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giovedì 12 febbraio 2015

{Recensione} La figlia del diavolo

Autore: Anna Maria Pierdomenico
Data di pubblicazione: 1 gennaio 2010
Editore: BookSprint
Genere: Storico, Avventura
Pagine: 144
Prezzo: 12.90€
Quarta di copertina: Siamo nel 1596 a Cartagena, uno dei principali crocevia commerciali dell'impero spagnolo. Quando Ramon, il capitano della guarnigione della città, viene condannato a morte per tradimento trova un insperato aiuto in Rebecca, la figlia del diavolo, che da tre anni comanda il vascello pirata più temuto della zona, l'Esperia. In cambio della vita di Ramon, Rebecca vuole che l'uomo l'aiuti a liberare il padre, prigioniero nella fortezza di San Juan, e a vendicarsi del governatore della città. In un alternarsi di passioni e battaglie, Rebecca sarà costretta ad affrontare il dolore e la perdita prima di arrivare all'ultimo, decisivo duello con il suo nemico. Un duello che ammette un solo vincitore.


Finalmente la recensione di questo libro che avevo da un po' di tempo (e che in questi giorni rimetterò in viaggio per la catena di lettura organizzata dall'autrice).
Come l'altro libro di Anna Maria, anche questo mi è piaciuto particolarmente e l'ho letto abbastanza celermente (intoppi a parte). È scritto bene, non ci sono tempi morti e l'azione è continua. Mi dispiace solo che, come scritto in una lettera dell'autrice, la copia che ho avuto in lettura non fosse stata editata a dovere. C'erano moltissimi refusi, parole mancanti o errori di vario tipo.
La storia è molto fluida, anche se, dopo le prime 40 pagine, avevo solo voglia di abbandonare il libro, perché sembrava la solita storia trita e ritrita o molto lineare dove si poteva immaginare il finale già a pagina 5. Ma a un tratto succede l'inaspettato e questo mi ha fatto venir voglia di continuare la lettura e arrivare fino alla fine.
Come dicevo nelle prime 40 pagine non succede niente di così eclatante e penso che l'autrice se ne sia resa conto da sola, perché ha piazzato un bel colpo di scena che cambia le sorti della protagonista, Rebecca, e del romanzo in generale.
Così come ci sono altri vari colpi di scena qui e là che danno forza alla storia.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, io adoro i pirati ed è un peccato che in libreria ne veda pochi (e a prezzi fin troppo alti).
La protagonista, Rebecca, è una ragazza molto istintiva e direi che non si lasci andare molto, ma i fatti mi smentiscono, in quanto in 144 pagine ha ben due storie amorose e, benché la prima l'abbia ferita oltre ogni modo, non ci mette molto a riprendersi.
Questa è forse la nota stonata nella sua caratterizzazione e diciamo pure che non mi sia piaciuta granché. Capisco il lavoro che c'è stato dietro al libro e alla creazione dei personaggi (conosco molto bene i processi di stesura di un testo), quindi dire che forse dedicare ancora un po' di tempo a un aspetto del genere sarebbe un insulto verso l'autrice, però se la prima storia d'amore di Rebecca mi è sembrata molto forzata, la seconda mi è parsa ancora di più un ripiego, come a volerle mettere accanto un uomo perché sì.
In alcuni frangenti ho trovato Rebecca anche molto bimba capricciosa e questo cozzava alquanto con l'idea che mi ero fatta all'inizio di lei e ancor di più con l'idea che voleva darne l'autrice.

Ho odiato dal profondo Ramon perché è stato un vero e proprio bastardo e... non vorrei rovinare troppo la sorpresa a chi volesse leggere il libro, quindi mi limiterò a dire che molto probabilmente è stato uno dei personaggi meglio caratterizzati del libro, benché fosse una pessima persona, se così si può dire di un personaggio inventato =D
Devo dire che ogni personaggio è molto ben caratterizzato, ha una storia alle spalle e, anche se lo si legge per poco, poche parole o poche pagine, si percepisce molto bene il lavoro che è stato fatto.
Mi dispiace che alcuni personaggi siano solo comparsi per poco, perché meritavano di avere molto più spazio, soprattutto tutti quelli che vivevano nel covo di Rebecca.

Cos'altro dire? Penso di avervi detto tutto... Ah, no, dimenticavo di dirvi che il libro mi è piaciuto molto, certo ha dei punti non molto esaltanti (le prime 40 pagine in primis) o cose che personalmente avrei scritto in modo diverso o più (o meno) dettagliatamente.
Il finale mi ha colpita molto e lasciata di stucco positivamente, perché devo dire che non mi sarei aspettata una cosa del genere.
L'unica cosa che posso dire è che vorrei altri libri che abbiano per protagonista Rebecca, se posso permettermi, però, sarebbe da rivedere un po' come personaggio per i motivi che ho spiegato qui sopra.
Voto:

Spero di avervi fatto venir voglia di leggere qualcosa sui pirati, magari proprio questo libro, che merita davvero una lettura ;)
Buone letture,
Annette.

lunedì 4 agosto 2014

{Recensione} Il Giglio Insanguinato

Nota: Sono finalmente in grado di riattivare il blog, finalmente ho un computer funzionante e posso riprendere (parzialmente) da dove ho interrotto. Non appena riavrò anche Photoshop, pubblicherò il post sulla reading challenge per questo mese, visto che siamo ancora ampiamente per tempo ;)
Buona lettura della mia recensione e ben tornati su VM!

 Titolo: Il Giglio Insanguinato
Autore: Anna Maria Pierdomenico
Data di pubblicazione: 30 aprile 2014
Casa editrice: 0111 Edizioni
Collana: LaGialla
Genere: Giallo, Storico, Sentimentale
Pagine: 144
Prezzo: 14.00€
Quarta di copertina: Parigi, 1601. L'arcivescovo Marconi viene ritrovato assassinato nel suo letto con la gola tagliata e un giglio tra le mani. Per far luce sull'accaduto, da Roma vengono inviate due spie al soldo del papato, Giulio e Fiamma Ranieri, che avranno anche il compito di farsi ricevere dal re di Francia per testarne la lealtà verso il papato. Interrogando Jacques, il segretario dell'arcivescovo, e collaborando con il tenente Saint Martin scoprono che l'arcivescovo trent'anni prima si era macchiato di una colpa che doveva assolutamente restare nascosta. Dagli sfarzi del Louvre di Enrico II allo squallore dei vicoli più poveri di Parigi, Fiamma e Giulio si ritroveranno intrappolati in una rete di silenzi e di sangue, fino a scoprire un segreto che potrebbe distruggere l'intera Francia.


Parto dal presupposto che questo libro mi ha interessata fin dal primo momento in cui ho letto la trama, quando l'autrice stessa l'ha messo in catena su aNobii, e non pensiate che non mi sia piaciuto, anzi, l'ho adorato, nonostante ci siano alcune cose che non mi hanno convinta del tutto e l'editing è completamente assente, ma di questo ne parlerò diffusamente tra poco.

Quando viene ritrovato il corpo senza vita dell'arcivescovo Marconi a Parigi, da Roma vengono inviati Giulio e Fiamma Ranieri per indagare sull'accaduto e assicurare alla giustizia l'assassino.
I due protagonisti sono fratelli, baroni, molto vicini al papato, ma del tutto insospettabili, o almeno così dovrebbe essere.

Ecco la prima cosa che non mi ha convinta: all'inizio si lascia intendere che Giulio e Fiamma siano due spie al soldo del papato. Io ho sempre pensato che le spie dovessero passare inosservate, confondersi nella gente, non far sapere ai quattro venti chi sono, cosa fanno e perché lo fanno.
Nel libro, invece, Fiamma ribadisce a ognuno chi siano lei e il fratello e se ne va in giro sbandierando l'anello papale che le dà qualsiasi potere.
Sono scelte dell'autrice, è chiaro, ma mi è parso un po' strano.

Altra cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è la caratterizzazione dei personaggi: Fiamma è una donna forte, indipendente, che lotta contro le discriminazioni di una società ancora ben ancorata al Medioevo, benché quello sia finito da circa un secolo e mezzo. Il personaggio di Fiamma mi è piaciuto molto, così come mi è piaciuto Armand de Clemency, il duca francese che conosce molto bene sia il cardinale Scala sia la famiglia reale francese.
Giulio, invece, mi è parso un po' superficiale, non so se fosse voluto o ché, ma diciamo che non ha lasciato molto il segno, anzi, la stessa autrice lo fa uscire di scena prima con la sorella del conte de Clemency, poi in prigione.
Anche Amelie de Clemency, sorella di Armand, l'ho trovata superficiale e molto infantile, probabilmente perché è l'amante del re.
I frati, la regina Margot, suor Charlotte e altri personaggi che fanno più o meno da comparse, invece, sono molto ben caratterizzati, i loro caratteri catturano il lettore e lo fanno immergere nel loro mondo e nel 1601.

Mi sono immersa molto bene nella vita del 1601 soprattutto grazie all'autrice che ha fatto un grandissimo lavoro di documentazione, si nota, infatti, che Anna Maria abbia studiato e si sia informata prima di scrivere. E io apprezzo sempre quando ciò accade, perché vuol dire che lo scrittore ha il pieno rispetto dei propri lettori.

Nonostante la trama sia avvincente e i personaggi, bene o male, siano interessanti, c'è un problema di fondo con la scrittura.
Molto spesso mi sono persa durante la lettura, perché mi venivano in mente le correzioni da apportare, le frasi da riscrivere più o meno totalmente, gli incisi del discorso diretto da aggiungere qui e là per capire chi stesse parlando e con che tono, le sostituzioni di suo/suoi/sue con proprio/i/e, le d eufoniche davanti alle consonanti, ecc.
Questo era il secondo libro della 0111 che leggevo ed è stata la seconda volta che mi sono chiesta se ci fosse stato un lavoro di editing alle spalle, perché a giudicare da tutti i refusi, gli errori, le frasi sconnesse e i mancati consigli all'autrice per rendere il libro leggibile, direi che questo testo non è stato rivisto se non dalla stessa Anna Maria.
Trovo che questo atteggiamento da parte di una casa editrice (di qualunque tipo essa sia, grande, media o piccola) sia una vera e propria presa in giro, sia per l'autore, sia per i lettori, che si aspettano un prodotto di qualità e si ritrovano, invece qualcosa di poco curato. Soprattutto se poi fanno pagare un libro un bel po' di euro.
Un vero peccato per chi ha speso il proprio tempo nella scrittura di qualcosa di valido, sperando di far appassionare i lettori.

Riassumendo: da un punto di vista della trama, nulla da eccepire, è un giallo costruito molto bene e coinvolgente; da un punto di vista di personaggi ed editing, invece, c'è ancora qualcosa da sistemare... se, come spero, l'autrice dovesse passare di qui, sappia che mi propongo per editare questo suo libro, perché mi dispiace davvero che non sia al livello di tanti altri libri, perché si meriterebbe di arrivare molto in alto.

Voto: 1/2

Spero che questa mia recensione non proprio positiva non vi abbia fuorviati troppo, perché consiglio questo libro assolutamente ;D

Buona serata,
Annette.

domenica 18 novembre 2012

{Recensione} Identità Globale

Titolo: Identità Globale. Episodio 1: La genesi
Autore: David A.R. Spezia
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Neftasia Editore
Genere: Giallo, Fantascienza
Pagine: 357
Prezzo: 18.00€
Quarta di copertina: A Washington un uomo in tenuta da jogging viene trovato morto. A Manhattan un giovane broker è arrestato. A Palo Alto una donna muore in circostanze misteriose. In una San Francisco apocalittica che attende l'arrivo del devastante uragano Bercy, Roy Zarf, giornalista e blogger amante del cioccolato, pubblica un articolo che darà il via a un'epidemia sociale.
Con questo romanzo, Spezia approfondisce il tema del furto d'identità digitale e della manipolazione della notizia Un puzzle tecnologico che solo alla fine rivelerà una possibile Genesi del cyber terrorismo e del social hacking.


Devo essere sincera: se avessi visto questo libro in libreria, l'avrei lasciato dov'era per due semplici motivi.
1. Il prezzo, 18€ per un'edizione del genere, in brossura (con copertina che si rovina solo a guardarla), è veramente troppo.
2. La grafica, la copertina non mi attira molto, il senso di tale scelta lo si capisce solo leggendo il libro, questo è vero, ma si sarebbe potuta scegliere una grafica un po' più... accattivante.
Diciamo che questo libro mi ha attirata più per la sua trama che per altro e ringrazio, quindi, l'autore di averlo messo in circolo per una catena di lettura su aNobii.

La storia è piuttosto complicata, almeno all'inizio, perché vengono presentati vari personaggi, che poi si scoprirà essere fratelli, e dagli avvenimenti che capitano loro prendono il via gli eventi che l'autore ha voluto narrare.
Solo in un secondo momento ci viene presentato il vero protagonista del libro, il giornalista e blogger Roy Zarf.
Mi è piaciuto molto questo personaggio, soprattutto per la sua passione per la cioccolata. Roy è molto ben caratterizzato, anche se, all'inizio, fa la figura dell'idiota e di quello che si fida ciecamente di uno che manda informazioni riservate su alcune persone di spicco della società di San Francisco e della California e che si fa chiamare Xm@n.
Il primo a cadere, nel vero senso della parola, è il sindaco di San Francisco; poi è la volta di Nicholas Jones, direttore dell'Ufficio di Protezione della Privacy della California e dell'Internet Crime Complaint Center.
Roy si trova, suo malgrado, tra gli indiziati di un attacco di hacker all'Ufficio di Protezione della Privacy e viene così arrestato da un agente dell'FBI.

La prima metà del libro è piuttosto... movimentata, nel senso che ci sono troppi personaggi da tenere a mente e i capitoli non sono "in ordine", cioè per ogni capitolo che si conclude e che ha come fulcro un personaggio, se ne apre un altro che ha un altro personaggio. Questo mi ha molto disturbata nella lettura, perché un personaggio si ripresentava anche dopo svariati capitoli ed era difficile seguirne la storia.
Tutto ciò si attenua con l'andare avanti del romanzo, quando finalmente Roy diventa il protagonista unico del romanzo e l'autore segue solo lui, tranne alcune eccezioni in cui la "telecamera" viene puntata sull'agente dell'FBI Reed Jordan, che segue il caso di Roy, o sul direttore dell'FBI o sul Governatore della California o su quello che poi risulterà essere il vero colpevole di tutto.
I personaggi, comunque, sono tutti molto ben caratterizzati, non ci sono stereotipi, luoghi comuni o cliché, quindi è un vero piacere leggere di loro.

All'inizio è stata un po' dura seguire la trama anche per via dei tecnicismi riguardo i computer e il digitale, ma ben presto mi sono ambientata, ho iniziato a capire un po' di più di ciò di cui si stava parlando. È evidente che l'autore si è informato, ha studiato e ha riportato su carta ciò che ha appreso.
Alcune volte, però, mi ha dato un po' fastidio il voler aggiungere a tutti costi la spiegazione, anche quando era chiaro e lampante, mi dava l'idea dell'inforigurgito, del voler aggiungere dettagli per far sapere che si sa. Ma si tratta di episodi più unici che rari, ma che comunque consiglierei di limitare e/o evitare in futuro.
Tutto quel parlare di tecnologie mi ha fatto venir voglia di ampliare le mie scarsissime conoscenze, di leggere dei saggi a riguardo e di informarmi quanto più possibile. Per i miei genitori sono anche troppo nerd (anche se non penso che sappiano cosa voglia dire), ma secondo me non lo sono proprio =D e quindi è venuto il momento di aggiornarmi un po'!

Lo stile dell'autore è scorrevole, si legge che è un piacere (le ultime 200-250 pagine sono volate, letteralmente), anche se talvolta ho trovato dei refusi che stonano un po' col resto, perché tutto è scritto in modo ottimo, peccato per alcuni accenti mancati (ovviamente io e qualcun altro prima di me ci siamo permessi di segnalare accenti ed eventuali errori a matita, così l'autore saprà dove e cosa correggere).

Cos'altro dire di Identità Globale? Non vedo l'ora di leggere il seguito, quindi David, datti da fare! XD

Il mio voto finale è di ★★★★ ma solo perché all'inizio ha stentato a trascinarmi nel vortice degli eventi.

Penso che andrò a immergermi nella lettura di Mastodon, che sono un po' indietro =D
Buona serata,
Eruannë.
Questa recensione partecipa alla
Hogwarts Reading Challenge

mercoledì 1 agosto 2012

Catena di lettura: Il caso Jane Eyre


Buongiorno!
Sono sicura che in questi giorni di calura estiva preferiate stare al fresco, magari attaccati alla tv a vedere le olimpiadi (come me =D) o passando il tempo a leggere un buon libro.
A proposito di letture, nelle settimane passate ho scoperto un'interessante iniziativa di La Leggivendola che ha messo in circolo alcuni suoi libri per delle catene davvero interessanti. Io sto partecipando alla catena per Il caso Jane Eyre di Jasper Fforde.

Ecco di cosa parla il libro:
Titolo: Il caso Jane Eyre
Autore: Jasper Fforde
Pagine: 378
Quarta di copertina: C'è un 1985 diverso: i libri sono il bene più prezioso, il tempo tende a flettersi all'improvviso e i confini tra realtà e fantasia sono molto morbidi.
È il mondo di Thursday Next, trentaseienne dolce e coraggiosa, di professione Detective Letteraria.
Thursday ha le sue ombre: non riesce a dimenticare il fratello Anton, caduto in Crimea (dove la guerra non è mai finita) e rimpiange un amore perduto.
Ma è una donna piena di risorse. Fa bene il suo lavoro; la rallegrano gli incontri fortuiti con il padre, disertore della CronoGuardia, e le visite al laboratorio del vecchio e stravagante zio Mycroft.
Zio Mycroft è un inventore, affascinato dall'elasticità del tempo, dello spazio, della realtà. Dopo lunghi esperimenti, ha trovato la chiave per entrare e uscire (fisicamente!) da un'opera letteraria.
Ma l'invenzione cade nelle mani sbagliate.
Acheron Hades, criminale diabolico, il terzo uomo più ricercato del pianeta, se ne appropria.
Sottrae il manoscritto di Jane Eyre dalla casa natale di Charlotte Brontë, piomba nel romanzo sul più bello e rapisce la povera Jane Eyre in camicia da notte. Poi chiede un riscatto insostenibile... Milioni di fan di Charlotte Brontë sono disperati.
Scende in campo Thursday Next. Le indagini la riportano a Swindon, dove vive il suo antico amore. Tra dilemmi sentimentali, pressioni della potentissima Goliath Corporation, sfide all'ultimo sangue con Acheron Hades... riuscirà a portare in salvo Jane Eyre e a rimettere in sesto la sua vita?

Che dire? La trama parla da sé, quindi non c'è molto altro da aggiungere, se non che a me questo libro ispira davvero molto e non vedo l'ora di iniziarlo.
Poi, mi pare di aver capito che è ambientato nel 1985, il mio anno di nascita, quindi non posso che esserne attratta come una falena dalla luce =D

Ma ho una domanda per voi: chi vuole leggerlo dopo di me?
Sì, avete capito bene, non c'è una lista prestabilita in questa catena, ma posso scegliere io a chi inviare il libro.
Chi vuole riceverlo deve scrivere un commento a questo post, ma non il semplice e banale "Bello, lo voglio leggere", bensì qualcosa di più... argomentato.
A fine lettura – che non so ancora quando sarà, potrebbe essere tra due giorni, come tra un paio di settimane =D (anche se spero di non metterci così tanto tempo) – sceglierò il commento che mi ha convinta di più e invierò il libro al suo autore.
Noticina "a margine": il libro è vissuto, quindi non spaventatevi se trovate post-it e messaggi inseriti all'interno del libro, entrambe le ragazze che l'hanno letto prima di me (e penso che lo farò anch'io, se ci dovessero essere passaggi interessanti) hanno appuntato qualcosina ;)

E ora lascio la parola a voi, chi lo vuole? Chi si fa avanti? Chi vuole portarselo in vacanza?
Eruannë.

mercoledì 29 dicembre 2010

{Recensione} Al centro del dipinto

Finalmente posto la mia recensione a un romanzo che ho letto grazie a una catena di lettura e che mi ero ripromessa di recensire.

Titolo: Al centro del dipinto
Autore: Virginia Parisi
Anno: 2009
Casa editrice: Edizioni Domino
Collana: Le Carte Veline
Genere: Rosa
Pagine: 137
Prezzo: 12.00€
Quarta di copertina: Elisabeth Lombardi è una donna concreta, indipendente. Ha lavorato anni, per conquistarsi il posto di redattrice della rivista inglese Theme che ora rappresenta un punto saldo nella sua vita. È corretta, capace. E non è una bugiarda.
Eppure si ritrova a mentire, a nascondere la sua identità e a mettere a repentaglio tutto ciò per cui ha così duramente lottato, pur di realizzare una spinosa e complicata intervista e guadagnarsi una promozione. Ed è così che cominciano i guai.
Guai che si trasformano in equivoci quando conosce il vecchio pittore Bartolomeo Sarca, che sembra vedere in lei qualità che non sospettava di avere.
Guai che diventano calamità naturali imbattendosi nel tono indisponente e inquisitore del suo arrogante e affascinante nipote, Lawrence Bristol.
E allora la terra di Cornovaglia, con i suoi paesaggi aspri e isolati, le scogliere a picco su un mare perennemente in tempesta, che dà e toglie con la stessa crudele e temeraria determinazione, produce la sua magia.
Le vecchie leggende di casa Thatcher, le storie di fantasmi che narrano la potenza di un amore immortale che ancora sopravvive dopo millenaria attesa, fanno il resto.
E in maniera imprevista, la stessa percezione che ha di se stessa cambia radicalmente, attraverso la mistica sacralità di un cerchio di pietre, il suo insegnamento di equilibrio e onniscienza che racchiude il senso del tempo, dell'infinito, dell'energia della terra, della memoria di popoli scomparsi e mai dimenticati.
Dalla sofisticata, businnes-oriented Londra alla selvaggia punta estrema della Cornovaglia, Izzie affronta un viaggio che parte come una sfida, e si trasforma in una scommessa.
Su se stessa. Sul suo futuro. Sulla sua vita.


Da tempo ormai ho concluso la lettura di questo romanzo che, sinceramente, non riesco a collocare in un genere predefinito: è a tratti rosa, a tratti fantastico, a tratti giallo, cose che rendono questo libro praticamente unico.
Questa mancanza di un genere fissato in precedenza, mi fa apprezzare ancora di più il romanzo.
All’inizio, come già detto in un precedente post, la lettura è stata difficoltosa, non tanto per lo stile dell’autrice, quanto per gli inforigurciti che involontariamente non fanno immergere il lettore completamente nell’ambientazione. Non bisogna, quindi, fermarsi ai primi capitoli, ma proseguire. Purtroppo questo non è certo un punto a favore del romanzo (per questo su aNobii gli ho dato solo quattro stelline), perché una persona può trovare banali o scontati i primi capitoli, dove non c’è quel pathos che ti prende subito e ti trasporta in un mondo diverso, e quindi preferisce non continuare a leggere.

Andando avanti si scorge una storia ricca di avvenimenti e densa di spunti di riflessione; personaggi più o meno importanti fanno da sfondo a una bellissima Cornovaglia, piena di leggende e superstizioni.
Mi piacerebbe dire che, per quanto riguarda la storia d’amore, non sia scontata, ma purtroppo fin da subito si intuisce come i protagonisti finiscano irrimediabilmente insieme. Si può, però, notare come l’autrice abbia atteso fino alla fine per far succedere qualcosa di “sostanzioso” tra loro, quasi mettendo in secondo piano questo particolare del racconto, lasciando più campo a un’altra storia, molto più sofferta e nascosta, che viene svelata pian piano nella lettura.
La storia principale, si scopre, è quella che ha per protagonista il pittore Bartolomeo Sarca, artista italiano che si è trasferito in Gran Bretagna dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando ha sposato una giovane vedova, sua modella per alcuni ritratti. Dopo una decina di anni di successo, si è ritirato a vita privata, sempre continuando a dipingere, mantenendo così viva la sua passione. Ma la fama non l’ha mai abbandonato del tutto, infatti i suoi dipinti continuano a riscuotere successi tra i collezionisti d’arte.
L’autrice è molto brava, perché fa intuire che ci sia qualcosa di più, una motivazione plausibile del perché un artista di fama abbia deciso di abbandonare così, quasi dall’oggi al domani, un mondo ricco di estimatori.

Elisabeth, Lawrence, Noel e tutti gli altri fanno da sfondo a questa storia, che per certi versi viene a galla solo perché la prima, giornalista del Theme, vuole scrivere lo scoop del secolo: dopo aver fatto alcuni studi e ricerche, vuole ritrovare l’anziano Bartolomeo Sarca e scoprire come mai si sia ritirato a vita privata.

Devo dire che Elisabeth Lombardi non mi è stata simpatica fin da subito, forse l’ho trovata un po’ superficiale, calcolatrice, insolente e quindi identificarmi in lei non è stato un compito facile, anzi. Forse questo è stato il primo limite che ha inficiato, in un primo momento, la lettura del libro.
All’inizio scopriamo tutto di lei, quindi ci si chiede perché andare avanti se abbiamo già tutte le informazioni che ci servono; però, quando si prosegue si scopre che in qualche modo questo può anche essere considerato un romanzo di formazione. Certo, molto all’acqua di rose, in quanto abbiamo quasi un repentino cambiamento di rotta del suo carattere, che quasi disorienta il lettore; a mio avviso, l’autrice avrebbe potuto soffermarsi maggiormente su quest’altro tema del romanzo, mostrando ancora qualcosa in più del cambiamento della protagonista, approfondendone forse la psicologia.

Lawrence Bristol è il protagonista maschile della storia, nipote di Sarca. Nonostante il ritratto iniziale che ne fa l’autrice, si scoprono lati del suo carattere leggendo e conoscendo più a fondo il personaggio. Dietro la facciata del bel ragazzo, alto, possente, nasconde una storia tragica, parallela a quella del nonno. Nonostante la durezza dimostrata nei confronti di Elisabeth fin dal primo istante in cui l’ha incontrata sulla strada per Pandora Palace, si intuisce che sia un ragazzo sensibile, molto attaccato ai propri legami e alla famiglia che l’ha cresciuto e che difficilmente permette a qualcuno di violare la pace e la serenità di luoghi a lui cari.

Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati e interessanti, si vede che l’autrice ne ha studiato molto i caratteri, cercando di farli sembrare il più reali possibili. E devo dire che ci è riuscita alla grande.

Come ho accennato all’inizio, su aNobii ho dato soltanto quattro stelline, la quinta è stata “mangiata” da qualche errore verbale e dalla mancanza di un po’ di pathos anche in altri punti del romanzo, infatti è presente praticamente soltanto alla fine. Forse questo è uno dei limiti più grandi del libro, perché dà l’impressione al lettore di guardare tutto da fuori, anziché farlo partecipare attivamente, fargli provare sensazioni ed emozioni che invece un libro di questo tipo dovrebbe trasmettere.

Riassumendo: il libro mi è piaciuto davvero molto, facendomi ricredere in un genere in cui ormai tutto si è visto e sentito; mi è piaciuto anche per le varie storie parallele e per i racconti fantastici che aleggiavano sulla Cornovaglia. Purtroppo alcune cose mi hanno fatta storcere il naso, ma non tutto è perduto, sono sicura che l’autrice può migliorare parecchio e, soprattutto, ha una grande fantasia, quindi le rinnovo i miei complimenti per questo libro e aspetterò trepidante L’ottava pergamena, altro volume dell’autrice che è stato messo in una catena (alla quale, ovviamente, mi sono iscritta non appena ho finito questo).

Voto: ★★★★
Eruannë.

sabato 13 novembre 2010

Nuovi arrivi #2

Evidentemente le poste si divertono a consegnare i libri il sabato, perché, dopo la consegna di Al centro del dipinto di qualche settimana fa, oggi è arrivato Scatole cinesi.
Questo libro mi è arrivato grazie a una catena di lettura (come Al centro del dipinto) indetta su aNobii dall'autrice stessa.

Titolo: Scatole cinesi
Autore: Monica Lombardi
Anno: 2008
Casa editrice: Edizioni Domino
Collana: I Criptex
Genere: Giallo
Pagine: 269
Prezzo: 16.00€
Quarta di copertina: Una donna viene trovata morta, nella sua vasca da bagno. Sul posto viene chiamato Mike Summers, il più giovane tenente dell'unità omicidi della polizia di Atlanta. Che affronta i casi come dei puzzle da risolvere. Vanessa Dunhill era una programmatrice. Perché nessuno sembra sapergli dire esattamente a che cosa lavorava? Era sola. Ma chi era l'uomo con lei quella sera? L'immagine del puzzle fatica a prendere forma. E l'unica che sembra poterlo aiutare è Julia, la sorella della vittima. Che forse sa più di quanto non creda di sapere. Indizio dopo indizio, scatola dopo scatola, Summers, insieme alla sua squadra, procede caparbio alla ricerca di quell'unica traccia che può raccontare la verità. Nascosta sotto strati di apparenza, nella scatola più piccola del gioco di incastri.

Ho scelto di partecipare alla catena perché la trama mi sembra interessante e poi io adoro i gialli. Questo genere è il mio primo amore e ogni tanto mi piace immergermi in qualche caso e cercare di arrivare alla soluzione prima della fine del libro, cioè quando di solito svelano il colpevole. Trovo che sia stimolante e poi fa lavorare il cervello, cosa che non fa mai male. Tutt'altra cosa rispetto ad altri generi ben più piatti e scontati.
Penso che lo inizierò a breve e non si sa mai che lo finisca in poco: sono poche pagine, rispetto ai libroni a cui mi sono abituata da un po', e quindi è probabile che non ci metta poi così tanto, soprattutto se lo stile e la trama dovessero essere coinvolgenti.

Piccolo avviso: come ho annunciato su aNobii, nella conversazione relativa all'altra catena di lettura a cui ho partecipato, la recensione per Al centro del dipinto non dovrebbe tardare ad arrivare, è già da un po' che ci sto lavorando, ma spero di finirla al più presto.
Quindi tenete d'occhio il blog (anche perché ci saranno novità anche su altri fronti).
Eruannë.

sabato 23 ottobre 2010

Nuovi arrivi

Beh, più che parlare al plurale, dovrei parlare al singolare, visto che mi è arrivato un solo libro. Ah, premetto che questo post non vuole essere assolutamente la copia di qualche post per l'iniziativa "In My Mailbox", di cui il blog è fan, ma non ne facciamo ancora parte.
Su aNobii sto partecipando a due catene di lettura, spero così di trovare qualche autore emergente degno di nota (sperando che non abbiano pubblicato a pagamento) e di non fossilizzarmi troppo sui soliti noti. Stamattina (e neanche me l'aspettavo) mi è arrivato il seguente libro:

Titolo: Al centro del dipinto
Autore: Virginia Parisi
Anno: 2009
Casa editrice: Edizioni Domino
Collana: Le Carte Veline
Genere: Rosa
Pagine: 137
Prezzo: 12.00€
Quarta di copertina: Elisabeth Lombardi è una donna concreta, indipendente. Ha lavorato anni, per conquistarsi il posto di redattrice della rivista inglese Theme che ora rappresenta un punto saldo nella sua vita. È corretta, capace. E non è una bugiarda.
Eppure si ritrova a mentire, a nascondere la sua identità e a mettere a repentaglio tutto ciò per cui ha così duramente lottato, pur di realizzare una spinosa e complicata intervista e guadagnarsi una promozione. Ed è così che cominciano i guai.
Guai che si trasformano in equivoci quando conosce il vecchio pittore Bartolomeo Sarca, che sembra vedere in lei qualità che non sospettava di avere.
Guai che diventano calamità naturali imbattendosi nel tono indisponente e inquisitore del suo arrogante e affascinante nipote, Lawrence Bristol.
E allora la terra di Cornovaglia, con i suoi paesaggi aspri e isolati, le scogliere a picco su un mare perennemente in tempesta, che dà e toglie con la stessa crudele e temeraria determinazione, produce la sua magia.
Le vecchie leggende di casa Thatcher, le storie di fantasmi che narrano la potenza di un amore immortale che ancora sopravvive dopo millenaria attesa, fanno il resto.
E in maniera imprevista, la stessa percezione che ha di se stessa cambia radicalmente, attraverso la mistica sacralità di un cerchio di pietre, il suo insegnamento di equilibrio e onniscienza che racchiude il senso del tempo, dell'infinito, dell'energia della terra, della memoria di popoli scomparsi e mai dimenticati.
Dalla sofisticata, businnes-oriented Londra alla selvaggia punta estrema della Cornovaglia, Izzie affronta un viaggio che parte come una sfida, e si trasforma in una scommessa.
Su se stessa. Sul suo futuro. Sulla sua vita.

Ho letto, per il momento, il prologo e il primo capitolo.
Devo dire la verità: ancora non sono riusciti a catapultarmi in Cornovaglia e tra i protagonisti della storia, ma confido che questo avvenga andando avanti nella lettura.
Prologo e capitolo uno, però, li trovo molto da inforigurgito, danno molte informazioni, anche superflue, di Elisabeth e Lawrence che di certo non invogliano molto a proseguire. Però, la trama sembra abbastanza avvincente e innovativa (per quanto un romanzo rosa possa essere innovativo), quindi voglio continuare la lettura per poi dare un giudizio molto più completo, esaustivo e pieno di ciò che si cela dietro queste pagine.
Eruannë.