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lunedì 31 agosto 2020

{Recensione} Falce

Buon lunedì a tutti, cari svelatori di specchi!
L'ultima settimana mi sono presa una piccola pausa qui sul blog (ma se avete visto su instagram sono stata molto attiva) dovuta anche al fatto che non sono riuscita a portare a termine le letture prefissate per il Bout of Books e quindi non avevo particolari aggiornamenti da comunicarvi.
Ieri sera, però, ho finalmente finito un libro che avevo in lettura da un po', ovvero

Titolo: Falce
Autore: Neal Shusterman
Data di pubblicazione: 19 maggio 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Genere: Fantasy, Distopico
Pagine: 360
Prezzo: 20.00€
Quarta di copertina: Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l’umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori.
A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un’immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti.
Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare.
Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l’efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere “spigolato”. In termini meno poetici: ucciso.
Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.
Voto: 


Non riesco a capire se abbia un problema io o se la Mondadori pubblichi libri che sono stati pompati troppo.
Per essere scritto bene, lo è, Neal Shusterman ha creato un mondo futuro credibile e indubbiamente interessante; i personaggi sono caratterizzati benino (adoro in particolare la Veneranda Madame Curie) e la crescita dei protagonisti è lineare e costante, anche se a volte mancano di spessore.
Eppure per più di metà libro mi sono letteralmente annoiata.

Ho letto questo libro in 15 giorni, cosa impensabile per la maggior parte dei lettori, a quanto pare, perché tutti sono stati presi e trascinati nel mondo distopico creato da Shusterman.
Io invece sono stata costantemente in ansia, perché, per quanto fosse interessante la vita delle falci e degli apprendisti, non potevo fare a meno di pensare al fatto che davvero la morte è dietro l'angolo. E questo è stato il pensiero che mi ha accompagnata in ogni capitolo, in ogni spigolatura. Valicava il confine tra finzione e realtà.
Questa cosa non mi è piaciuta affatto, perché va bene essere trascinati nel mondo creato dall'autore, provare ciò che provano i protagonisti, ecc., ma a tutto c'è un limite.
Ho pensato più volte di abbandonare la lettura, perché effettivamente mi metteva angoscia, ma non l'ho mai fatto, in fondo ero curiosa di vedere dove voleva andare a parare l'autore.

Dicevo che la noia l'ha fatta da padrona per la prima metà del libro, perché a parte qualche sprazzo di vita (non è una battuta) qui e là ho visto molte cose che potenzialmente erano buone letteralmente buttate alle ortiche.
Per non parlare del fatto che tutto si svolge con una calma disarmante. La vita delle falci, le spigolature, le vite di chi viene spigolato.
Lento è il termine più adatto a descrivere il primo 50-55% del libro.

Poi per fortuna le cose cambiano e i personaggi iniziano a essere un po' più... movimentati.
Rowan e Citra, i protagonisti, iniziano a prendere sempre più coscienza di cosa vogliono diventare e del modo in cui agiranno se diventeranno falci.
Rowan si ritrova a vivere a stretto contatto con la frangia più sanguinaria delle falci, mentre Citra sarà affiancata dalla Veneranda Madame Curie, empatica e quasi rassicurante.
Il contrasto tra le due visioni del mondo delle falci è notevole, peccato solo che non ci siano sfumature intermedie.
Anche il cattivo è semplicemente cattivo che più cattivo non si può.
Non ha sfumature, è solo la crudeltà fatta a falce.
È vero, la letteratura è disseminata di cattivi cattivissimi e basta, ma negli anni ho letto tantissimi libri in cui i cattivi erano anche umani ed erano diventati cattivi a causa di azioni proprie o altrui (mi viene sempre in mente Voldemort quando si parla di cattivi e, in contrapposizione nella stessa saga, poi penso anche alla Umbridge), qui non c'è nulla di tutto ciò.
Così come i buoni sono buoni e basta, quasi privi di sfaccettature.

Lento, noioso e a tratti scontato.
Un colpo di scena soltanto mi ha sorpresa, ma per il resto sono rimasta piuttosto allibita dal fatto che l'autore, dopo aver creato un mondo così articolato, si sia perso in banalità riguardo alla trama.
Fossi stata in Shusterman avrei strutturato alcune cose in modo totalmente diverso, avrei dato più movimento a tutto, non solo alla seconda parte e in particolare all'ultimo 20-30% del libro.
Avrei anche approfondito un po' di più la parte introspettiva dei protagonisti, perché spesso ci si perde nelle descrizioni di ciò che li circonda, piuttosto che di ciò che provano, quasi fosse un qualcosa di estraneo all'autore stesso.
Capisco che sia il primo libro di una trilogia, ma mi sarei impegnata un po' di più perché il lettore fosse catturato dalla trama, non tanto dall'ansia o dalla noia, ed essere invogliato a continuare la lettura.

Nonostante tutto, però, voglio leggere il seguito, perché gli ultimi capitoli sono stati i più interessanti e questo è dovuto proprio al fatto che dovevano creare l'effetto continuità.
Per il momento ho dato 3 specchi a questo libro, mi auguro che andando avanti le cose migliorino e si definiscano un po' di più, così come spero che i protagonisti vengano curati di più.
Sorvolo sulla parte romantica, perché l'ho trovata ininfluente.

Perdonate la recensione un po'... critica e criptica, ma non volendo fare spoiler, ho cercato di mantenermi sul più generale possibile.
In realtà non so neanche se consigliarvi o meno la lettura di questo libro, vi lascio il libero arbitrio, io vi ho voluto solo dare la mia opinione spassionata, poi ognuno è libero di fare ciò che vuole.

Direi che ho concluso, se avete commenti lo spazio qui sotto come sempre è tutto vostro, non mi resta che augurarvi buone letture e buona settimana,
Annette.

lunedì 10 novembre 2014

{Recensione} The Selection

Titolo: The Selection
Autore: Kiera Cass
Data di pubblicazione: marzo 2013
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Pickwick
Genere: Distopico
Prezzo: 9.90€
Quarta di copertina: In un futuro lontano, in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l'erede al trono seleziona la propria moglie con un reality show. Spettacolare. Per molte ragazze la Selezione è l'occasione di una vita. L'opportunità di sfuggire a un destino di miseria e sognare un futuro migliore, fatto di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America è un incubo. A sedici anni, l'ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa in un palazzo che non conosce. Perdendo così l'unica persona che abbia mai amato, il coraggioso Aspen. Poi però America incontra il principe Maxon e le cose si complicano. Perché Maxon è affascinante, dolce e premuroso. E può regalarle un'esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare...


Da tempo vedevo in libreria questo libro e ho letto opinioni molto contrastanti sui blog, quindi ho aspettato l'edizione economica.
Devo dire che non sono affatto delusa: il libro mi è piaciuto molto, la trama (forse un po' scontata in alcuni punti) è ben congegnata e i personaggi non sono male. Anche l'idea di fondo non mi è dispiaciuta, anzi, l'ho trovata originale e ben sfruttata.

America è una ragazza come tante, se non fosse che è una Cinque, quindi appartiene a una casta di molto inferiore a quelle che possono garantirle un'esistenza felice e senza probelmi.
Vive con la famiglia in Carolina, una regione di Illea, ha un fidanzato (di nascosto da tutto e tutti) che ama, Aspen, nonostante sia un Sei non vede l'ora di poter mettere su famiglia con lui.
Tutto sarebbe perfetto e potrebbe andare per il meglio se non fosse che il principe Maxon debba trovare moglie e così viene inviata una lettera a tutte le ragazze in età da matrimonio dello stato.
America non vuole assolutamente partecipare, il suo principe lo ha già, ma proprio lui la costringerà a inviare la propria candidatura.
E, ovviamente, America sarà una delle candidate alla Selezione e il suo mondo sicuro inizierà a vacillare.

Ho odiato Aspen per buona parte del libro, l'ho trovato un po' stupido, ma per fortuna si riabilita abbastanza nel proseguo della lettura.
Mi sono rivista molto in America, soprattutto quando Aspen si comporta da bastardo insensibile e *aggiungere qui insulto a piacere*; non posso non rispecchiarmi in una persona che, seppure immaginaria, ha provato quello che ho provato io tempo fa.
L'unica differenza è che lei ha conosciuto Maxon che ha cercato di esserle amico e di tirarle su il morale, capendola e supportandola, io sono rimasta a crogiolarmi nel dolore per anni =D
Maxon è senz'altro un personaggio interessante: è il principe ereditario di Illea, ma questo non gli impedisce di essere un ragazzo insicuro e che non ha mai avuto grandi occasioni per uscire con le ragazze. Quindi la Selezione è l'unico modo che ha per trovare l'anima gemella.
Mi ha fatto molta tenerezza, perché non si può non provare un sentimento del genere quando vedi una persona che, nonostante il rango e la posizione che ricopre, è insicura, timida e molto impacciata.
Mi è piaciuto molto il fatto che America avesse una certa influenza positiva su Maxon e che lo facesse riflettere sui problemi della gente che popola il suo regno, soprattutto per quanto riguarda quelli di caste inferiori alla Quattro e che devono fare salti mortali per mangiare e vivere. È uno spaccato di società non molto lontano da quello attuale, in fondo.

Le altre partecipanti alla Selezione sono per lo più abbozzate, tranne quelle più vicine ad America, che sono molto ben caratterizzate.
Provo un odio profondo per Celeste, che mi ricorda molto altri personaggi privi di scrupoli e di coscienza di cui ho letto altrove... e probabilmente anche visto in giro durante la mia vita. È una persona estremamente irritante e che cerca sempre la lotta per far escludere le altre e avere così la vittoria. America è veramente brava a tenerle testa e a non reagire mai alle provocazioni, io di sicuro le avrei già sbattuto la testa al muro.
E spero proprio che Celeste si auto-elimini nel prossimo libro =D

La trama è molto fluida, non ci sono particolari scossoni e, anche quelli che potrebbero essere tali, non lo sono poi molto. Sarà che, come ho già detto, certe cose me le aspettavo, quindi non ho avuto moltissime sorprese.
Lo stile dell'autrice mi piace e penso proprio che leggerò anche i libri successivi, un po' per sapere come continua la Selezione, un po' per scoprire come si evolverà il triangolo (lo so, piccolo spoiler, chiedo venia) e un po' per leggere del futuro di Illea.
Certo non è un libro eccelso, ma è molto ben costruito e l'autrice non si è mai persa pezzi per strada (a parte il fatto che in un punto viene detto che sono rimaste venticinque ragazze e poco dopo devono tornare a casa trentaquattro, quindi mi sono chiesta se qualcuno si fosse accorto che ce n'erano dieci di troppo... ma forse era un discorso più generale, visto che sono partite in trentacinque); si legge in poco – io ci ho messo un po' di più perché avevo in lettura altri libri – e la storia segue proprio la crescita di America all'interno della competizione, sia dal punto di vista psicologico, sia dal punto di vista caratteriale.

Non ha particolari punti deboli, forse solo il fatto che la storia non sia particolarmente articolata, ma mi aspetto più scossoni e più colpi di scena nel prossimo... spero di non restarne delusa.

Detto questo, il mio voto è di

Spero di non avervi annoiati con questa mia recensione.
Buone letture,
Annette.

giovedì 30 ottobre 2014

{Recensione} Il Giardino degli Aranci. Il Mondo di Nebbia

Autore: Ilaria Pasqua
Data di pubblicazione: 14 maggio 2014
Casa editrice: Nativi Digitali Edizioni
Collana: NSF (Non Solo Fantasy)
Genere: Fantasy, Distopico
Prezzo: 0.99€
Quarta di copertina: Il Mondo di Nebbia, dove Aria e il fidato amico Henry vivono e frequentano un liceo come tanti altri ragazzi, nasconde dei segreti inquietanti, come incubi che prendono forma e sono in qualche modo collegati ai Cinque Sacerdoti, misteriosi individui che controllano la città. Aria non è però una ragazza come tutte le altre: in quel mondo ha la sensazione di "girare a vuoto", e dentro di sé sospetta che dietro ai suoi incubi ci siano verità dimenticate... sarà l'incontro con Will, che come lei sembra frustrato e insoddisfatto da quella realtà, a rivelarle che tutto quello in cui credeva prima è nient'altro che un'illusione. Qual è la verità dietro quel mondo? Chi sono i Cinque? E in che modo Aria ha il potere di cambiare tutto?


So che questo post era atteso con ansia, visto che ve l'ho promesso la scorsa settimana, ma ho voluto prendermi un po' di tempo per scrivere una recensione più chiara possibile.
Devo essere sincera, ho avuto un po' di difficoltà nella lettura del libro sia perché dopo un tot di pagine non riesco più a leggere su uno schermo (che sia del computer, dell'iPad o dello smartphone), sia perché la struttura della trama era piuttosto lenta all'inizio e un po' confusa poi. Bene o male si riesce a capire la storia, quali siano i protagonisti e quale sia il fine da raggiungere. Il problema è la scrittura non sempre fluida (complici anche alcuni errori madornali di italiano) e il fatto che l'autrice inserisca dei salti temporali che si sarebbero potuti integrare un po' meglio nella storia.

La protagonista del romanzo è Aria, una ragazza che vive in un mondo governato da Cinque Sacerdoti, entità che si nutrono degli incubi dei cittadini della città che governano.
Tutto è sempre avvolto da una fitta nebbia, il sole si vede a malapena.
Pian piano Aria si rende conto di girare a vuoto e di voler capire cosa sta succedendo realmente. Entra così in contatto con Will, un ragazzo un po' strano che tende a stare isolato dagli altri.
Will le insegnerà a trattenere gli incubi e Aria inizierà a ricordare la sua vita prima dell'essere arrivata in città.

Lo so, il riassunto non è dei migliori, ma ho paura di svelare troppi dettagli che è meglio rimangano nascosti, altrimenti vi rovinerei la lettura.
Detto questo, sono contenta che anche gli autori italiani si interessino al genere distopico, che mi affascina già da un po' e che ha qualcosa di interessante, perché a differenza degli altri fantasy, immerge il lettore in una realtà portata agli estremi.
Nel nostro caso, i Cinque Sacerdoti sono gli artefici (insieme a una donna anziana) di una realtà in cui le persone non invecchiano e vivono come in una bolla. Gli incubi sono molto importanti, soprattutto per i Cinque, perché grazie a essi si nutrono e riescono a mantenere il controllo di questa realtà fittizia.
Non avrebbero mai potuto immaginare, né ci avrebbero creduto se qualcuno glielo avesse rivelato, che i loro sogni notturni, oltre a tenerli prigionieri in quella città, alimentavano il dominio e permettevano la sopravvivenza dei Cinque. Le persone non potevano sapere neanche che fossero al centro di un inquietante progetto che i Sacerdoti tenevano nascosto.
[...]
L'energia veniva assimilata dai Cinque e automaticamente quel mondo veniva ricaricato, confermando un altro giorno.
Questo è uno dei particolari che più mi ha affascinata e che mi ha invogliata a proseguire la lettura, oltre al fatto che l'ho trovato molto originale.

L'inizio, purtroppo, è stato molto lento e più volte ho pensato di abbandonare la lettura, perché mi stavo un po' annoiando, ma ho tenuto duro e un po' ne è valsa la pena.
Le descrizioni dei luoghi e dell'atmosfera sono molto vivide e sembra proprio di vivere lì, anche se talvolta mi sono accorta di perdermi qualcosa. Non so bene come spiegarlo, ma probabilmente è dovuto al fatto che ho letto il libro a pezzi nei ritagli di tempo e distogliendo più volte lo sguardo dal testo, perché, come già detto, dopo un po' la lettura a schermo mi dava fastidio.

Un altro punto a sfavore, mi dispiace dirlo, è l'italiano e, di conseguenza, lo stile dell'autrice, che non aiutano il lettore a immergersi fino in fondo nel mondo del libro.
Spesso ho trovato errori (esempio tra tutti lievitazione anziché levitazione. So che lievitazione è usato molto spesso col significato di librarsi in aria, ma io l'ho trovato stucchevole e mi sono chiesta se il Sacerdote fosse un pezzo di pane che stava prendendo forma o qualcosa di più simile a un uomo), altre volte ho trovato delle frasi costruite veramente male e che non permettevano una lettura fluida.
Senza parlare poi delle contraddizioni nei movimenti dei personaggi: c'è un passaggio nel libro in cui Will, Aria, Henry e Isaac parlano nel Giardino degli Aranci, un attimo prima i tre amici sono seduti sul muretto e Isaac è in piedi, l'attimo dopo, senza dire nulla, i ruoli sono invertiti, cioè Isaac è seduto e gli altri sono in piedi, infatti l'autrice li fa sedere nuovamente sul muretto.
Oppure verso la fine, Will ha le braccia legate dietro la schiena, ma non si sa come – perché non viene descritto – un uomo gli rompe il braccio e poi lo stesso Will se lo stringe al petto con l'altra mano, la mia domanda è, quindi, quando è stato slegato?
Forse per molti sono dettagli insignificanti, ma per me sono fondamentali, perché errori di questo tipo mi fanno distrarre dalla lettura e penso a cosa possa essere successo nel frattempo, allantonandomi così da quello che viene dopo.

All'interno della storia sono comparsi svariati personaggi, tutti molto ben caratterizzati, infatti mi sono piaciuti molto Will, Henry e Aria, che sono i protagonisti, e li ho trovati molto realistici; il problema, secondo me, è rappresentato dal personaggio di Dan, che entra nella storia senza essere presentato, Aria lo chiama per nome da un momento all'altro, ma in un primo momento non è dato sapere come lo conosca, anzi, io ho pensato ci fosse un errore, uno scambio di persona. Andando avanti con la lettura, invece, si conosce meglio anche lui e si capisce abbastanza che ruolo abbia nella storia.
Una cosa che ho molto apprezzato è il fatto che la storia d'amore non sia centrale, ma rimane ai margini e quindi è come se fosse una parentesi, mentre la parte più importante, la ricerca di verità e di quel qualcosa che faccia uscire i protagonisti da un mondo fittizio e illusorio, è molto presente.
Non ho invece apprezzato che tutti i maschi, chi più, chi meno, siano attratti da Aria. Io capisco che abbia un carattere molto particolare e che intrighi col suo modo di fare (anche se spesso le avrei tirato qualche sberla, visto l'egoismo che dimostra), ma l'ho trovato un po' forzato e in quei momenti Aria mi sembrava una Mary Sue fatta e finita.

Pecche a parte, sono molto curiosa di leggere il secondo libro della saga, perché voglio proprio sapere come continuerà la lotta tra Aria, Henry, Will e i Cinque Sacerdoti.

Voto: 

Spero comunque che questa mia recensione non vi abbia fuorviati troppo e, anzi, spero di avervi invogliati alla lettura di questo libro, soprattutto perché ho cercato di spoilerare il meno possibile e, quindi, se volete conoscere i particolari della storia, vi consiglio di leggerlo =D

Non perdete i prossimi post, perché ci sarà una sorpresa, ma non vi voglio anticipare nulla!

Buone letture,
Annette.