Visualizzazione post con etichetta genere: paranormal romance. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta genere: paranormal romance. Mostra tutti i post

mercoledì 27 maggio 2020

{Recensione} Wintersong

Buongiorno a tutti, cari svelatori!
Come avete iniziato questa settimana?
Io ho realizzato che le settimane che mi attendono saranno molto piene, sia lavorativamente parlando, sia per quanto riguarda lo studio, quindi mi scuso fin da ora se non aggiornerò spesso com'è successo ultimamente.
Ma veniamo a cose un po' più frivole e leggere: ieri notte ho fatto nottata e ho concluso Wintersong, libro che volevo leggere da tempo.

Titolo: Wintersong
Autore: S. Jae-Jones
Data di pubblicazione: 2017
Casa editrice: Newton Compton
Collana: Vertigo
Genere: Young Adult, Fantasy, Paranormal Romance
Pagine: 374
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: L'inverno si avvicina, e il Re dei Goblin sta per partire alla ricerca della sua sposa.
Sin da quando era una bambina, Liesl ha sentito infiniti racconti sui Goblin. Quelle leggende hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso ha diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla.
E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale. Ricco di musica e magia, personaggi straordinari e storie avvincenti e romantiche, Wintersong trasporta il lettore in un'atmosfera indimenticabile.
Voto: 


Devo essere sincera, non sono del tutto sicura che il libro mi sia piaciuto.
E questo non è sicuramente da me.
Gli ho dato comunque 4 specchi, perché nonostante tutto è un buon libro, scorre molto bene, i personaggi sono credibili e i presupposti per una storia efficace ci sono tutti.

Partiamo dalla trama: Liesl è una ragazza molto semplice, cresciuta nella locanda gestita dai genitori (più da sua madre, che da suo padre), entrambi un tempo erano musicista e cantante di corte, ma poi si sono ritrovati a vivere in un paesino di campagna.
Il tutto è ambientato intorno al 1700-1800, e questo è un punto a favore del libro, perché raramente si trovano dei fantasy ben scritti ambientati in quest'epoca.
Dicevo, Liesl aiuta i genitori nella locanda, ma ha una passione smisurata per la musica, compone opere straordinarie per il fratello violinista, anche se il padre la sminuisce in tutti i modi. Fin da piccola ha avuto un amico ben più che immaginario da cui si rifugiava, ovvero il Re dei Goblin, con cui ballava e giocava alla Radura dei Goblin. E lui non perdeva occasione di chiederle di sposarlo.
Liesl è sempre stata nell'ombra, poco considerata da tutti e per questo lei si è sempre sminuita, non ha mai pensato a sé, ma ha sempre messo prima gli altri. Quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, decide di andarla a salvare.

La protagonista non è la classica dei YA, anzi, non è così bella, non è così particolare, ma è comunque una ragazza molto forte e che soffre perché gli altri non la considerano nel giusto modo. Questo mi è piaciuto, perché ci si immedesima facilmente in lei e man mano che il racconto va avanti, lei cresce, matura ancora di più e inizia a preoccuparsi più di sé stessa, a considerare ciò che realmente vuole e a capire chi ami davvero.
Il rapporto col Re dei Goblin è complicato, a tratti quasi malato (da parte di lui), ma riesce a far capire a Elisabeth quale sia la sua vera natura e cosa voglia dire farla uscire allo scoperto, perché non può restare nascosta per sempre.
Il Re dei Goblin è un personaggio altrettanto sfaccettato, a tratti umano – perché riemerge il suo vero io – a tratti davvero brutale, animalesco. Liesl riesce a far emergere entrambe le nature del Re dei Goblin e lei stessa si lascia finalmente andare, rispondendo alla musica che le nasce dal cuore e che non vede l'ora di uscire.
Un personaggio che ho letteralmente adorato – anche se non sempre –, è stato quello di Constanze, la nonna di Liesl molto legata alle tradizioni e al ricordo del Re del Goblin. Lei sta particolarmente attenta allo scorrere delle stagioni, all'eseguire i giusti riti perché i goblin non entrino in casa quando, con l'inverno, la barriera tra il mondo di sopra e il Sottosuolo si fa alquanto labile. È burbera, ma anche molto legata alla famiglia e sa cosa sia bene e cosa no per ognuno; spinge Liesl ad avere cura anche della sorella e non solo di Josef, proprio perché vive di sensazioni e premonizioni.

Mi è piaciuta molto la parte della religiosità del Re dei Goblin, che si affida a Dio e chiede consiglio a Lui nei momenti di difficoltà. Qui emerge tutto il lato umano, quello di una persona che in passato ha lasciato la via di Dio, ma che, nonostante la dannazione e l'immortalità, cerca in tutti i modi di avere il proprio rapporto con la fede.
Ho molto apprezzato questo accenno, perché fa capire fino in fondo quanto possa essere importante la fede per una persona, al di là di ciò che fa e di come vive, la misericordia di Dio è davvero immensa. Da cristiana, quindi, ho trovato davvero interessante questo accenno in un fantasy che, di per sé, non avrebbe nulla a che fare con la religione e con la fede. Di certo non è un trattato di teologia, però fa piacere leggere di certi temi anche in un fantasy.

Non so bene come sia lo stile originale dell'autrice, ho letto da più parti che la traduzione non è stata poi così fedele, ma io l'ho trovato comunque ben scritto (ci sono alcune cose che non quadrano troppo in certi frangenti, ma sorvoliamo), la lettura scorre che è un piacere e non ho trovato grossi buchi di trama.
Man mano che si va avanti con la lettura si scoprono particolari dei protagonisti e dei personaggi secondari che fanno da supporto a Liesl e al Re dei Goblin, quindi si scopre che forse il fratello di Liesl non è proprio umano, ma è un changeling che ha preso il suo posto quando la sorella ha espresso il desiderio per salvargli la vita.
Anche questo è molto interessante, infatti nel Sottosuolo non vivono solo i goblin, ma c'è tutta una serie di altre creature legate in qualche modo al mondo di Sopra, al mondo reale.
Il fatto che i protagonisti di questo fantasy siano goblin e creature simili, tipiche dell'epica Norrena, mi è piaciuto molto. Così come mi è piaciuta l'ambientazione e il fatto che i protagonisti non siano inglesi, americani, ecc. l'autrice è stata davvero brava a spaziare e a creare il suo mondo a cavallo tra Austria e Germania, facendo degli accenni alle varie corti dell'Europa del 1700-1800. Per non parlare della musica, degli artisti citati e che sono vivi in tale frangente.
La musica è un'altra protagonista della storia: Liesl e la sua famiglia sono musicisti, il Re dei Goblin è un violinista eccezionale, ricordo della sua vita mortale. La musica è l'elemento fondamentale che lega indissolubilmente Liesl e il Re dei Goblin e senza di essa loro non potrebbero vivere e amarsi in modo totale.

Quindi, vi chiederete, come mai hai detto che non sai se ti è piaciuto?
Perché, nonostante i punti positivi che ho espresso qui sopra, c'è qualcosa che non mi ha convinta del tutto.
La storia è ben congegnata, funziona sotto vari punti di vista (ve li ho più o meno elencati qui sopra), ma mi ha lasciata un po' perplessa. Solitamente avrei dato 3 specchi per questo, ma qui ci sono delle buonissime potenzialità e sono curiosa di leggere il secondo libro della serie. Magari quello riuscirà a convincermi un po' di più.
Voi l'avete letto? Cosa ne pensate? Aspetto i vostri pareri qui sotto.

Spero di non essermi dimenticata nulla e di avervi detto tutto ciò che volevo dire, quindi non mi resta che augurarvi buon proseguimento di settimana e buone letture,
Annette.

giovedì 28 agosto 2014

{Recensione} Paranormalmente

Autore: Kiersten White
Data di pubblicazione: 4 maggio 2011
Casa editrice: Giunti
Collana: Y
Genere: Paranormal Romance, Young Adult, Urban Fantasy
Pagine: 410
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: Evie sogna una vita normale, ma quando a sedici anni si ha il dono di vedere i mostri e si è un'agente del Centro Internazionale del Contenimento del Paranormale anche la ricerca della normalità può essere un'avventura. Se poi ci si mette una sirena come amica del cuore, una fata dei boschi maschio come ex e una cotta per un aitante mutaforma, la missione diventa quasi impossibile... Ma fra mille avventure e qualche momento di romanticismo, dopo aver sconfitto un'oscura profezia delle fate, aver salvato il mondo del paranormale e aver fatto i conti con la sua vera identità, Evie, accoccolata sotto una coperta con Preston, il suo mutaforma, sentirà le loro anime fondersi e l'amore trionferà su tutto, nel mondo normale, e anche in quello un po' più strano.


Secondo libro della Giunti letto in questi giorni, sempre Urban Fantasy, Paranormal Romance e Young Adult. Forse sono un po' grande per questo genere di libri, ma ogni tanto fa bene leggere qualcosa di più... leggero, anche se per me è strano dire una cosa del genere =D

Paranormalmente è stata una lettura molto piacevole e divertente. Come sempre ho letto molte recensioni online e un gran numero di queste è composto da quelle negative, ma io non l'ho trovato poi così malvagio, anzi.
Evie è la protagonista di questo libro che fa parte della trilogia della White; è una cacciatrice di paranormali per conto dell'AICP, il Centro Internazionale del Contenimento del Paranormale, si occupa di trovare per lo più vampiri, lupi mannari e megere. Vive nel Centro dall'età di otto anni, quando ha scoperto di poter vedere la vera natura degli esseri paranormali sotto gli abiti e le fattezze di persone normali.
Il suo più grande sogno sarebbe quello di provare un po' di normalità: andare a scuola, magari studiare per entrare al College, avere degli amici normali (nonostante la sua migliore amica sia una sirena e a lei piaccia tantissimo passare il proprio tempo insieme) e magari anche un ragazzo. Purtroppo Raquel, la responsabile del Centro e di Evie, non le lascia molte speranze perché il sogno si realizzi.
Come se non bastassero i paranormali con cui Evie deve scontrarsi, una fata, Reth, non la lascia in pace e cerca in tutti i modi di farla tornare insieme a lui e Raquel non vuole ammettere che questo sia un pericolo.
Una sera, però, Evie trova un intruso nell'ufficio di Raquel e lo fa imprigionare, ma ne rimane affascinata, visto che è l'unico essere (paranormale o meno) che abbia la sua età e che sembra avere un certo interesse per liberarla dalla vita del Centro.

Nonostante si intuisse già dal primo incotro tra Evie e Preston – l'essere paranormale apparso per caso nel Centro – cosa sarebbe accaduto tra i due, mi è piaciuta molto la gradualità con cui le cose sono successe.
I personaggi mi sono parsi tutti molto credibili e ben caratterizzati: nonostante l'insopportabilità di Reth e delle altre fate, penso siano i personaggi migliori che la White abbia creato, sono ambigui, non si capisce se siano buoni o cattivi, e questo mi... intriga, perché sono molto curiosa di sapere cosa succeda nel prossimo libro.
Il mio personaggio preferito, comunque, è Lish, la sirena amica di Evie e... be', non vorrei rovinarvi la sorpresa, quindi se avete già letto il libro capite perfettamente cos'abbia provato io, se non l'avete ancora letto posso solo dirvi di preparare psicologicamente.
Un altro personaggio che ho adorato è stato David, il padre di Preston, e un po' mi dispiace che Evie e suo figlio l'abbiano tenuto all'oscuro di alcune cose, perché forse avrebbe potuto aiutarli molto più di quanto non abbia fatto. Ma è una mia opinione del tutto personale e non si dovrebbero discutere le decisioni dell'autrice.
Raquel ha le caratteristiche della madre protettiva che, nonostante la figlia sia in grado di prendere le proprie decisioni, cerca in tutti i modi di proteggerla e di tenerla all'oscuro da certe cose. Anche lei mi è piaciuta molto come personaggio, anche se certe volte l'avrei presa volentieri a testate =D

Un punto a favore di questo libro, secondo me, è l'originalità che la White ha voluto dare a un altrimenti monotono Young Adult/Urban Fantasy, perché non si ha la solita storia di una ragazza che pensa di essere normale che cambia scuola e si ritrova invischiata in un amore altrimenti impossibile con il più figo della scuola.
Bene o male, qui, si ha una trama diversa, che ti fa immergere in un mondo alternativo, dove una sedicenne ha un lavoro e vive in un Centro per il Paranormale. Certo, sogna una vita normale, ma non mi è affatto dispiaciuto leggere qualcosa di alternativo, dopo tanti libri tutti uguali che cambiavano solo alcuni particolari.
Un po' mi è dispiaciuto che con il proseguo della trama si sia arrivati in una scuola normale, a un ballo scolastico, ecc. Devo dire, però, che non mi sia dispiaciuto più di tanto perché è una piccolissima parentesi all'interno della trama, anche se si capisce perfettamente che il prossimo libro ripartirà proprio dalla normalità della scuola. E vabbé, mi sono già messa il cuore in pace =)

Evito di parlare della traduzione, o meglio della conoscenza dell'italiano della traduttrice, perché come al solito ci sono stati un po' di svarioni.
Evito perché sembra che mi accanisca sempre e solo con chi traduce o con chi dovrebbe revisionare i testi e non voglio sembrare troppo cattiva o pignola ;) So perfettamente quanto il lavoro del traduttore sia duro e difficile, però un affiancamento con un revisore di testi, anche per trovare eventuali errori sfuggiti, non dovrebbe essere una cosa tanto lontana dalla realtà.

Come ho già detto più volte, non vedo l'ora di leggere il seguito della storia di Evie, sono proprio curiosa di sapere cosa succede tra lei e Preston e cosa vogliano fare le fate dopo che lei ha voltato loro le spalle.
E sono anche molto curiosa di sapere se Vivian ricomincerà a rompere le scatole.

Questa volta ho cercato di trattenermi dal spoilerare il più possibile, quindi se volete sapere alcuni punti che non ho approfondito, vi consiglio di leggere il libro =P
Come per Starcrossed, il voto in stelline è puramente indicativo, nel senso che anche se il libro mi piaciuto, mi riservo il diritto di cambiare idea nel caso in cui il secondo sia migliore... se è peggiore, invece, il voto dato rimane quello =D
Vi state chiedendo quale sia il voto? Be', mi sono sbilanciata e ho dato non è ai livelli dei libri della Black, ovvio, ma non è così male... l'ho già detto, lo so ;)

Spero di non avervi annoiato, di non aver dimenticato nulla di ciò che volevo dire e che la mia recensione vi sia utile!
Buona giornata,
Annette.

Con questa recensione partecipo alla mia iniziativa:
End of Summer Reading Challenge @Veiled Mirror

sabato 23 agosto 2014

{Saturday Review} Starcrossed


Nuova recensione del sabato, complice anche il fatto che ho finito ieri sera di leggere il libro in questione e quindi quale migliore occasione per la mia recensione del sabato?

Titolo: Starcrossed
Autore: Josephine Angelini
Data di pubblicazione: 1 gennaio 2011
Casa editrice: Giunti
Collana: Y
Genere: Paranormal Romence, Young Adult, Urban Fantasy
Pagine: 460
Prezzo: 16.50€
Quarta di copertina: Helen, timida adolescente di Nantucket, sta quasi per uccidere il ragazzo più attraente dell'isola, Lucas Delos, davanti a tutta la sua classe. L'episodio si rivela essere qualcosa di più di un mero incidente. Helen teme per la sua salute mentale: ha iniziato ad avere incubi di notte e allucinazioni di giorno. Ogni volta che vede Lucas le appaiono tre donne che piangono lacrime di sangue. Il tentato omicidio porta Helen a scoprire che lei e Lucas non stanno facendo altro che interpretare i ruoli di un'antica tragedia d'amore. Le apparizioni femminili rappresentano infatti le Erinni. Helen, come l'omonima Elena di Troia, è destinata a dare inizio alla guerra a causa della sua relazione con Lucas. I due scoprono sulla loro pelle che i miti non sono leggende. Ma è giusto o sbagliato stare con il ragazzo che si ama se questo significa mettere in pericolo il resto del mondo? Come si sconfigge il destino?


Finalmente anch'io ho letto questo libro che ha fatto tanto discutere le blogger.
Sarò sincera, io l'ho trovato molto ben strutturato, certo non è eccelso, come tanti altri YA degli ultimi anni, ma si lascia leggere.

Helen è la protagonista della storia, da buon personaggio-cliché è una ragazza del tutto normale o almeno così sembra, visto che fin da subito si capisce che ha qualcosa di molto particolare e speciale.
Dopo l'arrivo dei Delos sull'isola in cui Helen vive, quest'ultima inizia ad avere degli incubi e, non appena vede i nuovi arrivati, intravede tre donne che piangono e strepitano.
Le tre donne, però, smettono di infastidire Helen e Lucas nel momento in cui si salvano la vita a vicenda e si scoprono innamorati.

Tralasciando il fatto che Lucas e Helen forse sono un po' troppo smielati per i miei gusti, il libro in sé non è affatto malvagio, anzi ha anche degli spunti interessanti, soprattutto per quanto riguarda il riferimento a mitologia ed epica greche. Ho apprezzato molto il fatto che la Angelini abbia introdotto altre creature dell'immaginario fantastico (anche se gli dei greci non sono poi così "creature dell'immaginario fantastico", ma non saprei come altro definirli in questo contesto), anche se molto spesso ho avuto la sensazione che si fosse persa con le spiegazioni che dava.
I personaggi sono ben caratterizzati, anche se spesso ho notato delle forzature o degli stereotipi un po' troppo eccessivi; Lucas e Helen, i protagonisti, forse rispondono un po' troppo ai canoni di Gary Stu e Mary Sue, perché sono perfetti, bellissimi, intelligentissimi, ...imi e questo mi ha dato un po' sui nervi, nonostante siano tra i miei personaggi preferiti del libro =D
La migliore amica di Helen, Claire è forse il personaggio che ho preferito, insieme a Cassandra, ma anche qui dopo un po' la caratterizzazione ha lasciato un po' a desiderare. Cassandra, invece, è un personaggio molto riuscito: nonostante il più delle volte sia fredda e distaccata, trovo sia uno dei personaggi più azzeccati del libro, perché vive una situazione complicata: *attenzione Spoiler* essendo la prescelta dalle Parche, non avrà una vita normale e quindi pian piano perderà la ragione *fine Spoiler*.
Cassandra è anche la veggente di casa Delos, grazie (o a causa) al dono delle Parche. Non so perché, ma nei fantasy (Harry Potter in primis) ho una certa predilizione per i personaggi che predicono il futuro, infatti Sibilla Cooman è uno dei miei personaggi preferiti della saga di HP.

Ci sono anche molte cose che, invece, non mi hanno entusiasmata:
1. il fatto che fin dal primo capitolo si potesse intuire chi si metteva con chi, insomma un po' di... varietà non guasterebbe, soprattutto perché molto spesso ho trovato la formazione delle coppie molto scontata;
2. la traduzione e lo stile del traduttore, se così si può chiamare, è una cosa oscena, della serie Come ti rovino un libro altrimenti molto buono, senza parlare del fatto che il traduttore non sappia neanche cosa siano gli imperativi e come si tronchino...;
3. le similitudini forse un po' troppo accentuate con altri libri, nel web ho letto molte critiche perché assomiglia in modo impressionante a Twilight, io ho notato molte similitudini anche con HP: la famiglia numerosa mi ha ricordato i Weasley (Noel, per dire, è uguale a Molly Weasley), le visioni più intense di Cassandra mi sono parse molto simili alle vere profezie della Cooman, ecc.

Una cosa invece che mi ha stupita piacevolmente, era il fatto che non riuscivo a staccarmi dal libro: una notte ho fatto le 4 senza riuscire a smettere di leggere e andare avanti, nonostante mi stessi addormentando verso le 23 =D
Scherzi a parte, una cosa del genere non mi succedeva dai tempi di Harry Potter e non so se questo si possa considerare un bene o un male, di certo leggere 182 pagine in una notte non è normale per me, ma è senz'altro indice del fatto che la struttura del libro è molto scorrevole (errori a parte) e quindi si lascia leggere in pochissimo tempo.

Cos'altro dire?
Io consiglio senz'altro questo libro, soprattutto se volete leggere qualcosa di leggero e non impegnativo, ma se vi aspettate un fantasy originale, con personaggi con i controfiocchi, tradotto in modo eccelso, allora non prendetelo neanche in considerazione, perché ne rimarreste delusi. Se poi volete cimentarvi lo stesso nella lettura, siate almeno preparati al fatto che potrebbe non piacervi ;)

Il mio voto è di ma mi riservo di modificarlo nel caso il secondo libro della saga (perché non vi ho detto che è una trilogia =P) sia migliore.

Perdonate la recensione un po'... così, spero di essere stata esaustiva e di non avervi annoiati.
Buon fine settimana,
Annette.


Con questa recensione partecipo alla mia iniziativa:
End of Summer Reading Challenge @Veiled Mirror

sabato 31 agosto 2013

{Saturday Review} Switched. Il segreto del regno perduto


Sabato di "prime visioni", infatti ho deciso di ricominciare anche la mia iniziativa del sabato, aka Saturday Review, che sostituisce In My Mailbox, ormai andato in pensione da tempo qui sul blog.
Ho deciso di iniziare SR in questo 2013 con un libro che ho letto tempo fa, ma che non avevo ancora avuto modo di recensire:

Autore: Amanda Hocking
Data di pubblicazione: 2012
Casa editrice: Fazi Editore
Collana: Lain
Genere: Urban Fantasy, Young Adult, Paranormal Romance
Pagine: 334
Prezzo: 7.90€
Quarta di copertina: Wendy Everly ha diciassette anni, capelli sempre arruffati e un carattere insolitamente difficile. Vive con il fratello e la zia in una piccola, noiosa cittadina di provincia. La madre è ricoverata in una clinica psichiatrica, da quando ha tentato di uccidere la figlia il giorno del suo sesto compleanno. È stato allora che Wendy le ha sentito pronunciare per la prima volta un'accusa terribile: di avere in qualche modo preso, alla nascita, il posto del suo vero figlio. Adesso le giornate di Wendy trascorrono pigre, tra un liceo dove non s'impara nulla di davvero eccitante e una vita sociale e familiare prevedibile e monotona, quando va bene.
Condizionare le azioni altrui con al forza del pensiero potrebbe essere un modo per scacciare la noia, ed è proprio quel che le capita e che non sa spiegare. Uno strano potere che viene da lontano ma di cui lei non può ricordare l'origine.
A offrirle una conturbante risposta sarà Finn, un affascinante ragazzo da poco in città che si manifesta una notte alla finestra della sua stanza. È infatti lui che le rivela la sua vera identità di changeling e le dischiuderà le porte di un mondo attraente e sconosciuto, duro e sconvolgente, dove la magia è di casa. Un mondo percorso da insidie cui Wendy scopre dolorosamente di appartenere, e dove le è riservato un destino più grande di quanto lei possa immaginare.


Ero molto curiosa di leggere Switched, sia perché avevo voglia di qualcosa di leggero, sia perché finalmente non c'erano le solite creature fantastiche stuprate da menti assai poco geniali.

Avevo adocchiato la saga della Hocking già da tempo, diciamo da quando varie lit-blogger lo recensivano in modo più o meno entusiastico e così, quando ho visto il prezzo non eccessivamente alto (7.90€) l'ho comprato.
Ci ho messo un po' a leggerlo (tra febbraio e marzo), lo ammetto, ma questo "ritardo" era causato da impegni vari che mi hanno tenuta lontana dal libro.
Devo dire che comunque si legge in pochissimo tempo, il racconto è molto scorrevole, gli avvenimenti si susseguono quasi senza sosta e questo facilita una lettura veloce.

Ovviamente è un libro prettamente per adolescenti, a volte banale.
La storia è incentrata su Wendy, diciassettenne che, fin da piccola, ha dovuto lottare per essere accettata dagli altri e sembra che gli unici che le vogliano bene e tengano a lei siano sua zia e suo fratello.
La madre è chiusa in un istituto psichiatrico dopo aver tentato di uccidere Wendy e non ha più nessun contatto con la ragazza, tranne in un momento del libro in cui la figlia va a farle visita per avere dei chiarimenti.
Un giorno, però, la vita di Wendy cambia: Finn, un nuovo studente del suo liceo, inizia a fissarla e a seguirla ovunque e, nonostante le insistenze della ragazza a lasciarla in pace, c'è un'attrazione molto particolare tra loro due.
Dopo il ballo studentesco, Finn le rivela di essere una changeling, cioè
[....] un bambino scambiato di nascosto con un altro. [...]
e una Trylle, componente di una delle tribù di troll.
Come se questo non bastasse, Wendy possiede il potere della persuasione, cosa che ha scoperto da molto tempo prima che Finn glielo facesse notare, perché lo usa spesso sulle altre persone, nonostante non abbia minimamente idea come sia possibile.
Dopo la rivelazione di essere diversa, Wendy è costretta a scappare dalla casa in cui vive a causa dei Vittra, e così Finn la porta a Förening, la cittadina dove vivono i Trylle e la sua vera madre.

L'idea di fondo del libro e le creature fantastiche utilizzate dalla Hocking non erano affatto malvagie, ma la storia, come al solito, segue l'ormai abusata trama:
  1. ragazza adolescente scopre di avere poteri sovrannaturali e li usa come capita perché sì;
  2. figo di turno fa la ramanzina alla suddetta ragazza perché usa i poteri a sproposito e le svela il terribile segreto della sua vita;
  3. i due sono costretti a combattere contro il male e a scappare;
  4. la ragazza è perennemente in pericolo di vita, anche se lei non se ne rende conto e passa il tempo a vedere film o a giocare a nascondino con i nuovi amici;
  5. i cattivi trovano la ragazza e cercano di rapirla;
  6. la ragazza scappa dal luogo (ormai non tanto) sicuro;
  7. la storia continua nel prossimo episodio.
Negli ultimi anni tutti i libri urban fantasy hanno questa medesima trama e anche i personaggi si assomigliano, come se le varie autrici non siano in grado di usare un briciolo di fantasia o come se i libri fossero stati scritti dalla stessa persona.

Wendy è la classica ragazzina immatura che pensa soltanto a se stessa, anche se a volte ha degli sprazzi di responsabilità, come quando chiama suo fratello, gli dice che è costretta a scappare e cerca di tranquilizzarlo; Finn è il figo di turno che salva la protagonista dai cattivi che vogliono rapirla, si innamora di lei, ma, fatalità, non possono amarsi come vorrebbero per causa di forza maggiore.
La vera madre di Wendy è una strega, insensibile e incapace di provare dei sentimenti per la figlia, che non ha avuto il minimo scrupolo ad abbandonarla, anzi se ne esce con scuse a dir poco ridicole.
I cattivi sono i soliti cattivi che si trovano in tutti i libri, il problema è che non sono caratterizzati a dovere e così si hanno i soliti cattivi che sono cattivi perché sì (scusate le ripetizioni) e non vedono l'ora di alzare le mani sulla protagonista nel caso in cui questa non segua alla lettera i loro ordini.

Ho trovato originale rendere protagonisti di una storia i Troll, da sempre considerati brutti e cattivi nelle varie storie e leggende narrate (anche in HP abbiamo i Troll di montagna che non brillano certo per intelligenza e acume), l'unico problema è che descrivendoli come dei semplici umani con qualche potere magico si è persa totalmente quell'aura di mistero e di paura che li ha sempre accompagnati.
Anche in questo caso sembra che l'autrice abbia voluto dare una nota originale a una storia altrimenti trita e ritrita.

Nonostante tutti i miei dubbi e le mie critiche, però, sono curiosa di leggere il seguito di questa saga e vedere un po' come va avanti la storia, la mia speranza è quella di trovare un po' più di sostanza.
Per il momento il mio voto si ferma a ★★★.

Spero che questa mia recensione (un po' tardiva, lo ammetto) sia stata di vostro gradimento, ovviamente se la pensate diversamente da me potete dirlo senza farvi troppi problemi, lo spazio commenti è a vostra disposizione ;)
Miss Anne Lynn

giovedì 29 agosto 2013

{Segnalazione} Il bacio della strega

Autore: Melissa de la Cruz
Data di pubblicazione: agosto 2013
Casa editrice: Leggereditore
Collana: Narrativa
Genere: Paranormal Romence, Urban Fantasy
Pagine: 384
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: C’erano una volta, a North Hampton, tre donne straordinarie che conducevano una vita molto ordinaria. Joanna Beauchamp, capelli grigi e pollice verde, viveva in un’imponente casa coloniale con le sue due figlie, la timida, bionda bibliotecaria Ingrid e la rossa, scatenata barista Freya. Peccato che la loro vita sia solo apparentemente normale, visto che sono in realtà tre dee dell’Asgard: nel nostro mondo, tre streghe. E fra una torta al rabarbaro, un consiglio di lettura e un cocktail ben dosato fanno piovere piccole, generose magie su tutti gli abitanti dell’inconsapevole cittadina. Ma tre streghe non possono restare fuori dai guai a lungo, soprattutto se c’è di mezzo l’amore, umano o divino che sia, reso ancor più complicato da veleni, vendette e maledizioni millenarie. Non ci sarà bisogno di un incantesimo per tenere le lettrici incollate alle pagine di questo nuovo capitolo della saga delle Streghe di East End.

L'autrice: Melissa de la Cruz è una scrittrice filippina cresciuta tra Manila e San Francisco. È autrice di numerosi bestseller acclamati dalla critica, romanzi per ragazzi, tra cui le serie Au Pairs, Ashleys, Angels on Sunset Boulevard, e la serie Sangue Blu, pubblicata in Italia con grande successo da Fanucci Editore. Le streghe di East End (Leggereditore 2012) e Il bacio della strega sono i primi due volumi di una saga amatissima dai lettori americani.


Finalmente il secondo libro della saga delle Beauchamp è arrivato anche da noi ed esce proprio oggi, io sto resistendo dal fiondarmi in libreria, comprarlo e iniziarlo a leggere a tempo di record =D
Se ben vi ricordate ho recensito Le streghe di East End proprio su queste pagine, più precisamente qui e sono curiosa di sapere come continuerà la storia delle tre streghe/dee.

Voi che ne pensate, siete curiosi? L'avete già adocchiato/comprato/ricevuto dalla Leggereditore? =)
Miss Anne Lynn

sabato 21 luglio 2012

{Recensione} Spells

Titolo: Spells
Autore: Aprilynne Pike
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Genere: Urban Fantasy, Paranormal Romence
Pagine: 335
Prezzo: 17.90€
Quarta di copertina: È iniziata l'estate, ma la vita di Laurel non è più la stessa. Ora che sa di essere una fata, non può certo ignorare le sue responsabilità nei confronti del regno di Avalon. Ecco perché, quando viene convocata dall'Accademia delle fate per un corso intensivo di magia, decide subito di partire.
Ad Avalon, Laurel potrà finalmente essere se stessa. Imparerà gli incantesimi che le permetteranno di difendere le porte segrete del regno dal terribile Jeremiah Barnes, realizzando così il suo destino.
Ma tornare ad Avalon significa molto di più. Significa rimettere in discussione tutto e ferire la persona che più ama al mondo, il suo dolcissimo fidanzato umano, David. Perché lì rivedrà Tamani.
Sono passati molti mesi dal loro ultimo incontro, e Laurel crede di averlo dimenticato. Però, quando lui la stringe di nuovo tra le braccia, professandole amore eterno, dentro di lei si risvegliano emozioni inebrianti, emozioni molto diverse da quelle che prova con David.
Ancora una volta contesa tra due mondi, e tra due ragazzi tanto differenti quanto irresistibili, Laurel dovrà compiere una scelta dolorosissima, che forse le spezzerà il cuore per sempre. Ma la salvezza di Avalon è appesa a un filo e per Laurel è giunto il momento di decidere: qual è davvero il suo posto, tra gli umani o tra le fate? E con chi sarà il suo futuro, con il tenero David o con l'affascinante Tamani?


La lettura di questo libro non mi ha impegnato più di tre giorni, infatti le pagine scorrono via rapidissime.

Le 335 pagine si possono riassumere così: dopo la fine della scuola, per le vacanze estive, Laurel va ad Avalon per apprendere i fondamenti della magia, scopre così il luogo in cui è nata e impara gli usi e i costumi aiutata da Tamani.
Poi torna a casa, cerca di mettere in pratica ciò che ha imparato, esce con gli amici e il fidanzato; il fiore che ha sulla schiena fiorisce come l'anno precedente; litiga con David; litiga con Tamani; Barnes si rifà vivo e con lui arriva anche una specie di agente segreta.

La Avalon della Pike è molto interessante (non come quella della Black, ma non si può neanche fare un vero confronto tra le due, la Black vince a occhi chiusi =D), le fate hanno un ordine gerarchico dato dal momento in cui nascono, infatti si dividono in Fate della Primavera, dell'Estate, dell'Autunno e dell'Inverno. Le ultime due tipologie sono le più rare e importanti e quindi le prime si danno da fare per proteggerle e farle vivere serenamente.
Tamani spiega tutto in modo egregio ed è interessante leggere di come vivono e di quello che fanno.

Il problema di questo libro, comunque, è uno solo: la storia ruota attorno a Laurel, e fin qui nulla di strano, ma dov'è il cattivo? Perché Laurel, David, Tamani & co. sembrano dimenticarsene per il 90% del libro, presi come sono dai loro problemi?
Barnes – a dire il vero i suoi tirapiedi – appare per una frazione di secondo durante una festa e poi basta fino alle ultime pagine del libro.
Perché?
Eppure Laurel va ad Avalon proprio per imparare a difendersi con la magia, ma sembra che il problema di un'intera comunità sia un'inezia al confronto dei problemi amorosi del triangolo Laurel - David - Tamani.
Forse pretendo troppo da un libro (e da una saga) come questo, e probabilmente Spells altro non è che un capitolo di transizione tra Wings, testo interessante e che lascia intravedere qualcosa di buono nel mondo Urban Fantasy/Young Adult/Paranormal Romance tutto uguale, e Illusions.
Questo libro mi ha lasciata totalmente spiazzata, perché pensavo che la Pike si fosse impegnata di più e non scrivesse solo per fare soldi a palate con la solita storia trita e ritrita che c'è in ogni libro di questo genere. Evidentemente il fatto che la serie piaccia tanto alla Meyer doveva essere un campanello d'allarme abbastanza evidente... ma io ho deciso di ignorare tutti i segnali.

I personaggi sembrano regrediti all'infanzia, anziché andare avanti e maturare.
Laurel è egoista e se ne stra-frega dei sentimenti dei due bellocci interessati a lei, intanto cerca di capire come mai sua madre la tratti come se non esistesse o, peggio, come se non la riconoscesse come sua figlia.
David e Tamani sembrano burattini, zerbini utili solo a pulire le scarpe di una ragazzina piena di sé che pensa solo a con chi sta meglio dei due; devo dire, però, che alla fine Tamani sembra rinsavire e riacquistare un minimo di dignità... anche se, per sembrare più uomo, avrebbe dovuto dirle le cose in faccia e non far parlare un'altra sentinella. David ama Laurel e farebbe di tutto pur di stare con lei, quindi fa finta di non vedere che tra lei e Tamani ci sia qualcosa (nonostante la pseudo litigata davanti alla vecchia casa di lei).
Le sentinelle, così come le altre fate, sembrano esseri eterei e finti, messi lì solo per fare scena, infatti nel momento in cui succede qualcosa di grave non si sa dove siano finite, anziché proteggere Laurel.
Gli altri personaggi compaiono e scompaiono senza alcuna logica, tanto che non hanno quasi una caratterizzazione "fissa".

Nonostante i problemi più che evidenti di questo libro, qualcosa mi spinge a continuare la lettura della saga, perché sono pronta a riabilitare la Pike... e poi sono curiosa di sapere come continua la lotta tra fate e troll, anche se ho la sensazione che sia relegata a un paio di pagine scarse per lasciare più spazio al triangolo, il vero protagonista.
Mi domando, allora, perché si voglia scrivere qualcosa di fantasy, in cui è presente anche un cattivo, se il tutto deve finire sempre sulla protagonista e i suoi amanti. È perché tira di più una storia paranormale che una normale, vero?
Ai posteri l'ardua sentenza...

Voto: ★★★ e 1/2
Eruannë.

venerdì 20 luglio 2012

{Recensione} Il mendicante di sogni

Titolo: Il mendicante di sogni
Autore: Miriam Mastrovito
Data di pubblicazione: agosto 2009
Casa editrice: La Penna Blu edizioni
Collana: Il calamaio azzurro
Genere: Urban Fantasy, Paranormal Romence
Pagine: 135
Prezzo: 12.50€
Quarta di copertina: I sogni racchiudono i desideri, le fantasie e a volte anche le paure degli uomini. Che succederebbe se ne fossimo privati?
È quello che cercherà di impedire Joshua, approdato a Chissà Dove, il magico regno in cui la fata Maya custodiva i sogni prima che il perfido Nergal la depredasse e le strappasse le ali riducendola in fin di vita.
La sua impresa, costellata di splendidi capolavori disegnati sull'asfalto, si intreccia con le indagini del Commissario Zanetti, che lo riterrà un pericoloso serial killer, e con la rinascita di Daniel, un bambino appena uscito dal coma, che promesso a Maya, la sua salvatrice, due ali fatte di petali bianchi...


L'idea di fondo di questo libro è molto buona, di sicuro innovativa e interessante, infatti mi ha attratta subito quando ho letto della catena di lettura. Purtroppo non mi sento di dare più di tre stelline e mezza, perché ci sono molte cose che andrebbero riviste e, magari, ampliate.

Prima di tutto questo libro è troppo breve, sembra più che altro un riassunto, in certi punti molto dettagliato, di ciò che l'autrice avrebbe voluto descrivere.
Le 135 pagine non bastano a dare l'idea di completezza, ci sono vistosi buchi nella trama e il più delle volte si è preferito omettere raccontando a posteriori ciò che era successo, come nel finale.
I primi capitoli, in cui Joshua è nel castello di Ta'Ziyah, scorrono lenti, l'autrice ha descritto tutto (o quasi) nei minimi particolari cosicché il lettore si potesse immergere nel mondo del protagonista; gli ultimi, invece, sono rapidi, chi legge non ha il tempo di ambientarsi che subito si cambia scenario e si perde così la magia del libro.
La battaglia tra Nergal e Belamir non viene raccontata sul momento ed è di una facilità estrema (io stessa mi sono chiesta "Tutto qui?" leggendo il riassunto fatto da Belamir, perché è davvero troppo semplice e scontata).

I personaggi, seppur ben caratterizzati in certi punti, molto spesso non sono riusciti a trasmettere una certa empatia.
Tutti parlano nello stesso modo: la bambina di 8-9 anni descrive il proprio sogno come il settantenne di qualche capitolo precedente, usa paroloni ed espressioni difficili (l'unica difficile che non riesce a dire correttamente è "genetica", ma quando si tratta di espressioni come "scatto fulmineo" o "dapprima" non ci sono problemi) che chi ha meno di 10 anni non sa che esistono.
Il tossico che Joshua incontra nel castello ha un intercalare giovanile, ma poi anche lui si perde nei meandri dell'aulico, esattamente come tutti gli altri.
Anche Daniel non è da meno, spesso gli vengono messe in bocca parole difficilmente usate da un dodicenne.

Altro punto dolente riguarda gli aggettivi possessivi.
In tutto il libro non c'è un propri/o/a/e neanche a pagarlo oro, sembra che l'autrice non sappia della sua esistenza. Ogni descrizione, ogni paragrafo è infarcito di suo, sua, suoi, anche a poca distanza l'uno dagli altri.
Ripetizioni a non finire... e non solo per quanto riguarda gli aggettivi possessivi.
[E questo mi ha fatto capire che è giunto il momento di scrivere un post che rimando da tanto tempo =D]

È un vero peccato che, come ho già detto prima, il finale sia rapido, quasi l'autrice avesse paura di descrivere una battaglia un po' articolata che non prevedesse l'uso di dialoghi. Sembra che si voglia concludere il più presto possibile perché sono finite le idee per andare avanti.
Mi dispiace che il tutto non mi abbia convinta molto, perché l'idea era davvero molto buona, andava sviluppata molto meglio e con più calma. Penso che nessuno corresse dietro a Miriam o le puntasse una pistola alla tempia perché finisse la stesura del libro entro una data precisa.
Probabilmente la fretta di mettere nero su bianco e, successivamente, della pubblicazione del libro hanno pregiudicato una storia altrimenti bella, interessante e senza sbavature.
So che il libro ormai è stampato, ma se ci dovesse essere una ristampa consiglierei di ampliare i punti oscuri e relegati a due righe di spiegazione, renderei più leggeri certi racconti (vedi quelli dell'anziano senzatetto) e altri, come quelli descritti dai bambini, un po' più alla loro portata, non tanto perché si racconta una favola per i più piccoli, ma per dare davvero l'impressione che siano dei bambini veri a parlare. E, cosa non meno importante, farei rivedere tutta la storia a un buon correttore di bozze/editor, in modo da eliminare paroloni difficili, ricostruire intere frasi senza troppe ripetizioni e sostituire i suo/a/e/i con propri/o/a/e dove necessario.

So di aver distrutto il libro, non descrivendo le cose positive, ma volevo soffermarmi su questi errori per far capire a Miriam e a chi scrive (perché, anche se non sembra, con questo blog non mi rivolgo solo a lettori) cosa c'è che non va anche in un libro buono come Il mendicante di sogni.
Per il resto, cioè l'idea di fondo che ho già citato più volte, questo è un libro che consiglio, perché è interessante e fa sognare =)

Voto: ★★★ e 1/2
Eruannë.

mercoledì 27 giugno 2012

{Leggereditore} Prossime uscite (28/06)

Secondo post della giornata per segnalare le nuove uscite previste per domani di Leggereditore.

Titolo: I ricordi della casa sul lago
Autore: Rosie Thomas
Data di pubblicazione: 28 giugno 2012
Collana: Narrativa
Genere: Sentimentale
Pagine: 528
Prezzo: 14.00€
Quarta di copertina: Un segreto di famiglia nascosto fra le pieghe di uno scialle di ineffabile bellezza. Una foto ingiallita dal tempo che ritrae quattro donne e le unisce con un filo invisibile. Un viaggio che cambierà la vita di Mair per sempre. Il richiamo di una terra lontana, e nulla sarà più come prima. Al di là dell’oceano, in uno spazio in cui i confini del tempo si perdono, c’è la valle del Kashmir, con i suoi volti e i suoi colori, le sue storie e la speranza di una nuova vita. Per scoprire la verità, Mair dovrà tessere i fili di una storia troppo a lungo taciuta, facendone riaffiorare il finale perduto.
Un romanzo che intreccia due generazioni di donne, superando i limiti dello spazio e del tempo, per restituire al lettore un affresco esotico, avventuroso e indimenticabile di una terra magica.

Titolo: La musica delle parole
Autore: Emily St. John Mandel
Data di pubblicazione: 28 giugno 2012
Collana: Narrativa
Genere: Sentimentale
Pagine: 256
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: Lilia Grace Albert ha viaggiato tutta la vita, cambiando costantemente luoghi e abitudini. È ripartita per nuove destinazioni talmente tante volte che non sa più come fermarsi. Rapita dal padre a sette anni, ha imparato a costruirsi un’identità fatta di tanti frammenti diversi che raccoglie con la sua inseparabile macchina fotografica. Adora la solitudine, e chi la conosce bene può figurarsela mentre cerca di cogliere l’immagine perfetta nel bel mezzo di un temporale.
Ora sta lasciando New York, e con un bacio sulla fronte saluta il suo attuale compagno, ignaro che fra poco di lei rimarranno solo le impronte umide sul parquet. Questa è la vita di Lilia, e gli altri possono fare poco per cambiarla: si può forse ingabbiare la libertà? Ma cosa succede quando chi è abituato a fuggire farebbe di tutto per rimanere?

Titolo: Segreto inconfessabile
Autore: Shayla Black
Data di pubblicazione: 28 giugno 2012
Collana: Narrativa
Genere: Sentimentale
Pagine: 432
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: Due uomini e una donna, una notte di passione trasgressiva, impossibile da rifiutare. Tutto inizia per gioco con Hunter, che pensa di avere il pieno controllo. Kata, però, non è una donna comune. È fragile e dolce, ma anche determinata e scaltra. Una notte non è abbastanza per lui, perché l’ha scelta come sua ultima conquista e niente e nessuno potrà distoglierlo dal desiderio di averla tutta per sé. Ma a cosa sarà disposta a rinunciare Kata? Riuscirà ad affidarsi alla protezione di Hunter, ad arrendersi agli istinti più inconfessabili e a mettere in gioco tutta sé stessa, rivelando la sua vera natura indomita e indomabile?
Un romanzo che ha il potere di sedurre e intrigare, come la voce suadente di una sirena al cui richiamo è impossibile resistere.

Titolo: Dark Whisper
Autore: Kresley Cole, Gena Showalter
Data di pubblicazione: 28 giugno 2012
Collana: Narrativa
Genere: Paranormal Romance
Pagine: 496
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: Intoccabile...
La vita di Murdoch Wroth, vampiro bello e spregiudicato, è destinata a cambiare per sempre. Il suo cuore ha ripreso a battere, conquistato dalla bellezza di un’affascinante Valchiria. Ma la loro unione non sarà priva di ostacoli, perché una terribile maledizione pende sulla donna, e se Wroth osasse anche solo sfiorarla, le infliggerebbe terribili sofferenze.
Ad attenderli però c’è la giusta ricompensa: un’onda di passione travolgente, come il sentimento che li attrae inesorabile. Riusciranno, insieme, a trovare la strada per farsi avvolgere dal bruciante desiderio che arde tra di loro?
Per sempre la mia tentazione...
L’amore può letteralmente trasformare Aleaha Love: basta il contatto con la pelle di un’altra persona perché lei cambi aspetto e assuma qualsiasi identità. Durante la sua ultima trasformazione, ha svolto una missione per catturare un gruppo di guerrieri ultraterreni, ma è stata presa da Breean, un comandante pericoloso e seducente. Per la prima volta, Aleaha vorrebbe solo essere sé stessa... anche se questo significa trasformarsi da cacciatrice a preda.


Come sempre c'è qualcosa di veramente interessante, degno di essere letto, quindi penso finiranno presto nella mia libreria.
Voi che ne pensate?
Eruannë.

venerdì 11 maggio 2012

{Recensione} Firelight. La ribelle

Titolo: Firelight. La ribelle
Autore: Sophie Jordan
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Piemme
Collana: Freeway
Genere: Young Adult, Urban Fantasy, Paranormal Romence
Pagine: 280
Prezzo: 9.90€
Quarta di copertina: Discendiamo dai draghi. Siamo dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai Cacciatori. Viviamo nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederci.
Siamo Draki. Io mi chiamo Jacinda e sono il tesoro del mio branco, l'unica capace di soffiare ancora fuoco. Ma dopo aver infranto per l'ennesima volta le regole che proteggono la vita della nostra comunità, sono stata costretta a fuggire insieme a mia madre e mia sorella.
Ci siamo sepolte vive in un'anonima cittadina, dove sono costretta a mantenere l'aspetto umano con il rischio di dimenticare la mia vera natura. Finché non mi sono ritrovata nella stessa scuola del mio Cacciatore.
È possibile una simile coincidenza? Oppure questo bellissimo e pericoloso ragazzo non è quello che la sua famiglia vorrebbe far credere?


Dopo più o meno 24 ore, ecco qui la mia recensione a Firelight. La ribelle di Sophie Jordan che, a dispetto di quanto ho scritto nel post sulle prime 100 pagine, mi è piaciuto veramente molto =D
Non rimangio affatto il mio punto di vista sulla confusione che attanaglia Jacinda, perché ne sono ancora convinta, visto che per tutto il libro continua la tiritera "Voglio andarmene da qui, voglio tornare nel clan" nonostante lei venga a sapere il vero motivo per cui sua madre l'abbia portata via e poi "Non voglio tornare nel clan" ogni volta che pensava alle regole.
In sostanza ho trovato il personaggio di Jacinda un po' infantile e quando sua madre le ha consigliato di crescere, gliel'ho praticamente urlato anch'io.

Questo primo volume della serie di Firelight parla di Jacinda, una ragazza che può trasformarsi in drago, infatti discende, come il suo clan, da questi esseri mitologici e maestosi. È una mutaforma che vive con la propria famiglia, sua madre e sua sorella gemella, in un clan e ha una particolarità che ormai tutti credevano estinta: è una sputafuoco.
Durante un volo non autorizzato (i clan di draki, infatti, hanno regole molto severe su quando si può o meno fare una cosa) sopra uno specchio d'acqua insieme alla sua migliore amica, Jacinda si ritrova a scappare dai cacciatori che vogliono impadronirsi della sua pregiata pelle, del suo sangue e rivenderli agli enkros. E durante la fuga conosce uno dei suoi cacciatori: Will, un bellissimo ragazzo che, a dispetto di ciò che pensava, la protegge e la salva così da morte certa.
Intanto Azure, grazie al diversivo di Jacinda, riesce a scappare e a dare l'allarme al clan. La bravata di Jacinda è la miccia che innesca una reazione in sua madre e costringe loro due e Tamra, la gemella che non è mai riuscita a trasformarsi, a fuggire dal clan e a rifugiarsi in una cittadina in pieno deserto.
La madre di Jacinda spera così che il draki dentro sua figlia prima o poi muoia a causa della mancanza del contatto con la terra, le montagne e tutto ciò che riesce ad alimentarlo, a farlo sentire più vivo che mai.
Ma nessuno ha fatto i conti con Will, che, coincidenza, frequenta proprio la stessa scuola delle due gemelle e fa riemergere il draki assopito in Jacinda ogni volta che si vedono, incontrano, scontrano, baciano.

Una cosa che non sopporto di questi libri è il fatto che la protagonista sia bellissima, si sia appena trasferita in una nuova città e attiri come orsi sul miele i ragazzi della scuola. Nel gergo delle fanfiction questo personaggio si chiama "Mary Sue" ed è odiato quanto temuto da tutti i fanwriter.
Anche qui non manca la ragazza bellissima che non sa di esserlo (vedi che la tua gemella identica a te è bellissima, fatti venire qualche dubbio, no?) e che appena arrivata si fa notare da tutti, anche dalle persone più sgradevoli e antipatiche della scuola.
Come anticipavo ieri Jacinda è piuttosto... confusa. Non si sa bene cosa voglia, perché un giorno dice di volersene andare dal clan, il giorno dopo quando la madre la costringe a scappare vuole restare, quando arriva nella nuova città e scopre alcune cose su di sé vuole trovare un nuovo clan, ma quando capisce cosa prova per Will vuole restare.
Per tutto il libro avrei voluto urlarle "Allora, ti decidi una buona volta?"
L'ho trovata egoista solo qualche volta, quando pensa a sé stessa e si antepone agli altri; poi le tornano in mente Tamra e sua madre e pensa al loro benessere, anche a discapito della propria felicità.
Mi sono resa conto che non è un personaggio così semplice come pensavo all'inizio, etichettandola subito come ragazzina che non sa scegliere cosa vuole (in parte lo penso ancora, eh).

In questo libro, a differenza di tanti altri, c'è una ragione vera e reale per cui Jacinda e Will sono legati, non è solo perché lei è bellissima e lui è un gran figo, o perché sono i novelli Romeo e Giulietta. Ho trovato la loro storia molto bella, anche se il più delle volte avrei preso Jacinda a sberle quando si riprometteva di stare lontana da Will, perché era evidente che non era possibile una cosa del genere, non solo ai fini della trama.
È indubbio, comunque, che Jacinda si sia innamorata di Will perché lui è molto bello (ci viene ripetuto a ogni riga come i suoi capelli risplendano al sole, come i suoi occhi siano magnetici, ecc.), poi è venuto il resto.
Secondo me, però, in questo libro Will non è approfondito a dovere, sembra più una comparsa e questo mi fa sperare che nel seguito sia più... profondo.

Gli altri personaggi che fanno da cornice sono alcuni abbozzati, altri ben descritti anche se talvolta stereotipati.
La gemella di Jacinda è piuttosto vuota, anche se l'autrice ha provato a darle una parvenza di umanità e di caratterizzazione; i cugini di Will sono i classici personaggi brutti e cattivi, stereotipati al massimo e senza il minimo spessore psicologico. L'amica di Jacinda viene per lo più lasciata in disparte, quindi è difficile trovare per lei una descrizione chiara; e la signora Hennessey è la classica vicina che sembra tanto impicciona, ma lo fa solo per solitudine (scusate lo spoiler XD).
La madre di Jacinda e Tamra, invece, ha le idee chiare, non si fa mettere i piedi in testa dagli altri e decide secondo l'istinto cosa sia meglio per la propria famiglia. Non ho condiviso alcune scelte, ma forse è perché non sono madre e non posso ancora capire a pieno.
Cassian l'ho odiato dal primo istante: classico belloccio che punta la protagonista come un segugio e guai a chi gliela tocca, manco fosse di sua esclusiva proprietà... un po' lo è, ma mi ha dato estremamente fastidio il suo atteggiamento. So che doveva essere così e non discuto, però, lo si poteva approfondire e caratterizzare meglio, esattamente come Will, e non lasciare che fosse il bello, ma cattivo e possessivo della situazione.

Passando alle note dolenti, andando avanti con la lettura i refusi e gli errori continuano, alla fine ho cercato di sorvolare il più possibile, ma è stata dura non prendere il pc e mandare una mail di protesta alla Piemme segnalando tutti gli errori che ci sono all'interno del libro.
Ancora mi domando come possa una casa editrice del genere non aver visto. Spero vivamente che nel secondo non ci siano sviste ed errori che solo un bambino al massimo in terza elementare potrebbe fare.

Mi sembra di avervi detto tutto quanto potessi dire senza svelare troppo del libro, che io consiglio senz'altro.
Aspetto trepidante il seguito, perché voglio sapere cosa succede a Jacinda, Will e a tutti gli altri; voglio conoscere come andrà avanti la loro storia perché i due protagonisti sono così dolci insieme ed era da un po' che non mi lasciavo trasportare in una storia d'amore in un libro.

Voto: ★★★★ 1/2
Eruannë.

mercoledì 9 maggio 2012

{Recensione} Eternity

Titolo: Eternity
Autore: Rebecca Maizel
Data di pubblicazione: agosto 2011 (versione economica)
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Supertascabili Paperback
Genere: Young Adult, Urban Fantasy, Paranormal Romence
Pagine: 365
Prezzo: 6.50€
Quarta di copertina: Lenah apre gli occhi dopo un lunghissimo sonno e si accorge di trovarsi immersa in uno squarcio di luce; crede dunque che la sua ora sia giunta. Perché in realtà è un vampiro.
Istintivamente grida il nome del suo amato Rhode, che la trasformò in vampiro cinque secoli prima, e lo vede seduto davanti a lei. Lui le rammenta l’antica promessa di riportarla in vita, e le dice di essere pronto a compiere il rituale magico. Ora Lenah ricorda tutto: il suo desiderio di tornare umana era stato più forte della paura. Ma ricorda anche che il rituale richiede una vita in cambio.
Lenah è viva e sta per compiere sedici anni. Lenah inizia la sua nuova vita a Wickham: una casa, nuovi amici, ma anche la costante paura e certezza del ritorno della Congrega, il gruppo di vampiri che lei stessa aveva creato, i più potenti e crudeli, vissuti con lei fino al 1910 nella casa di Hathersage, in Inghilterra, con il compito di proteggerla e adorarla e con cui avrebbe avuto un legame magico e indissolubile. E quel legame col passato rischia di distruggere tutto ciò che di tenero e vitale Lenah ha appena cominciato a conoscere.


Sono sorpresa di me stessa, perché sono riuscita a leggere un libro in pochissimo tempo, rispetto ad altri che sto rileggendo e per i quali ci sto mettendo secoli =D
A parte questo, devo dire che Eternity non è malvagio, la trama è abbastanza lineare e ben costruita, il problema è che l'autrice non si capisce bene perché abbia scelto di far ritornare umana la protagonista se poi, nella seconda parte, la ritrasforma in vampiro. Non mi è ben chiaro. E mi fa pensare che questo libro sia l'ennesimo costruito per vendere e non perché l'idea di fondo fosse buona e ben sviluppabile.
Arrivata alla fine del libro, infatti, mi sono chiesta il perché su molte cose, ma preferisco non porre apertamente le mie domande per non rovinare la lettura a chi ancora non l'ha letto.
Come ho già detto nel post di ieri sulle prime 100 pagine, Lenah è una protagonista veramente egoista, prima si fa trasformare di nuovo in umana, facendo così morire quello che ha sempre considerato la sua anima gemella (e su questo punto ritornerò tra poco), poi non si cura minimamente se gli altri che la circondano possano essere in pericolo e, anzi, quando lo sono realmente peggiora le cose. Infine, poi, per far sì di essere libera ancora una volta è costretta a fare delle scelte che, guarda caso, vanno solo a suo vantaggio e fanno soffrire quelli che la amano realmente.
È vero, ci sono anche momenti in cui non pensa soltanto a se stessa e si rende conto di fare/aver fatto del male agli altri, ma sono talmente sporadici che ci si domanda il perché l'autrice non si sia impegnata nel creare un personaggio credibile e con un minimo di spessore.

La questione anima gemella, e perdonatemi se faccio una "piccola" parentesi su questo.
In questo romanzo ci sono tre "potenziali anime gemelle che gravitano intorno a Lenah:
» Rhode, colui che l'ha trasformata in vampiro;
» Vicken, colui che lei ha trasformato in vampiro;
» Justin, l'umano di cui si innamora quando è di nuovo una semplice mortale.
All'inizio del libro ci viene detto che Rhode è la sua anima gemella, che farebbe di tutto per lui, che l'ha sempre amato alla follia, ecc. peccato che quando scopre che lui ha trovato il rituale per far ritornare un vampiro alla condizione umana, se ne stra-freghi se il povero Rhode possa/debba morire e, anzi, minaccia pure di suicidarsi se lui non soddisfa la sua richiesta.
Bell'amore, vero? O sono io che ho una visione distorta della cosa?
Io penso che l'unico veramente innamorato dei due sia stato soltanto Rhode, perché la ritrasforma in umana morendo, dando la vita per lei (e qui si ritorna alla questione dell'egoismo di Lenah).
Poi c'è Vicken, un soldato scozzese che lei stessa trasforma in vampiro per la propria sete di potere, visto che così può completare la creazione della Congrega e diventare la vampira più sanguinaria e malvagia. Lenah, anche di lui, dice che sia la sua anima gemella, ma in modo diverso rispetto a Rhode.
Con Vicken non dà molte spiegazioni sull'amore e sul fatto che lui sia l'anima gemella, se non la sua sete di potere.
E infine arriviamo a Justin, colui che le ha fatto battere il cuore da umana e che l'ha fatta sentire viva dopo 592 anni. Anche qui viene tirata in ballo la frase "lui è la mia anima gemella".
Dopo 365 pagine posso essere confusa?
Sarò all'antica e forse troppo romantica, ma io ho sempre pensato che ci fosse una sola anima gemella per ognuno di noi. È chiaro che se uno si innamora più volte è propenso a pensare ogni volta di aver trovato l'anima gemella, ma in questo libro rasentiamo il ridicolo, a parer mio. Ogni volta che Lenah nominava uno dei tre, subito compariva come per magia l'espressione "anima gemella", come a voler ribadire un concetto che il lettore non aveva molto ben chiaro in testa.
Una cosa positiva di questo romanzo sta nel fatto che sia autoconclusivo (il finale non lascia molto spazio a un proseguo), cosa non da poco, viste le recenti saghe su vampiri, licantropi, fate, e chi più ne ha più ne metta. Per questo la Maizel ha parte della mia stima per essere riuscita a scrivere un libro che non continua per n libri o all'infinito, la ringrazio perché così non devo rincorrere le nuove uscite per avere una conclusione vera. Edit delle 21.42: Purtroppo ho scoperto che non è affatto autoconclusivo, ma c'è un altro volume già pubblicato in America, ergo la mia stima per la Maizel è calata drasticamente u.u
Però, il fatto che sia autoconclusivo non mi sembra una buona ragione per accelerare la seconda parte del libro. Infatti se nella prima abbiamo la narrazione serrata di qualsiasi avvenimento, qualsiasi minuto della nuova vita di Lenah, riproponendo anche mille volte la sua paura per la Nuit Rouge; nella seconda si arriva all'ultima pagina con il fiatone, perché l'autrice ha praticamente riassunto mesi e mesi della protagonista per farla giungere nel più breve tempo possibile alla "battaglia finale".
È sempre un peccato leggere libri potenzialmente validi (anche se da rivedere sotto vari punti di vista) che vengono rovinati per la fretta magari di consegnare la bozza all'editore, senza avere il tempo di analizzare per bene ogni elemento, ogni dettaglio.
Per quanto riguarda i dettagli e le spiegazioni logiche sui vampiri, la Maizel si è data da fare e si vede, infatti non abbiamo i vampiri alla Twilight (grazie!), nonostante anche i suoi possano, dopo un certo centinaio di anni e/o una notevole potenza fisica, resistere alla luce del sole. Ho condiviso (anche se non del tutto) la spiegazione del perché acqua santa, crocifissi e aglio non abbiano effetti sui vampiri, purtroppo io sono della vecchia scuola e questi elementi per me sono fondamentali per la vittoria su un immortale.

Per quanto riguarda i personaggi che fanno da contorno a Lenah non ho molto altro da dire che non abbia già detto, certo nel finale ci sono alcune morti assolutamente inutili ai fini della trama e che si sarebbero potute evitare.
Tony, Justin e Rhode mi sembrano gli unici personaggi degni di nota, gli altri lasciano a desiderare, sono soltanto stereotipati, descritti in modo superficiale e fanno praticamente da comparse.
Le ragazze, pseudo-amiche di Lenah, sono praticamente invisibili, tranne rare occasioni in cui dicono qualcosa, ma nulla di più.

Insomma, amori della protagonista, flash-back, riti abbastanza interessanti, curiosità sui vampiri della Maizel a parte, questo romanzo è piuttosto... inconsistente. Tante cose si sarebbero potute riassumere, come è stato fatto da pagina 277 in poi.
L'idea di fondo della vampira che ritorna umana perché stanca della sua condizione era buona, peccato che poi l'autrice si sia persa nei meandri della trama e che abbia concluso una storia che si poteva finire in tutt'altro modo... infatti io eliminerei tutta la seconda parte, perché è totalmente inutile. Ma questo è un mio personalissimo parere personale =D

Voto: ★★★★ (sarebbero tre e mezza, ma mi sento generosa)

Eruannë.

giovedì 22 dicembre 2011

{Recensione} Le streghe di East End

Titolo: Le streghe di East End
Autore: Melissa de la Cruz
Anno: 2011
Casa editrice: Leggereditore
Collana: Narrativa
Genere: Paranormal Romence, Urban Fantasy
Pagine: 294
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: A volte la vita è fatta di pura magia... a volte c'è solo una possibilità per ristabilire i fragili equilibri fra il bene e il male. E ora tutto dipende dalle Beauchamp. È settembre e le tre donne si sono da poco trasferite a North Hampton. Sulla cittadina sembra regnare la calma; tuttavia, quando la comunità viene sconvolta da morti e scomparse misteriose, e gli occhi di tutti sono su di loro, dovranno decidere da che parte stare e riprendere in mano il loro destino.
Da secoli hanno rinunciato ai propri poteri: Joanna può resuscitare i morti, Ingrid prevede il futuro, e Freya ha una pozione magica per ogni pena d'amore. Ora il tempo stringe, ed è giunto il momento di recuperarli...
Fra misteri, forze oscure da placare, sensualità e vero amore, si muove questa nuova avventura dal ritmo incessante e irresistibile.


Prima di tutto lasciatemi dire che la quarta di copertina fornisce delle indicazioni sbagliate sulla trama e sulla tempistica degli avvenimenti.
Le Beauchamp non si sono "appena trasferite", ma vivono a North Hampton da prima che la storia che ci viene raccontata abbia inizio, sono ben integrate nella comunità, come viene ripetuto a ogni pagina dalla stessa autrice. Secondariamente il libro non inizia a settembre, bensì alla fine di maggio, basta leggere il titolo della prima parte per rendersene conto: Il Giorno dei caduti (Memorial Day, in America dal 1971 viene festeggiato l'ultimo lunedì di maggio). A dire il vero, il prologo si svolge in gennaio, ma è una piccolissima parentesi su una storia che si snoda in estate.
E dopo questa nota che non mi sono potuta esimere dal fare, visti gli strafalcioni scritti dalla stessa casa editrice, passiamo alla recensione vera e propria, che mi preme più del correggere gli errori altrui.

Questo libro è stato buono buono dal mese di agosto fino a pochi giorni fa, quando ha iniziato a chiamarmi con fare sempre più insistente =D
Scherzi a parte, ho deciso di prendere in mano questo libro adesso perché avevo un forte bisogno di calarmi in una realtà parallela fatta di magia e romanticismo, con la giusta dose di mistero. E così è stato.
L'ho letteralmente divorato, cosa che non credevo possibile e, anzi, pensavo che l'avrei abbandonato dopo poche pagine per riprenderlo in mano più avanti. Invece in due giorni (ma penso che, se l'avessi iniziato durante le vacanze, l'avrei letto in meno di ventiquattr'ore) l'ho concluso e sono piacevolmente sorpresa.
Sono sorpresa soprattutto della de la Cruz, che nel primo libro dei Sangue Blu non mi aveva convinta più di tanto. Sono sorpresa perché, nonostante nel libro ci siano delle somiglianze piuttosto marcate con il telefilm Streghe (che ho sempre adorato), questo racconto è totalmente diverso.
Ci sono anche qui alcune incongruenze e ripetizioni che si potevano benissimo evitare, ma è stata una lettura davvero molto piacevole. Scene di sesso messe praticamente a caso all'interno della narrazione a parte, ovviamente.

La storia che si snoda in queste 294 pagine è apparentemente molto semplice e quantomai scontata, ma la de la Cruz è riuscita a inserire molti elementi interessanti, soprattutto dalla seconda parte del libro in poi, quando l'azione inizia a essere un po' più serrata e a tenere il lettore incollato alle pagine.
Come per Sangue Blu, la struttura dei capitoli è simile, ogni capitolo ha una protagonista, cioè una delle tre Beauchamp: il primo capitolo è dedicato a Freya e alla sua festa di fidanzamento, il secondo a Ingrid e al suo lavoro in biblioteca, il terzo a Joanna e alla sua passione per l'abbellimento della casa; e per tutto il libro la struttura non cambia.
Se all'inizio una cosa del genere può dare fastidio, man mano che si va avanti con la lettura destreggiarsi tra i tre punti di vista non risulta poi così difficile e ci si riesce a immedesimare perfettamente con le tre streghe.

Le tre protagoniste sono apparentemente tre persone del tutto normali, con vite ordinarie, tanto che a qualcuno possono sembrare noiose, ma in realtà sono tre streghe: Freya è specializzata nelle pozioni d'amore e riesce a leggere le tendenze sessuali di una persona solo guardandola, all'interno del libro viene definita anche dea dell'amore; Ingrid dà l'idea di una vecchia zitella che preferisce stare da sola piuttosto che soffrire per amore, ma in realtà non ha ancora trovato la persona giusta, il suo potere le dà la possibilità di vedere la linea della vita delle persone, scrutandone il futuro e aiutandole affinché questo si realizzi nel migliore dei modi. Joanna, infine, è la madre di Freya e Ingrid e ha il potere di far ritornare in vita i morti prima che questi passino il confine che li porta nell'Aldilà.
Per secoli non hanno potuto praticare la magia perché costrette a vivere come comuni mortali dal Consiglio. Un giorno, però, Freya infrange questa restrizione preparando una pozione per due innamorati separati troppo orgogliosi per ritornare insieme senza un piccolo aiutino. Ha così inizio una sorta di ribellione delle tre, che ricominciano a fare magie, sfidando il Consiglio.
Consiglio che, per tutto il libro, non sembra interessato al fatto che le Beauchamp abbiano infranto le regole. Questa cosa mi è parsa un po' strana, perché se il Consiglio è davvero così intransigente, come mai le tre non sono state richiamate all'ordine fin da subito o, peggio, costrette a vivere come schiave di Helda nell'istante in cui hanno ricominciato a fare magie? Domanda che non trova risposta neanche nel finale.
E questa è solo una delle incongruenze che ho riscontrato nel libro.
Un'altra cosa che mi ha dato da pensare è il fatto che le Beauchamp, per quanto cerchino di tenere nascosta la cosa, pratichino la magia alla luce del sole, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze di queste azioni. Mi sembra un atteggiamento da irresponsabili, più che da persone che vivono da millenni sulla terra e sono anche state condannate a morte durante i processi di Salem, e poi rinate.

Quello che ho apprezzato moltissimo della storia, è il fatto che la de la Cruz abbia inserito nella trama e come personaggi elementi della mitologia Norrena, con riferimenti anche marcati a certi miti e leggende, come per esempio quello dell'Albero della Vita, Yggdrasil, che nella storia delle tre Beauchamp rischia di morire a causa di una tossina velenosa.
Le stesse Beauchamp, quindi, sono parte dei miti e delle leggende norrene essendo la personificazione di alcune dee (Freya, prima fra tutte, ha le stesse caratteristiche del suo corrispettivo norreno). L'unica cosa è che la de la Cruz ha riadattato i personaggi e i miti a suo piacere, ma è comunque apprezzabile, perché almeno ha fatto lo sforzo di documentarsi e di creare qualcosa di originale.

Per quanto riguarda lo stile, l'autrice mi sembra migliorata, alcune ripetizioni degli stessi concetti ogni due per tre mi hanno dato leggermente fastidio, perché se io leggo un libro dall'inizio alla fine, non mi serve sapere mille mila volte che il Consiglio aveva vietato alle protagoniste di fare magie e quindi loro hanno paura delle conseguenze delle loro azioni.
La traduzione italiana non mi è sembrata malvagia come quella di Sangue Blu, anche se magari qualche svarione grammaticale l'avrei evitato volentieri, soprattutto quando si tratta di usare i congiuntivi e i condizionali nel modo giusto. Anche in questo caso, comunque, devo dire che il traduttore si è impegnato di sicuro molto di più dell'altro che ha tradotto il primo dell'altra serie.

Ovviamente il finale del libro è aperto ed è palese che ci sarà un seguito, che io ormai aspetto trepidante, perché sono proprio curiosa di sapere cosa succederà a Freya&co.
Spero con questa mia recensione di aver soddisfatto almeno un po' la curiosità di chi non l'ha ancora letto ed era dubbioso sul da farsi.
Unico avvertimento: è un libro che crea dipendenza, soprattutto se il lettore si fa prendere da ciò che legge =D

Voto: ★★★★
Eruannë.