mercoledì 12 agosto 2020

{Recensione} La verità è che non sei distante abbastanza

Buonasera, miei cari svelatori di specchi!
Questa settimana niente WWW, ma semplicemente una recensione di un libro che ho letto oggi e che voglio consigliarvi.
Chi mi segue da anni sa ho un rapporto di amore-odio con i generi romance e chicklit, un po' perché nel tempo ho letto delle vere e proprie ciofeche e un po' perché, pur essendo un'inguaribile romantica, ho paura che facciano riaffiorare vecchi ricordi e che quindi io mi trasformi nella peggior piagnucolosa acida zitella in circolazione.
Ma per Chiara Parenti io faccio un'eccezione.
Lei è l'autrice di Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito), di Con un poco di zucchero e di L'importanza di chiamarsi Cristina Grei, libri che io ho adorato e che mi hanno fatto scoprire i romanzi romantici sì, ma pieni di ironia e sarcasmo.
Quest'oggi Chiara ha pubblicato un altro libro e quando io ho letto la notizia sulla sua pagina facebook, mi sono fiondata a prenderlo su amazon. Inutile dire che l'ho letteralmente divorato.
Ma prima della recensione vera e propria, qualche dettaglio...

Titolo: La verità è che non sei distante abbastanza
Autore: Chiara Parenti
Data di pubblicazione: 12 agosto 2020
Casa editrice: / (autopubblicato)
Genere: Rosa, Chicklit
Pagine: 181
Prezzo: 2.99€ (solo versione ebook, disponibile su Kindle Unlimited)
Quarta di copertina: Marzo 2020.
Elena Tonelli è furiosa. L’Italia è in lockdown e lei è rimasta bloccata a Reggio Emilia in un appartamento che odia insieme a Lorenzo, l’ex fidanzato fedifrago che l’ha tradita e dal quale vorrebbe stare a molto più di un metro di distanza. Le cose precipitano quando l’agenzia per la quale lavora la licenzia a causa dell’annullamento degli eventi dovuto alla quarantena e lei si ritrova improvvisamente disoccupata.
Pasti separati, letti separati, spesa separata. Le regole della prigionia sono chiare ma, anche così, le battaglie sono all’ordine del giorno.
Ipocondriaca nel mezzo di una pandemia globale, Elena trascorre le giornate a disinfettare qualsiasi tipo di superficie, dalle 3564 fughe dei pavimenti di casa alle zampe del cane. Lorenzo invece è molto più rilassato su questo punto: entra ed esce di casa ogni giorno con disinvoltura, senza mai dire dove vada, cosa che manda Elena fuori di testa.
Come se non bastasse, ci sono anche i vicini a darle il tormento: l’anziano scorbutico al piano di sopra che lancia secchiate d’acqua dal balcone, e quelli del piano di sotto, una coppia di musicisti da balera a cui la faccenda del flashmob delle 18 è sfuggita di mano e ogni giorno si sente in dovere di intrattenere il quartiere con il meglio delle canzoni italiane anni ’60.
Per fortuna ci sono le amiche Rebecca, Asia e Giulia che, anche se lontane, le fanno sentire la propria vicinanza tra messaggi e videochiamate.
Ma a riempire di colore le giornate grigie di Elena è Alessandro, un affascinante giovane imprenditore che aveva conosciuto qualche mese prima durante un evento organizzato dalla sua agenzia e che sembra intenzionato a volere molto di più che chattare con lei.
Tutto cambia la sera del 18 marzo, quando alla tv passano le immagini dei mezzi dell’esercito che trasportano le bare via da Bergamo: per la prima volta, Elena e Lorenzo si rendono conto della gravità di quello che sta succedendo fuori dal loro appartamento, e allora anche la lite sulla tavoletta del wc rimasta alzata perde di significato.
Inaspettatamente ricominciano a parlare e in casa inizia il cessate il fuoco. Sarà solo una tregua provvisoria o, intrappolati insieme, riusciranno anche a riscoprire quello che li univa prima? E Alessandro cosa farà? Resterà a guardare?
Voto: 


Questo libro ha letteralmente riempito la mia giornata (e mi ha impedito di andare a fare spese da Tiger) e devo dire che è stata una lettura piacevolissima.
Come già detto l'ho divorato. È vero, non è lunghissimo e questo facilita le cose, ma non sono riuscita a staccarmi da lui.

La storia potrebbe benissimo essere accaduta davvero, perché Dio solo sa cosa accadeva nelle nostre case, nei nostri condomini durante il lockdown. E chissà quante coppie in crisi si sono ritrovate a vivere una convivenza forzata, così come chissà in quanti palazzi i giovani hanno supportato gli anziani condomini e li hanno aiutati andando a fare la spesa, ascoltati, confortati, supportati nei momenti di difficoltà lontani dagli affetti di figli e nipoti.
Nel libro di Chiara c'è tutto questo che fa da sfondo alla storia di Elena e Lorenzo. Due giovani che si sono ritrovati catapultati in un'altra città, dove lei è organizzatrice di eventi, mentre lui cerca di mantenere il lavoro come aiuto cuoco in un ristorante.
Sono ex costretti a convivere: Lorenzo ha tradito Elena e per questo si sono lasciati e, quindi, vivono una convivenza al limite della guerriglia urbana.

Devo dire che io mi rivedo sempre molto nei personaggi che crea Chiara, non so come faccia, ma riesce a coinvolgermi e a farmi immergere nella lettura, si può dire, anima e corpo.
Ho percepito tutto il dolore di Elena (e anche quello di Lorenzo), ho riso con lei, ho pianto con lei, l'ho capita e mi sono in un certo senso evoluta anch'io man mano che la storia andava avanti. In alcuni punti ho visto anche parte del mio passato.
Tra i miei personaggi preferiti senz'altro nonna Mapi, un vero portento: influencer ultranovantenne su instagram che intratteneva i suoi follower attraverso dirette, post e storie come qualsiasi influencer ben più giovane.
La sua storia mi ha colpita davvero molto e, sebbene le mie nonne non abbiano mai cercato altri compagni di vita dopo essere rimaste vedove, le ho riviste in lei. Perché sono sicura che anche le mie nonne – in special modo una – non avrebbe perso tempo e si sarebbe adattata alle nuove tecnologie e alla quarantena (magari con un po' di riluttanza, combattiva com'era), ma le ho riviste anche nelle sue parole, nel modo in cui parlava alla nipote e a come cercava di farle capire le cose essenziali della vita.
I vicini di casa sono dolcissimi, anche se un po' impiccioni, com'è giusto che sia, ma anche loro riescono a capire perfettamente i due ragazzi e cercano di aiutarli con la musica o con qualche saggio consiglio.

In poche pagine i protagonisti, in special modo Elena, subiscono una trasformazione.
Complice anche nonna Mapi, Elena capisce cosa voglia dire amare davvero e inizia tutto un lavoro su se stessa per comprendere a fondo i sentimenti che la legavano a Lorenzo.
Mi è piaciuto moltissimo l'accenno al fatto che in passato le cose rotte si aggiustavano, non si buttavano. Purtroppo noi siamo figli della mentalità usa e getta, molti genitori dei miei coetanei sono divorziati, hanno preferito non affrontare i problemi, ma gettarli alle spalle e andare avanti, ognuno per la propria strada.
Con questo discorso non sto dicendo che bisogna far funzionare a tutti i costi i rapporti, ogni storia è a sé ed è sacrosanto che ognuno la viva come crede, ma semplicemente che purtroppo viviamo nell'epoca del consumismo, delle cose fatte per durare pochissimo, del tutto e subito e questo porta anche a consumare le relazioni con gli altri in poco.
Non siamo più abituati a vedere al di là dell'innamoramento, non siamo sempre disposti a vivere l'amore per quello che è: l'accettazione dei difetti propri e altrui, un ballo di coppia in cui le due persone smussano i caratteri per fare spazio all'altro.
Anche nonna Mapi è divorziata, ma fa capire alla nipote che quella non è la soluzione, che lei inseguiva una favola e non si è resa conto in tempo di ciò che aveva.
Mi è piaciuta molto la similitudine dell'ostrica:
«Quando un'ostrica viene ferita, produce una perla. [...] Quando un granello di sabbia entra dentro la conchiglia, per proteggersi l'ostrica ferita inizia a produrre una sostanza cicatrizzante che diventerà poi una bellissima perla.
Questo per dirti che la sola via d'uscita al dolore che provi è fare come l'ostrica e avvolgere la tua ferita con quella sostanza lenitiva e incredibile che è l'amore».
Anche Lorenzo subisce un cambiamento, grazie al vicino del piano di sopra, ex psicoterapeuta che elargisce consigli e suggerimenti per superare la crisi.
Ma anche le amiche di Elena cambiano durante la quarantena, capendo cosa vogliono davvero dalla vita e scoprendo nuovi lati di sé o dei rapporti che vivono.

Ho trovato esilaranti alcuni pezzi della vita quotidiana dei protagonisti, come quando Elena pedina Lorenzo o quando lei va a fare la spesa e si comportano come i personaggi de La casa di Carta (telefilm che ho una voglia matta di vedere).
Lo stile di Chiara è immutato: battute, ironia, sarcasmo, frasi a effetto per stemperare la tensione emotiva... c'è tutto questo e molto di più.

Prima vi ho detto che ho pianto con Elena, sì, ci sono stati dei pezzi in cui mi sono commossa e ho sentito davvero sulla mia pelle ciò che lei provava, così come mi sono totalmente sciolta in lacrime verso la fine.
Ci sono stati alcuni avvenimenti, ma anche delle semplici parole che hanno avuto il potere di aprire le mie cateratte, questo perché ciò che Chiara ha scritto è reale, tangibile, tutte l'abbiamo provato almeno una volta e ti fa un attimo sbarellare, ma rimette anche a posto ciò che era uscito dai binari.
Non so se sono riuscita a capirmi, ma questo libro ha davvero il potere di sanare alcune ferite e aiutare a comprendere come vivere al meglio i rapporti con chi ci sta vicino.

Senza dilungarmi oltre, quindi, vi straconsiglio questo bellissimo libro. Chiara è sempre una garanzia di qualità, quindi non avevo il minimo dubbio che sarebbe stato una lettura piacevolissima.
Se siete interessati, lo trovate su Amazon.

Io vi auguro una buona serata e buonissime letture.
Fatemi sapere nei commenti cosa pensate della recensione, ma ancor di più cosa pensate del libro e se lo leggerete.
Annette.

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