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venerdì 16 gennaio 2015

{Recensione} Valerie Sweets - Parte I

Autore: Manuel Marchetti
Data di pubblicazione: 15 gennaio 2014
Editore: Nativi Digitali
Genere: Urban Fantasy, Thriller
Pagine: 188
Prezzo: 0.99€
Quarta di copertina: "La gente mi dice «Smetti di bere o ci resterai secca!». Se solo sapessero cosa devo affrontare, saprebbero che ho ben più possibilità di essere uccisa da altro, non da degli stupidi e innocui alcolici, che non mi hanno mai fatto male. O quasi."
Dura la vita per Valerie Sweets, tenente nella Polizia di Cold Hill che ogni giorno deve tenere a bada criminali e maniaci. È proprio per questo che beve, e tanto: per dimenticarsi delle pallottole, sparate e ricevute, e per cacciare via i fantasmi. Ed è proprio al Rusty Bar, il posto dove ama sbronzarsi, che inizieranno le grane serie per Valerie, che stavolta non si troverà contro i soliti scagnozzi e gangster, ma un nemico ben più temibile...
Sangue, sacrificio e tanti bossoli sul pavimento: questi sono gli ingredienti di “Valerie Sweets - La gente mi chiede perché bevo”, che vi introdurrà al caratterino dell'omonima protagonista, una "sbirra buona" con il vizio del whiskey e la cattiva abitudine a trovarsi in mezzo a storie più grandi di lei. Così, in questo primo capitolo della sua trilogia, Valerie vi racconterà le sue disavventure tra gang di farabutti vendicativi e colleghi troppo premurosi, ma addirittura fotografie che predicono il futuro e la consapevolezza che c’è qualcuno che non vede l'ora di raggiungere il nostro mondo per farlo diventare un vero inferno.
Non è il solito poliziesco, non è il solito fantasy, la storia di Valerie Sweets è entrambe le cose e molto di più. La volete scoprire? Preparatevi un bel bicchiere di roba forte, ne avrete bisogno... o altrimenti offritelo a lei, non rifiuterà.


Ho finito ieri sera questo libro e la mia espressione è ancora questa: O.O
Io adoro i thriller (di solito leggo per lo più gialli, ma non disdegno neanche questo genere un po' più forte) e adoro il fantasy. Quindi se ci sono entrambi in un libro mi potrebbe piacere ancora di più. Dico potrebbe perché ci sono infiniti fattori che possono farmi cambiare idea durante la lettura.
Questo libro è forse uno di quei potrebbe.
Non dico che non mi sia piaciuto, ma diciamo che non sono ansiosa di leggerne il seguito.
I fatti iniziali sembrano del tutto slegati (e forse gli è stato dedicato anche un po' troppo spazio) dal resto, tranne che per due piccoli avvenimenti che fanno capire (attraverso dei grandi ragionamenti, perché non è subito chiaro, eh) che c'è di più, che deve succedere qualcosa di più grande.
Fino a metà libro mi piaceva, ho trovato davvero originale la parte delle foto che arrivano a Valerie e le mostrano il futuro, ma poi ho iniziato a chiedermi quanto mancasse ancora per finire il libro e questo non va bene.
Non mi sentivo più coinvolta, ma solo schifata e annoiata. Ho finito il libro perché sì, volevo sapere come finiva, ma dopo un po' avevo già capito dove l'autore sarebbe andato a parare e non mi meravigliavo più di nulla. Il finale l'ho trovato un po'... banale.

L'autore ha uno stile accattivante, diretto e senza fronzoli e questo è da apprezzare, perché non tutti riescono a scrivere qualcosa di decente, coerente e interessante senza girare troppo intorno alle cose.
Il contro, quello principale, di questo stile è che descrive tutto in modo brutale.
Io capisco che sia un thriller e quindi non ci sono fiorellini nei campi o uccellini che svolazzano e cuoricini in ogni dove, però, è tutto troppo, non so come altro spiegarlo. Chiedo venia.

Il personaggio principale è Valerie Sweet, una poliziotta che non si fa degli scrupoli a usare la forza o la pistola quando è necessario.
Il suo personaggio mi è piaciuto, perché è ironico e con la testa abbastanza sulle spalle; certo, è un'alcolizzata, quindi quanto può essere bello il suo personaggio? Non molto, se lo consideriamo solo in questi termini. Ma dopo la metà del libro (quella metà che non apprezzato poi molto) diciamo che questo diventa solo un altro aggettivo e nulla di più.
Dicevo che la prima parte del libro mi ha coinvolta di più perché si è creata fin da subito una certa empatia con Valerie ubriaca, empatia che poi, nella seconda parte del libro è man mano scemata, per lasciare il posto a qualche espressione schifata e un paio di sbadigli.
Gli unici personaggi degni di nota, alla fine, sono proprio Valerie e Lyra, l'amica che la contatta mostrandole cosa potrebbe succedere in un futuro molto prossimo (a volte si tratta di pochi secondi). Anche se devo dire che ho sperato fino all'ultimo che Adam sopravvivesse (e ancora non mi è chiaro se sia vivo o meno), perché non era un personaggio brutto o che altro, ma era un tipo normale e forse un po' gestito male.

Ho trovato davvero eccessive le scene truculente e piene di tagliuzzamenti.
Ho trovato eccessive le scene di violenza gettate per creare suspense e far vedere quanto cattivo fosse il cattivo e apparentemente invincibile.
Ho trovato eccessive le pagine che mi separavano dal finale (aperto e con tanto di minaccia alla protagonista).
Va bene, è un thriller, probabilmente qualcuno mi dirà "Ma cosa ti aspettavi? Sbaciucchiamenti in ogni pagina?" e la mia risposta è no, come ho già detto, so bene come sono i thriller, leggo libri di questo genere e vedo anche film (tra l'altro, i film thriller mi piacciono nonostante il sangue che scorre a fiumi, mentre i film horror non li posso reggere), ma qui arriviamo appunto a sfiorare il genere horror, che non è certo tra i miei preferiti.
E per fortuna che è un libro e non un film, altrimenti avrei smesso di guardarlo ben prima della fine =D

L'elemento fantastico per un bel po' mi ha fatta dubitare che si trattasse effettivamente di uno urban fantasy, perché c'era qualcosa che non mi convinceva e, anzi, avrei detto che si trattava più di qualcosa più vicino alla fantascienza (altro genere che mi piace), che al fantasy stretto, ma poi andando avanti con la lettura la cosa si è delineata meglio. Anche se ci sarebbero parecchie domande a cui l'autore avrebbe dovuto rispondere già da questo libro, perché non è che sia stato chiaro al 100%. Ma forse le domande trovano risposta negli altri due.
Sinceramente – è brutto da dire – non mi interessa poi molto e non lo voglio neanche sapere.

Una cosa che proprio mi ha mandata in bestia, invece, è stata la mancanza di rilettura o comunque di un ultimo controllo prima di pubblicare. Non che ci siano errori grossi che ti fanno venir voglia di scaraventare l'ebook nel cestino, ma a me hanno dato fastidio comunque.
Parto da un esempio, che forse così è più semplice spiegare cosa intendo.
«Allora fa venire Katy da te, vi passerò a prendere e andremo da Ben, ma comunque avvertilo di nascondersi finché non andremo a prenderlo, ci siamo capiti?»
Notate niente? Io sì, purtroppo, ho notato eccome.
A meno che la grammatica italiana (che ho ripassato da poco insieme a Gabriella, visto che le do ripetizioni) non abbia cambiato regole, se il verbo è imperativo e omette l'ultima lettera, bisogna aggiungere l'apostrofo, altrimenti diventa un verbo al presente indicativo e non si tratta più della seconda persona singolare, ma della terza. È una cosa che si impara alle elementari, cavoli!
Per tutti gli imperativi del libro non c'è neanche un apostrofo.
Io non credo sia una regola così stupida da non essere ricordata né dall'autore né dall'editor che ha revisionato il testo, allora perché mancano tutti gli apostrofi?
Ovviamente gli apostrofi mancanti non sono gli unici errori, perché in più punti ho visto preposizioni messe a casaccio o, addirittura, verbi vicini che non c'entravano nulla l'uno con l'altro, ma semplicemente l'autore (o l'editor) aveva fatto una modifica al testo dimenticando verbi, aggettivi, preposizioni, ecc.
Il libro è stato pubblicato un anno fa, possibile che nessuno se ne sia mai accorto? Possibile che neanche i lettori più attenti abbiano fatto caso a queste piccolezze?
Mi dispiace sia per l'autore sia per la casa editrice, che non fanno proprio una bella figura.

Concludendo, mi dispiace dire che non voglio leggere il seguito, perché c'erano tutti i presupposti per leggere un bel libro, degno di questo nome, ma la truculenza delle scene, i personaggi non sempre ben delineati, la mancanza di apostrofi (per me è importante che un libro sia scritto bene, mi dispiace) e gli errori qui e là, mi fanno sconsigliare questo libro, soprattutto a chi odia leggere di tagliuzzamenti e violenza "perché sì" ogni due righe.
Sono anche stata generosa con la valutazione che gli ho dato, perché in fondo la prima parte non mi è del tutto dispiaciuta.
Voto:

Spero di essere stata utile con questa recensione e mi dispiace che il libro non mi sia piaciuto.

Vi ringrazio per l'attenzione =)
Buone letture,
Annette.

Recensione partecipante alla 25 books in 2015 Reading Challenge (un libro con una eroina femminile) di Patrizia P del blog Evasione libri.

mercoledì 14 gennaio 2015

{Segnalazione} Valerie Sweets

Buongiorno!
Ieri mi è arrivata comunicazione dalla Nativi Digitali di un'uscita che sono sicura non vorrete lasciarvi scappare.
Si tratta del terzo capitolo che ha per protagonista Valerie Sweets di Manuel Marchetti.

Autore: Manuel Marchetti
Data di pubblicazione: 15 gennaio 2015
Editore: Nativi Digitali
Genere: Urban Fantasy, Thriller
Pagine: 220
Prezzo: 2.99€ (solo ebook)
Quarta di copertina: Non è stato per niente facile all’inizio e c’è voluto del tempo, ma Valerie Sweets non aveva alternative all’abituarsi a vivere in un mondo nuovo diverso da quello in cui è nata, carico di stranezze e tanti nuovi pericoli.
Ma nonostante tutte le difficoltà, era riuscita a trovare posto anche in questo mondo, continuando a fare quello che faceva sulla cara e vecchia Terra, benché fosse costretta ad affrontare ben altro che dei semplici criminali.
Ma se invece ci fosse la possibilità di tornare nella sua dimensione, Valerie Sweets cosa farebbe? Sarebbe un’occasione da non farsi sfuggire, ma c’è un certo demone con cui ha ancora dei conti in sospeso prima di lasciare definitivamente Mirdan...

Ma cos'è successo nelle puntate precedenti?

Autore: Manuel Marchetti
Data di pubblicazione: 15 gennaio 2014
Editore: Nativi Digitali
Genere: Urban Fantasy, Thriller
Pagine: 188
Prezzo: Gratis fino al 15 gennaio 2015 (poi 0.99€)
Quarta di copertina: "La gente mi dice «Smetti di bere o ci resterai secca!». Se solo sapessero cosa devo affrontare, saprebbero che ho ben più possibilità di essere uccisa da altro, non da degli stupidi e innocui alcolici, che non mi hanno mai fatto male. O quasi."
Dura la vita per Valerie Sweets, tenente nella Polizia di Cold Hill che ogni giorno deve tenere a bada criminali e maniaci. È proprio per questo che beve, e tanto: per dimenticarsi delle pallottole, sparate e ricevute, e per cacciare via i fantasmi. Ed è proprio al Rusty Bar, il posto dove ama sbronzarsi, che inizieranno le grane serie per Valerie, che stavolta non si troverà contro i soliti scagnozzi e gangster, ma un nemico ben più temibile...
Sangue, sacrificio e tanti bossoli sul pavimento: questi sono gli ingredienti di “Valerie Sweets - La gente mi chiede perché bevo”, che vi introdurrà al caratterino dell'omonima protagonista, una "sbirra buona" con il vizio del whiskey e la cattiva abitudine a trovarsi in mezzo a storie più grandi di lei. Così, in questo primo capitolo della sua trilogia, Valerie vi racconterà le sue disavventure tra gang di farabutti vendicativi e colleghi troppo premurosi, ma addirittura fotografie che predicono il futuro e la consapevolezza che c’è qualcuno che non vede l'ora di raggiungere il nostro mondo per farlo diventare un vero inferno.
Non è il solito poliziesco, non è il solito fantasy, la storia di Valerie Sweets è entrambe le cose e molto di più. La volete scoprire? Preparatevi un bel bicchiere di roba forte, ne avrete bisogno... o altrimenti offritelo a lei, non rifiuterà.

Autore: Manuel Marchetti
Editore: Nativi Digitali
Genere: Urban Fantasy, Thriller
Pagine: 180
Prezzo: 0.99€
Quarta di copertina: Valerie Sweets credeva che fosse finita. Credeva che impedire l’invasione del proprio pianeta da parte di una creatura demoniaca fosse abbastanza, che tutto quello che aveva passato sarebbe, forse, stato dimenticato. A fatica, ma ci sarebbe riuscita, aiutata ovviamente da grandi dosi di whiskey. Di quanto si sbagliava, però, non poteva immaginarlo. Perché mettere i bastoni fra le ruote ad un demone potente e pericoloso non è salutare, specialmente quando lo stesso decide di trascinarla nel suo mondo per presentarle il conto da pagare… Se non vi sono bastate le pallottole e le imprecazioni della prima parte “La gente mi chiede perché bevo”, con “I supereroi non esistono” troverete pane per i vostri denti! Ci saranno combattimenti all’ultimo sangue, fughe disperate, poteri sovrannaturali e tutte le assurdità di un mondo nuovo, accompagnati dalla giusta dose di ironia, sarcasmo e… whiskey. Che ci volete fare, Valerie Sweets è fatta così!

Io ho approfittato della promozione e mi sono scaricata il primo gratuitamente da Amazon. Lo sto leggendo (alla faccia del non voler leggere null'altro se non Il ritratto di Dorian Gray, no?) e lo trovo molto simpatico, spero che non mi deluda, perché le premesse per un buon thriller ci sono tutte. Se poi si considera che rientra anche nello Urban Fantasy, allora siamo a cavallo, per quanto mi riguarda =D
Se siete curiosi di leggere le avventure di Valerie Sweets, qui potete scaricare l'estratto del terzo capitolo, altrimenti, seguendo i link (basta cliccare sui titoli), verrete reindirizzati alle pagine sul sito della casa editrice e lì potrete scaricare gli altri estratti o, addirittura, comprare i primi due.

Mi sembra di avervi detto tutto, vado a continuare la lettura ;)

Buone letture,
Annette.

giovedì 28 agosto 2014

{Recensione} Paranormalmente

Autore: Kiersten White
Data di pubblicazione: 4 maggio 2011
Casa editrice: Giunti
Collana: Y
Genere: Paranormal Romance, Young Adult, Urban Fantasy
Pagine: 410
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: Evie sogna una vita normale, ma quando a sedici anni si ha il dono di vedere i mostri e si è un'agente del Centro Internazionale del Contenimento del Paranormale anche la ricerca della normalità può essere un'avventura. Se poi ci si mette una sirena come amica del cuore, una fata dei boschi maschio come ex e una cotta per un aitante mutaforma, la missione diventa quasi impossibile... Ma fra mille avventure e qualche momento di romanticismo, dopo aver sconfitto un'oscura profezia delle fate, aver salvato il mondo del paranormale e aver fatto i conti con la sua vera identità, Evie, accoccolata sotto una coperta con Preston, il suo mutaforma, sentirà le loro anime fondersi e l'amore trionferà su tutto, nel mondo normale, e anche in quello un po' più strano.


Secondo libro della Giunti letto in questi giorni, sempre Urban Fantasy, Paranormal Romance e Young Adult. Forse sono un po' grande per questo genere di libri, ma ogni tanto fa bene leggere qualcosa di più... leggero, anche se per me è strano dire una cosa del genere =D

Paranormalmente è stata una lettura molto piacevole e divertente. Come sempre ho letto molte recensioni online e un gran numero di queste è composto da quelle negative, ma io non l'ho trovato poi così malvagio, anzi.
Evie è la protagonista di questo libro che fa parte della trilogia della White; è una cacciatrice di paranormali per conto dell'AICP, il Centro Internazionale del Contenimento del Paranormale, si occupa di trovare per lo più vampiri, lupi mannari e megere. Vive nel Centro dall'età di otto anni, quando ha scoperto di poter vedere la vera natura degli esseri paranormali sotto gli abiti e le fattezze di persone normali.
Il suo più grande sogno sarebbe quello di provare un po' di normalità: andare a scuola, magari studiare per entrare al College, avere degli amici normali (nonostante la sua migliore amica sia una sirena e a lei piaccia tantissimo passare il proprio tempo insieme) e magari anche un ragazzo. Purtroppo Raquel, la responsabile del Centro e di Evie, non le lascia molte speranze perché il sogno si realizzi.
Come se non bastassero i paranormali con cui Evie deve scontrarsi, una fata, Reth, non la lascia in pace e cerca in tutti i modi di farla tornare insieme a lui e Raquel non vuole ammettere che questo sia un pericolo.
Una sera, però, Evie trova un intruso nell'ufficio di Raquel e lo fa imprigionare, ma ne rimane affascinata, visto che è l'unico essere (paranormale o meno) che abbia la sua età e che sembra avere un certo interesse per liberarla dalla vita del Centro.

Nonostante si intuisse già dal primo incotro tra Evie e Preston – l'essere paranormale apparso per caso nel Centro – cosa sarebbe accaduto tra i due, mi è piaciuta molto la gradualità con cui le cose sono successe.
I personaggi mi sono parsi tutti molto credibili e ben caratterizzati: nonostante l'insopportabilità di Reth e delle altre fate, penso siano i personaggi migliori che la White abbia creato, sono ambigui, non si capisce se siano buoni o cattivi, e questo mi... intriga, perché sono molto curiosa di sapere cosa succeda nel prossimo libro.
Il mio personaggio preferito, comunque, è Lish, la sirena amica di Evie e... be', non vorrei rovinarvi la sorpresa, quindi se avete già letto il libro capite perfettamente cos'abbia provato io, se non l'avete ancora letto posso solo dirvi di preparare psicologicamente.
Un altro personaggio che ho adorato è stato David, il padre di Preston, e un po' mi dispiace che Evie e suo figlio l'abbiano tenuto all'oscuro di alcune cose, perché forse avrebbe potuto aiutarli molto più di quanto non abbia fatto. Ma è una mia opinione del tutto personale e non si dovrebbero discutere le decisioni dell'autrice.
Raquel ha le caratteristiche della madre protettiva che, nonostante la figlia sia in grado di prendere le proprie decisioni, cerca in tutti i modi di proteggerla e di tenerla all'oscuro da certe cose. Anche lei mi è piaciuta molto come personaggio, anche se certe volte l'avrei presa volentieri a testate =D

Un punto a favore di questo libro, secondo me, è l'originalità che la White ha voluto dare a un altrimenti monotono Young Adult/Urban Fantasy, perché non si ha la solita storia di una ragazza che pensa di essere normale che cambia scuola e si ritrova invischiata in un amore altrimenti impossibile con il più figo della scuola.
Bene o male, qui, si ha una trama diversa, che ti fa immergere in un mondo alternativo, dove una sedicenne ha un lavoro e vive in un Centro per il Paranormale. Certo, sogna una vita normale, ma non mi è affatto dispiaciuto leggere qualcosa di alternativo, dopo tanti libri tutti uguali che cambiavano solo alcuni particolari.
Un po' mi è dispiaciuto che con il proseguo della trama si sia arrivati in una scuola normale, a un ballo scolastico, ecc. Devo dire, però, che non mi sia dispiaciuto più di tanto perché è una piccolissima parentesi all'interno della trama, anche se si capisce perfettamente che il prossimo libro ripartirà proprio dalla normalità della scuola. E vabbé, mi sono già messa il cuore in pace =)

Evito di parlare della traduzione, o meglio della conoscenza dell'italiano della traduttrice, perché come al solito ci sono stati un po' di svarioni.
Evito perché sembra che mi accanisca sempre e solo con chi traduce o con chi dovrebbe revisionare i testi e non voglio sembrare troppo cattiva o pignola ;) So perfettamente quanto il lavoro del traduttore sia duro e difficile, però un affiancamento con un revisore di testi, anche per trovare eventuali errori sfuggiti, non dovrebbe essere una cosa tanto lontana dalla realtà.

Come ho già detto più volte, non vedo l'ora di leggere il seguito della storia di Evie, sono proprio curiosa di sapere cosa succede tra lei e Preston e cosa vogliano fare le fate dopo che lei ha voltato loro le spalle.
E sono anche molto curiosa di sapere se Vivian ricomincerà a rompere le scatole.

Questa volta ho cercato di trattenermi dal spoilerare il più possibile, quindi se volete sapere alcuni punti che non ho approfondito, vi consiglio di leggere il libro =P
Come per Starcrossed, il voto in stelline è puramente indicativo, nel senso che anche se il libro mi piaciuto, mi riservo il diritto di cambiare idea nel caso in cui il secondo sia migliore... se è peggiore, invece, il voto dato rimane quello =D
Vi state chiedendo quale sia il voto? Be', mi sono sbilanciata e ho dato non è ai livelli dei libri della Black, ovvio, ma non è così male... l'ho già detto, lo so ;)

Spero di non avervi annoiato, di non aver dimenticato nulla di ciò che volevo dire e che la mia recensione vi sia utile!
Buona giornata,
Annette.

Con questa recensione partecipo alla mia iniziativa:
End of Summer Reading Challenge @Veiled Mirror

sabato 23 agosto 2014

{Saturday Review} Starcrossed


Nuova recensione del sabato, complice anche il fatto che ho finito ieri sera di leggere il libro in questione e quindi quale migliore occasione per la mia recensione del sabato?

Titolo: Starcrossed
Autore: Josephine Angelini
Data di pubblicazione: 1 gennaio 2011
Casa editrice: Giunti
Collana: Y
Genere: Paranormal Romence, Young Adult, Urban Fantasy
Pagine: 460
Prezzo: 16.50€
Quarta di copertina: Helen, timida adolescente di Nantucket, sta quasi per uccidere il ragazzo più attraente dell'isola, Lucas Delos, davanti a tutta la sua classe. L'episodio si rivela essere qualcosa di più di un mero incidente. Helen teme per la sua salute mentale: ha iniziato ad avere incubi di notte e allucinazioni di giorno. Ogni volta che vede Lucas le appaiono tre donne che piangono lacrime di sangue. Il tentato omicidio porta Helen a scoprire che lei e Lucas non stanno facendo altro che interpretare i ruoli di un'antica tragedia d'amore. Le apparizioni femminili rappresentano infatti le Erinni. Helen, come l'omonima Elena di Troia, è destinata a dare inizio alla guerra a causa della sua relazione con Lucas. I due scoprono sulla loro pelle che i miti non sono leggende. Ma è giusto o sbagliato stare con il ragazzo che si ama se questo significa mettere in pericolo il resto del mondo? Come si sconfigge il destino?


Finalmente anch'io ho letto questo libro che ha fatto tanto discutere le blogger.
Sarò sincera, io l'ho trovato molto ben strutturato, certo non è eccelso, come tanti altri YA degli ultimi anni, ma si lascia leggere.

Helen è la protagonista della storia, da buon personaggio-cliché è una ragazza del tutto normale o almeno così sembra, visto che fin da subito si capisce che ha qualcosa di molto particolare e speciale.
Dopo l'arrivo dei Delos sull'isola in cui Helen vive, quest'ultima inizia ad avere degli incubi e, non appena vede i nuovi arrivati, intravede tre donne che piangono e strepitano.
Le tre donne, però, smettono di infastidire Helen e Lucas nel momento in cui si salvano la vita a vicenda e si scoprono innamorati.

Tralasciando il fatto che Lucas e Helen forse sono un po' troppo smielati per i miei gusti, il libro in sé non è affatto malvagio, anzi ha anche degli spunti interessanti, soprattutto per quanto riguarda il riferimento a mitologia ed epica greche. Ho apprezzato molto il fatto che la Angelini abbia introdotto altre creature dell'immaginario fantastico (anche se gli dei greci non sono poi così "creature dell'immaginario fantastico", ma non saprei come altro definirli in questo contesto), anche se molto spesso ho avuto la sensazione che si fosse persa con le spiegazioni che dava.
I personaggi sono ben caratterizzati, anche se spesso ho notato delle forzature o degli stereotipi un po' troppo eccessivi; Lucas e Helen, i protagonisti, forse rispondono un po' troppo ai canoni di Gary Stu e Mary Sue, perché sono perfetti, bellissimi, intelligentissimi, ...imi e questo mi ha dato un po' sui nervi, nonostante siano tra i miei personaggi preferiti del libro =D
La migliore amica di Helen, Claire è forse il personaggio che ho preferito, insieme a Cassandra, ma anche qui dopo un po' la caratterizzazione ha lasciato un po' a desiderare. Cassandra, invece, è un personaggio molto riuscito: nonostante il più delle volte sia fredda e distaccata, trovo sia uno dei personaggi più azzeccati del libro, perché vive una situazione complicata: *attenzione Spoiler* essendo la prescelta dalle Parche, non avrà una vita normale e quindi pian piano perderà la ragione *fine Spoiler*.
Cassandra è anche la veggente di casa Delos, grazie (o a causa) al dono delle Parche. Non so perché, ma nei fantasy (Harry Potter in primis) ho una certa predilizione per i personaggi che predicono il futuro, infatti Sibilla Cooman è uno dei miei personaggi preferiti della saga di HP.

Ci sono anche molte cose che, invece, non mi hanno entusiasmata:
1. il fatto che fin dal primo capitolo si potesse intuire chi si metteva con chi, insomma un po' di... varietà non guasterebbe, soprattutto perché molto spesso ho trovato la formazione delle coppie molto scontata;
2. la traduzione e lo stile del traduttore, se così si può chiamare, è una cosa oscena, della serie Come ti rovino un libro altrimenti molto buono, senza parlare del fatto che il traduttore non sappia neanche cosa siano gli imperativi e come si tronchino...;
3. le similitudini forse un po' troppo accentuate con altri libri, nel web ho letto molte critiche perché assomiglia in modo impressionante a Twilight, io ho notato molte similitudini anche con HP: la famiglia numerosa mi ha ricordato i Weasley (Noel, per dire, è uguale a Molly Weasley), le visioni più intense di Cassandra mi sono parse molto simili alle vere profezie della Cooman, ecc.

Una cosa invece che mi ha stupita piacevolmente, era il fatto che non riuscivo a staccarmi dal libro: una notte ho fatto le 4 senza riuscire a smettere di leggere e andare avanti, nonostante mi stessi addormentando verso le 23 =D
Scherzi a parte, una cosa del genere non mi succedeva dai tempi di Harry Potter e non so se questo si possa considerare un bene o un male, di certo leggere 182 pagine in una notte non è normale per me, ma è senz'altro indice del fatto che la struttura del libro è molto scorrevole (errori a parte) e quindi si lascia leggere in pochissimo tempo.

Cos'altro dire?
Io consiglio senz'altro questo libro, soprattutto se volete leggere qualcosa di leggero e non impegnativo, ma se vi aspettate un fantasy originale, con personaggi con i controfiocchi, tradotto in modo eccelso, allora non prendetelo neanche in considerazione, perché ne rimarreste delusi. Se poi volete cimentarvi lo stesso nella lettura, siate almeno preparati al fatto che potrebbe non piacervi ;)

Il mio voto è di ma mi riservo di modificarlo nel caso il secondo libro della saga (perché non vi ho detto che è una trilogia =P) sia migliore.

Perdonate la recensione un po'... così, spero di essere stata esaustiva e di non avervi annoiati.
Buon fine settimana,
Annette.


Con questa recensione partecipo alla mia iniziativa:
End of Summer Reading Challenge @Veiled Mirror

sabato 31 agosto 2013

{Saturday Review} Switched. Il segreto del regno perduto


Sabato di "prime visioni", infatti ho deciso di ricominciare anche la mia iniziativa del sabato, aka Saturday Review, che sostituisce In My Mailbox, ormai andato in pensione da tempo qui sul blog.
Ho deciso di iniziare SR in questo 2013 con un libro che ho letto tempo fa, ma che non avevo ancora avuto modo di recensire:

Autore: Amanda Hocking
Data di pubblicazione: 2012
Casa editrice: Fazi Editore
Collana: Lain
Genere: Urban Fantasy, Young Adult, Paranormal Romance
Pagine: 334
Prezzo: 7.90€
Quarta di copertina: Wendy Everly ha diciassette anni, capelli sempre arruffati e un carattere insolitamente difficile. Vive con il fratello e la zia in una piccola, noiosa cittadina di provincia. La madre è ricoverata in una clinica psichiatrica, da quando ha tentato di uccidere la figlia il giorno del suo sesto compleanno. È stato allora che Wendy le ha sentito pronunciare per la prima volta un'accusa terribile: di avere in qualche modo preso, alla nascita, il posto del suo vero figlio. Adesso le giornate di Wendy trascorrono pigre, tra un liceo dove non s'impara nulla di davvero eccitante e una vita sociale e familiare prevedibile e monotona, quando va bene.
Condizionare le azioni altrui con al forza del pensiero potrebbe essere un modo per scacciare la noia, ed è proprio quel che le capita e che non sa spiegare. Uno strano potere che viene da lontano ma di cui lei non può ricordare l'origine.
A offrirle una conturbante risposta sarà Finn, un affascinante ragazzo da poco in città che si manifesta una notte alla finestra della sua stanza. È infatti lui che le rivela la sua vera identità di changeling e le dischiuderà le porte di un mondo attraente e sconosciuto, duro e sconvolgente, dove la magia è di casa. Un mondo percorso da insidie cui Wendy scopre dolorosamente di appartenere, e dove le è riservato un destino più grande di quanto lei possa immaginare.


Ero molto curiosa di leggere Switched, sia perché avevo voglia di qualcosa di leggero, sia perché finalmente non c'erano le solite creature fantastiche stuprate da menti assai poco geniali.

Avevo adocchiato la saga della Hocking già da tempo, diciamo da quando varie lit-blogger lo recensivano in modo più o meno entusiastico e così, quando ho visto il prezzo non eccessivamente alto (7.90€) l'ho comprato.
Ci ho messo un po' a leggerlo (tra febbraio e marzo), lo ammetto, ma questo "ritardo" era causato da impegni vari che mi hanno tenuta lontana dal libro.
Devo dire che comunque si legge in pochissimo tempo, il racconto è molto scorrevole, gli avvenimenti si susseguono quasi senza sosta e questo facilita una lettura veloce.

Ovviamente è un libro prettamente per adolescenti, a volte banale.
La storia è incentrata su Wendy, diciassettenne che, fin da piccola, ha dovuto lottare per essere accettata dagli altri e sembra che gli unici che le vogliano bene e tengano a lei siano sua zia e suo fratello.
La madre è chiusa in un istituto psichiatrico dopo aver tentato di uccidere Wendy e non ha più nessun contatto con la ragazza, tranne in un momento del libro in cui la figlia va a farle visita per avere dei chiarimenti.
Un giorno, però, la vita di Wendy cambia: Finn, un nuovo studente del suo liceo, inizia a fissarla e a seguirla ovunque e, nonostante le insistenze della ragazza a lasciarla in pace, c'è un'attrazione molto particolare tra loro due.
Dopo il ballo studentesco, Finn le rivela di essere una changeling, cioè
[....] un bambino scambiato di nascosto con un altro. [...]
e una Trylle, componente di una delle tribù di troll.
Come se questo non bastasse, Wendy possiede il potere della persuasione, cosa che ha scoperto da molto tempo prima che Finn glielo facesse notare, perché lo usa spesso sulle altre persone, nonostante non abbia minimamente idea come sia possibile.
Dopo la rivelazione di essere diversa, Wendy è costretta a scappare dalla casa in cui vive a causa dei Vittra, e così Finn la porta a Förening, la cittadina dove vivono i Trylle e la sua vera madre.

L'idea di fondo del libro e le creature fantastiche utilizzate dalla Hocking non erano affatto malvagie, ma la storia, come al solito, segue l'ormai abusata trama:
  1. ragazza adolescente scopre di avere poteri sovrannaturali e li usa come capita perché sì;
  2. figo di turno fa la ramanzina alla suddetta ragazza perché usa i poteri a sproposito e le svela il terribile segreto della sua vita;
  3. i due sono costretti a combattere contro il male e a scappare;
  4. la ragazza è perennemente in pericolo di vita, anche se lei non se ne rende conto e passa il tempo a vedere film o a giocare a nascondino con i nuovi amici;
  5. i cattivi trovano la ragazza e cercano di rapirla;
  6. la ragazza scappa dal luogo (ormai non tanto) sicuro;
  7. la storia continua nel prossimo episodio.
Negli ultimi anni tutti i libri urban fantasy hanno questa medesima trama e anche i personaggi si assomigliano, come se le varie autrici non siano in grado di usare un briciolo di fantasia o come se i libri fossero stati scritti dalla stessa persona.

Wendy è la classica ragazzina immatura che pensa soltanto a se stessa, anche se a volte ha degli sprazzi di responsabilità, come quando chiama suo fratello, gli dice che è costretta a scappare e cerca di tranquilizzarlo; Finn è il figo di turno che salva la protagonista dai cattivi che vogliono rapirla, si innamora di lei, ma, fatalità, non possono amarsi come vorrebbero per causa di forza maggiore.
La vera madre di Wendy è una strega, insensibile e incapace di provare dei sentimenti per la figlia, che non ha avuto il minimo scrupolo ad abbandonarla, anzi se ne esce con scuse a dir poco ridicole.
I cattivi sono i soliti cattivi che si trovano in tutti i libri, il problema è che non sono caratterizzati a dovere e così si hanno i soliti cattivi che sono cattivi perché sì (scusate le ripetizioni) e non vedono l'ora di alzare le mani sulla protagonista nel caso in cui questa non segua alla lettera i loro ordini.

Ho trovato originale rendere protagonisti di una storia i Troll, da sempre considerati brutti e cattivi nelle varie storie e leggende narrate (anche in HP abbiamo i Troll di montagna che non brillano certo per intelligenza e acume), l'unico problema è che descrivendoli come dei semplici umani con qualche potere magico si è persa totalmente quell'aura di mistero e di paura che li ha sempre accompagnati.
Anche in questo caso sembra che l'autrice abbia voluto dare una nota originale a una storia altrimenti trita e ritrita.

Nonostante tutti i miei dubbi e le mie critiche, però, sono curiosa di leggere il seguito di questa saga e vedere un po' come va avanti la storia, la mia speranza è quella di trovare un po' più di sostanza.
Per il momento il mio voto si ferma a ★★★.

Spero che questa mia recensione (un po' tardiva, lo ammetto) sia stata di vostro gradimento, ovviamente se la pensate diversamente da me potete dirlo senza farvi troppi problemi, lo spazio commenti è a vostra disposizione ;)
Miss Anne Lynn

giovedì 29 agosto 2013

{Segnalazione} Il bacio della strega

Autore: Melissa de la Cruz
Data di pubblicazione: agosto 2013
Casa editrice: Leggereditore
Collana: Narrativa
Genere: Paranormal Romence, Urban Fantasy
Pagine: 384
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: C’erano una volta, a North Hampton, tre donne straordinarie che conducevano una vita molto ordinaria. Joanna Beauchamp, capelli grigi e pollice verde, viveva in un’imponente casa coloniale con le sue due figlie, la timida, bionda bibliotecaria Ingrid e la rossa, scatenata barista Freya. Peccato che la loro vita sia solo apparentemente normale, visto che sono in realtà tre dee dell’Asgard: nel nostro mondo, tre streghe. E fra una torta al rabarbaro, un consiglio di lettura e un cocktail ben dosato fanno piovere piccole, generose magie su tutti gli abitanti dell’inconsapevole cittadina. Ma tre streghe non possono restare fuori dai guai a lungo, soprattutto se c’è di mezzo l’amore, umano o divino che sia, reso ancor più complicato da veleni, vendette e maledizioni millenarie. Non ci sarà bisogno di un incantesimo per tenere le lettrici incollate alle pagine di questo nuovo capitolo della saga delle Streghe di East End.

L'autrice: Melissa de la Cruz è una scrittrice filippina cresciuta tra Manila e San Francisco. È autrice di numerosi bestseller acclamati dalla critica, romanzi per ragazzi, tra cui le serie Au Pairs, Ashleys, Angels on Sunset Boulevard, e la serie Sangue Blu, pubblicata in Italia con grande successo da Fanucci Editore. Le streghe di East End (Leggereditore 2012) e Il bacio della strega sono i primi due volumi di una saga amatissima dai lettori americani.


Finalmente il secondo libro della saga delle Beauchamp è arrivato anche da noi ed esce proprio oggi, io sto resistendo dal fiondarmi in libreria, comprarlo e iniziarlo a leggere a tempo di record =D
Se ben vi ricordate ho recensito Le streghe di East End proprio su queste pagine, più precisamente qui e sono curiosa di sapere come continuerà la storia delle tre streghe/dee.

Voi che ne pensate, siete curiosi? L'avete già adocchiato/comprato/ricevuto dalla Leggereditore? =)
Miss Anne Lynn

mercoledì 25 luglio 2012

{Recensione} Ladra di sangue

Titolo: Ladra di sangue
Autore: Cherie Priest
Data di pubblicazione: 24 maggio 2012
Casa editrice: Tre60
Genere: Urban Fantasy
Pagine: 347
Prezzo: 9.90€
Quarta di copertina: Raylene Pendle è una splendida vampira dalla pelle di porcellana e dai capelli neri come la notte. Ed è una delle ladre professioniste più abili in circolazione: da oltre cent'anni sfrutta i suoi poteri per rubare su commissione gioielli e opere d'arte d'inestimabile valore. Oltre a essere personaggi poco limpidi, tutti i suoi facoltosi clienti hanno un'altra caratteristica in comune: sono umani. Perché Raylene è una vampira che non sopporta i vampiri. Ed è quindi con un misto di fastidio e scetticismo che acconsente d'incontrare Ian Stott, un suo simile, che le chiede di sottrarre al governo alcuni documenti riservati che proverebbero l'esistenza del progetto Bloodshot: secondo Ian, infatti, da anni l'esercito compie crudeli esperimenti segreti sui vampiri per scopi militari. Lui stesso è stato catturato e usato come cavia, e ora, dopo essere riuscito a fuggire dai suoi aguzzini, è determinato a vendicarsi per le atroci sofferenze subite.
Non appena accetta l'incarico, però, Raylene capisce di essersi messa nei guai: misteriosi agenti speciali controllano ogni sua mossa, e anche le persone vicine a Ian non sembrano del tutto sincere. Capire di chi ci si può fidare non è semplice, ma per Raylene potrebbe rivelarsi l'unico modo per restare in vita...


In questo libro c'è di tutto e di più, ma in senso buono.
C'è un giallo da risolvere.
Ci sono agenti segreti (in)degni di James Bond.
C'è una vampira ladra che per necessità – o forse per vocazione – si tramuta in una detective pronta a tutto e con licenza di uccidere (sì, ritorniamo sempre al caro, vecchio – neanche tanto – James =D).
Ci sono un vampiro cieco e un ex Navy Seal determinati a scoprire la verità.
C'è un complotto ordito da un essere sconosciuto che fa esperimenti su vampiri e altre creature della notte per conto del governo, mascherando il tutto da ricerca scientifica per potenziare i soldati.
Mescolate il tutto e avrete la trama di Ladra di sangue.

In realtà la trama della Priest è molto più complessa e articolata di come l'ho descritta io, ma questi sono i punti salienti che vedono protagonista Raylene Pendle, vampira ladra con l'avversione per i propri simili, Ian Stott, vampiro non vedente, e Adrian deJesus, ex Navy Seal con qualche segreto e tanta voglia di vendetta.
Il libro mi ha incuriosita fin dal primo momento in cui ho letto la trama sul blog di Glinda, perché, nonostante la presenza dei vampiri, stra-abusati nel panorama fantasy degli ultimi anni, ho subito avuto l'impressione che fosse diverso da tutti gli altri libri che si trovano sugli scaffali al momento. E infatti avevo ragione.
Non ci sono vampiri che sbrilluccicano, la protagonista non è una ragazzina idiota con la mania per i belli e dannati – in tutti i sensi... ok, per i dannati forse sì –, i co-protagonisti sanno il fatto loro e non si lasciano intimorire dagli eventi (tranne un raro caso verso la fine del libro, ma è normale), e la trama è avvincente, non lascia nulla al caso e ti tiene col fiato sospeso fino all'ultima parola.

La storia è dal punto di vista di Raylene, è lei che parla... o forse sarebbe il caso di dire che scrive, perché sembra veramente che la protagonista tenga un diario, raccontando ciò che è accaduto dal momento in cui ha conosciuto Ian in poi.
Questo è indubbiamente il primo libro di una serie, lo si intuisce dal finale aperto e dal fatto che il colpevole sia semplicemente stato nominato, ma che dev'essere ancora tutto spiegato più a fondo. Intanto le vite dei protagonisti continueranno come se nulla – o quasi – fosse successo.
Il personaggio di Raylene mi è piaciuto molto: è determinata, ironica, spiritosa, orgogliosa, non si fa mettere i piedi in testa, soffre d'ansia – non è un pregio, ma fa parte del suo personaggio tutt'altro che scontato e perfetto –, ha manie di controllo,... insomma per essere una donna, ops, una vampira, si può dire che non abbia nulla da invidiare a un uomo, anzi.
Solo una cosa mi ha fatto un po' storcere il naso: uccide con estrema facilità.
Lo so che per un vampiro è normale uccidere, non soffrire di sensi di colpa e tutto il resto, però... non so, mi ha lasciata un po' perplessa.
Anche il personaggio di Ian è molto interessante, d'altra parte dove si è mai visto un vampiro non vedente? Io, sinceramente, non ho ancora letto di questa eventualità, ma sarei comunque interessata a sapere se qualcun altro ne abbia scritto. L'essere impassibile davanti alle difficoltà, riuscire a superarle nonostante tutto, secondo me è soltanto una facciata, perché tra le righe si può notare la fragilità di un uomo – ma sì, chiamiamolo così, non mi va di sottilizzare sul fatto che sia un non morto – che è stato colpito nel profondo dagli eventi, da cose che nessuno si meritava.
Sono convinta, comunque, che la Priest non abbia ancora detto tutto sul passato di Ian e che ci sia qualcosa di inconfessabile che forse si può solo intuire da questo primo libro. Confido che andando avanti con la storia ci sia un approfondimento... altrimenti farò vagare la fantasia e inizierò a scrivere ff anche su questa saga =D
Adrian è il secondo co-protagonista, il suo personaggio mi ha molto colpita fin da subito e non penso proprio che sia ciò che vuol far credere, ma che faccia il lavoro che fa soltanto per necessità – lo so, sono criptica, forse più del solito, ma non voglio togliervi il gusto di scoprire quale sia il lavoro =P –. È un ex Navy Seal, l'avrete capito ormai, colpito nel profondo dal programma Bloodshot, non come Ian, ma anche Adrian è in cerca di risposte, vuole soprattutto sapere cosa sia successo a sua sorella Isabelle (è un nome stra-abusato nelle storie di vampiri e simili, ma non mi pare c'entri qualcosa la Meyer =D). Anche di lui penso scopriremo qualcosa di più andando avanti con la saga, quindi non resta che aspettare.
E poi, ultimi ma non meno importanti, ci sono anche due ragazzini, Domino e Pepper, fratello e sorella orfani che occupano più o meno abusivamente il magazzino di Raylene. I due fanno sembrare il personaggio della nostra ladra un po' più umano e sensibile, anche se lei più volte specifica che non è così e che li tiene come antifurto nel caso qualcuno vada a fare un giretto tra la sua refurtiva – cosa che effettivamente succede.

Il libro è scritto con uno stile accattivante e molto incalzante, cioè le pagine scorrono che è un piacere, infatti neanche mi sono accorta di essere arrivata praticamente alla fine; e i colpi di scena sono all'ordine del giorno. Ladra di sangue mi ha presa fin dalla prima riga, difficilmente mi sono staccata per fare altro.
Per me tutto questo è un bene, perché vuol dire che l'autrice – e Raylene – non mi ha annoiata, ha toccato le corde giuste per tenermi sempre allerta e non farmi dimenticare neanche un particolare. Come ho già detto, nulla è lasciato al caso e si intuisce che tutto verrà spiegato in seguito, in un altro libro.
Stranamente non mi pesa il fatto che non sia autoconclusivo – ma d'altra parte, ultimamente, quale libro lo è? –, anche se non vedo l'ora di leggere ancora della ladra vampira e scoprire come evolverà la storia di Ian.
Da un certo punto di vista, questo libro ha superato di molto le mie aspettative, perché sì, sapevo fosse un libro diverso dai soliti, ma mi ha comunque stupita sotto molti punti di vista, e non pensavo mi sarebbe piaciuto così tanto.

Sulla traduzione, stranamente, non ho nulla da dire, è stato fatto un buon lavoro, migliore di tanti altri libri che ho letto ultimamente... o almeno così mi pare, non sono una cima in inglese, quindi non ho letto l'originale, ma posso dire che non ci sono stati svarioni per quanto riguarda la nostra lingua. Ci sono alcuni refusi qui e là, ma niente di così grave da inficiare la lettura e farmi abbandonare il libro seduta stante.
Quindi posso dire che la Tre60 ha tutta la mia approvazione e di sicuro leggerò qualcos'altro... soprattutto perché i prezzi dei libri non sono malvagi =D

Mi pare di avervi detto tutto... ovviamente consiglio questo libro a tutti gli amanti del genere e anche a qualche giallista, perché anche da quel punto di vista non è male ;)
Voto: ★★★★★
Eruannë.

sabato 21 luglio 2012

{Recensione} Spells

Titolo: Spells
Autore: Aprilynne Pike
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Genere: Urban Fantasy, Paranormal Romence
Pagine: 335
Prezzo: 17.90€
Quarta di copertina: È iniziata l'estate, ma la vita di Laurel non è più la stessa. Ora che sa di essere una fata, non può certo ignorare le sue responsabilità nei confronti del regno di Avalon. Ecco perché, quando viene convocata dall'Accademia delle fate per un corso intensivo di magia, decide subito di partire.
Ad Avalon, Laurel potrà finalmente essere se stessa. Imparerà gli incantesimi che le permetteranno di difendere le porte segrete del regno dal terribile Jeremiah Barnes, realizzando così il suo destino.
Ma tornare ad Avalon significa molto di più. Significa rimettere in discussione tutto e ferire la persona che più ama al mondo, il suo dolcissimo fidanzato umano, David. Perché lì rivedrà Tamani.
Sono passati molti mesi dal loro ultimo incontro, e Laurel crede di averlo dimenticato. Però, quando lui la stringe di nuovo tra le braccia, professandole amore eterno, dentro di lei si risvegliano emozioni inebrianti, emozioni molto diverse da quelle che prova con David.
Ancora una volta contesa tra due mondi, e tra due ragazzi tanto differenti quanto irresistibili, Laurel dovrà compiere una scelta dolorosissima, che forse le spezzerà il cuore per sempre. Ma la salvezza di Avalon è appesa a un filo e per Laurel è giunto il momento di decidere: qual è davvero il suo posto, tra gli umani o tra le fate? E con chi sarà il suo futuro, con il tenero David o con l'affascinante Tamani?


La lettura di questo libro non mi ha impegnato più di tre giorni, infatti le pagine scorrono via rapidissime.

Le 335 pagine si possono riassumere così: dopo la fine della scuola, per le vacanze estive, Laurel va ad Avalon per apprendere i fondamenti della magia, scopre così il luogo in cui è nata e impara gli usi e i costumi aiutata da Tamani.
Poi torna a casa, cerca di mettere in pratica ciò che ha imparato, esce con gli amici e il fidanzato; il fiore che ha sulla schiena fiorisce come l'anno precedente; litiga con David; litiga con Tamani; Barnes si rifà vivo e con lui arriva anche una specie di agente segreta.

La Avalon della Pike è molto interessante (non come quella della Black, ma non si può neanche fare un vero confronto tra le due, la Black vince a occhi chiusi =D), le fate hanno un ordine gerarchico dato dal momento in cui nascono, infatti si dividono in Fate della Primavera, dell'Estate, dell'Autunno e dell'Inverno. Le ultime due tipologie sono le più rare e importanti e quindi le prime si danno da fare per proteggerle e farle vivere serenamente.
Tamani spiega tutto in modo egregio ed è interessante leggere di come vivono e di quello che fanno.

Il problema di questo libro, comunque, è uno solo: la storia ruota attorno a Laurel, e fin qui nulla di strano, ma dov'è il cattivo? Perché Laurel, David, Tamani & co. sembrano dimenticarsene per il 90% del libro, presi come sono dai loro problemi?
Barnes – a dire il vero i suoi tirapiedi – appare per una frazione di secondo durante una festa e poi basta fino alle ultime pagine del libro.
Perché?
Eppure Laurel va ad Avalon proprio per imparare a difendersi con la magia, ma sembra che il problema di un'intera comunità sia un'inezia al confronto dei problemi amorosi del triangolo Laurel - David - Tamani.
Forse pretendo troppo da un libro (e da una saga) come questo, e probabilmente Spells altro non è che un capitolo di transizione tra Wings, testo interessante e che lascia intravedere qualcosa di buono nel mondo Urban Fantasy/Young Adult/Paranormal Romance tutto uguale, e Illusions.
Questo libro mi ha lasciata totalmente spiazzata, perché pensavo che la Pike si fosse impegnata di più e non scrivesse solo per fare soldi a palate con la solita storia trita e ritrita che c'è in ogni libro di questo genere. Evidentemente il fatto che la serie piaccia tanto alla Meyer doveva essere un campanello d'allarme abbastanza evidente... ma io ho deciso di ignorare tutti i segnali.

I personaggi sembrano regrediti all'infanzia, anziché andare avanti e maturare.
Laurel è egoista e se ne stra-frega dei sentimenti dei due bellocci interessati a lei, intanto cerca di capire come mai sua madre la tratti come se non esistesse o, peggio, come se non la riconoscesse come sua figlia.
David e Tamani sembrano burattini, zerbini utili solo a pulire le scarpe di una ragazzina piena di sé che pensa solo a con chi sta meglio dei due; devo dire, però, che alla fine Tamani sembra rinsavire e riacquistare un minimo di dignità... anche se, per sembrare più uomo, avrebbe dovuto dirle le cose in faccia e non far parlare un'altra sentinella. David ama Laurel e farebbe di tutto pur di stare con lei, quindi fa finta di non vedere che tra lei e Tamani ci sia qualcosa (nonostante la pseudo litigata davanti alla vecchia casa di lei).
Le sentinelle, così come le altre fate, sembrano esseri eterei e finti, messi lì solo per fare scena, infatti nel momento in cui succede qualcosa di grave non si sa dove siano finite, anziché proteggere Laurel.
Gli altri personaggi compaiono e scompaiono senza alcuna logica, tanto che non hanno quasi una caratterizzazione "fissa".

Nonostante i problemi più che evidenti di questo libro, qualcosa mi spinge a continuare la lettura della saga, perché sono pronta a riabilitare la Pike... e poi sono curiosa di sapere come continua la lotta tra fate e troll, anche se ho la sensazione che sia relegata a un paio di pagine scarse per lasciare più spazio al triangolo, il vero protagonista.
Mi domando, allora, perché si voglia scrivere qualcosa di fantasy, in cui è presente anche un cattivo, se il tutto deve finire sempre sulla protagonista e i suoi amanti. È perché tira di più una storia paranormale che una normale, vero?
Ai posteri l'ardua sentenza...

Voto: ★★★ e 1/2
Eruannë.

venerdì 20 luglio 2012

{Recensione} Il mendicante di sogni

Titolo: Il mendicante di sogni
Autore: Miriam Mastrovito
Data di pubblicazione: agosto 2009
Casa editrice: La Penna Blu edizioni
Collana: Il calamaio azzurro
Genere: Urban Fantasy, Paranormal Romence
Pagine: 135
Prezzo: 12.50€
Quarta di copertina: I sogni racchiudono i desideri, le fantasie e a volte anche le paure degli uomini. Che succederebbe se ne fossimo privati?
È quello che cercherà di impedire Joshua, approdato a Chissà Dove, il magico regno in cui la fata Maya custodiva i sogni prima che il perfido Nergal la depredasse e le strappasse le ali riducendola in fin di vita.
La sua impresa, costellata di splendidi capolavori disegnati sull'asfalto, si intreccia con le indagini del Commissario Zanetti, che lo riterrà un pericoloso serial killer, e con la rinascita di Daniel, un bambino appena uscito dal coma, che promesso a Maya, la sua salvatrice, due ali fatte di petali bianchi...


L'idea di fondo di questo libro è molto buona, di sicuro innovativa e interessante, infatti mi ha attratta subito quando ho letto della catena di lettura. Purtroppo non mi sento di dare più di tre stelline e mezza, perché ci sono molte cose che andrebbero riviste e, magari, ampliate.

Prima di tutto questo libro è troppo breve, sembra più che altro un riassunto, in certi punti molto dettagliato, di ciò che l'autrice avrebbe voluto descrivere.
Le 135 pagine non bastano a dare l'idea di completezza, ci sono vistosi buchi nella trama e il più delle volte si è preferito omettere raccontando a posteriori ciò che era successo, come nel finale.
I primi capitoli, in cui Joshua è nel castello di Ta'Ziyah, scorrono lenti, l'autrice ha descritto tutto (o quasi) nei minimi particolari cosicché il lettore si potesse immergere nel mondo del protagonista; gli ultimi, invece, sono rapidi, chi legge non ha il tempo di ambientarsi che subito si cambia scenario e si perde così la magia del libro.
La battaglia tra Nergal e Belamir non viene raccontata sul momento ed è di una facilità estrema (io stessa mi sono chiesta "Tutto qui?" leggendo il riassunto fatto da Belamir, perché è davvero troppo semplice e scontata).

I personaggi, seppur ben caratterizzati in certi punti, molto spesso non sono riusciti a trasmettere una certa empatia.
Tutti parlano nello stesso modo: la bambina di 8-9 anni descrive il proprio sogno come il settantenne di qualche capitolo precedente, usa paroloni ed espressioni difficili (l'unica difficile che non riesce a dire correttamente è "genetica", ma quando si tratta di espressioni come "scatto fulmineo" o "dapprima" non ci sono problemi) che chi ha meno di 10 anni non sa che esistono.
Il tossico che Joshua incontra nel castello ha un intercalare giovanile, ma poi anche lui si perde nei meandri dell'aulico, esattamente come tutti gli altri.
Anche Daniel non è da meno, spesso gli vengono messe in bocca parole difficilmente usate da un dodicenne.

Altro punto dolente riguarda gli aggettivi possessivi.
In tutto il libro non c'è un propri/o/a/e neanche a pagarlo oro, sembra che l'autrice non sappia della sua esistenza. Ogni descrizione, ogni paragrafo è infarcito di suo, sua, suoi, anche a poca distanza l'uno dagli altri.
Ripetizioni a non finire... e non solo per quanto riguarda gli aggettivi possessivi.
[E questo mi ha fatto capire che è giunto il momento di scrivere un post che rimando da tanto tempo =D]

È un vero peccato che, come ho già detto prima, il finale sia rapido, quasi l'autrice avesse paura di descrivere una battaglia un po' articolata che non prevedesse l'uso di dialoghi. Sembra che si voglia concludere il più presto possibile perché sono finite le idee per andare avanti.
Mi dispiace che il tutto non mi abbia convinta molto, perché l'idea era davvero molto buona, andava sviluppata molto meglio e con più calma. Penso che nessuno corresse dietro a Miriam o le puntasse una pistola alla tempia perché finisse la stesura del libro entro una data precisa.
Probabilmente la fretta di mettere nero su bianco e, successivamente, della pubblicazione del libro hanno pregiudicato una storia altrimenti bella, interessante e senza sbavature.
So che il libro ormai è stampato, ma se ci dovesse essere una ristampa consiglierei di ampliare i punti oscuri e relegati a due righe di spiegazione, renderei più leggeri certi racconti (vedi quelli dell'anziano senzatetto) e altri, come quelli descritti dai bambini, un po' più alla loro portata, non tanto perché si racconta una favola per i più piccoli, ma per dare davvero l'impressione che siano dei bambini veri a parlare. E, cosa non meno importante, farei rivedere tutta la storia a un buon correttore di bozze/editor, in modo da eliminare paroloni difficili, ricostruire intere frasi senza troppe ripetizioni e sostituire i suo/a/e/i con propri/o/a/e dove necessario.

So di aver distrutto il libro, non descrivendo le cose positive, ma volevo soffermarmi su questi errori per far capire a Miriam e a chi scrive (perché, anche se non sembra, con questo blog non mi rivolgo solo a lettori) cosa c'è che non va anche in un libro buono come Il mendicante di sogni.
Per il resto, cioè l'idea di fondo che ho già citato più volte, questo è un libro che consiglio, perché è interessante e fa sognare =)

Voto: ★★★ e 1/2
Eruannë.

mercoledì 16 maggio 2012

{Recensione} Lo specchio delle fate

Titolo: Lo specchio delle fate
Autore: Jenna Black
Data di pubblicazione: 12 aprile 2012
Casa editrice: Newton Compton
Collana: Vertigo
Genere: Urban Fantasy
Pagine: 282
Prezzo: 9.90€
Quarta di copertina: Dana Hathaway non lo sa ancora, ma sta per cacciarsi davvero nei guai.
Quando sua madre si presenta al saggio di fine anno ubriaca, la ragazza capisce di averne abbastanza: è giunto il momento di prendere un volo che dagli Stati Uniti la porterà fino alla lontana Inghilterra. È diretta verso la mitica città di Avalon, l'unico posto sulla terra in cui il mondo umano e quello delle fate entrano in contatto e dove vivo il suo misterioso padre. Ad Avalon, però, il viaggio comincia ad andare storto e Dana si trova invischiata in un gioco molto pericoloso: qualcuno sta cercando senza dubbio di farle del male. Ma soprattutto, sembra che tutti vogliano qualcosa da lei: sua zia Grace, Ethan, un affascinante ragazzo dotato di straordinari poteri, e Kimber, sua sorella.
Ma cosa, esattamente? Persino suo padre pare intenzionato a tenerla all'oscuro di tutto quello che le sta accadendo... Intrappolata tra due mondi, coinvolta in oscure trame di potere, la ragazza non sa più di chi può fidarsi, ma ha capito bene che la sua vita non potrà più tornare quella di una volta.


Questo libro è bellissimo!
Lo so, l'ho già detto lunedì nel post sulle prime 100 pagine, ma lo penso ancora adesso che l'ho finito.
Avrei voluto che continuasse ancora e ancora e ancora: la storia mi è piaciuta moltissimo, perché non è la solita roba urban fantasy (davanti a questo libro qualsiasi urban fantasy che mi è piaciuto in quest'ultimo periodo di letture sembra un ammasso di parole privo di senso), ma ha qualcosa di originale e l'autrice ha tutta la mia stima.
Poi c'è Avalon e ci sono i fae.
Dana, nonostante i suoi 16 anni e le cotte per i fighi della situazione (in fin dei conti a 16 anni si hanno gli ormoni in subbuglio, quindi è normale), è un personaggio fatto e finito, con un carattere ben definito e che non si lascia soggiogare dagli eventi. Anche nei momenti di pericolo in cui avrebbe voluto un principe a salvarla, ha saputo destreggiarsi piuttosto bene reagendo e non facendo mai la figura della vittima. Come ha detto Ethan a un certo punto nel libro, ha coraggio e si vede.

Il libro narra in prima persona gli eventi che accadono a Dana, una ragazza un po' particolare, visto che non è del tutto umana, ma è per metà fae, suo padre infatti è un pezzo grosso di Avalon.
Dana vive in America con sua madre alcolizzata e, quando quet'ultima si presenta per l'ennesima volta ubriaca e la mette in imbarazzo davanti alla scuola, prende la decisione di scappare, andare da suo padre. È stanca di dover essere l'adulta di casa ed è stanca di non poter vivere una vita serena a causa dei continui traslochi cui la sottopone sua madre.
Fin da quando mette piede in Inghilterra, però, ne succedono di tutti i colori: tanto per cominciare l'amico del padre che avrebbe dovuto andarla a prendere all'aeroporto non si presenta; quando arriva ad Avalon incontra zia Grace e l'incontro non è dei più felici; viene prima rinchiusa da Grace, in attesa che il padre esca di prigione, e poi rapita da due ragazzi, Ethan e Kimber, membri di un particolare movimento studentesco.
Dana, quindi, non sa più di chi fidarsi, perché ognuno dei personaggi che incontra sulla propria strada le racconta una storia diversa, tutto per farla aderire alle proprie mire di potere.

Come ho già detto, i personaggi sono tutti ben caratterizzati, per nulla stereotipati (anche se la zia crudele e il figo che la fa innamorare al primo sguardo sono leggermente dei cliché, ma non mi hanno dato per nulla fastidio, anzi). Anche i personaggi di contorno, come Finn o Lachlan hanno un loro carattere ben definito e non sono delle semplici comparse che arrivano, dicono/fanno qualcosa di importante e poi ritornano nell'oblio. La madre di Dana, comunque, mi ha fatto venire una rabbia incredibile, l'avrei presa a testate più di qualche volta, soprattutto nel finale, ma neanche il padre è così paterno, anche se sono più dalla sua parte che da quella di Cathy.
La Black fa interagire i personaggi in modo credibile, i dialoghi sono sempre ben strutturati e nulla è lasciato al caso. Non ho trovato battutine idiote pur di far dire qualcosa a un dato personaggio quando non si sa come proseguire la storia; non ci sono svarioni all'interno della storia, né incongruenze (tranne qualcosina, ma è tutta colpa di una traduzione e una correzione del testo piuttosto approssimative – cosa succede alle case editrici ultimamente?).
È un libro molto piacevole da leggere, l'autrice ha uno stile veramente accattivante, ironico che fa scorrere le pagine come se nulla fosse, e al tempo stesso affronta temi importanti, come l'alcolismo – che non sempre è gestito bene da alcuni autori –, l'essere maturati in fretta a causa degli eventi dolorosi della vita.
Mi è piaciuto il fatto che la storia "d'amore" (fate finta che abbia messo 50-60 virgolette) tra Dana ed Ethan è molto lasciata ai margini per soffermarsi di più su ciò che accade, sulle disavventure di una Faeriewalker.

La Black, quindi, entra a far parte delle mie autrici preferite, al fianco di J.K. Rowling e Gail Carriger. Il suo stile mi piace moltissimo e la storia che ha imbastito è qualcosa di sublime; adoro la sua Avalon e non vedo l'ora di sapere cosa succederà in seguito, spero proprio che venga pubblicato presto e che altrettanto presto arrivi in Italia.
A proposito della traduzione italiana, consiglierei alla Newton Compton di ricontrollare una volta in più quanto scritto dal traduttore, perché la lettura risultava talvolta difficoltosa a causa di refusi o strutturazione sbagliata delle frasi.

Libro stra-consigliato, comunque!
Voto: ★★★★★
Eruannë.

venerdì 11 maggio 2012

{Recensione} Firelight. La ribelle

Titolo: Firelight. La ribelle
Autore: Sophie Jordan
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Piemme
Collana: Freeway
Genere: Young Adult, Urban Fantasy, Paranormal Romence
Pagine: 280
Prezzo: 9.90€
Quarta di copertina: Discendiamo dai draghi. Siamo dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai Cacciatori. Viviamo nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederci.
Siamo Draki. Io mi chiamo Jacinda e sono il tesoro del mio branco, l'unica capace di soffiare ancora fuoco. Ma dopo aver infranto per l'ennesima volta le regole che proteggono la vita della nostra comunità, sono stata costretta a fuggire insieme a mia madre e mia sorella.
Ci siamo sepolte vive in un'anonima cittadina, dove sono costretta a mantenere l'aspetto umano con il rischio di dimenticare la mia vera natura. Finché non mi sono ritrovata nella stessa scuola del mio Cacciatore.
È possibile una simile coincidenza? Oppure questo bellissimo e pericoloso ragazzo non è quello che la sua famiglia vorrebbe far credere?


Dopo più o meno 24 ore, ecco qui la mia recensione a Firelight. La ribelle di Sophie Jordan che, a dispetto di quanto ho scritto nel post sulle prime 100 pagine, mi è piaciuto veramente molto =D
Non rimangio affatto il mio punto di vista sulla confusione che attanaglia Jacinda, perché ne sono ancora convinta, visto che per tutto il libro continua la tiritera "Voglio andarmene da qui, voglio tornare nel clan" nonostante lei venga a sapere il vero motivo per cui sua madre l'abbia portata via e poi "Non voglio tornare nel clan" ogni volta che pensava alle regole.
In sostanza ho trovato il personaggio di Jacinda un po' infantile e quando sua madre le ha consigliato di crescere, gliel'ho praticamente urlato anch'io.

Questo primo volume della serie di Firelight parla di Jacinda, una ragazza che può trasformarsi in drago, infatti discende, come il suo clan, da questi esseri mitologici e maestosi. È una mutaforma che vive con la propria famiglia, sua madre e sua sorella gemella, in un clan e ha una particolarità che ormai tutti credevano estinta: è una sputafuoco.
Durante un volo non autorizzato (i clan di draki, infatti, hanno regole molto severe su quando si può o meno fare una cosa) sopra uno specchio d'acqua insieme alla sua migliore amica, Jacinda si ritrova a scappare dai cacciatori che vogliono impadronirsi della sua pregiata pelle, del suo sangue e rivenderli agli enkros. E durante la fuga conosce uno dei suoi cacciatori: Will, un bellissimo ragazzo che, a dispetto di ciò che pensava, la protegge e la salva così da morte certa.
Intanto Azure, grazie al diversivo di Jacinda, riesce a scappare e a dare l'allarme al clan. La bravata di Jacinda è la miccia che innesca una reazione in sua madre e costringe loro due e Tamra, la gemella che non è mai riuscita a trasformarsi, a fuggire dal clan e a rifugiarsi in una cittadina in pieno deserto.
La madre di Jacinda spera così che il draki dentro sua figlia prima o poi muoia a causa della mancanza del contatto con la terra, le montagne e tutto ciò che riesce ad alimentarlo, a farlo sentire più vivo che mai.
Ma nessuno ha fatto i conti con Will, che, coincidenza, frequenta proprio la stessa scuola delle due gemelle e fa riemergere il draki assopito in Jacinda ogni volta che si vedono, incontrano, scontrano, baciano.

Una cosa che non sopporto di questi libri è il fatto che la protagonista sia bellissima, si sia appena trasferita in una nuova città e attiri come orsi sul miele i ragazzi della scuola. Nel gergo delle fanfiction questo personaggio si chiama "Mary Sue" ed è odiato quanto temuto da tutti i fanwriter.
Anche qui non manca la ragazza bellissima che non sa di esserlo (vedi che la tua gemella identica a te è bellissima, fatti venire qualche dubbio, no?) e che appena arrivata si fa notare da tutti, anche dalle persone più sgradevoli e antipatiche della scuola.
Come anticipavo ieri Jacinda è piuttosto... confusa. Non si sa bene cosa voglia, perché un giorno dice di volersene andare dal clan, il giorno dopo quando la madre la costringe a scappare vuole restare, quando arriva nella nuova città e scopre alcune cose su di sé vuole trovare un nuovo clan, ma quando capisce cosa prova per Will vuole restare.
Per tutto il libro avrei voluto urlarle "Allora, ti decidi una buona volta?"
L'ho trovata egoista solo qualche volta, quando pensa a sé stessa e si antepone agli altri; poi le tornano in mente Tamra e sua madre e pensa al loro benessere, anche a discapito della propria felicità.
Mi sono resa conto che non è un personaggio così semplice come pensavo all'inizio, etichettandola subito come ragazzina che non sa scegliere cosa vuole (in parte lo penso ancora, eh).

In questo libro, a differenza di tanti altri, c'è una ragione vera e reale per cui Jacinda e Will sono legati, non è solo perché lei è bellissima e lui è un gran figo, o perché sono i novelli Romeo e Giulietta. Ho trovato la loro storia molto bella, anche se il più delle volte avrei preso Jacinda a sberle quando si riprometteva di stare lontana da Will, perché era evidente che non era possibile una cosa del genere, non solo ai fini della trama.
È indubbio, comunque, che Jacinda si sia innamorata di Will perché lui è molto bello (ci viene ripetuto a ogni riga come i suoi capelli risplendano al sole, come i suoi occhi siano magnetici, ecc.), poi è venuto il resto.
Secondo me, però, in questo libro Will non è approfondito a dovere, sembra più una comparsa e questo mi fa sperare che nel seguito sia più... profondo.

Gli altri personaggi che fanno da cornice sono alcuni abbozzati, altri ben descritti anche se talvolta stereotipati.
La gemella di Jacinda è piuttosto vuota, anche se l'autrice ha provato a darle una parvenza di umanità e di caratterizzazione; i cugini di Will sono i classici personaggi brutti e cattivi, stereotipati al massimo e senza il minimo spessore psicologico. L'amica di Jacinda viene per lo più lasciata in disparte, quindi è difficile trovare per lei una descrizione chiara; e la signora Hennessey è la classica vicina che sembra tanto impicciona, ma lo fa solo per solitudine (scusate lo spoiler XD).
La madre di Jacinda e Tamra, invece, ha le idee chiare, non si fa mettere i piedi in testa dagli altri e decide secondo l'istinto cosa sia meglio per la propria famiglia. Non ho condiviso alcune scelte, ma forse è perché non sono madre e non posso ancora capire a pieno.
Cassian l'ho odiato dal primo istante: classico belloccio che punta la protagonista come un segugio e guai a chi gliela tocca, manco fosse di sua esclusiva proprietà... un po' lo è, ma mi ha dato estremamente fastidio il suo atteggiamento. So che doveva essere così e non discuto, però, lo si poteva approfondire e caratterizzare meglio, esattamente come Will, e non lasciare che fosse il bello, ma cattivo e possessivo della situazione.

Passando alle note dolenti, andando avanti con la lettura i refusi e gli errori continuano, alla fine ho cercato di sorvolare il più possibile, ma è stata dura non prendere il pc e mandare una mail di protesta alla Piemme segnalando tutti gli errori che ci sono all'interno del libro.
Ancora mi domando come possa una casa editrice del genere non aver visto. Spero vivamente che nel secondo non ci siano sviste ed errori che solo un bambino al massimo in terza elementare potrebbe fare.

Mi sembra di avervi detto tutto quanto potessi dire senza svelare troppo del libro, che io consiglio senz'altro.
Aspetto trepidante il seguito, perché voglio sapere cosa succede a Jacinda, Will e a tutti gli altri; voglio conoscere come andrà avanti la loro storia perché i due protagonisti sono così dolci insieme ed era da un po' che non mi lasciavo trasportare in una storia d'amore in un libro.

Voto: ★★★★ 1/2
Eruannë.