martedì 17 novembre 2020

Il grande libro dei gialli di Natale: Presentazione dell'evento

Buon martedì, miei cari svelatori di specchi!
Spero che abbiate iniziato la settimana meglio di me, che mi sembra di aver già vissuto almeno tre o quattro giorni...
 
Quest'oggi un post breve, solo per presentarvi a grandi linee il prossimo Review Party e che coinvolgerà il mio blog e quello di altre ragazze, nonché i nostri profili instagram.

Cosa succederà?
Da domani, 18 novembre, fino al 23 potrete trovare su instagram un simpatico calendario dell'Avvento anticipato, in cui presenteremo alcuni approfondimenti sugli autori dei racconti del nuovo Drago della Mondadori, ovvero Il grande libro dei gialli di Natale.
Ognuno di noi si è suddiviso la raccolta di racconti, in queste settimane li abbiamo letti e il 24 novembre, data di uscita del libro, troverete su ogni blog la recensione di alcuni gruppi di racconti.

Quali blog e profili instagram?
» Il confine dei libri ~ blog | IG
» Hook a Book ~ blog | IG
» La Petite Pritt ~ blog | IG
» Evenstar Johanna ~ blog | IG
» Café Littéraire da Muriomu ~ blog | IG

Ma vediamo un attimo il libro in questione più nel dettaglio.
 
Titolo: Il grande libro dei gialli di Natale
Autore: aa.vv. (a cura di Otto Penzler)
Data di pubblicazione: 24 novembre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Genere: Giallo
Pagine: 840
Prezzo: 25.00€
Quarta di copertina: 60 racconti natalizi pieni di mistero, ingegno, orrore e divertimento
Da Agatha Christie a Ellery Queen, fino ad Arthur Conan Doyle, ma anche Ed McBain o R.L. Stevenson e tantissimi altri, i più grandi giallisti (e non solo) si sono misurati volentieri con il tema natalizio, in tante declinazioni diverse. Questo volume, dalla veste editoriale preziosa ed elegante, ne raccoglie decine, per esplorare le diverse sfumature della festa più amata, da quelle tradizionali a quelle insolite e divertenti, fino a quelle più sconcertanti e spaventose, e persino vagamente trash. 

All'interno del volume davvero corposo i racconti sono divisi in sezioni:
🎅🏻 Un piccolo Natale tradizionale
🎅🏻 Un piccolo Natale buffo
🎅🏻 Un piccolo Natale sherlockiano
🎅🏻 Un piccolo Natale pulp
🎅🏻 Un piccolo Natale occulto
🎅🏻 Un piccolo Natale spaventoso
🎅🏻 Un piccolo Natale sorprendente
🎅🏻 Un piccolo Natale moderno
🎅🏻 Un piccolo Natale sconcertante
🎅🏻 Un piccolo Natale classico
 
Ormai avrete capito che io adoro i gialli e non potevo non partecipare a questo evento, per cui ringrazio fin da ora le ragazze de Il confine dei libri e la Mondadori per avermi dato l'opportunità di leggere in anteprima il libro e organizzare insieme a loro tutto ciò che farà da cornice a questa nuova uscita.

Se non l'avete ancora fatto, segnate sul calendario le date che ci separano dall'uscita del libro e non perdetevi i vari approfondimenti su instagram!
 
Ma prima di lasciarvi, voglio mettervi alla prova: secondo voi di quali sezioni parlerò nella mia casellina del calendario dell'Avvento e nella mia recensione della prossima settimana?
Largo alle ipotesi, lo spazio commenti è a vostra disposizione.

Non mi resta che augurarvi buona serata e buone letture,
Annette.

giovedì 12 novembre 2020

{Review Party} Cheshire Crossing

Buongiorno, miei cari svelatori di specchi!
Eccoci qui con una nuova recensione per un Review Party e di un libro che ho potuto leggere in anteprima qualche settimana fa.
Ringrazio la CE per avermi dato nuovamente la possibilità di leggere la graphic novel in questione e poterla recensire e Giusy del blog Divoratori di libri per avermi coinvolta.
Vi starete chiedendo quale sia il libro in questione, anche se dal titolo potrete forse immaginarlo, si tratta più precisamente della nuova graphic novel edita dalla Mondadori, ovvero

Titolo: Cheshire Crossing
Autore: Andy Weir, Sarah Andersen
Data di pubblicazione: 17 novembre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Ink
Genere: Fantasy
Pagine: 128
Prezzo: 18.00€
Quarta di copertina: Sono passati anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno compiuto i loro favolosi viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e sull’Isola-che-non-c’è. Ora eccole qui, ormai adolescenti, a Cheshire Crossing: una scuola molto speciale dove impareranno a gestire le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici.
Ma proprio non sanno starsene buone buone sedute al banco, e iniziano di nuovo ad attraversare le dimensioni, lasciandosi dietro una scia di caos completo. E se fosse solo un po’ di confusione il problema, poco male. Il fatto è che, senza volerlo, fanno incontrare la malvagia Strega dell’Ovest e Capitan Uncino, uniti ora in una coppia davvero diabolica.
Per fermarli le tre ragazze dovranno fare ricorso a tutti i loro poteri e mettere insieme una squadra di improbabili alleati da tutto il multiverso!
Cheshire Crossing è un viaggio vertiginoso, divertentissimo e sconfinato attraverso i classici della letteratura e i loro mondi fantastici come non avete mai osato immaginarli.
Voto: 


Di certo questa è una graphic novel molto particolare.
Personalmente mi ha attirata dal primo momento in cui ho visto le foto sul profilo instagram della Oscar Vault, perché, insieme al Drago con i tre romanzi classici, era davvero interessante e intrigante.

Andy Weir nell'introduzione parla della sua passione per le fanfiction e di come gli sia venuta l'idea per Cheshire Crossing e io non posso che approvare in pieno tutto ciò.
Come saprete anch'io per anni (e anche un po' durante la quarantena) mi sono dilettata con le fanfiction, su EFP ne trovate ancora tantissime che ho scritto e pubblicato, sono per lo più di Harry Potter, quindi capisco perfettamente cosa prova Andy.
Sapere e conoscere così un altro fanwriter è bellissimo!

Ma veniamo alla storia vera e propria.
Le protagoniste sono Alice, Wendy e Dorothy, ma non sono più le bambine che sono state catapultate in mondi sconosciuti e magici, sono cresciute e sono state mandate in un collegio davvero particolare: Cheshire Crossing.
Da quando hanno fatto ritorno dalle rispettive famiglie dopo i loro viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e nell'Isola-che-non-c'è e hanno raccontato quanto accaduto loro, sono state considerate pazze, e per questo, portate da un istituto all'altro perché i dottori le potessero curare.
Cheshire Crossing, invece, sembra un collegio, anche se ha solo tre studentesse, ma questo non le ferma dal combinare qualche guaio e tutto ha inizio quando Alice ruba le scarpette magiche di Dorothy e si ritrova con Wendy a Oz.

Alice è una ragazzina scontrosa e arrogante, pensa di sapere tutto e di avere sempre ragione, non ha peli sulla lingua e dice ciò che pensa senza preoccuparsi troppo delle conseguenze; Wendy è più sbarazzina, anche se ha timore di qualcosa, cerca di tenere Alice coi piedi per terra e di farla ragionare per il meglio, esattamente come farebbe una mamma chioccia; Dorothy è la più pacata delle tre, quasi rassegnata a vivere in un nuovo collegio e a essere controllata.

La graphic novel è davvero interessante, come ho già detto, perché amalgama molto bene i tre personaggi principali, mostra le protagoniste cresciute, adolescenti, in un mondo che le vorrebbe controllare e far passare per normali, anche quando è evidente che non lo sono.
Pian piano scoprono i poteri che possiedono e li affinano fino a controllarli per riuscire a rimediare ai guai che hanno combinato.

Nella storia ritroviamo anche i cattivi di due dei tre romanzi (la Regina di Cuori non è presente nell'intera storia, ma la sua presenza comunque si sente).
Per dirla con il gergo delle fanfiction, devo dire che li ho trovati molto IC (in character) e anche loro sono stati resi in modo egregio, un po' sopra le righe, ma assolutamente fedeli agli originali.
Il rapporto tra Capitan Uncino e la Strega dell'Ovest si fa subito intenso, un vero e proprio colpo di fulmine che, ovviamente, andrà a unire le forze dei due antagonisti nei confronti delle protagoniste e che comunque non impedirà ai due di vivere la loro storia d'amore.

Un personaggio che ho adorato tantissimo è quello della signorina Poole... chissà come mai, eh?! (Chi leggerà la graphic novel e mi conosce può ben immaginare il motivo)
I personaggi secondari hanno la stessa importanza e sono caratterizzati molto bene, mantenendo anche alcune manie degli originali, questo rende la storia un crossover molto credibile, quasi che i tre autori che hanno creato Oz, il Paese delle Meraviglie e l'Isola-che-non-c'è si siano messi d'accordo per approfondire le storie e amalgamarle.
Anche i nuovi personaggi, creati per l'occasione, sono credibili e ben caratterizzati. Si vede che l'autore non ha voluto lasciare nulla al caso, anzi, si è impegnato davvero molto.

Sarah Anderson è stata davvero brava a rendere le idee di Andy così vivide e non ha tralasciato alcun particolare.
Il tratto è semplice, fa sembrare la graphic novel un libro illustrato per bambini, ma la storia in sé non lo è affatto e questo dà al libro quella giusta dose di dubbio e ambiguità. D'altra parte anche i romanzi da cui sono tratti i personaggi non sono poi tanto per bambini, visto che esplorano tutti dei sotto temi tutt'altro che per l'infanzia.
Interessante, quindi, questa dualità: da una parte l'aspetto più fanciullesco, dall'altra la maturità dei temi trattati.

Vi consiglio di leggere questa graphic novel se volete ritornare in tre mondi immaginari che ci accompagnano fin da bambini, se volete immergervi in un crossover davvero riuscito o anche solo se volete qualche ora di svago.

Vi lascio qui di seguito il banner con gli altri blog che partecipano al Review Party e che hanno iniziato a postare le loro recensioni già lunedì.

Non mi resta che augurarvi buone letture e spero vivamente leggerete questa graphic novel,
Annette.

lunedì 9 novembre 2020

{Review Party} Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes

Buongiorno, miei cari svelatori di specchi!
È da qualche settimana che non ci sentiamo qui sul blog, nonostante io abbia letto alcuni libri degni di nota di cui vi parlerò presto (spero).
Ma oggi è giunto il momento per un nuovo Review Party, questa volta tutto dedicato al mio investigatore preferito.
Ringrazio la CE per avermi dato nuovamente la possibilità di leggere la graphic novel in questione e poterla recensire e Francy del blog Coffee & Books per avermi permesso di partecipare al suo evento.
Il libro in questione è:

Titolo: Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes
Autore: aa.vv.
Data di pubblicazione: 27 ottobre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Genere: Giallo
Pagine: 1008
Prezzo: 28.00€
Quarta di copertina: Il più grande investigatore di tutti i tempi vide la luce dalla pena di sir Arthur Conan Doyle nel 1887 ed è stato protagonista di quattro romanzi e oltre cinquanta racconti. Che non sono bastati, però, a narrarne tutte le vicende. Quella lacuna viene colmata da altri scrittori, tutti di grande calibro, che si sono cimentati con il personaggio da cui è nata la letteratura poliziesca. Da Neil Gaiman a Stephen King, passando per Anne Perry, Anthony Burgess e molti altri, sono in tanti ad aver voluto regalare nuove vite all’investigatore di Baker Street. I loro racconti sono riuniti in questo imperdibile volume.


Sherlock Holmes è senz'altro il mio investigatore preferito (sì, batte perfino Poirot e tutti gli altri).
Leggere parte dei racconti raccolti in questo libro è stato davvero interessante, soprattutto perché mi ha dato la possibilità di apprezzarlo anche dalla penna di altri autori.

I racconti che ho letto io erano scritti sia da sir Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock, sia da altri autori molto versatili, tra cui anche Stephen King o James Matthew Barrie.
L'idea della raccolta era proprio questa: racchiudere in unico libro i racconti che hanno per protagonista Sherlock e che poco hanno a che fare con l'immensa bibliografia scritta da Doyle.
È bello vedere come, anche se il personaggio di Sherlock è stato ucciso dal suo ideatore, tantissimi autori e scrittori abbiano voluto rendergli omaggio scrivendo a loro volta qualche episodio di vita.

Nei primi due racconti, scritti proprio da Doyle, La fiera per il campo e Watson impara il trucco, Sherlock Holmes vive la quotidianità con Watson, non ci sono grandi casi da risolvere, se non dare qualche consiglio al dottore che segue il protagonista.
Sono entrambi racconti divertenti, che mettono in luce anche l'ironia e l'autoironia dei due protagonisti.
Il padre di Sherlock Holmes prende lo spunto anche da avvenimenti personali per trasportarli sulla carta e farli vivere ai propri personaggi.

Gli altri racconti che seguono questi piccoli spaccati di vita, sono invece stati scritti da altri autori e sono tra quelli più noti non attribuiti a Doyle.
L'Amleto unico di Vincent Starrett racconta in breve un caso di rapida risoluzione che vede protagonista il massimo esperto di Shakespeare e una presunta prima edizione de L'Amleto appartenente a un suo grande amico.
La vicenda è narrata in modo molto asciutto, sembra davvero scritta dallo stesso Doyle, segno che Starrett è versatile e attento. È una vicenda abbastanza rapida, ma allo stesso tempo molto dettagliata, così che anche il lettore possa farsi un'idea di ciò che succede.

Il portasigari scomparso di Bret Harte, invece, è un racconto piuttosto surreale ed estremamente parodistico, infatti anche il nome del protagonista non è Sherlock bensì Hemlock Jones.
L'autore ha voluto stravolgere quasi completamente il protagonista, calcando molto la mano sulle sue stranezze e fissazioni, quasi a volerlo rendere ancora più irrealistico.
Di certo non è il mio racconto preferito tra quelli che ho letto, ma rende molto bene e stuzzica il lettore al punto giusto, soprattutto nella parte della risoluzione del mistero. Chi dunque avrà rubato il portasigari di Hemlock?

Il ricercato di Arthur Whitaker è un altro racconto che sembra scritto da Doyle, rompicapo al punto giusto, che vuole mettere il lettore alla prova.
Il colpevole stavolta è noto, ma ciò che bisogna scoprire è il modo in cui riesce a farla franca: ci sono tantissimi indizi che il lettore può liberamente decidere se metterli insieme e formare il puzzle di Sherlock, oppure può scegliere di seguire le orme dell'ispettore Lestrade.

Poi ci sono quattro racconti brevi che calcano la mano su alcuni aspetti caratteristici di Sherlock Holmes e si trovano in bilico tra parodia, nonsense e satira: L'avventura dei due collaboratori di James Matthiew Barrie, I segugi di O. Henry, Holmes e la maliarda di A.B. Cox e Un implacabile racconto poliziesco di Stephen Leacock (quest'ultimo il più breve di quelli che ho letto).
Tutti sono scritti davvero bene, rendono il personaggio a volte una macchietta, altre davvero somigliante all'originale. C'è chi ha deciso di cambiargli nome e chi, invece, l'ha reso così com'è descritto da Doyle.

L'ultimo racconto che ho letto, poi, è quello di Stephen King, Il caso del dottore.
King ha più di un talento straordinario: riproduce con estrema fedeltà lo stile di Doyle (anche altri autori che vi ho citato qui l'hanno fatto, ma lui ha quel non so che che lo distingue dagli altri), tiene incollato il lettore alle pagine.
Il racconto in questione è forse il più lungo tra quelli che ho letto e devo dire che scivola via senza intoppi, senza problemi di stile o altro. Davvero notevole.
Non vi svelo di cosa tratta il racconto per non spoilerarvi troppo... e poi perché dovete leggerlo!

Come per la raccolta su Poirot, vi consiglio vivamente anche questo bel drago, soprattutto se, come me, amate Sherlock e volete leggerlo in situazioni diverse dalle solite a cui sir Arthur Conan Doyle ci ha abituati.
A mio avviso è una raccolta curata molto bene, che vale senz'altro i 28.00€ del costo (mi rendo conto che sono tanti).
All'interno ci sono diverse sezioni, hanno tutte dei temi particolari che comunque fanno da fili conduttori per i diversi racconti. Si passa da quelli più ironici a quelli più seri, che ripercorrono anche dei missing moments (chiamati in gergo da fanfiction) tra uno o l'altro libro.
Gli autori sono vari e più o meno noti, come quelli che vi ho citato io. Per citarne altri: Davis Grubb, Edmund Pearson, Hugh Kingsmill, August Derleth, Robert Barr, Laurie R. King, S.C. Roberts, Leslie S. Klinger e tanti altri.

Stavolta non mi sono dilungata troppo sui singoli racconti, principalmente perché sono davvero brevi e avrei rischiato di rovinarvi la lettura, spero comunque di avervi incuriosito almeno un po'.

Vi lascio qui di seguito il banner con gli altri blog che partecipano al Review Party e i link diretti ai blog che oggi hanno pubblicato una recensione:


Vi auguro come sempre buone letture e spero di non averla fatta troppo lunga e/o di non aver spoilerato troppo,
Annette.

mercoledì 21 ottobre 2020

{Review Party} Le Diecimila Porte di January


Buongiorno, miei cari svelatori di specchi!
Nelle ultime settimane il blog si è popolato di collaborazioni, review party e blog tour, questo perché ho iniziato a collaborare più a stretto contatto con altri blogger (accidenti a Facebook e Instagram) e le CE hanno pensato bene di far uscire adesso tantissimi libri iper-mega-super interessanti.
Dopo la batosta de La guerra dei papaveri (qui trovate la mia recensione della scorsa settimana), mi sono rifatti gli occhi grazie a Le Diecimila Porte di January.
Prima di proseguire ci tengo a ringraziare Nia per avermi coinvolta nell'iniziativa insieme alle altre ragazze e la CE per avermi permesso di leggere in anteprima il libro.

Titolo: Le Diecimila Porte di January
Autore: Alix E. Harrow
Data di pubblicazione: 13 ottobre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Fantastica
Genere: Fantasy
Pagine: 396
Prezzo: 20.00€
Quarta di copertina: Estate 1901. Un’antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto.
Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti “di un valore singolare e unico”, e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura. Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d’argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma.
Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: LE DIECIM POR. Un libro che ha l’aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei
Voto: 

Era da Il porto proibito che non leggevo qualcosa di simile, così coinvolgente e toccante. E credo sarà molto difficile riuscire a trovare le parole giuste per descriverlo senza scadere negli spoiler.

Questo libro mi ha subito interessata, soprattutto dopo aver iniziato a vedere Locke & Key su Netflix, quando ho letto che uno dei personaggi aveva lo stesso nome, mi è sembrato quasi destino che io dovessi leggere questo libro.

Ma partiamo dalla protagonista: January è una ragazzina che narra la sua storia fatta di Porte che si aprono su luoghi strani e magici. Fin da piccola non capisce molto bene cosa sia lo strano potere che possiede, quello di riuscire ad aprire le Porte, lo associa più che altro all'influenza che i romanzi a puntate che legge su alcune riviste hanno sulla sua mente e la sua immaginazione.
Vive col signor Locke mentre suo padre è sempre in viaggio per quest'ultimo. Per lei il signor Locke è una sorta di padre adottivo, benestante, che non le fa mancare nulla, da un'educazione di prim'ordine a una bambinaia perennemente alle calcagna.
January viaggia molto con Locke e questo le fa scoprire innumerevoli città e, in una di queste, a 7 anni scopre una Porta azzurra che la porta in uno strano mondo, tutto rocce e mare.
Così ha inizio la sua avventura e la sua ricerca di verità, che man mano, mentre cresce, diventa sempre più vicina e a portata di mano.

Ho trovato il personaggio di January molto ben caratterizzato, racconta tutto in prima persona, quindi entriamo nei suoi pensieri, nelle sue paure, nella sua vita passo passo.
Devo dire che a differenza di altre protagoniste mi è piaciuta molto, perché c'è una reale crescita (non solo di età) e una maturazione. Pian piano capisce cosa vuole, capisce che ci sono persone buone (Jane e Samuel in primis) e cattive (tutto il contorno di amici del signor Locke), ma soprattutto scopre quale sia la sua vera vita, chi siano i suoi genitori e perché lei si ritrova bloccata nel Vermont e con signor Locke.

Anche i personaggi umani e non che affiancano January sono davvero ben caratterizzati, ricchi di sfaccettature e viaggiano con maestria nel mezzo tra il bianco e il nero, anche se qualcuno tende un bel po' al nero.
Samuel è senz'altro il personaggio maschile che mi ha colpita di più, quello che fin da piccolo si è preoccupato per January e le ha regalato Bad, un bel cagnolone, per farla sentire meno sola, perché la vedeva così isolata e insicura. È quello che la segue senza timore alcuno e che si fida ciecamente di lei e Jane.
Forse non è il tipico ragazzo tutto muscoli che si legge in altri romance (qui è davvero lieve la parte romantica, ma molto funzionale), ma non si può fare a meno di parteggiare per lui.

La struttura del libro è davvero particolare: ogni capitolo è dedicato a una Porta, aperta da January o dai qualcun altro, perché all'interno di alcuni capitoli è riportato un altro libro con un'altra storia che fa da sfondo e da filo conduttore con tutto ciò che succede ed è successo a January.
Devo essere sincera, per me questo libro nel libro poteva essere un po' più corto, perché mi ha appesantito un po' la lettura, anche se ciò che leggevo mi coinvolgeva davvero molto e aiutava a comprendere tutto molto meglio, facendo andare al posto giusto i pezzi del puzzle creato dall'autrice.
Ma nonostante tutto, come dicevo, mi ha convinta poco a causa della sua lunghezza.

All'interno del racconto i colpi di scena si susseguono praticamente a ogni capitolo e la povera January non può respirare un attimo. Alcuni di questi colpi di scena sono totalmente inaspettati e prendono il lettore alla sprovvista, tenendolo col fiato sospeso a leggere pagine su pagine per arrivare alla soluzione del mistero; un altro colpo di scena, invece, verso la conclusione, per essere precisi, non è stato un vero colpo di scena. Almeno non per me, che da brava lettrice di gialli aveva già immaginato il vero colpevole di tutto.
Ovviamente non avevo intuito tutti i dettagli e i particolari che January svela, ma comunque non è stata una vera e propria sorpresa. E d'altra parte era l'unica soluzione possibile.

Lo stile dell'autrice è molto interessante, fatto di molte descrizioni particolareggiate (ammetto che non mi dispiacerebbe attraversare una Porta) che aiutano il lettore a immaginarsi meglio ciò che circonda i personaggi e che avviene nella storia.
Posso assicurare che il libro, grazie proprio allo stile dell'autrice, viene letteralmente divorato, le pagine scorrono quasi senza accorgersene.
È davvero una lettura piacevole e che tocca nel profondo.

Una cosa che mi è piaciuta particolarmente è senz'altro la creazione dei vari mondi collegati tra loro dalle Porte.
L'autrice con le descrizioni vivide e dettagliate di cui sopra li fa sembrare così reali e tangibili, con personaggi strani e particolari, certo, ma estremamente realistici.
Questo è un punto in più nel mio indice di gradimento di un libro fantasy: la credibilità dell'ambiente creato dall'autrice/autore.
Tra l'altro in questo libro si può notare la cura estrema che l'autrice ci ha messo nel creare ogni singolo mondo, non c'è una cosa fuori posto e tutto è ben strutturato. Davvero un ottimo lavoro!

Penso di avervi detto tutto, ovviamente vi consiglio caldamente di leggere questo libro, perché è uno dei migliori che abbia letto quest'anno (e ormai avete visto quanti ne ho bocciati di questa collana, quindi capite bene che quando uno mi piace è un vero e proprio evento =D).
Il finale mi è parso aperto, quindi spero vivamente che l'autrice lavori a un seguito, perché voglio saperne di più della vita di January dopo... dopo e, soprattutto, voglio assolutamente tornare nei vari mondi che Julian ha visitato.

Vi lascio qui di seguito il banner con gli altri blog che partecipano al Review Party e vi suggerisco di andare a fare un giro e leggere anche le altre recensioni, oltre a visionare i post del Blog Tour.

Vi auguro come sempre buone letture e spero di non averla fatta troppo lunga e/o di non aver spoilerato troppo,
Annette.

martedì 13 ottobre 2020

{Review Party} Thunderhead


Buonasera, miei cari svelatori di specchi, quest'oggi addirittura due recensioni. Non succedeva da un po', vero?
Il libro in questione, come avrete intuito da titolo e grafiche varie, è Thunderhead, il seguito di Falce, che ho letto in agosto e che non mi aveva convinta del tutto (trovate la recensione qui).

Titolo: Thunderhead
Autore: Neal Shusterman
Data di pubblicazione: 13 ottobre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Fantastica
Genere: Fantasy
Pagine: 393
Prezzo: 20.00€
Quarta di copertina: In un mondo che ha sconfitto fame, guerre e malattie, le falci decidono chi deve morire.
Tutto il resto è gestito dal Thunderhead, una potentissima intelligenza artificiale che controlla ogni aspetto della vita e della società. Tranne, appunto, la Compagnia delle falci.
Dopo il loro comune apprendistato, Citra Terranova e Rowan Damisch si sono fatti idee opposte sulla Compagnia e hanno intrapreso strade divergenti.
Da ormai un anno Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio. Di lui si sussurra in tutto il continente.
Ormai divenuta Madame Anastasia, Citra è una falce anomala, le sue spigolature sono sempre guidate dalla compassione e il suo operato sfida apertamente il nuovo ordine. Ma quando i suoi metodi vengono messi in discussione e la sua stessa vita minacciata, appare evidente che non tutti sono pronti al cambiamento.
Il Thunderhead osserva tutto, e non gli piace ciò che vede. Cosa farà? Interverrà? O starà semplicemente a guardare mentre il suo mondo perfetto si disgrega?
Voto: 


Se Falce non mi aveva convinta del tutto e mi aveva messo ansia, Thunderhead è già più... convincente.
I personaggi sono gli stessi: Citra Terranova, ovvero Madame Anastasia, giovane falce dallo stile innovativo e magnanimo; Rowan Damisch, mancata falce che si diverte a terrorizzare le falci che non rispettano i principi secolari della Compagnia, ma anzi godono un mondo nell'uccidere e spigolare.
Rowan si è creato un alter ego, ovvero Maestro Lucifero, e scova le falci più radicali e le uccide per rendere giustizia alle loro vittime.
E poi ci sono Madame Curie (se ricordate è il mio personaggio preferito dal primo libro), le varie falci che compongono la Compagnia e, ultimo, ma non meno importante, il Thunderhead, colui che vede tutto e sa tutto, ma non può interferire con gli affari della Compagnia e delle falci.
Shusterman in questo nuovo libro introduce anche altri personaggi, più o meno funzionali alla trama e li fa interagire con chi già conosciamo, creando un universo ancora più sfaccettato e realistico.

A proposito dell'ambientazione, si scoprono varie cose del Texas, ma anche veniamo trasportati fino sull'isola del Cuore Duraturo (Endura), l'isola delle falci in cui si trova anche il consiglio mondiale delle Grandi Falci.
Personalmente è la parte che mi è piaciuta di più di tutto il libro, perché è dove si respira tutto il potere e l'autorità che investe le falci.
In più l'idea dell'isola a forma di occhio che non batte mai ciglio è, a mio avviso geniale, anche se mi ha richiamato un po' delle rappresentazioni di Atlantide e, forse, Shusterman si è ispirato proprio a quest'ultima per il centro del potere delle falci.

Ma veniamo al Thunderhead, quello che dovrebbe essere il vero protagonista della storia e, in fin dei conti lo è davvero.
Il Thunderhead vede tutto, sente tutto, sa tutto e ci era già stato presentato nel libro precedente, qui ogni capitolo è introdotto da una piccola pagina in cui questo grande cervello artificiale parla di sé e del perché compie determinate azioni, come è stato sviluppato e come ha fatto a diventare ciò che è.
Ovviamente ha dei limiti, è più che normale, anche se agisce sempre da cloud quasi onnipotente (anche se lui dice che non è così potente).
Tra i personaggi che vengono introdotti in questo libro, c'è quello di Greyson Tolliver, un ragazzo che parla col Thunderhead e che vuole diventare Nimbus.
La sua vita si incrocia con quella delle falci, soprattutto di Madame Anastasia e di Madame Curie, nel momento in cui viene reclutato per fare da spia e diventa un losco.
Il Thunderhead non può comunicare con le falci, ma sa del pericolo che corrono Anastasia e Marie, quindi cerca in tutti i modi di avvertirle e metterle in guardia. Greyson, quindi, ha un ruolo davvero importante all'interno della storia, anche se non sempre viene capito.

Restando sempre nell'ambito dei personaggi, qui c'è una vera e propria evoluzione di un po' tutti, soprattutto dei protagonisti, che nel primo libro erano sembrati abbastanza insipidi.
Qui, invece, si nota la loro maturazione e le scelte che fanno sono dettate da principi e ideali infusi loro dai maestri che li hanno seguiti come apprendisti, nel bene e nel male.
Devo dire che ho apprezzato molto questo sviluppo nella caratterizzazione dei singoli e rimango sempre più convinta che Madame Curie sia il mio personaggio preferito.

Se Falce era la narrazione di come avvengono le spigolature e metteva ansia solo a pensarci, Thunderhead va oltre: le spigolature sono presenti, ma non così tanto, infatti qui trovano ampio spazio i giochi di potere, i sotterfugi, lo spionaggio da più parti, l'indagine per arrivare a scoprire chi vuole uccidere chi, insomma tutti elementi che io non posso fare a meno di apprezzare.
Certo, alcuni colpi di scena possono sembrare scontati, ma è comunque interessante leggere e vedere come si evolvono le singole storie che compongono il libro in sé.

Ovviamente ci sono ancora molte cose da sistemare, dubbi da dipanare e domande a cui rispondere, quindi confido nel fatto che il terzo libro sia risolutivo di tutto (e che finalmente arrivino i quattro specchi pieni).
Intanto io vi consiglio di leggere questo libro anche e soprattutto se non avete apprezzato in toto Falce, perché vi apre un altro piccolo pezzo di mondo.
Con questa recensione ho voluto toccare solo alcuni particolari, perché il libro è davvero denso e pieno di tante altre cose, ma rischierei di spoilerare e non voglio assolutamente rovinare la lettura a nessuno.

Ringrazio anche stavolta Sofia per avermi coinvolta nel review party, ringrazio le altre compagne di viaggio e ringrazio la CE per avermi dato la possibilità di leggere Thunderhead in anteprima.

Vi ringrazio per l'attenzione, qui vi lascio i link degli altri blog che hanno partecipato al RP e spero che vorrete andare a leggere anche le loro recensioni, così da farvi un'idea a 360 gradi.

Buone letture,
Annette.

{Review Party} La guerra dei papaveri


Buongiorno, miei cari svelatori di specchi!
Settembre è stato un mese molto ricco di uscite, e ottobre sembra non essere da meno, infatti vi presento la mia recensione a un libro che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima e che esce proprio oggi.
Si tratta di

Titolo: La guerra dei papaveri
Autore: R.F. Kuang
Data di pubblicazione: 13 ottobre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Fantastica
Genere: Fantasy
Pagine: 506
Prezzo: 22.00€
Quarta di copertina: Rin ha passato a pieni voti il kējǔ, il difficile esame con cui in tutto l’Impero vengono selezionati i giovani più talentuosi che andranno a studiare all’Accademia. Ed è stata una sorpresa per tutti: per i censori, increduli che un’orfana di guerra della provincia di potesse superarlo senza imbrogliare; per i genitori affidatari di Rin, che pensavano di poterla finalmente dare in sposa e finanziare così la loro impresa criminale; e per la stessa Rin, finalmente libera da una vita di schiavitù e disperazione. Il fatto che sia entrata alla Sinegard – la scuola militare più esclusiva del Nikan – è stato ancora più sorprendente.
Ma le sorprese non sono sempre buone.
Perché essere una contadina del Sud dalla pelle scura non è una cosa facile alla Sinegard. Presa subito di mira dai compagni, tutti provenienti dalle famiglie più in vista del Paese, Rin scopre di avere un dono letale: l’antica e semileggendaria arte sciamanica.
Man mano che indaga le proprie facoltà, grazie a un insegnante apparentemente folle e all’uso dei papaveri da oppio, Rin si rende conto che le divinità credute defunte da tempo sono invece più vive che mai, e che imparare a dominare il suo potere può significare molto più che non sopravvivere a scuola: è forse l’unico modo per salvare la sua gente, minacciata dalla Federazione di Mugen, che la sta spingendo verso il baratro di una Terza guerra dei papaveri.
Il prezzo da pagare, però, potrebbe essere davvero troppo alto.
Voto: 


Premessa: Se mi seguite da tempo, sapete che non ho peli sulla lingua e, anzi, difficilmente riesco a tacere ciò che non mi piace o non mi convince, quindi mi scuso fin da ora se la recensione a questo libro sarà "sgradita" a molti.

Come dicevo, ho avuto la fortuna di leggere questo libro in anteprima insieme ad altre tre splendide ragazze, che ringrazio per avermi coinvolta ancora una volta nel review party e nell'instagram tour (trovate le storie per la mia tappa su IG nel circolino in evidenza dedicato).
La trama del libro mi ha subito colpita, richiama un po' Mulan (il cartone, non quella roba che chiamano film più recente) e, adorando alla follia questa storia, è stato ciò che mi ha spinta verso Rin e il suo mondo.

Rin è un'orfana di guerra, vive con i genitori affidatari e fa da corriere della droga per loro, finché non decide di studiare per essere ammessa all'Accademia militare di Sinegard e di sfuggire al proprio destino già scritto di moglie.
Studia per due anni seguita da un insegnante e supera a pieni voti l'esame di ammissione, ciò le apre le porte per una vita di successo (o quasi) nella milizia di Nikan, ma ovviamente è da qui che la vita vera si presenta e fa capire che l'esame era solo il trampolino di lancio, le sfide più difficili arrivano proprio a scuola.

I primi capitoli sono volati, lo stile dell'autrice è scorrevole e immerge subito nella storia, e questo è sia un bene che un male, perché si rischia di non assaporare del tutto la vera essenza del libro.
In realtà tutto il libro è abbastanza scorrevole, peccato che ci siano dei pezzi veramente noiosi, che appesantiscono la trama, e ce ne sono altrettanti fin troppo frettolosi.
Tutta la prima parte del libro è incentrata sul primo anno di Rin a Sinegard, è giusto, però gli altri due anni sono raccontati in modo sommario, l'autrice ne fa un riassunto e spesso nel resto del racconto mi sono ritrovata a chiedermi a che anno fossimo. Di per sé non sarebbe importante, ma per me avere il quadro generale della situazione è molto importante per potermi calare meglio nella storia.

Altra cosa che mi ha dato fastidio dopo qualche capitolo è proprio la protagonista, Rin: per quanto sia forte e abbia voglia di non dipendere più dai genitori adottivi che la sfruttavano e picchiavano, per un buon 80% del libro mi sono ritrovata a pensare quanto le scelte da lei fatte fossero stupide e inadeguate, per nulla ponderate, ma dettate semplicemente da questa voglia di non essere controllata dagli altri.
Il professore di demologia le diceva cosa fosse meglio per lei, lei ovviamente faceva il contrario, perché sì, perché era figo fregarsene delle conseguenze delle proprie azioni.
Le ragazze hanno cercato di farla ragionare prima di prendere una pozione che distrugge l'utero, così da non avere più il ciclo e tutto ciò che ne consegue, ma lei no, ha preso la pozione perché il ciclo la rallentava sulla via dell'essere il soldato perfetto.
Ho trovato Rin anche piuttosto indecisa e incostante: ha sempre vissuto a contatto con drogati e simili, conoscendo perfettamente le conseguenze degli oppiacei e delle sostanze psichedeliche, si è sempre ripromessa di non utilizzare oppio e droghe in generale, salvo poi cambiare idea alla prima occasione.
Davvero, capisco tutto, ma contravvenire ai principi su cui si è basata l'intera vita, mandandoli letteralmente nel cesso, questo no.
Il resto dei personaggi è intercambiabile, infatti mi sono ritrovata spesso a pensare chi fosse chi, perché non ricordavo minimamente l'aspetto, se fosse maschio o femmina e il nome corrispondente.
Alcuni sono caratterizzati bene e spiccano sugli altri (questo perché diventano delle spalle di Rin, dai professori agli amici, ai cike), ma gli altri compagni di scuola di Rin sono completamente sconosciuti e confusi.
Mi sono ritrovata, però, a storcere il naso anche quando ho visto che alcuni personaggi assomigliavano in modo imbarazzante a quelli di altri libri (Jun assomiglia in modo spaventoso a Snape, per dire). La letteratura è vasta, me ne rendo conto, ed è più che normale che alcuni personaggi ne richiamino altri, ma qui è davvero tanto evidente la somiglianza.

La parte romance, quel poco che c'è, per fortuna, è gestita anche peggio del personaggio principale: prima prova qualcosa per Altan, poi per Nezha, poi di nuovo per Altan, poi per Kitay.
Prendere una decisione unica no, troppa fatica? Capisco che il rapporto amoroso non fosse la cosa principale (ribadisco, per fortuna) e che i sentimenti di Rin per l'uno o per l'altro vengono sempre messi in decimo piano, ma almeno non sballottare il lettore da uno all'altro sarebbe stato utile. Ok gli ormoni, ma a tutto c'è un limite, soprattutto se il cambio d'idea avviene in meno di tre pagine.
A volte mi sono chiesta se la stessa autrice per scrivere il libro abbia fatto uso di qualche sostanza, perché ci sono cose che non mi spiego e che non mi tornano.

L'unica cosa che salvo, nonostante sia truculenta e con dovizia di particolari, è la parte relativa alla guerra.
L'autrice in questo caso è stata bravissima a rendere i giochi di potere, i sentimenti provati dai vari personaggi, credo che questo sia il punto di forza dell'intero libro. Anche se tutto viene raccontato a posteriori, quindi viviamo la guerra e i combattimenti dopo che sono avvenuti (tranne rare eccezioni in cui Rin è all'interno della storia).
C'è un appunto da fare sulla questione guerra: il libro, chiaramente, è incentrato su questo e non c'è molto da obiettare, tranne il fatto che le descrizioni, anche se fatte a posteriori, sono davvero tanto – forse troppo – dettagliate, vanno a fondo nella violenza, descrivendo nei minimi particolari stupri, squartamenti, combattimenti all'ultimo sangue, ecc. Come ho detto non obietto tanto il fatto che ci siano anche queste scene, ma il fatto che vengano fatte passare per qualcosa di estremamente normale, soprattutto considerato che il libro è dedicato a una fascia d'età alquanto giovane e, anche per questo, mi sentirei di sconsigliarne la lettura.

Mi piace anche la parte relativa al Pantheon e agli dei che vengono venerati dai vari popoli che compongono l'Impero, come funziona il rapporto coi mortali e tutto il resto. È interessante come gli sciamani interagiscano con gli dei e come questi usino gli umani per i loro scopi.

Questo libro poteva essere migliore?
Certo. Non c'è dubbio che avrebbe potuto essere migliore, soprattutto per quanto concerne la protagonista.
Questo libro mi è piaciuto?
Per nulla. Mi dispiace dirlo, ma non ci siamo: l'idea di fondo che muove l'intero libro è buona, buonissima, ma l'autrice l'ha sfruttata malissimo.

Mi dispiace essere stata così critica e, in certi casi, diretta, ma è ciò che penso a fine lettura.
Ringrazio ancora una volta Sofia per avermi coinvolta nel review party e nell'instagram tour, ringrazio le altre compagne di viaggio che invece hanno adorato il libro, segno che non siamo tutte uguali per fortuna, e ringrazio la CE per avermi dato la possibilità di leggerlo in anteprima.

Vi ringrazio per l'attenzione, qui vi lascio i link degli altri blog che hanno partecipato al RP e spero che vorrete andare a leggere anche le loro recensioni, così da farvi un'idea a 360 gradi.

Buone letture,
Annette.