roberto Alessandri 10, 00151 Roma
e-mail: trofeo@rill.it
Vi consiglio la lettura alla pagina delle FAQ, perché potreste trovare risposte interessanti e inerenti ai vostri dubbi.
 
 Eruannë.

venerdì 14 agosto 2009

Come scrivere un post argomentato

Ultimamente mi è capitato di passare su un nuovo blog, creato da una ragazza che vorrebbe pubblicare i suoi romanzi. Sì, è proprio quella che ha fatto nascere il post sulle fasce d'età.

Attenzione: Questo post prende solo spunto dal modo di scrivere di Edhwenden, e io e lei abbiamo già discusso di quanto verrà scritto qui, ma penso sia utile scriverne ancora e più diffusamente per aiutare. Tutto quello che troverete in questo post è frutto di mie opinioni personali e chi vorrà dire la sua, perché più esperto di me, è benvenuto.

Partiamo dalla domanda: Come si scrive un post argomentato (relativo alla lettura o alla scrittura)?

1. Trovare e consultare le fonti inerenti all’argomento.
Se voglio scrivere di letteratura fantastica, per esempio, dovrò necessariamente consultare libri, saggi, siti internet e quanto mi faccia avere una visione generale dell’argomento.
Per siti internet non si intende solo andare su Wikipedia e trovare la prima definizione che capita sotto il naso. Wikipedia non è sempre affidabile e su molte cose può sbagliare.
Quando si parla di siti internet si intende consultare e trovare siti che siano veramente affidabili, purtroppo nella rete ci sono molte persone che scrivono senza avere la più pallida idea di cosa dicono (naturalmente ci sono anche persone che sanno di cosa parlano e danno un aiuto importante e prezioso). Quindi si ritorna alle fonti “librarie”, per le quali leggere non fa mai male, visto che ci si fa sempre una bella cultura. Leggendo saggi specifici sull’argomento, si viene indirizzati anche ad altri libri che possono dare una mano nella stesura dell’articolo o più semplicemente nella comprensione del dato argomento.
Naturalmente per parlare di un dato argomento bisogna anche sapere di cosa si parla, quindi è anche necessario avere una buona dose di cultura e di voglia di scoprire sempre nuove cose.

2. Leggere molto.
Sembra una cosa da poco, ma non lo è.
Leggere molto vuol dire poter essere una persona affidabile per quanto si vuole sostenere, per far sì che le proprie opinioni siano supportate da esempi.
Grazie alla lettura si possono riconoscere libri “buoni” e libri “cattivi” e dare consigli a chi può avere gusti simili. E nella rete si trovano in poco tempo persone che abbiano gusti simili.

3. Formare la propria opinione.
Farsi un’opinione sull’argomento che si vuole trattare è importante quasi quanto essere obiettivi e oggettivi.
Non è possibile che una persona non si faccia un’opinione su qualcosa, può essere positiva o negativa, ma c’è sempre da tenere a mente che è utile per tutti quelli che leggono e che vogliono confrontarsi.
Quelli che hanno paura di scrivere o far trasparire la propria opinione in un articolo, hanno paura di contraddirsi e di non essere abbastanza affidabili. Secondo me è sempre bene dire cosa si pensi del dato argomento. Soprattutto se si tratta di libri e di recensioni.

4. Scrivere l’articolo.
Finalmente si arriva alla parte più... divertente. Scrivere l’articolo.
Un articolo deve sempre essere scritto in una lingua comprensibile, senza paroloni difficili e con una grammatica accettabile. Leggere un articolo con una grammatica e un italiano discutibili non fanno che rendere inattendibile la persona che lo presenta.
Se poi si sostiene di voler diventare scrittore/scrittrice, bisognerebbe dimostrare di avere almeno una conoscenza di base dell’italiano.
Scrivere l’articolo vuol dire anche presentare con parole proprie le tesi che si vogliono appoggiare o confutare, citare le fonti senza dover riportare un fiume di parole che rischia di essere più lungo dell’articolo stesso e che non è scritto dalla stessa persona che lo presenta sul proprio blog.
Citare vuol dire anche riportare fedelmente la fonte a cui si fa riferimento con link o bibliografia allegata, se non si fa questo si è passabili di accusa di plagio.
Usare parole proprie non vuol dire necessariamente presentare la propria opinione, ma solo rielaborare ciò che si è letto e si è appreso.
Se si riportano opinioni è sempre bene sottolineare se siano personali o meno, si evitano così fraintendimenti perché i lettori potrebbero prendere ciò che viene detto come oro colato o, peggio, come verità assoluta.

5. Rileggere l’articolo
La rilettura è la parte più importante, dopo la scrittura. Un articolo non riletto si nota subito, ci sono errori che rileggendo si potevano evitare e così i lettori non devono far presente all’autore ciò che ha sbagliato per quanto riguarda coerenza interna e senso delle affermazioni scritte.
Rileggere l’articolo vuol dire anche ricontrollare le fonti che si sono prese in esame, rivedere se le citazioni riprese siano corrette e, qualora siano presenti definizioni, controllare su vari dizionari per essere sicuri che non ci siano fraintendimenti.

Quando si è pronti e sicuri di ciò che si è scritto si può passare alla pubblicazione.

L’importante, quando una persona commenta e dice la propria opinione su quanto letto, è non ribattere come se si fosse il detentore della sopraccitata verità assoluta. Chi fa il saccente di solito lo fa perché non ha un’opinione ben delineata o perché pensa che tutti gli altri siano dei gran ignoranti e che non abbiano diritto di replica. Peccato che il più delle volte chi c’è dall’altra parte ne sa più di chi scrive l’articolo, soprattutto se riguarda degli argomenti specifici e non prettamente riguardanti opinioni personali.
Di solito chi fa il saccente non si rende conto di farlo e tende a negare le sue stesse azioni, anche se sono su schermo e davanti a tutti. Anch’io, che sto scrivendo tutto ciò, più di qualche volta ho fatto la saccente (e diciamo pure che mi dispiace essere sembrata odiosa e arrogante).

Un’ultima cosa: quando si riprende una citazione da Wikipedia, è bene leggere ciò che c’è scritto in fondo alla pagina riguardo la licenza CC e io consiglio anche la lettura di questa pagina di Wikipedia, non tutti lo fanno quando si buttano nell’impresa di scrivere articoli di questo tipo (e non solo di questo).


Questo articolo è stato segnalato qui, si ringrazia Queenseptienna.
Annette.
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Link inerenti al post:
» il nuovo blog
» il mio post sulle fasce d'età
» la pagina principale di Wikipedia
» la pagina del copyright di Wikipedia

martedì 4 agosto 2009

Propositi di lettura

Dopo aver completamente abbandonato Le lande di ghiaccio di Salvatore e Il mago Merlino e il castello nascosto di Barron (e sorvoliamo su Alice oltre lo specchio), sono stata in biblioteca a fare rifornimento.

Attenzione: quelli di seguito riportati non sono consigli di lettura (a meno che non sia specificato), ma semplicemente un piccolo elenco per tenere a mente cosa stia leggendo al momento (naturalmente uno o massimo due per volta).

» I custodi del destino – Gli dei chiamano
Ucciso in Vietnam, Al Larson si risveglia nel corpo di un elfo. Da soldato robusto e muscoloso è diventato un fragile essere in balia di forze misteriose e sconosciute. Freyr, il fiero dio della guerra, ha udito il suo ultimo e disperato grido di battaglia e ha creduto nel suo coraggio. Ora lo vuole con sè nel proprio universo, per combattere nemici ben più pericolosi: sono gli dei malvagi del caos e i loro stregoni. La posta in gioco non è più qualche metro di giungla ma il Destino dei mondi. Al sarà all'altezza del compito richiesto o rimarrà schiacciato tra le divinità che si fronteggiano? L'universo è ormai nelle mani di un piccolo elfo goffo e vunlerabile ma con esperienza e astuzia di un marine degli USA. Il duello decisivo si fa sempre più vicino, laggiù al confine con il regno dei morti...ma non sarà l'ultimo.
» I custodi del destino – L'uomo ombra
Non è nemmeno un ragazzo quando Taziar vede il padre finire sul patiolo, vittima degli intrighi politici di Ilyrian, uno spregiudicato uomo di corte. Crescendo diventa un ladro: l'invisibile e silenzioso Uomo Ombra. Ma non è la ricchezza che lo spinge a rubare: Taziar ama la sfida, vuole superare i confini dell'impossibile per provare quella vertigine che gli fa dimenticare un passato sconvolgende. Una sfida avventata lo condurrà dritto nella trappola dello stesso Ilyrian, deciso ad accrescere ulteriormente il proprio potere. Finirà nella terribile prigione del barone, l'oscuro luogo dal quale si esce solo morti. Ma lì incontrerà Orso della Luna, principe dei barbari e guerriero invincibile: insieme ritroveranno la libertà, anche se questa vorrà dire una fuga senza fine per foreste e città, inseguiti dall'esercito e da un misterioso mago del Dragonrank...
Piccola saga di Mickey Zucker Reichert pubblicata vent'anni fa, ma che mi sono sfuggiti quando andavo in sezione ragazzi anni fa. Ci sono gli Elfi, che ormai hanno stufato anche me, ma forse il fantasy degli anni '80 era migliore di quello di oggi... o almeno spero XD Leggerò e vi saprò dire.
La trama de L'uomo ombra mi ricorda qualcosa...

» Vento di Magia di Marianne Carley
Tutti in paese considerano Kate una mezza strega, forse anche per quegli strani occhi a mandorla di un azzurro chiaro, per il suo viso bianchissimo e contornato da capelli neri e lucenti che le arrivano fino alla vita. Lui, Jarrod, sente immediatamente una forte attrazione per quella ragazza, e nello stesso tempo un'inquietudine che lo spinge ad allontanarsi. Jarrod non capisce, Kate sì: lui ha il dono, come lei, ma non ne è consapevole e soprattutto non sa gestire i suoi poteri. Kate non ha una storia: non ha mai conosciuto il padre e la madre e vive da sempre con la nonna ai margini della foresta pluviale. La storia della famiglia di Jarrod invece si perde in un passato lontano, in un castello ai confini tra Scozia e Inghilterra.
Mi sa molto di Twilight (anche se è stato scritto un annetto prima) ma senza vampiri, qui ci sono streghe e maghi, ma leggendo alcuni commenti su vari siti non sembra male. Anche per questo leggerò e magari ci scapperà una recensioncina^^

» I draghi di Earthsea di Ursula K. Le Guin
Earthsea, il mondo dei grandi arcipelaghi e degli immensi oceani, l'universo lontano dove la magia è ancora potente, la terra misteriosa dove uomini e draghi hanno convissuto e dove il leggendario Ged evocò e sconfisse le forze delle tenebre. In una delle cento isole di Earthsea vive Tenar, consacrata da bambina alle potenze tenebrose della terra, poi divenuta inaccessibile sacerdotessa delle Tombe di Atuan e adesso sposa felice, immemore del suo destino di maga. Il futuro della sua terra, sospeso tra il baratro del Male e la prosperità del regno del giovane re di Gont, reclama il suo coraggio e i suoi poteri occulti.
Purtroppo mi sono accorta quando sono arrivata a casa che questo sia il volume conclusivo della Saga di Earthsea, quindi domani dovrò tornare in biblioteca a prendere almeno gli altri. In copertina c'è una frase detta da Neil Gaiman sulla saga in generale, quindi diciamo che almeno un po' mi fido sulla qualità del romanzo.


Al di là dei libri della biblioteca, sto leggendo Morty l'apprendista di Terry Pratchett
Mortimer, detto Morty, non ha le idee chiarissime su quel che vuol fare da grande. Almeno fin quando non diventa l'apprendista di un insolito maestro: la Morte, proprio quella con la falce, in persona. Una volta appurato, con notevole sollievo, di non dover essere necessariamente morto per poter svolgere il lavoro, Morty si appassiona alla nuova materia, anche se ben presto scoprirà che essere apprendista della Morte non è poi così romantico e affascinante come sembrava. Pericoli e sfide terribili lo attendono, forse troppo grandi anche per lui, il predestinato.
Mi sta piacendo un bel po', è molto divertente e anche se non l'ho ancora finito mi sento di consigliarlo vivamente, soprattutto se si vuole leggere qualcosa di leggero e spassoso. Penso proprio che prenderò anche gli altri libri di Pratchett, alcuni li ho in lista già da tempo e quando ho visto Morty alla Feltrinelli non ho potuto fare a meno di comprarlo. Devo dire che per il momento non sono affatto soldi buttati, anzi.

Ricapitolando: consiglio vivamente Pratchett, per gli altri una lettura prima di dire qualsiasi cosa non guasta mai, quindi pazientate un po' ^^
 
Eruannë.

domenica 5 luglio 2009

{Recensione} L'ombra della letteratura (La strada che scende nell'Ombra)


Mi è capitato tra le mani (o meglio, sotto gli occhi) il prologo del nuovissimo libro di Chiara Strazzulla. Non so quanti di voi la conoscano (quelli che bazzicano anche su Gamberi, Baionette, Infiniti Sentieri e altri blog del genere  l'avranno “incontrata” di sicuro), comunque per chi non l'abbia ben presente è l'autrice di un altro capolavoro fantasy edito da Einaudi, Gli Eroi del Crepuscolo. Quest'ultimo è stato un fenomeno (?) della passata stagione, tanto che pare abbia venduto 40.000 copie (??).
Ora, già l'Einaudi che punta su una diciottenne per promuovere il fantasy mi sembra un'esagerazione, ma se poi contiamo anche che la signorina, più che scrivere, "starnutisce" (lei stessa ha detto che scrivere è come starnutire), allora c'è da preoccuparsi.

Ma torniamo al prologo del secondo volume della trilogia, e cioè di La strada che scende nell'Ombra.
La prima impressione appena letto? Una lista della spesa interminabile.
La seconda? Troppo prolisso e narrazione a scatti.
La terza? Spero che il resto del libro non sia così, altrimenti si salvi chi può.
E mi fermo qui, altrimenti anch’io faccio una lista della spesa.

Andiamo con ordine: prima del prologo vero e proprio si ha una specie di cronaca di cosa sta accadendo in un mondo non meglio identificato, dove le terre hanno i nomi dei popoli che le vivono, ad esempio Terra Elfa, Terra Nana e via discorrendo. A mio avviso tutti questi nomi sono ridicoli, ma è un mio parere personale che non deve contare più di tanto.

Il prologo sembra sia la lista della spesa di mia madre sia la Genesi (che è stata ripresa anche da Tolkien nel Silmarillion), e questa cosa mi ha fatto storcere parecchio il naso. Insomma stai scrivendo fantasy, perché devi andare a riprendere cose e idee già avute da altri? Va bene, il tuo mito è Tolkien, ma non vedo perché lo si debba copiare così spudoratamente; nel primo libro (e anche in questo) c'è la Compagnia che intraprende un viaggio, questo non è stato copiare spudoratamente Tolkien? In questo il prologo è identico ad altri, cambiano solo alcune piccole cose, che senso ha?
Piccolo appunto, prima di continuare: la cara Strazzu, comunque, si ritiene un po'(?) sopra le parti e si permette di riprendere in toto idee avute già da altri (appunto personale nell'appunto: tesoro, a dispetto di quello che pensi, questo si chiama plagiare, non «tributo a Tolkien»), ammettendo che non fa nulla di male, ma che «già i Latini lo facevano», perché «la letteratura non deve essere originalità a tutti i costi» e anche Omero ha ripreso situazioni, canoni, stili e altro da letterature precedenti. Questo, però, non vuol dire che sia una cosa permessa a tutti, visto che lei non ha messo niente di «nuovo, brillante e divertente da qualcosa già visto». E paragonarsi ad autori Greci e Latini è eccessivo anche per una diciottenne.

Ma andiamo avanti, mi sono già persa troppo. Se poi andiamo a vedere il prologo vero e proprio ci troviamo brutture del genere:
In principio c’era il grande Mare di Fiamme, infinito in ogni direzione, e nel mezzo del Mare di Fiamme l’isola beata di Adhon-dil, con le sue spiagge bianche e le torri d’oro e le vette alte da non poterne vedere la cima, sede dei Dodici Dèi.
Quando ho letto questo pezzetto mi sono chiesta se realmente il panorama italiano non possa offrire di meglio. Poi ho ripensato a Cecilia Randall e mi sono detta che in Italia c'è di meglio.
L’editor che ha rivisto (sempre che ci sia stato un lavoro di editing) questo libro non ha pensato che avrebbe potuto consigliare di eliminare un “Mare di Fiamme” di troppo? Forse si è addormentato dopo aver letto la prima lista della spesa e qui non si è ripreso abbastanza in fretta?

Proseguendo con la lettura troviamo la descrizione del ricco Pantheon creato dalla nostra Strazzu e anche qui l'originalità si spreca, ma purtroppo gli elementi sono quattro, gli dei greci e latini avevano gli stessi poteri e lei si è rifatta a loro, no?
E qui, in queste belle descrizioni caratteriali, nonché nei dialoghi, troviamo mille impedimenti alla lettura, fatti di tante piccole "e" sfuggite al controllo della grande diciottenne. Un piccolo esempio:
Darlyon, dio della parola e delle arti, che parla con le voci di tutti i canti e di tutte le storie, e sa tutte le lingue di tutte le cose viventi e non.[...]
Sirna, dèa madre della terra, il cui ventre genera la vita, signora di tutte le cose che nascono, e crescono, e respirano del suo respiro.[...]
Nadaret, dèa del pianto, che sanguina per tutti i mali e segue in lutto i cortei di battaglia, e sconta con la sua pena le colpe di tutti i mortali.[...]
Al principio gli dèi vivevano nell’isola beata in mezzo al Mare di Fiamme la loro vita immortale, e avevano lì i loro troni e la loro dimora, e un secolo era per loro meno che un attimo;[...]
– Signore, se faremo il mondo, verranno le Genti ad abitarlo, e verrà il male a corromperlo e a nascondersi nelle sue ombre, e ci saranno guerre e morte, e odio e sofferenze, e molte cose buone saranno distrutte mentre cose malvagie sorgeranno, e nulla di questo si potrà evitare.[...]
Altra questione è quella delle descrizioni con parole altisonanti che rallentano la lettura, come se le "e" non avessero fatto abbastanza danni. Tutte le descrizioni del prologo sono assolutamente inutili, scritte in quel modo, e rendono tutto ancora più prolisso, impedendo il proseguo della lettura.
Un esempio per tutti:
Poi Lilya e Sirdar si recarono al cospetto di Anman, e lo trovarono assiso sul suo alto seggio bianco, sulla fronte una corona intrecciata di fili d’acqua e di fuoco, lo scettro del potere stretto in pugno.
Ma era troppo difficile scrivere una cosa tipo:
Poi due di loro si recarono da Anman, seduto al suo seggio alto e bianco, sulla sua fronte c'era una corona di fili d'acqua e fuoco intrecciati e lo scettro del potere in mano.
Non mi soffermo oltre sul prologo perché rischio di ripetermi e l'ultima cosa che mi sento di dire è che, come altri, anche questo libro avrebbe bisogno di un editor vero, non di uno che si addormenta dopo due righe o che non sa leggere. Non so quanto possa essere originale (= «nuovo, brillante e divertente da qualcosa già visto») un libro che già in partenza copia da altri autori e di cui l'autrice si considera al pari di geni greci e latini.
A me il prologo è più che bastato per farmi un'idea di come scriva la cara Strazzu e che a questo punto il suo stile non faccia per me, visto che considera il lettore non come un suo pari, ma come qualcuno da prendere per i fondelli.

A un mio amico sono sorte spontanee alcune domande, dopo la lettura di questo grande capolavoro:
  1. Ma allora dove ci troviamo? In un qualche universo parallelo? Aldilà? Salotto di casa mia?
  2. Il dio dell'acqua può uscire dall'isola o evaporerebbe?
  3. Se questi sono dèi, cos'è questo "male" che corromperà le genti? Un'entità superiore?
  4. (Considerazione) "Lilya donò al mondo il tempo" ma allora dillo che questi vivono in uno spazio senza tempo, ma non può scrivere di tizi che vivono in mezzo al fuoco e su un'isola e poi dire che il mondo non esiste, cioè, deve spiegare le cose.

Continua a starnutire, cara Strazzu, prima o poi arriverà lo starnuto giusto e riuscirai a fare qualcosa di decente.


Edit del 2 agosto 2009: In QLibri network questo libro ha valicato i confini del fantasy e, chissà come, è diventato un libro di fantascienza*; la "recensione" riportata (un misto tra la quarta di copertina e qualche dichiarazione fatta dalla Strazzu) mi dà l'impressione che questo libro sia, ancora una volta, una brutta (bruttissima) copia de Il Signore degli Anelli di Tolkien. Ancora un omaggio al Professore o un ennesimo plagio?


*La sezione sarebbe "Fantascienza e fantasy", peccato che quando uno effettui una ricerca anche il fantasy diventa fantascienza. Certo che quelli di QLibri aiutano i lettori ad avere le idee molto chiare.

Eruannë.
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Link inerenti al post:
» Il blog della Strazzu
» Gamberi Fantasy
» Baionette Librarie
» Infiniti Sentieri
» plagio su Wikipedia
» video della Strazzu su Repubblica.it
» "recensione" di QLibri