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sabato 4 luglio 2020

Parliamo di... recensioni negative

Buongiorno, miei cari svelatori di specchi!
Prendo una piccola pausa dallo studio per affrontare con voi un argomento che mi sta parecchio a cuore, ovvero quello delle recensioni negative.

Come sapete, qui sul mio blog non ho mai fatto mistero dei libri che NON mi sono piaciuti e, soprattutto quando ricevo qualche libro dalle CE, metto bene in chiaro che la recensione non sarà per forza di cose positiva. Questo perché non mi sembra corretto mentire sia nei confronti di chi mi ha mandato il libro, sia nei vostri confronti che mi seguite e vi aspettate un comportamento onesto.
La libertà di pensiero è sacrosanta e io la esercito nel mio pieno diritto anche quando scrivo che un libro non mi è piaciuto.

Vi starete chiedendo perché oggi io pubblichi un post del genere.
La risposta è molto semplice: su instagram si è scatenato il putiferio perché Daisy di Lettrice per passione blog ha avuto la malaugurata idea (sacrosanta, dal mio punto di vista) di dire che un libro non era riuscita a finirlo e che non le era piaciuto.
L'ufficio stampa Il taccuino, che le aveva fatto avere una copia del libro, se l'è presa tantissimo, accusandola di aver distrutto l'autrice (cosa non vera, perché Daisy si è limitata a dire cosa non le fosse piaciuto, non citando l'autrice – se non per lo stile adottato – manco di striscio).
Ma Il taccuino, poi, non si è solo limitato a commentare sotto al post, innescando un vero e proprio flame, ma ha anche avuto l'idea di ricordare a Daisy (e a tutti noi poveri blogger medio-piccoli) di non essere un canale televisivo e che quindi la sua opinione valeva pochissimo.
Da notare che Daisy ha più di 7000 follower su IG, quindi proprio sconosciuta non è. E la figura barbina dell'agenzia è lì a memoria futura e sugli occhi di tutti 7000 e passa follower (e anche di più, perché la cosa si sta diffondendo a macchia d'olio).

Un comportamento davvero degno di persone civili e adulte...

Personalmente, mi è capitato sempre più spesso ultimamente di abbandonare la lettura e di scrivere una recensione non proprio positiva riguardo a questo o a quell'altro libro (esempio recente La Grazia dei Re, che non sono riuscita ad andare più in là di pagina 153), ma se ho un accordo con una CE o un ufficio stampa, mi sforzo per quanto possibile di leggere e di dare un'opinione completa di ciò che ho letto.
Esattamente come ha fatto Daisy nel suo post.

Mi fa inorridire il fatto che le CE e gli uffici stampa si arroghino il diritto di dire a noi blogger come e cosa dobbiamo scrivere riguardo un libro.
E mi fa inorridire anche il fatto che poi si venga attaccati per un parere ben argomentato e che fa notare i punti deboli dell'opera.

Chi mi segue da anni, si ricorderà le mie recensioni negative al vetriolo su alcuni libri che proprio non mi sono piaciuti e di come mi sia scagliata contro CE e autrici/autori, proprio per le loro manifeste incapacità di pubblicare qualcosa di veramente buono.
Quindi io non sono certo una che sta buona e zitta, anzi, soprattutto quando si tratta di consigliare o meno un libro.
Da autrice apprezzo tutti i commenti, tranne quelli che non mi lasciano nulla, e per me un commento negativo deve essere argomentato e mettere in luce i difetti presenti nel testo.
Cosa che è stata fatta da Daisy nella sua recensione al libro inviatole.

Negli anni mi sono ritrovata spesso a discutere con le persone più disparate perché mi è successo di lasciare commenti molto caustici, ma sempre e comunque ricchi di consigli su come e dove migliorare. Mi sono beccata gli insulti per questo, perché per taluni questo mio comportamento rasentava il cyberbullismo.
Nel caso di Daisy il vero cyberbullismo lo ha fatto l'ufficio stampa, soprattutto quando ha pubblicato una storia su IG in cui nominava i "blog minuscoli che si credono la Rai".

Vorrei ricordare a Il taccuino che i blog minuscoli sono quelli che sborsano ogni anno una quantità di quattrini esorbitante per dare da mangiare agli editori, perché a noi non arriva nulla dall'alto (come invece accade a moltissimi bookinfluencer, che si ritrovano la cassetta delle lettere piene di libri in uscita o appena usciti*), ma ci dobbiamo comprare ogni singolo libro e quando collaboriamo per grazia divina con una CE o qualche agenzia stampa cerchiamo di essere il più onesti possibili, non perché ci piace fare i bastian contrario, ma per onestà intellettuale e rispetto nei confronti di tutti gli attori sociali coinvolti.
Ricordo anche che i libri hanno subito un innalzamento dei prezzi dovuto alla nuova legge e adesso qualsiasi libro difficilmente costa meno di 15-20€ (ne parleremo in un post apposito). Pur avendo uno stipendio e non lesinando affatto sulla mia voglia compulsiva di avere quanti più libri possibile, trovo davvero difficile riuscire a reperire ogni singolo volume che mi interessa.

* Sì, è una velata allusione sia al libro uscito qualche giorno fa sui bookinfluencer sia a chi riceve montagne di libri senza sborsare un solo euro! Potete anche definirla invidia, e forse è proprio così, lo ammetto.

Detto questo, sappiate che ero iscritta alla newsletter di questo ufficio stampa e mi sono prontamente disiscritta, perché non voglio più averci a che fare.
L'anno scorso avevo richiesto uno dei libri che segnalavano, ma non ricordo se mi fosse poi stato mandato o meno, di certo non avranno più mie richieste. E credo non ne avranno neanche da altri, perché il comportamento che hanno avuto è davvero deplorevole.
Mi auguro che le CE e gli autori che collaborano con loro leggano quanto successo e prendano le distanze da certi comportamenti (anche se fatti da un singolo e non dall'intero ufficio, che spero prenda provvedimenti quanto prima).
Ho già espresso il mio appoggio a Daisy e, visto che non la conoscevo, ho iniziato a seguirla, perché mi pare una persona davvero affidabile e seria.

Dal canto mio continuerò a scrivere recensioni negative nel caso in cui un libro non mi piacerà, di fatto questo è l'unico mezzo che noi lettori abbiamo per far sapere a una CE e a un autore cosa pensiamo davvero dell'opera che abbiamo davanti.
Onestà e umiltà sono due parole chiave che vanno sempre tenute a mente, sia da parte dei lettori, sia da quella delle CE/uffici stampa/autori.

Scusatemi per il post tutt'altro che frivolo, ma ci tenevo a dire la mia, anche se rimarrà una goccia nel mare dei miei 200 follower scarsi.
Vi ringrazio per l'attenzione e vi auguro, come sempre, buone letture,
Annette.

venerdì 26 giugno 2015

Obbrobri in libreria

Buongiorno!
È da un po' che non mi occupo di cose che, sì riguardano la lettura, ma non hanno a che fare con le varie rubriche di cui scrivo.

Questa mattina stavo spulciando Facebook, come mio solito, e mi è capitata sotto gli occhi questa immagine:


Questa, cari lettori, è la nuova copertina de Il Piacere di Gabriele D'Annunzio per la Mondadori, realizzata da uno studente dello IED di Milano.
Facciamo un momento di silenzio per la morte del buon gusto e per l'inadeguatezza e l'inutilità di una copertina del genere.

Per prima cosa vorrei proprio stringere la mano e congratularmi con chi ha avuto questa brillante idea di mettere in ridicolo il lavoro dei veri grafici, lavoratori che finora non si erano mai vergognati di farsi chiamare così, ma che da oggi in poi andranno a nascondersi, per paura di essere equiparati a tale persona.
Secondariamente, per quanto non mi piaccia D'Annunzio, devo spezzare una lancia in suo favore, per come sia stato denigrato e maltrattato, soprattutto perché l'opera in sé non può essere raffigurata e riassunta con tale immagine.
Riporto la quarta di copertina che c'è su GoodReads (nell'edizione della Giunti):
Vivere la vita come un'opera d'arte, amare solo ciò che è bello, cogliere l'attimo, godere a fondo di ogni piacere e disprezzare sempre la volgarità. Ecco le semplici regole di Andrea Sperelli, giovane e nobile frequentatore di salotti nella Roma viziosa di fine Ottocento. Il suo unico scopo è quello di condurre una vita straordinaria, fatta di mondanità, donne e avventure, da seduttore impenitente e amante focoso. Ma dietro l'euforia, dietro i godimenti, si scorge forse un'ombra. Andrea si finge spavaldo e risoluto, eppure la malinconia e la solitudine sono in agguato, pronte a giocargli sul più bello un subdolo scherzo, definitivo e tragico.
Vorrei far notare una cosa che, sebbene sia stata scritta da qualcun altro che non sia l'autore stesso in relazione al libro, mi dà da pensare che chi ha realizzato tale copertina e quelli della Mondadori non sappiano di cosa si stia parlando: disprezzare sempre la volgarità.
Questo penso sia il nocciolo della questione: questa copertina è volgare e un insulto gratuito al buon gusto, nonché, come già detto, all'opera e all'autore, che di sicuro non si aspettava che più o meno un secolo dopo il proprio libro venisse trattato così.

Più di qualcuno – a cui do pienamente ragione – ha parlato di una perfetta operazione di marketing, perché presentando una copertina del genere è naturale che se ne parli e, così facendo, si ponga l'attenzione sul contenuto di un libro che è soggetto a numerosi pregiudizi (e lo dico da persona che non lo ha letto (e non ho alcuna intenzione di leggerlo) proprio per i pregiudizi che ho e perché l'autore mi fa schifo).
Altra attenzione, poi, va dritta alla CE, perché ci si chiede come abbia potuto mandare in stampa un'orrendità simile e perché nessuno si sia posto il problema di cambiare la copertina senza che il libro, un classico di fine Ottocento/inizio Novecento, venga equiparato a porcate come le Sfumature.
Se l'intento della CE era quello di far arrivare gente che per il momento ha letto solo la James a un classico, secondo me ha sbagliato approccio, visto che i due autori non si possono neanche lontanamente equiparare; se invece era quello di dare una ventata di novità a un libro obsoleto, ha cannato di nuovo, perché qualunque lettore degno di questo nome non si avvicinerebbe mai a un libro con questa copertina, neanche se fosse una donna in preda agli ormoni (diciamocelo: il modello in copertina non ha niente di particolare, non ha pettorali scolpiti o una muscolatura da far invidia agli uomini pantofolai).
Se, invece, per la Mondadori contano solo le chiacchiere, le visualizzazioni e le condivisioni di questa immagine, allora complimenti, il loro risultato lo hanno raggiunto, perché sono già in tanti a gridare allo scandalo.

Far fare le copertine a persone che stanno studiando e sono alle prime armi mi va bene, ma mettere in ridicolo un'opera letteraria per ignoranza, no, questo non mi sta bene.
E non si tratta di essere bigotti o antichi, ma semplicemente di imparare a usare qualcosa che risponde al nome di intelligenza e che molto spesso non viene usata a dovere o non viene proprio usata.

Ormai il danno è stato fatto e vedremo in libreria questo scempio.

Perdonate il post ricco di acredine, ma quando vedo certe cose non riesco a essere gentile ed educata u.u
Scusate anche se l'ho fatta lunga, spero di non avervi annoiati. Se volete dire la vostra in merito, lo spazio commenti è a disposizione, non siate timidi!

Vi auguro buone letture, sperando di non incorrere in altre oscenità,
Annette.

lunedì 2 febbraio 2015

Le mie serie interrotte

Ok, oggi è una giornata alquanto prolifica negli aggiornamenti =D
Questo post mi è venuto in mente poco dopo aver scritto quello della WL, perché è giunto il momento di vedere (e farvi sapere) quante serie ho iniziato e non ho ancora concluso, vuoi perché le CE hanno deciso di non pubblicarle più, vuoi perché a volte il più delle volte aspetto l'edizione economica per avere ordine nella libreria (odio avere libri di un'edizione e altri di altre quando si tratta di saghe).
Sarà un post lungo, quindi mettetevi comodi e chiedo venia fin da ora se vi tedierò all'inverosimile.

#1
Serie: Blue Bloods
Autore: Melissa de la Cruz
Situazione: Sono ferma al primo libro, ma ho comprato il secondo già da qualche tempo (leggi anno). Mi sono fermata perché volevo fare mente locale e capire se la serie poteva piacermi, visto che al primo ho dato 3 specchi, ma ho lasciato aperta la porta delle possibilità, quindi inserirò quanto prima il secondo libro nella lista dei libri da leggere a breve (anche se mi sa che dovrò rileggere il primo per riprendere il filo del discorso).

#2
Serie: The Beauchamp Family
Autore: Melissa de la Cruz
Situazione: Ho letto entrambi i primi due libri, che mi sono piaciuti molto più dell'altra serie di questa autrice. Ora sono in attesa trepidante del terzo, perché vorrei continuare a leggere delle avventure delle Beauchamp e dei loro amori (strano a dirsi, eh?! =D).
Spero che la Leggereditore non tiri pacco e ci lasci a bocca asciutta, perché sarebbe un vero peccato...

#3
Serie: Shadowhunters
Autore: Cassandra Clare
Situazione: Anche di questo ho letto il primo libro, che devo essere sincera non mi ha convinta poi molto, ma, come per Sangue Blu, vorrei dare una seconda possibilità.
Mi ricordo che non mi è piaciuto fino in fondo per i troppi richiami/scopiazzamenti alla serie di Harry Potter e per questo l'ho lasciato un po' in disparte.
Ogni volta che vado in libreria non mi ricordo mai se ho già comprato il secondo libro o meno e quindi esco con qualcosa di molto diverso =D Ma prima o poi dovrò ri-affrontare la lettura anche di questa serie.

#4
Serie: Il Signore degli Anelli
Autore: J.R.R. Tolkien
Situazione: È parecchio imbarazzante, perché sono ferma a metà secondo libro da un'eternità (dal 2012, per essere precisi) e non sono più riuscita ad andare avanti.
Io adoro questa trilogia, eppure non riesco a continuarla. Non so perché u.u
Se prima era solo una possibilità, ora necessito proprio di un elenco dei libri da leggere al più presto =D

#5
Serie: Das Tal Season 1
Autore: Krystyna Kuhn
Situazione: Per questa saga sono ferma al primo libro per colpa della casa editrice, vista la pessima cover del secondo libro. Io di solito non sto molto a guardare le copertine dei libri, soprattutto per quanto riguarda le saghe, ma in questo caso non ho proprio potuto fare a meno di schifarmi davanti alla scelta editoriale della Nord.
Oltre tutto, sono ferma al primo libro perché prima vorrei capire se la serie va avanti e, in quel caso, mi accontenterò della cover scelta per il libro che attualmente mi manca. Altrimenti me li compro tutti in inglese e festa finita!

mercoledì 31 dicembre 2014

Il mio 2014 in libri

Buongiorno e buon ultimo dell'anno a tutti!
Come state? Qui fuori pare che nevichi, così mi sono preparata una cioccolata calda coi marshmallow e sto ripensando un po' a questo 2014... in libri.
Diciamo che questo sarà un post bilancio su letture, libri comprati/arrivati/scambiati, ecc.

Quest'anno ho aggiunto ben 55 libri alla mia libreria (senza distinzioni tra reale e virtuale), quindi sarebbero un libro a settimana, più o meno. Anche se penso di averne perso per strada qualcuno (cioè che non li ho registrati su goodreads) ed è probabile che siano più di 55 =D
Sapete che i miei generi variano molto, di questi 55:
» 14 sono di genere fantasy
» 3 sono di fantascienza
» 11 sono rosa tendente al lilla (diciamo che sono sì romanzi rosa, ma non tantissimo, come piacciono a me =D)
» 13 sono gialli
» 14 sono di generi vari (storico, per ragazzi, saggi, ecc.)
Alcuni di questi arrivi nella mia libreria sono anche già stati spediti in giro, vuoi perché facevano parte di catene di lettura o perché li ho scambiati con altri.
Molti dei libri che ho in libreria, comunque, mi sono arrivati grazie a Bookmooch, dove ne ho trovati tantissimi che mi interessavano, soprattutto un altro di Jasper Fforde.

In questo anno ho letto 21 libri e mezzo. Anche qui ho spaziato molto:
» 6 gialli
» 6 fantasy
» 2 di fantascienza
» 3 rosa tendente al lilla
» 4 di generi vari
Il mezzo riguarda Il ritratto di Dorian Gray, che purtroppo ho ancora in lettura per varie vicissitudini, e conto di finirlo con l'anno nuovo, sperando che sia il primo che concludo nel 2015 =D
In effetti devo dire che non ho letto molto, mi aspettavo qualcosa di più, ma evidentemente il mio tempo per la lettura è stato molto limitato e non me ne sono praticamente resa conto. Spero di fare meglio nel 2015... anche se dicevo la stessa cosa l'anno scorso.

Buoni propositi libreschi per il 2015?
Per prima cosa, leggere almeno due terzi dei libri che ho comprato/mi sono arrivati in questo 2014; in secondo luogo vorrei riuscire a finire le serie che ho iniziato quest'anno e anche quelle che inizierò il prossimo, come per esempio Matched e The Summoning, di cui finalmente ho i primi libri.
Mi piacerebbe leggere qualcos'altro di fantascienza, perché è un genere che mi piace e non vorrei lasciarlo in disparte.
Vorrei anche iniziare a fare delle video-recensioni, visto che adesso ho più o meno i mezzi per farlo, però prima devo studiare bene come funziona il tutto =D
C'è una cosa che vorrei fare da due anni a questa parte: leggere non solo la sera a letto, ma anche seduta alla scrivania con un quaderno o un blocchetto di post-it accanto per prendere appunti e scrivere le mie riflessioni su ciò che leggo. Adesso che ho liberato la scrivania (per questo nevica, oggi =D) vorrei proprio riuscire a farlo, soprattutto con i classici (in Dorian Gray ho segnato - rigorosamente a matita - talmente tanti passaggi che ci sarebbe proprio bisogno di qualche post-it).
E mi piacerebbe collaborare più attivamente con le case editrici, anche solo pubblicando più post che vengono da loro, per far conoscere le nuove uscite. Un po' lo sto già facendo grazie a Nativi Digitali, anche se in quest'ultimo periodo ho dovuto lasciare in disparte anche loro, per i vari problemi che sono sopraggiunti, ma con l'anno nuovo ritornerò attiva!
Spero di partecipare un po' più attivamente anche alla vita degli altri lit-blog, commentando di più rispetto a questo 2014, perché mi dispiacerebbe restare sempre e solo nel mio angolino. Senza contare che non mi dispiacerebbe partecipare a iniziative varie che le altre/gli altri blogger indicono.
Ultimo, ma non meno importante, che non c'entra molto coi libri da leggere, spero finalmente di avere del tempo per finire tutto quello che ho iniziato a scrivere quest'anno, perché vorrei proprio riuscire a pubblicare qualcos'altro oltre al famoso Ombre di sole. Magari qualcosa di più lungo delle 2000 battute di quello non sarebbe male, no? (Se siete a conoscenza di qualche concorso o qualche antologia che accetta racconti originali, fatemelo sapere ;) )

Ringrazio tutti voi che avete seguito più o meno costantemente il blog; ringrazio gli autori che mi hanno contattata per leggere i loro libri e mi scuso con loro se non ho sempre risposto subito agli appelli; ringrazio Nativi Digitali per la collaborazione, perché è sempre un piacere leggere cose nuove e stimolanti; ringrazio anche chi ha letto (e, spero, apprezzato) il mio Ombre di sole e l'intera antologia della Delos.

Bene, ho finito la cioccolata calda, quindi è anche tempo di concludere il post =D
Non mi resta che augurarvi buon anno e spero che questo 2015 sia più... libresco del 2014 ;)

Buone letture,
Annette.

martedì 4 novembre 2014

Un libro è un libro, ma...

Da qualche giorno sto seguendo l'iniziativa #unlibroèunlibro legata al fatto che ci siano due pesi e due misure riguardo il costo dell'IVA sui libri cartacei e sugli ebook.

L'IVA sui libri cartacei è fissa al 4%, mentre per gli ebook è al 22%, un salasso se si pensa che sono praticamente lo stesso prodotto e, anzi, gli ebook costano notevolmente di meno, visto che non hanno costi particolari per quanto riguarda la carta, la distribuzione tradizionale e altre cose tipiche del primo.
Siamo tutti d'accordo che l'IVA dovrebbe essere uguale per entrambi, ma ci sono due ma grandi quanto un paese.

Per il primo ma ringrazio LadyAileen di Una passione e oltre, perché lei, come tanti altri, sta ancora battendo per abolire la famosa Legge Levi.
Come sapete la Legge Levi ha imposto un tetto, fissato al 15%, per gli sconti applicabili ai libri, al fine di equiparare grandi catene di distribuzione come Feltrinelli, Mondadori, Giunti ai piccoli e medi distributori che non possono fare gli stessi sconti applicati altrove, e stabilisce che "i saldi" possono essere effettuati solo una volta all'anno e non nel periodo natalizio.
Così facendo, però, si va sempre a gravare sulle tasche dei lettori, perché i libri non costano certo poco e quindi si ha anche avuto un rialzo dei prezzi di copertina.
Io, come LadyAileen e tanti altri, sono d'accordo sull'abolizione di questa legge assurda e sarei molto contenta se finalmente si facesse una legge che riguardasse il tetto massimo di prezzo, perché spendere anche 30-40€ (sconto o non sconto del 15% son sempre tanti soldi) per un libro mi sembra un'esagerazione.

Piccola nota: la Fanucci, su facebook, aderisce all'iniziativa #unlibroèunlibro e più di qualcuno ha fatto presente, tra le altre cose, che Elantris in edizione cartacea è in vendita a 30€, cosa davvero improponibile per un libro normale. La risposta della CE è stata questa:

Questa immagine non è stata modificata, se non le credete, potete andare qui e leggere con i vostri occhi!
La cosa che mi ha schifata di questa risposta è stata il fatto che la Fanucci – che sempre su FB ricorda che dal 1971 si dedica a diffondere il fantasy in Italia – consideri il genere fantasy qualcosa di nicchia e che quindi è plausibile e normale che possa costare anche tanto. Sono anni che il fantasy è stato sdoganato e non è più un genere di nicchia, ma chissà come mai qualcuno lo pensa ancora.
L'atteggiamento della Fanucci per me è follia pura, sotto vari punti di vista.

Ritornando a #unlibroèunlibro, il secondo ma è una mia personale riflessione.
Nella rete c'è qualcuno che dice che se non si abbassa l'IVA dell'ebook, non ci potrà essere un ricircolo della cultura, pensando – erroneamente, secondo me – che la cultura vera e propria passi per i libri che si trovano in vendita in libreria o negli store online.
Per quanto possa essere d'accordo che anche un libro divertente, frivolo e leggero possa rientrare in quella che viene definita cultura personale, da qui a dire che qualsiasi volume sia cultura (magari anche con la c maiuscola) ce ne passa.
Ma se proprio vogliamo che ogni libro sia cultura, allora com'è che in libreria e non solo ci sono dei prodotti che non sono di qualità?
Di sicuro se ci fossero più uscite di qualità o anche solo scritte in modo più decente, probabilmente la lettura non sarebbe un piacere per pochi.
Sia chiaro: parlo di qualità prevalentemente per quanto riguarda la scrittura, quindi libri scritti bene, traduzioni fatte secondo i crismi della lingua in cui vengono tradotti, ecc.
Ogni volta che vado in libreria mi ritrovo davanti titoli improbabili, libri scritti con i piedi (anche per questo non leggo molti autori italiani), traduzioni illeggibili, grammatica e ortografia stuprate per fini commerciali.
Capisco che probabilmente la qualità per le CE non sia così importante perché non fa vendere tanto come la quantità, ma secondo me ce ne vorrebbe un po' di più.

Lo so, i miei pensieri rasentano l'utopia, ma non fa male pensare un po' a qualcosa da fare per cambiare le cose, anche se sono soltanto sogni.
Spero di essere riuscita a chiarire almeno un po' il mio punto di vista.

Voi cosa ne pensate dell'iniziativa #unlibroèunlibro?
Annette.

giovedì 4 settembre 2014

Pensieri in libertà

È da un po' che non scrivo un post che non sia per una rubrica o per una segnalazione, quindi, siccome non ho di meglio da fare (più o meno), ho pensato bene di tediarvi con un po' di pensieri in libertà =D

Per prima cosa, mi sento molto autunnale, quindi ho modificato leggermente la grafica virando dal celeste al marrone. Adoro l'autunno e non vedo l'ora che inizi ufficialmente, anche se il clima qui è già piuttosto autunnale. Adoro le castagne e non vedo l'ora di mangiarne fino a stare male (ok, forse è un po' esagerato). E adoro le letture autunnali, quelle dei giorni di pioggia, quando te ne stai sotto una coperta con una cioccolata calda sul tavolino di fianco al divano.
Vi confesso che il clima di questa estate non mi ha disturbata più di tanto, anzi. In luglio mi sono goduta l'oratorio e, fortunatamente, non c'è stata molta pioggia; in agosto sono stata benissimo... ok, la pioggia aveva un po' rotto le scatole, soprattutto perché più di qualche volta mi sono ritrovata bloccata da qualche parte impossibilitata ad andare in giro visto il diluvio, ma almeno non sono stata male a causa degli sbalzi di pressione.

Ok, decisamente mi sono persa in chiacchiere =D
Proseguiamo con altro.

In questi giorni mi è venuta la folle idea di modificare e ampliare una fanfiction del fandom di Harry Potter, trasformandola in una storia originale.
Non sono nuova a cose del genere (basti pensare a Putti e fantasmi per un omicidio, che ho ancora in scrittura e che è partito sempre da una mia ff), ma questa volta ho tolto completamente l'elemento fantastico, quindi mi sto divertendo a scrivere qualcosa di originale e simil-romantico. I personaggi che avevo scelto come protagonisti della ff erano già farina del mio sacco (come spesso accade), quindi anche in questo caso non c'è stato molto lavoro.
I primi tre capitoli sono ripresi quasi fedelmente dalla mia fanfiction, con alcune aggiunte e modifiche (certe cose, però, non ho potuto proprio modificarle totalmente perché erano troppo... divertenti e adatte anche a questa versione), dal quarto capitolo in poi, invece, è tutto originale.
Sto valutando alcune ipotesi sulla trama, perché da una parte vorrei mantenere l'idea originale della ff, ma dall'altra mi sta stuzzicando un'idea del tutto nuova, quindi sono molto divisa =D
In base alla trama che sceglierò di sviluppare deciderò se tenere il vecchio titolo o cambiarlo in qualcosa di nuovo. Anche questo è tutto da decidere.
Intanto mi godo questi giorni di scrittura, perché era da tanto che non mi dedicavo per molto tempo a questa mia passione, e vado dove mi portano la storia e la protagonista.
Spero vivamente che non mi colpisca nessun blocco, perché vorrei davvero portare a termine almeno una storia a capitoli. Incrociamo le dita insieme =D

Mi sa che mi sono dilungata di nuovo, ma proprio non riuscivo a tenere per me questa notizia, quindi mi scuso se vi ho annoiati.
Ultima cosa, poi giuro che ho finito e anch'io vado a pranzo: nella colonna qui a fianco c'è un piccolo sondaggio per decidere cosa fare per il compleanno del blog. Quest'anno vorrei fare le cose un po' in grande e quindi mi farebbe piacere se, voi che passate di qui, lasciate un piccolo voto accanto alla cosa che vi ispira di più. Alcune idee che mi sono venute in mente per festeggiare sono:
» Giveaway di segnalibri e/o libri
» Fare un gruppo di lettura (libro da scegliere)
» Una settimana di quiz
» Reading challenge da ottobre a dicembre
» Read-a-Thon
» Soltanto fare gli auguri
Il compleanno del blog sarà il 1° dicembre, per votare la cosa che vi ispira di più c'è tempo fino al 30 settembre.
Non siate timidi ;)

Bene, io ho concluso il mio sproloquio, spero di non avervi annoiati troppo.
Buon pomeriggio,
Annette.

sabato 18 gennaio 2014

Riominciamo?

Per prima cosa, buon anno a tutti... siamo a gennaio, quindi sono ancora in tempo per augurarvi un buon e felice 2014 da questo blog =D
Come già successo mesi fa, voglio scusarmi per il silenzio che ha imperversato qui da novembre. Purtroppo (relativamente) mi sono data da fare nello scrap e non solo, quindi la lettura e questo bloggino sono passati in secondo piano.
Spero che questo 2014 sia un po' più... costante. Ma non vi prometto nulla ;D

Sappiate, comunque, che ho chiuso il 2013 con 22 libri letti.
Certo non è un risultato eclatante, ma vista la mia incostanza, direi che va bene, anche se speravo proprio di leggere tutti i 50 libri che mi ero prefissata come sfida.
Quest'anno spero vada meglio, nonostante stia leggendo Il richiamo del Cuculo da novembre =D

Tra oggi e domani pubblicherò le varie segnalazioni che mi sono arrivate via mail: tanti autori mi hanno contattata via mail per segnalare le loro opere qui e, come al solito, questo mi fa molto piacere, perché non si sono fermati davanti al mio "silenzio" di alcuni mesi qui.
Poi, ci saranno anche le novità de La Mela Avvelenata =)

E prima di lasciarvi al vostro sabato pomeriggio, voglio rendervi partecipi di una cosa che mi rende molto orgogliosa di me stessa, nonché felice =)
Lunedì 13 sono iniziate le selezioni per la nuova antologia della Delos Books intitolata 365 racconti d'estate, dedicata come da titolo all'estate.
Io ho pensato bene di partecipare con un mio racconto =D
La sera stessa del lunedì, mi hanno comunicato che il mio racconto, Ombre di sole, sarebbe stato pubblicato.
Sono molto contenta di questo e se voi siete curiosi di leggerlo, qui c'è la prima parte, poi dovrete aspettare fino a giugno per conoscere il seguito, però ;D
Siccome non ero sicura di riuscire a passare la selezione dei racconti al primo colpo, stavo già pensando ad altri racconti ambientati in estate e, non appena avrò un po' di tempo, li metterò nero su bianco definitivamente. La mia idea è quella di pubblicarli in una piccola raccolta... non pensate che voglia copiare l'idea della Delos, non mi permetterei mai, ma siccome le ritengo trame valide, non vedo perché debba "limitarmi" =D

Ok, ho concluso il mio post di "riapertura" del blog dopo svariati mesi di silenzio.
A... rileggerci ;D
Anna

venerdì 15 febbraio 2013

La Fallace Forza dei Blog

Anch'io come molti altri riporto qui di seguito il comunicato stampa apparso sul gruppo dell'iniziativa a cui ho preso parte e che mi dispiace sia finita nel peggiore dei modi per colpa di qualcuno che vuole soltanto farsi pubblicità a scapito di persone che ci hanno messo anima e corpo per ideare, portare avanti e curare una cosa del genere.
La segnalazione del libro in questione è stata fatta in buona fede e le cose che ho scritto in quel post sono reali, non dettate unicamente dallo scopo dell'iniziativa. Io stessa ricerco libri anche semisconosciuti qui in Italia, sia per scoprire autori inediti, sia per cultura personale, anche per questo non ho visto niente di male nell'iniziativa cui ho preso parte.
Non mi dilungo oltre, visto che era stato chiesto di non inserire qualsivoglia commento alla cosa, ma come tante altre non sono riuscita a trattenermi. Ora vi lascio al comunicato, confido comunque che capiate le ragioni di ciò che è stato fatto e che non reputiate questo o altri blog faziosi e disposti a tutto. Chi mi conosce e segue il blog, sa che non faccio mai nulla per interesse, né sono solita pubblicare articoli, recensioni e segnalazioni non in linea con le mie idee, ma dico sempre ciò che penso, nel bene e nel male.
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Comunicato Stampa 14/02/13
LA FALLACE FORZA DEI BLOG

La rete, talvolta, produce iniziative meritevoli. A volte i progetti migliori nascono proprio da scambi inconsapevoli. Giunge la proposta, poi il rilancio, e infine la frenesia derivante dall'idea di stare facendo qualcosa di buono, per cui vale la pena spendere energie. Succede così, per caso, anche l'ultima iniziativa scaturita dalle menti di alcuni blogger letterari italiani. Un infelice epilogo ha troncato la possibilità di far evolvere un progetto grezzo in un'iniziativa dall'interessante intento: scoprire e analizzare l'influenza dei blogger sul mercato libraio.

L'iniziativa sorge dopo alcune discussioni successive alla fiera della piccola e media editoria di Roma, Più libri più liberi. In una tavola rotonda alla quale erano presenti alcuni blogger e giornalisti, l'AIE presenta la propria zoppicante ricerca di mercato. Si è pensato quindi di rilanciare l'idea, facendola scaturire "dal basso". I blogger stessi che cercano di definire la propria importanza e il proprio valore all'interno di quel girone infernale che è l'editoria italiana. In data 16 gennaio il progetto ha mosso i primi, timidi passi. Ne è scaturito un vivace gruppo su facebook, teso al coordinamento interno, nel quale sono stati invitati alla partecipazione circa un centinaio di blog (numero che si sarebbe ampliato significativamente nell'"ideale", e ormai irrealizzabile, secondo test).

Le modalità di partecipazione erano semplici: scrivere e pubblicare una segnalazione/recensione de Il Canto del Cielo (Beat, 2012), romanzo scelto perché considerato un ottimo esempio di letteratura, nominato come Best British Book of the Last 25 years e apprezzato a tal punto in suolo britannico da trarne anche una serie targata BBC. In nessun caso, è bene specificarlo, è stata richiesta la pubblicazione di una recensione falsata, dichiaratamente positiva quand'anche il recensore avesse espresso il proprio giudizio negativo all'opera. Non sono state prese in considerazione le recensioni negative - che rappresentavano l'1% del totale e sarebbero state ugualmente pubblicate per correttezza e trasparenza alla fine del periodo stabilito, ovvero dal 15 febbraio - perché lo scopo di questo studio di settore (nella sua fase embrionale e sperimentale) era valutare il peso della valutazione positiva (sincera e non condizionata) dei blogger sull'andamento delle vendite. L'analisi dell'impatto di giudizi discordanti e spesso sfavorevoli riguardo un determinato romanzo sarebbe stato il punto focale della seconda parte del progetto. Lo scopo delle segnalazioni, invece, era rendere consapevole il lettore della presenza de Il Canto del Cielo in libreria, giacché era stato ampiamente ignorato dal pubblico e dalla critica sul web.

I blogger hanno stabilito un periodo limitato di tempo nel quale pubblicare gli articoli nei rispettivi blog al termine del quale, in collaborazione con la casa editrice, analizzare l'andamento delle vendite de Il Canto del Cielo nel mese precedente, corrente e successiva all'iniziativa. Dati che sarebbero stati resi noti da tutti i blogger partecipanti se non fossero intervenute cause esterne che hanno impedito il completamento e la riuscita del progetto.

Il sentimento comune, tra i promotori del progetto, è quello di amaro disappunto e dispiacere per aver visto travisare, pur dopo attente e lunghe spiegazioni, lo scopo del progetto. A causa di notizie distorte, successivamente utilizzate per screditare una iniziativa che aveva come unico scopo quello di verificare l'ascendente dei blogger sulle variazioni di mercato, è stato vanificato il lavoro di moltissime persone, che hanno visto andarsene ore di lavoro senza poterne apprezzare il risultato finale. Ci lascia interdetti la poca professionalità di alcuni, che senza interpellare gli organizzatori dell'esperimento si sono sentiti in dovere di informare i lettori riguardo un'iniziativa che a loro dire ledeva la fiducia necessaria in un rapporto lettore/blogger probabilmente per fini pubblicitari e per fomentare un sensazionalismo che, fatto in mala fede, danneggia la blogosfera.

Non intendiamo raccogliere alcuna provocazione o dare adito a sterili discussioni demagogiche; ci auguriamo inoltre che i lettori dei nostri blog capiscano e comprendano le buone intenzioni sottese alla nostra iniziativa. Garantiamo per l'assoluta onestà di qualunque recensione pubblicata riguardo il romanzo sopracitato. Qualsiasi altro chiarimento verrà comunicato, eventualmente, tramite un altro comunicato stampa, diffuso dai partecipanti.

mercoledì 19 dicembre 2012

@Nicla Vassallo e le sue pseudo-critiche

In questi giorni sto recuperando un po' del tempo che non ho potuto dedicare alla lettura e alla navigazione su internet e, tra queste due cose, ovviamente, c'è anche l'aggiornare le librerie aNobii e Goodreads e leggere i topic che mi sono persa.

Tra le cose che mi sono lasciata sfuggire c'è l'articolo di una certa (mi scuserà, ma non la conosco, ergo risulterò molto ignorante agli occhi di tale signora) Nicla Vassallo, prof. di filosofia (e filosofa?), pubblicato sul Venerdì di Repubblica il 7 dicembre.
l'articolo incriminato, leggetelo...
Nell'articolo si parla in modo molto superficiale e altezzoso di un social che frequento da ormai quattro anni, aka aNobii.
Lo ammetto, ci sono tante cose che non mi piacciono di tale sito e che mi disturbano, soprattutto cose tecniche, ma ci sono anche tante delle cose che la signora sopraccitata non si è degnata di controllare se fossero vere o meno.
La signora parla di un luogo in cui i non laureati, i non scrittori, i non qualsiasi cosa si fanno grandi, magari sfogando frustrazioni inespresse contro libri che persone come la Vassallo considera pietre miliari di generi o di correnti di pensiero. Un posto in cui ci sono anche vecchi marpioni che ci provano con qualsiasi cosa si muova, come si usa dire.

Purtroppo per lei, cara signora, aNobii non è questo, ma è altresì un posto in cui è possibile avere libertà di parola (cosa sconosciuta ai più degli autori di articoli che pubblicano su giornali come Repubblica & co.), dire ciò che si pensa dei libri che si leggono, incontrare nei gruppi persone che hanno gli stessi interessi, conoscere di persona autori emergenti o meno in cerca di nuovi lettori e/o di consigli.
È vero che ci sono commentatori acidi e in certi casi non gli do nemmeno torto, viste certe cavolate che vengono pubblicate qui in Italia (ma anche all'estero), ma da qui a dire che chi non ha i titoli per parlare dovrebbe soltanto stare zitto, ce ne passa.
Che poi, se proprio vogliamo essere pignoli, dovrebbe stare zitta lei, mia cara signora, visto che non è iscritta al sito, ha visto solo qualcosina da utente esterno e, molto probabilmente, è stata guidata dall'astio verso chi ha commentato negativamente (con una stellina) un suo libro.
Se davvero è così, le faccio i miei complimenti.

Mi permetta, però, di darle un consiglio, prima di chiudere questo post: la prossima volta che decide di criticare qualcosa per il gusto di farlo, almeno si documenti, lo legga/guardi/visiti più approfonditamente e, solo dopo aver fatto tutto ciò e averci speso qualche anno, si permetta di aprire bocca o toccare tastiera.
Almeno chi l'ha criticata negativamente per il suo libro se l'è sorbito tutto.

E mi scuso con i lettori del blog per questo post, prettamente rivolto a tale signora, ma non ho potuto proprio tacere.

Buona serata a tutti,
Eruannë.

giovedì 22 novembre 2012

In lettura...

Buon pomeriggio =D
Siccome oggi non so bene cosa fare (e avrei una lista lunga un chilometro – se non di più – di cose da fare, ma non so da quale iniziare per farle tutte =D) e il blog il giovedì non ha una rubrica fissa (il gruppo di lettura, se non ve ne siete accorti, è saltato per mancanza di adesioni), ho pensato di scrivere un "piccolo" post sui libri che sto leggendo al momento.

Titolo: Mastodon
Autore: Nox A.M. Ruit
Pagine: 688
Quarta di copertina: Roma, anno 222 d. C.
Proprio quando l'Impero è sull'orlo del baratro, giunge un prodigio a segnare il destino di Roma: i Dodici Dei dell'Olimpo tornano a camminare fra gli uomini e si manifestano attraverso l'imperatore Adriano Severo, il primo rivelato, cioè un mortale toccato dagli dei. Adriano Severo rifonda l'Impero e crea il Collegio della Rivelazione, i cui membri, chiamati consacrati, possono invocare a comando il tocco degli dei, acqusendo grandi poteri. Cento anni dopo, Branwen di Caledonia, un consacrato di Apollo disprezzato dai propri confratelli, è coinvolto dal suo dio in una strana storia che fatica a comprendere, fatta di sacrifici umani, culti dionisiaci proibiti e intrighi di palazzo. Attraversando l'Impero da Bisanzio a Delfi, da Alessandria d'Egitto alla Siria, dovrà lottare contro nemici umani e disumani, mortali e immortali, affrontando anche il più temibile degli avversari: se stesso e il suo passato.
Progresso: pagina 17 di 688 (2%)

Dal progresso si può evincere come non abbia letto praticamente nulla del libro, ancora, ma è solo perché sono tantissime pagine (che di solito non mi pesano) e il libro è un po' pesante da tenere in mano.
Per il resto, lo stile dell'autore è ricco di descrizioni che non facilitano certo il proseguo della lettura, anzi, talvolta sono proprio in difficoltà, soprattutto quando c'è un dialogo e viene infilata dentro una descrizione anche piuttosto corposa.
Delle 17 pagine che ho letto finora, se si riassumessero tutte le parti descrittive, probabilmente si ridurrebbe il volume a neanche una decina di pagine.
Il libro è interessante, la trama mi ha attirata proprio per questo, ma stenta a decollare, anche perché non si capisce bene dove voglia andare a parare la storia e questo destabilizza non poco il lettore.
Comunque sono appena a pagina 17, me ne mancano ancora 671... sperin ben XD (da notare che, per capire a che pagina si è, bisogna contare le singole pagine, visto che la casa editrice si è dimenticata (o è voluto?) di numerarle).

Titolo: La spiaggia delle anime
Autore: Roberto Alba
Pagine: 180
Quarta di copertina: Tutto ha inizio durante l'afosa estate del 1938, in una stanza d'albergo del Dodecaneso, quando un alto ufficiale italiano viene ucciso e il suo assassino porta via una borsa contenente documenti importantissimi. Rivelazioni strategiche. Qualcosa che potrebbe influenzare persino le sorti dell'imminente conflitto bellico. Un gruppo di italiani in vacanza sull'Egeo si ritrova coinvolto, suo malgrado, nella sparizione della borsa e, a bordo di un bellissimo veliero, inizia una logorante guerra psicologica. Chi tra gli ospiti dell'imbarcazione è la spia che si è impadronita dei documenti? La navigazione diventa ben presto un incubo, tra sospetti reciproci e la minaccia di un complotto internazionale...
1978, siamo nello stesso incantevole scenario. Mentre naviga lungo le coste della favolosa Rodi, una coppia spera di risolvere i suoi problemi. I due si salvano da una sciagura e approdano su un'isola sconosciuta, che non risulta tracciata in nessuna carta nautica, ma la cui profanazione porta alla morte...
Arriviamo, quindi, ai giorni nostri. Un giovane avvocato compie un viaggio nell'arcipelago greco per sfuggire alle allucinazioni che lo tormentano e che lo vedono protagonista di un oscuro passato a Rodi. All'uomo sembra di rivivere le stesse vicende che hanno insanguinato l'estate del 1938 e quella del 1978. Le sue "visioni" lo conducono a un'isola che custodisce un terribile segreto.
Progresso: pagina 26 di 180 (14%)

Questo libro mi è arrivato direttamente dall'autore: su aNobii regalava qualche copia e io non mi sono lasciata sfuggire l'occasione =D
Battute a parte, chi mi conosce bene, sa che non so resistere a due tipi di libri: quelli gialli e quelli che dimostrano di avere una trama solida alle spalle, in cui l'autore si è impegnato; questo libro mi sembra avere entrambe le qualità.
Mi è arrivato ieri ed è stato difficile tenerlo buono da una parte per potermi dedicare a ciò che devo fare prima di iniziare la work experience; alla fine ho ceduto e ne ho già letto un po'.
Devo dire che, al di là dei tanti personaggi da tenere a mente e dei salti temporali per far proseguire più o meno parallelamente le tre epoche principali, mi piace, è ben scritto e si vede che l'autore si è impegnato a documentarsi (cosa che non spesso avviene ultimamente).
Sono molto curiosa di andare avanti con la lettura.
Se proprio devo trovare una pecca in questo libro, forse risiede nel carattere un po' troppo piccolo con cui è stato stampato... di solito io non mi lamento di questo particolare, ma qui l'ho trovato un po' fastidioso. Secondo me, se si fosse ingrandito leggermente (anche solo di 0.5), non si sarebbe rovinato nulla, anzi, il libro ne avrebbe guadagnato =)

E questi sono i due libri che sto leggendo con maggior attenzione in questi giorni...
A breve, forse stasera, inizierò una piccola rubrichetta settimanale in attesa del Natale, ispirata dalla nuova iniziativa del gruppo di aNobii Regaliamoci libri. Non aggiungo altro =D

Intanto vi auguro buon proseguimento di giornata,
Eruannë.

martedì 20 novembre 2012

Lezione di buon italiano scritto #1

Navigando nella rete mi è capitato spesso di imbattermi in commenti, scritti di varia natura e simili che mi hanno lasciata perplessa.
La cosa che mi perplime di solito è come una persona che si consideri un lettore forte o che abbia (o meno, perché anche qualche scrittore dovrebbe rinfrescarsi un po' la memoria ogni tanto!) l'hobby della scrittura, poi si riveli incapace di seguire delle semplici e basilari regole grammatico-sintattico-ortografiche dettate dalla propria lingua madre e che insegnano, se non in prima, in seconda elementare.
Per dirla in parole povere: se ne stra-frega della lingua italiana e scrive certe amenità che, personalmente, mi fanno ribollire il sangue nelle vene.
Sto parlando molto più semplicemente di quelle schiere di persone che si divertono(?) a trasformare (forse per comodità(?)) gli apostrofi in accenti e a inserire i primi dove non vanno.

Vi è mai capitato di leggere frasi del tipo:

Oggi ho un di tempo e mi dedicherò a giocare al pc.
o
Qual'è il vostro passatempo preferito?

Si noti bene che, per quanto riguarda il "pò", perfino l'editor di blogger lo sottolinea in rosso, quindi com'è possibile che certa gente non si accorga che sia sbagliato?

Per chi fosse stato assente alle due lezioni in prima o seconda elementare o preferisce pensare che "tanto non si è a scuola, quindi perché spaccarsi le dita e schiacciare qualche tasto in più", permettetemi di rinfrescarvi un po' la memoria con le regole grammaticali di questi due errori sempre troppo comuni.
Po' è il troncamento della parola Poco, quindi l'apostrofo serve a evidenziare questa troncatura. Non esiste proprio che si metta l'accento, sarebbe un errore da matita blu.

Qual è non è un'elisione, ma si tratta di un troncamento e quindi non deve mai avere l'apostrofo.

Mi domando sempre come sia possibile che delle regole così semplici vengano buttate nella spazzatura per comodità o, peggio, per indifferenza.
Capisco uno straniero che non sa bene la nostra lingua faccia tali errori, ma non transigo su chi a scuola ci va tutt'ora (liceo o università non importa) o abbia un lavoro di tutto rispetto (medico, avvocato, scrittore e compagnia cantante).
Poi non lamentatevi, voi che sbagliate per il gusto di sbagliare, se vi prendono in giro o vi rinfrescano la memoria come ho fatto io.

La lezione è finita, spero che il buonsenso e il rispetto delle regolette elementari ritornino presto a regnare sovrani sull'ignoranza e sulla comodità.

Buona serata,
Eruannë.

lunedì 19 novembre 2012

{Recensione} Nella colonia penale

Titolo: Nella colonia penale
Autore: Franz Kafka
Data di pubblicazione: 2012
Casa editrice: Leone Editore
Collana: I cortoromanzi
Genere: Horror
Pagine: 76
Prezzo: 1.00€
Quarta di copertina: Nella colonia penale si può classificare come un racconto horror, che contiene in nuce molti dei temi cari all'autore boemo.
La storia dell'ultimo utilizzo della terribile macchina di tortura usata in una innominata colonia penale va ben oltre le crude descrizioni del suo funzionamento, segna piuttosto l'ultima, estrema tappa di una giustizia «di Stato» efferata e disumana nei confronti del singolo individuo, paradossalmente alla vigilia di una tragedia di portata ben più vasta, la Prima guerra mondiale.


Ieri sera, dopo aver finito di leggere Identità Globale e di scriverne la recensione, mi sono lasciata tentare da questo piccolissimo libretto, che risponde al nome di Nella colonia penale.
 
Non avevo mai letto qualcosa di Kafka, anche se nei miei propositi futuri c'è da molto tempo la lettura de Le Metamorfosi, perché ne ho sentito tanto parlare, ma non ho ancora avuto il piacere di averlo tra le mani.

Questo breve racconto (perché le 76 pagine sono da dividere per 2, visto che c'è il testo a fronte in tedesco) è... inquietante e raccapricciante, ma veramente affascinante. È vero che non avrei voluto assistere a ciò che viene raccontato, perché sono piuttosto sensibile, ma Kafka ha descritto tutto in modo così crudo che non si può fare a meno di restarne affascinati.
La descrizione della macchina di tortura ideata da un comandante non meglio specificato è geniale e al tempo stesso macabra. D'altra parte il periodo storico in cui è stato scritto il racconto e in cui è vissuto Kafka (che era lo stesso dei miei nonni, storie di guerra/dopoguerra ne ho sentite parecchie) non lasciava molto spazio a fantasie che non riguardassero torture, ammazzamenti, sentenze e condanne date senza un processo giusto. (Poi se sbaglio, sono pronta ad ammetterlo e a ricredermi)

Nella colonia penale è ambientato in una non meglio identificata colonia penale, appunto, dove un viaggiatore è chiamato ad assistere alla condanna di un attendente che non ha assolto il proprio compito e per questo viene punito – senza processo e senza possibilità di difendersi, anzi, lui non sa neanche di essere in procinto di essere torturato e ucciso –.
L'ufficiale addetto alla macchina di tortura è ben lieto di avere uno spettatore illustre che vedrà l'esecuzione e per questo, prima di iniziare, spiega il funzionamento e le parti che compongono lo strumento.
Come ho già detto, la descrizione è tecnica, dettagliata e molto macabra, perché Kafka non ha certo tralasciato i particolari più crudi, anzi, si è soffermato, ha esaminato a fondo tutto perché il lettore sapesse cosa succede in quella colonia penale.

La traduzione di questa edizione, purtroppo, non è delle migliori e spesso e volentieri ci sono alcuni errori, qualche refuso qui e là, per cui non rende sufficientemente giustizia a quanto descritto dall'autore; devo dire, però, che i termini italiani usati per le componenti della macchina sono appropriati, danno molto bene l'idea di cosa la macchina faccia anche prima di saperne la descrizione dettagliata.
Un racconto che lascia shockati per la sua crudeltà, ma che al tempo stesso invoglia il lettore a proseguire nella lettura, per saperne di più, per scoprire se la macchina assolverà il suo compito o verrà messa in pensione per sempre.

Le mie quattro stelline se le è meritate tutte (avrei dato anche di più, ma la traduzione mi ha frenata u.u) e, a questo punto, voglio proprio leggere qualcos'altro di Kafka =D

Buon proseguimento di giornata,
Eruannë.
Questa recensione partecipa alla
Hogwarts Reading Challenge

domenica 18 novembre 2012

{Recensione} Identità Globale

Titolo: Identità Globale. Episodio 1: La genesi
Autore: David A.R. Spezia
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Neftasia Editore
Genere: Giallo, Fantascienza
Pagine: 357
Prezzo: 18.00€
Quarta di copertina: A Washington un uomo in tenuta da jogging viene trovato morto. A Manhattan un giovane broker è arrestato. A Palo Alto una donna muore in circostanze misteriose. In una San Francisco apocalittica che attende l'arrivo del devastante uragano Bercy, Roy Zarf, giornalista e blogger amante del cioccolato, pubblica un articolo che darà il via a un'epidemia sociale.
Con questo romanzo, Spezia approfondisce il tema del furto d'identità digitale e della manipolazione della notizia Un puzzle tecnologico che solo alla fine rivelerà una possibile Genesi del cyber terrorismo e del social hacking.


Devo essere sincera: se avessi visto questo libro in libreria, l'avrei lasciato dov'era per due semplici motivi.
1. Il prezzo, 18€ per un'edizione del genere, in brossura (con copertina che si rovina solo a guardarla), è veramente troppo.
2. La grafica, la copertina non mi attira molto, il senso di tale scelta lo si capisce solo leggendo il libro, questo è vero, ma si sarebbe potuta scegliere una grafica un po' più... accattivante.
Diciamo che questo libro mi ha attirata più per la sua trama che per altro e ringrazio, quindi, l'autore di averlo messo in circolo per una catena di lettura su aNobii.

La storia è piuttosto complicata, almeno all'inizio, perché vengono presentati vari personaggi, che poi si scoprirà essere fratelli, e dagli avvenimenti che capitano loro prendono il via gli eventi che l'autore ha voluto narrare.
Solo in un secondo momento ci viene presentato il vero protagonista del libro, il giornalista e blogger Roy Zarf.
Mi è piaciuto molto questo personaggio, soprattutto per la sua passione per la cioccolata. Roy è molto ben caratterizzato, anche se, all'inizio, fa la figura dell'idiota e di quello che si fida ciecamente di uno che manda informazioni riservate su alcune persone di spicco della società di San Francisco e della California e che si fa chiamare Xm@n.
Il primo a cadere, nel vero senso della parola, è il sindaco di San Francisco; poi è la volta di Nicholas Jones, direttore dell'Ufficio di Protezione della Privacy della California e dell'Internet Crime Complaint Center.
Roy si trova, suo malgrado, tra gli indiziati di un attacco di hacker all'Ufficio di Protezione della Privacy e viene così arrestato da un agente dell'FBI.

La prima metà del libro è piuttosto... movimentata, nel senso che ci sono troppi personaggi da tenere a mente e i capitoli non sono "in ordine", cioè per ogni capitolo che si conclude e che ha come fulcro un personaggio, se ne apre un altro che ha un altro personaggio. Questo mi ha molto disturbata nella lettura, perché un personaggio si ripresentava anche dopo svariati capitoli ed era difficile seguirne la storia.
Tutto ciò si attenua con l'andare avanti del romanzo, quando finalmente Roy diventa il protagonista unico del romanzo e l'autore segue solo lui, tranne alcune eccezioni in cui la "telecamera" viene puntata sull'agente dell'FBI Reed Jordan, che segue il caso di Roy, o sul direttore dell'FBI o sul Governatore della California o su quello che poi risulterà essere il vero colpevole di tutto.
I personaggi, comunque, sono tutti molto ben caratterizzati, non ci sono stereotipi, luoghi comuni o cliché, quindi è un vero piacere leggere di loro.

All'inizio è stata un po' dura seguire la trama anche per via dei tecnicismi riguardo i computer e il digitale, ma ben presto mi sono ambientata, ho iniziato a capire un po' di più di ciò di cui si stava parlando. È evidente che l'autore si è informato, ha studiato e ha riportato su carta ciò che ha appreso.
Alcune volte, però, mi ha dato un po' fastidio il voler aggiungere a tutti costi la spiegazione, anche quando era chiaro e lampante, mi dava l'idea dell'inforigurgito, del voler aggiungere dettagli per far sapere che si sa. Ma si tratta di episodi più unici che rari, ma che comunque consiglierei di limitare e/o evitare in futuro.
Tutto quel parlare di tecnologie mi ha fatto venir voglia di ampliare le mie scarsissime conoscenze, di leggere dei saggi a riguardo e di informarmi quanto più possibile. Per i miei genitori sono anche troppo nerd (anche se non penso che sappiano cosa voglia dire), ma secondo me non lo sono proprio =D e quindi è venuto il momento di aggiornarmi un po'!

Lo stile dell'autore è scorrevole, si legge che è un piacere (le ultime 200-250 pagine sono volate, letteralmente), anche se talvolta ho trovato dei refusi che stonano un po' col resto, perché tutto è scritto in modo ottimo, peccato per alcuni accenti mancati (ovviamente io e qualcun altro prima di me ci siamo permessi di segnalare accenti ed eventuali errori a matita, così l'autore saprà dove e cosa correggere).

Cos'altro dire di Identità Globale? Non vedo l'ora di leggere il seguito, quindi David, datti da fare! XD

Il mio voto finale è di ★★★★ ma solo perché all'inizio ha stentato a trascinarmi nel vortice degli eventi.

Penso che andrò a immergermi nella lettura di Mastodon, che sono un po' indietro =D
Buona serata,
Eruannë.
Questa recensione partecipa alla
Hogwarts Reading Challenge

lunedì 10 settembre 2012

Sciopero dell'acquisto di libri: considerazioni varie

Il 31 agosto (in principio doveva essere fino al 31 dicembre 2011, ma poi ho deciso di prolungarlo) si è concluso lo sciopero a cui ho partecipato per un intero anno per protestare contro la legge Levi. Per chi non sa di cosa parlo o se l'è dimenticato, può leggere qui alcune considerazioni che ho fatto l'anno scorso riguardo questa burla che hanno deciso di chiamare legge.
Devo dire che è stata molto dura, perché dall'1 settembre 2011 al 31 agosto 2012 sono usciti molti libri interessanti, per alcuni dei quali non ho proprio saputo resistere, e quindi ho ceduto un po' alla tentazione.
Nell'arco di tempo sopraindicato, nella mia libreria sono stati aggiunti 68 libri (pensavo di meno =D), di cui:
» 6 regalati
» 3 vinti in qualche giveaway
» 4 presi su BookMooch
» 8 ricevuti tramite catene di lettura
» 3 ricevuti dagli autori per essere recensiti
» 10 presi con un'offerta di BookRepublic a 0€
» 33 comprati da me o da mia madre (la maggior parte da parte sua =D), alcuni dei quali presi al mercatino dell'usato
» 1 aggiunto quest'anno, ma letto anni fa
Un anno prima, nello stesso periodo, erano stati comprati 42 libri.

In questo anno in libreria ho visto meno sconti, ma anche prezzi più alti. Infatti certi libri, che prima si potevano comprare con un prezzo ribassato grazie agli sconti perenni del 25-30%, adesso si acquistava a prezzo pieno salassando i poveri lettori in crisi.
È vero, molte case editrici hanno adottato un prezzo basso – intorno ai 10€ – anche e soprattutto per le nuove uscite, ma sono veramente poche quelle che hanno capito che è meglio tenere un prezzo basso e vendere qualche copia in più fin dall'inizio che non dover fare sconti o ritrovarsi libri invenduti perché costano uno sproposito (a meno che non siano grandi best seller per cui la gente smania e non si preoccupa minimamente del prezzo).
Ho visto con piacere la Tre60 applicare dei prezzi umani alle novità (e, se vogliamo essere puntigliosi, più vicini ai prezzi applicati 11 anni fa da qualsiasi casa editrice). Anche Longanesi in qualche caso ha fatto così (ho preso L'Atlante di Smeraldo proprio perché costava 10€ o poco meno), la Newton Compton idem per i libri tascabili che ora toccano quota 6.90€, quando non sono a 4.90€.
E l'elenco potrebbe continuare, ma mi fermo qui, perché ho paura di dimenticarmi qualcuno.

Purtroppo lo stesso non vale per Mondadori, Feltrinelli e compagnia bella.
I loro libri viaggiano sempre su prezzi intorno o superiori ai 15€ (a volte anche superiori ai 20€) e molto spesso sono delle vere e proprie cavolate che si potrebbero vendere a 1€ e non cambierebbe nulla.
Della Mondadori si salvano le edizioni Oscar, cioè quelle che molto spesso sono riedizioni di best seller (e anche qui sarebbe da parlarne per ore, perché non sempre il "best seller" è il migliore dei libri in circolazione), e che si trovano in libreria da 7-8.90€ in su.
Per fare un esempio concreto, il tanto osannato Cinquanta sfumature di... in edizione normale costa 14.90€, ben 29.000 delle vecchie (e a me ormai care) lire per un libro che andrebbe bene solo per regolare un tavolo traballante. Se poi moltiplichiamo questo prezzo per tre, visto che si tratta di una trilogia, la stessa persona avrà speso 44.70€, più di 85.000 lire per qualcosa di assolutamente inutile.

E vogliamo parlare dei cosiddetti classici sempre della Mondadori?
In questi giorni sfogliavo Londra in scena di Virginia Woolf e mi sono accorta di aver speso poco più di 7€ per qualcosa che poteva costare addirittura la metà, visto che mezzo libro è intasato da introduzione, cronologia dell'autrice e bibliografia di libri sulla Woolf.
Sinceramente, se voglio leggermi qualcosa sulla vita dell'autrice o approfondire l'argomento, mi compro la sua biografia o libri di commento, mi urta dover sfogliare più di metà libro per trovare dove inizia il romanzo.

Per quanto riguarda la Feltrinelli, ieri in libreria (non alla Feltrinelli =P) mi hanno incuriosita molto i libretti di poche pagine e così, ancor prima di leggere la trama, mi soffermavo sul prezzo.
Ora non ricordo bene che titoli fossero, ma ricordo che il più economico e di neanche 70 pagine costava 7.90€.
Queste sono le cose che mi mandano veramente in bestia.

In questo anno, quindi, non ho trovato grandi miglioramenti rispetto a un anno fa, tranne rari casi già citati.
Gli sconti sono stati fatti in modo diverso, attenendosi alla legge, questo è vero, ma se qualcuno (e io mi inserisco in questo gruppo, non lo nego) sperava di vedere un abbassamento notevole dei prezzi a seguito dello sciopero dei lettori, si è sbagliato di grosso.
Continuo a sostenere che la legge Levi doveva vertere sull'abbassamento dei prezzi dei libri, non sugli sconti, perché in questo modo non cambierà mai nulla. Se la legge avesse introdotto un tetto massimo per il prezzo, cercando di equiparare anche e soprattutto le piccole case editrici (che spesso sono queste a mettere prezzi assurdi per libri di poche pagine), forse la lettura ritornerebbe a essere un piacere che coinvolge più persone e non solo i lettori forti che comprano/leggono più di 50 libri in un anno.
E se si eliminassero certe amenità dai cataloghi, le CE ci guadagnerebbero anche in credibilità.

Questo è il mio pensiero, perdonatemi se a volte sono andata OT, magari parlando di altro rispetto allo sciopero, ma dovevo sfogarmi in qualche modo =D
Detto questo, ritorno alle numerose letture che ho in ballo e vi auguro buona giornata... se avete qualcosa da dire, lo spazio commenti è a vostra disposizione, come sempre ;)
Eruannë.

martedì 24 luglio 2012

Libro di carta vs ebook

È da un bel po' che non scrivo un post con le mie impressioni generali sul mondo della lettura e/o della scrittura, ma oggi penso di aver trovato lo spunto giusto, quindi mettetevi comodi e leggetevi il mio papiro... se poi vorrete dire la vostra, ben venga, lo spazio commenti è fatto apposta =D

Ieri, navigando nel web – ogni tanto mi capita di farlo, soprattutto quando voglio visitare blog in cui non vado da tempo –, sono approdata su questo manifesto e subito ho pensato "Bella idea, aderisco senz'altro!".
Il mio entusiasmo è subito stato smorzato quando sono andata avanti con la lettura e sono arrivata più o meno a questo punto:
4. Editori ed autori che osteggiano o si adeguano con riluttanza alla diffusione degli ebook recano solo danno alla causa dello Slow Reading e del futuro dei libri. Sempre che sia realmente questo che hanno a cuore, e non innanzitutto ed esclusivamente i loro contingenti profitti.
[...]
1. Lo Slow Reading, pur non rinnegando il suo passato di carta, che anzi ama ancora, sa che il suo presente e il suo futuro possibile è solo digitale. Così come il libro sa che il suo presente e il suo futuro possibile si chiama ebook.
In soldoni, l'idea di ritornare a uno Slow Reading mi piace e mi interessa molto, perché ultimamente siamo tutti presi dalla velocità: pretendiamo che i nostri pc vadano alla velocità della luce, che le nostre auto siano sempre più potenti così da arrivare prima dove dobbiamo andare, persino i nostri rapporti interpersonali ormai sono permeati dalla velocità e da un mondo virtuale, insomma, non siamo più in grado di aspettare come si faceva fino a 10 anni fa, per fare un esempio.

Il problema è che per me Slow Reading non equivale a leggere un libro su una cosa fredda e impersonale come un lettore di ebook, ma si tramuta in questi passaggi:
» vai in libreria – sì, quella fisica, il negozio in cui c'è un/a commesso/a che ti consiglia in caso di bisogno o in cui puoi incontrare altri lettori e scambiare quattro chiacchiere su un dato libro letto e lasciare le tue impressioni (nella libreria Ubik della mia città, per esempio, molti libri sono recensiti dai lettori e il commento viene apposto con una graffetta sul volume in modo da consigliare altre persone. Questa cosa non l'ho vista in nessun'altra libreria che frequento di solito!)
» scruta la sezione che più ti aggrada (fantasy, gialli, storici, ecc.) e, man mano che i libri colpiscono l'attenzione, prendili in mano, leggi la quarta di copertina, sfogliali (dove possibile)
» ascolta le sensazioni che il libro che hai in mano ti dà
» compra il libro
» siediti da qualche parte, magari un luogo in cui ti senti al sicuro e/o lontano da rumori che potrebbero distrarti
» leggi il libro, senti le pagine scorrere sotto le dita, l'odore della carta stampata inebriarti le narici
» lasciati trasportare nel magico mondo creato dall'autore
Gli ultimi passaggi sono fattibili anche con un ebook (tranne quello di sentire le pagine sotto le dita o l'odore della carta), è vero, ma con un libro cartaceo è tutt'altra cosa.

La mia pseudo-avversione per gli ebook sarà dovuta dal fatto che io non ho – e non posso permettermi! – un lettore di ebook?
Può darsi, non lo metto in dubbio e probabilmente è proprio questo il motivo per cui continuo a ostinarmi a comprare libri di carta, anche se questo vuol dire sterminare foreste intere di alberi e spendere più soldi di quanti ne spenderei comprandomi il lettore.
Per me il digitale è qualcosa di impersonale, come dicevo poco fa, non mi dà quel calore che mi dà un libro vero, perché sì, per me un ebook non è un vero e proprio libro.
Sarò ottusa, antiquata e tutto quello che volete, ma tra un ebook e un libro di carta io sceglierò sempre e soltanto il secondo, perché mi aggrada di più e mi fa sentire veramente parte del mondo creato dall'autore.

Proprio ieri mia madre constatava che io ho veramente tanti libri e che nella mia libreria non c'è più spazio neanche per uno spillo.
Quando l'ho sentita pronunciare queste parole mi sono sentita in qualche modo appagata, perché nessun lettore ebook potrà mai dimostrare che sei un vero lettore.
Lo so, leggere non dev'essere motivo di orgoglio in tale direzione, ma per me lo è, perché andare in giro con un libro in borsa, sentirne il dolce peso, e iniziare a leggerlo nei posti più disparati è totalmente diverso dal portarsi in giro un lettore ebook e fare altrettanto, non tanto per il peso, ma proprio perché la gente che ti vede con un libro in mano può pensare "Al diavolo le commissioni, vado in libreria, mi prendo un libro e mi siedo da qualche parte a leggerlo" – lo so, pura utopia, ma ho sempre la speranza che vedendo qualcuno che legge, la gente si ricreda sui libri e ricominci a leggere –. Con un lettore di ebook questa cosa mi sembra molto più improbabile, perché se io dovessi vedere uno che fissa una tavoletta di plastica penso a due cose:
1. è impazzito
2. sta giocando con qualche nuova diavoleria.
Insomma, non mi passa neanche per l'anticamera del cervello che possa leggere un libro, proprio perché ho una concezione – forse sbagliata – di cosa sia un libro e della sua funzione.

Mi sembra sbagliato e fuorviante dire che gli ebook siano il presente e il futuro del libro, perché non vedo nessun futuro possibile senza libri cartacei da leggere, sfogliare e mettere in libreria.
Proprio perché la tecnologia è sempre più fast, penso che gli ebook non saranno il futuro del libro così come lo intendiamo noi adesso; le persone avranno sempre la concezione che se un libro è in formato digitale, allora è più rapido da leggere, non impegnerà troppo un cervello ormai abituato alla rapidità.
Trovo utopico – molto più del passante che compra un libro perché indotto da altri che leggono – pensare che le cose cambieranno, che si ritornerà alla lentezza, se prima non si riabitua la gente a fare le cose lentamente, a leggere e interiorizzare con calma.

Qualcuno potrebbe dirmi "Ma anche tu hai degli ebook nella libreria di anobii e ne hai comprati dieci qualche mese fa".
Certo, non nego che anch'io abbia degli ebook, ma a oggi non ne ho letto neanche uno. E anche i due libri in formato pdf inviatimi dagli autori per leggerli e recensirli al momento sono lì, fermi anche se iniziati, perché trovo veramente difficile e disagevole leggerli a schermo.
Sarà sempre colpa del fatto che non ho un lettore ebook?

Per concludere – perché l'ho fatta davvero lunga –, sebbene mi dispiaccia ammetterlo, nel momento stesso in cui ci saranno soltanto ebook, io mi rifugerò a leggere e rileggere fino alla nausea i libri cartacei che mi sono rimasti, perché trovo che siano l'espressione più bella della cultura.

Perdonate la forse eccessiva durezza in qualche punto del post, ma la penso così...
Eruannë.

domenica 22 luglio 2012

Corso di scrittura creativa

Buongiorno e buona domenica a tutti!

Qualche giorno fa stavo cercando su internet info per qualche corso di scrittura creativa, magari nella mia zona, perché avevo proprio voglia di farmi venire nuove idee per scrivere qualcosina (ultimamente sto lavorando molto su An Angel e un altro racconto che probabilmente parteciperà a un concorso).
Oggi, ritornando a casa da Messa, sono passata davanti alla libreria Ubik e ho letto la locandina di un corso di scrittura.
Ho chiesto info alla commessa e questo è quanto ne è emerso (se siete di Udine e siete interessati, la commessa vi darà il foglio con tutto ciò che riporto qui di seguito =) ):

Durata: 12 ore (6 lezioni)
Curatrice: Laura Sebastianutti
Luogo: Libreria Ubik - Via Mercatovecchio 18, Udine
Le date: 
sabato 22 settembre 15.30 - 17.30
sabato 6 ottobre 15.30 - 17.30
venerdì 26 ottobre 18.30 - 20.30
venerdì 9 e 23 novembre 18.30 - 20.30
venerdì 7 dicembre 18.30 - 20.30
Numero minimo di partecipanti: 8
Numero massimo di partecipanti: 15
Costo iscrizione: 109.00€
Modalità di iscrizione: il modulo di iscrizione si trova presso la Libreria Ubik a Udine; va compilato in tutte le sue parti e nel contempo va versata la quota d'iscrizione presso la libreria. Alla prima lezione verranno rilasciate le relative ricevute.
Informazioni: info su iscrizioni presso la Libreria Ubik, udine@ubiklibri.it; tel. 0432-1572416

Programma degli incontri:
1° incontro: Fuori il rospo
Come si struttura il nostro corso? Che cosa serve per scrivere? È così difficile prendere la penna (o il computer) e iniziare? Come strutturare l'incipit.
2° incontro: Storie in sei parole
Un elemento fondamentale del racconto: il Personaggio. Chi è, come si struttura, come possiamo immaginarlo e descriverlo.
3° incontro: Mi ricordo, sì, io mi ricordo
Intervista a un autore affermato che spiega i segreti della sua scrittura: come immagina il racconto, i suoi personaggi, la trama, il modello di scrittura.
4° incontro: Ho un segreto nel cassetto
Le tecniche del racconto: il finale aperto, a sorpresa, il ribaltamento... Come evitare i luoghi comuni.
5° incontro: Aspiranti scrittori
Leggiamo e commentiamo i testi prodotti dai nostri partecipanti.
6° incontro: Finale a sorpresa!

Devo dire che a me ispira parecchio, anche se, forse, il costo di partecipazione è un po' troppo alto per i miei gusti... cioè, io sono disoccupata, non ho un reddito e tutti quei soldi di solito li spendo in cinque-sei mesi per la benzina dell'auto. E sinceramente non mi va di chiedere ancora qualcosa ai miei.
Staremo a vedere, perché non mi pare ci sia un limite per l'iscrizione, quindi potrei anche iscrivermi il giorno prima =D (sempre che non abbiano già raggiunto il numero massimo di iscritti per allora)

Comunque ci tenevo a far presente una cosa: molti scrittori che ho letto ultimamente avrebbero proprio bisogno di un corso del genere, visto che i libri prodotti sono prevedibili e piuttosto scialbi. Quindi, cari autori, se siete della mia zona, perché non fate un salto alla libreria Ubik di Udine e vi applicate un po'?!

Appunto che ritengo doveroso: la Libreria Ubik non mi paga né con denaro, né tanto meno con libri per questa "pubblicità", ho solo ritenuto opportuno rendere noto ai miei concittadini distratti, ma interessati, che c'è la possibilità di partecipare a un corso di scrittura creativa.
Tutto qui ;D

Eruannë.