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lunedì 11 maggio 2020

Le prime 100 pagine di... La Grazia dei Re

Rubrica ideata da me per raccogliere
le prime impressioni su una lettura.
Buon lunedì a tutti, miei cari svelatori di specchi.
Iniziamo la settimana con la mia rubrica sulle prime impressioni dei libri che leggo.
Le regole sono molto semplici:
1. Scegliere il libro da leggere;
2. Arrivati a pagina 100, scrivere un post con le prime impressioni che ha suscitato evitando gli spoiler.
Oggi parliamo di un libro che mi è stato gentilmente inviato dalla CE (su Instagram cercavano recensori e io non ho saputo dire di no =D), ovvero:

Autore: Ken Liu
Pagine: 612
Quarta di copertina: L'Imperatore Mapidéré è stato il primo a unire i diversi regni dell'arcipelago di Dara sotto il dominio della sua isola d'origine, Xana. Dopo ventitré anni, tuttavia, l'Impero di Xana mostra segni di debolezza. Mapidéré è sul letto di morte, i suoi consiglieri complottano mirando ciascuno al proprio interesse, persino gli dèi sembrano adirati. Come se non bastasse, decenni di crudeli angherie e di dispotico potere hanno fatto sì che la popolazione non abbia nulla da perdere da una rivolta, ma molto da guadagnare.
È questo il mondo in cui vivono Kuni Garu, un affascinante perditempo poco propenso alla vita onesta, e Mata Zyndu, l'impavido figlio di un duca deposto, discendente di una nobile stirpe particolarmente colpita dalla ferocia di Mapidéré, che ha giurato di vendicarsi. Sembrano l'uno l'opposto dell'altro, ma durante la ribellione contro il potere imperiale i loro sentieri si incrociano in modo imprevedibile: diventano amici inseparabili, fratelli, e insieme combattono contro immensi eserciti, serici vascelli volanti, libri magici e divinità dalle forme mutevoli. Ma una volta che l'imperatore è stato rovesciato, Kuni e Mata si trovano a capeggiare fazioni rivali, con idee molto diverse su come si dovrebbe guidare il mondo, e su cosa sia la giustizia.

Dopo aver finito Harry Potter e la Camera dei Segreti, ho pensato bene di imbarcarmi nella lettura di questo bel tomo qui.
Ho visto video di persone che l'hanno letto in inglese e mi hanno incuriosita molto, così, appena ho letto della ricerca di recensori da parte della CE, non ho saputo dire di no e mi sono candidata.

Devo dire che arrivare a pagina 100 non è stato affatto semplice, anzi, ho più volte avuto la tentazione di gettare la spugna. Forse l'idea di trasferire il pdf sul kindle non è stata così buona, perché non riuscivo a leggere molto bene (le pagine risultavano troppo piccole), così ho optato per leggere sull'iPad.
Scelta vincente, perché adesso sto proseguendo come un treno (più o meno).
Al di là delle difficoltà del supporto di lettura, però, devo dire che non è stato facile superare le prime 100 pagine anche perché l'autore ha messo troppo carne al fuoco.
Ci sono molti personaggi (e le pagine prima del romanzo in cui vengono descritti i singoli personaggi non aiutano, anzi) che si muovono all'interno del romanzo e non si sa bene chi seguire. Il tutto è una cronaca degli avvenimenti che si susseguono e ci sono capitoli interi che fanno riferimento a uno o all'altro personaggio che poi si muoveranno nelle pagine successive.
Questo mi ha un po' destabilizzata, perché non riuscivo a focalizzarmi sul singolo personaggio o sull'avvenimento importante e i miei pensieri vagavano a tutt'altro, costringendomi a leggere e rileggere almeno un paio di volte interi periodi.
L'ambientazione è interessante, la Cina imperiale ha sempre avuto un certo fascino su di me (l'essere fan di Mulan incide sempre molto su questo particolare) e leggerne una rivisitazione in chiave più o meno fantasy, mi ha fatta propendere per la lettura di questo libro.

Per il momento questi sono stati i primi pensieri e le prime impressioni che ho avuto riguardo a La Grazia dei Re, appena l'avrò finito pubblicherò la recensione un po' più dettagliata.

So che non sono l'unica a leggerlo in anteprima, ma c'è qualcuno di voi che sta aspettando di leggerlo? Oppure l'avete già letto in inglese?
Sappiatemi a dire, intanto vi auguro buona giornata.
Annette.

sabato 2 maggio 2020

Le prime 100 pagine di... Magic

Rubrica ideata da me per raccogliere
le prime impressioni su una lettura.
Dopo secoli (l'ultima volta era il 2013 °_°) ritorna una rubrica senza alcuna cadenza fissa che avevo ideato tanto tempo fa.
Le regole sono molto semplici:
1. Scegliere il libro da leggere;
2. Arrivati a pagina 100, scrivere un post con le prime impressioni che ha suscitato evitando gli spoiler.
Per questa puntata vi voglio parlare di un libro che molto probabilmente non continuerò, ma che comunque merita una menzione qui sul blog (non ne farò la solita recensione, quindi), ovvero:

Titolo: Magic
Autore: V.E. Schwab
Pagine: 416
Quarta di copertina: Kell è uno degli ultimi maghi rimasti della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono infatti la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, dove accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Bianca, la più noiosa delle versioni di Londra, quella senza alcuna magia. Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere anche solo piccoli scorci di realtà che non potrebbero mai vedere. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e adesso Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale e infine lo costringe a seguirla in una nuova avventura. Ma la magia è un gioco pericoloso e se si vuole continuare a giocare prima di tutto bisogna imparare a rimanere vivi…

Ho iniziato questo libro giovedì sera, avevo appena finito la rilettura di Harry Potter e la Pietra Filosofale e non volevo affrontare subito il secondo libro, ma dedicarmi a qualcosa che non avevo ancora letto.
Ho dato un'occhiata alla mia TBR (sempre più grande ;_;) e questo ha attirato la mia attenzione. Ricordo che quando l'ho comprato non vedevo l'ora di leggerlo, ma poi non ne avevo avuto il tempo e così era rimasto in libreria in attesa.
La trama mi ha sempre attirata molto, soprattutto perché non è uno dei soliti fantasy e l'autrice ha creato un mondo molto realistico, anche l'idea del passaggio permesso a pochi tra una realtà e l'altra della stessa città mi ha sempre affascinata tanto.
Però devo dire che ho faticato davvero molto ad arrivare a pagina 100 (e Tiffany di Miss Fiction Books l'aveva detto nel suo video-recensione) e mi è davvero difficile ricordare i vari particolari che l'autrice descrive.
Sono arrivata a un certo punto in cui non capivo più dove Kell si trovasse, in quale Londra fosse. Non riuscivo a immedesimarmi nel protagonista (tranne rare occasioni) e non riuscivo a immergermi nella lettura come si deve.
Sarà senz'altro il momento, il fatto che sono distratta da mille cose, ma non è un bell'inizio per un libro che dovrebbe catturarti e catapultarti in un altro mondo.
Anche se ho letto poco e abbandonerò la lettura, due cose mi sono piaciute:
1. l'approccio alla magia in questo libro e il fatto che ci siano degli universi paralleli;
2. il cappotto di Kell, che ha una miriade di versioni e di tasche.

I personaggi sono ben descritti e ben caratterizzati, e anche questo è un punto a favore del libro, ma come per altre cose, come già detto, non mi hanno presa, non sono riuscita a immedesimarmi in nessuno di loro.
Mi dispiace essere così... negativa, perché questo libro secondo me ha tutte le potenzialità per essere qualcosa di veramente buono.
Per il momento lo abbandono, ma mi riservo di cambiare idea e riprenderlo in mano quando ci sarà un momento migliore e avrò modo da dedicargli la giusta attenzione.

Voi l'avete letto? Vi è piaciuto?
Sappiatemi a dire, intanto vi auguro buona giornata.
Annette.

domenica 1 settembre 2013

Le prime 100 pagine di... L'incantesimo delle fate


Secondo post del giorno (da quando ho ripreso l'attività sul blog sto postando davvero molto =D) dedicato a un'iniziativa che non si vedeva da un annetto circa.
Se ben vi ricordate questa rubrica non ha alcuna cadenza periodica ed è un commento alle prime 100 pagine di uno dei libri che ho in lettura al momento.
Oggi vi parlo di

Titolo: L'incantesimo delle fate (Faeriewalker #2)
Autore: Jenna Black
Pagine: 284
Quarta di copertina: La terra di Avalon, dove il mondo umano e quello incantato si incontrano magicamente, sta per essere attaccata dall’Erlking e dalla temibile Caccia Selvaggia. Ormai Dana Hathaway è costretta a passare il proprio tempo in una casa-bunker e qualsiasi suo incontro è sorvegliato da una guardia del corpo. L’Erlking e il suo branco di servi assassini sono discesi su Avalon. La sua brama di sangue e i suoi poteri immortali sono stati a lungo l’incubo del mondo di Faerie. Un fragile patto con le Regine delle Fate, sigillato con un misterioso incantesimo, è il solo ostacolo a impedirgli la caccia incontrollata su Avalon, l’unico luogo della Terra in cui umani e fae possono vivere insieme. Ma questo significa che Dana è in pericolo, perché tutti sanno che le Regine delle Fate vogliono impossessarsi dei suoi rari poteri e vederla morta. L’Erlking ha messo i suoi occhi bramosi su Dana. Ma il suo scopo è quello di ucciderla o ha in mente qualcosa di molto più inquietante? E i poteri di Dana riusciranno a scongiurare questo terribile pericolo?

Ho iniziato la lettura di questo libro mesi fa, poi per svariati motivi non sono riuscita a portarla a termine, così in questi giorni l'ho ripreso in mano e sto proseguendo molto più spedita =D
L'incantesimo delle fate ricomincia da dove si era interrotto Lo specchio delle fate, primo libro della saga che ha per protagonista Dana Hathaway.

Visti i pericoli che corre per essere una Faeriewalker, Dana è stata costretta dal padre a vivere sotto stretta sorveglianza e in un simil-bunker segreto.
Non può uscire se non scortata da almeno una guardia del corpo (meglio se due) e non può vivere la vita di normale sedicenne.
Come se non bastasse, ad Avalon è arrivato l'Erlking con la Caccia Selvaggia, un gruppo di persone/creature che si divertono a cacciare, uccidere gli emarginati delle Corti Seelie e Unseelie anche valicando i confini di Fae.
Il suo arrivo porta scompiglio, sia tra la popolazione, sia nella famiglia di Dana, perché il padre la obbliga ancora di più a stare nella casa-bunker, visto che nessuno conosce fino in fondo la ragione che ha portato l'Erlking a valicare i confini.

Come ne Lo specchio delle fate, anche in questo secondo libro c'è molta azione e già nelle prime 100 pagine Dana ne vive di tutti i colori; però c'è anche molta più introspezione e la protagonista si lascia spesso andare a pensieri riguardo i due ragazzi che le stanno sempre intorno: Ethan e Keane.
C'è spazio per la vita e i problemi adolescenziali di Dana, per le gelosie e le amicizie.
Questo frena un po' la narrazione, ma c'è anche da capire che, vivendo in un bunker segreto-segretissimo, non c'è molto spazio per pensare ad altro =D

Come ho già detto più volte, mi piace molto la Avalon descritta dalla Black e le creature che la vivono sono tutte estremamente interessanti, si vede che dietro alla stesura di questi libri c'è una vera e propria ricerca, un interesse approfondito per i vari miti e leggende. Senza contare che ha portato elementi originali e contemporanei in un mondo di solito descritto ancora come se il tempo si fosse fermato al medioevo.

Ovviamente sono curiosa di continuare la lettura, ma per il momento si sta rivelando proprio un bel libro... spero che la Black non deluda le mie aspettative =D

Buon proseguimento,
Miss Anne Lynn

martedì 24 luglio 2012

Le prime 100 pagine di... Ladra di sangue


Terzo post della giornata... e siamo appena alle 11 di mattina XD

Titolo: Ladra di sangue
Autore: Cherie Priest
Pagine: 347
Quarta di copertina: Raylene Pendle è una splendida vampira dalla pelle di porcellana e dai capelli neri come la notte. Ed è una delle ladre professioniste più abili in circolazione: da oltre cent'anni sfrutta i suoi poteri per rubare su commissione gioielli e opere d'arte d'inestimabile valore. Oltre a essere personaggi poco limpidi, tutti i suoi facoltosi clienti hanno un'altra caratteristica in comune: sono umani. Perché Raylene è una vampira che non sopporta i vampiri. Ed è quindi con un misto di fastidio e scetticismo che acconsente d'incontrare Ian Stott, un suo simile, che le chiede di sottrarre al governo alcuni documenti riservati che proverebbero l'esistenza del progetto Bloodshot: secondo Ian, infatti, da anni l'esercito compie crudeli esperimenti segreti sui vampiri per scopi militari. Lui stesso è stato catturato e usato come cavia, e ora, dopo essere riuscito a fuggire dai suoi aguzzini, è determinato a vendicarsi per le atroci sofferenze subite.
Non appena accetta l'incarico, però, Raylene capisce di essersi messa nei guai: misteriosi agenti speciali controllano ogni sua mossa e anche le persone vicine a Ian non sembrano del tutto sincere. Capire di chi ci si può fidare non è semplice, ma per Raylene potrebbe rivelarsi l'unico modo per restare in vita.


Lo sciopero degli acquisti è sempre più a rischio, visto che continuano a uscire libri troppo invitanti per essere lasciati in libreria... ma finché non costano uno sproposito, la mia etica non ne risente molto =D
Passando a cose più serie, devo dire che Ladra di sangue non è affatto male.
Le prime cento pagine sono state molto interessanti e, a mio avviso, ben strutturate, niente sembra lasciato al caso e confido che nei prossimi capitoli vengano spiegati dettagli che possono apparire slegati dalla trama principale.
La storia è narrata in prima persona, Raylene è una vampira, e fin qui potrebbe sembrare un classico Urban Fantasy pieno di cliché, ma per fortuna la Pirest si è... applicata e ha trovato il modo di rendere interessante la propria protagonista, infatti si tratta di una vampira ladra.
Come dice la quarta di copertina, Raylene, pur essendo una vampira, tende a vivere isolata dagli altri suoi simili, infatti non le piace avere a che fare con loro e lavora prevalentemente per umani. Ma la vita – o la non morte, dipende dai punti di vista – è imprevedibile e lei verrà ingaggiata proprio da un vampiro per scoprire il motivo per cui il governo abbia rapito e usato come cavie alcune creature della notte.

Il personaggio di Raylene mi piace, ha da subito un carattere ben definito e lei stessa ammette i propri difetti senza problemi e senza tanti giri di parole. È schietta, se deve dire qualcosa lo dice senza fare troppi voli pindarici e, anche se si fa prendere dall'ansia ogni due per tre, dimostra che anche i vampiri possono soffrire di paranoia o, come dice Ian, di eccessiva prudenza.
Raylene, insomma, ha qualcosa di umano molto più degli umani stessi, talvolta.

Per il momento Ian si è visto poco, anche se già si sanno molte cose di lui: è un vampiro, è cieco a causa degli esperimenti a cui è stato sottoposto dal governo, e ha una gran voglia di scoprire perché sia successo tutto questo. Nonostante la sua disabilità è un tipo combattivo che non si lascia sconfiggere facilmente. Devo dire che anche lui mi piace come personaggio, ma aspetto di rivederlo sulla scena per confermare o smentire questa prima impressione.

Ho già una mezza idea su come continuerà la storia, sia dal punto di vista del caso affidato a Raylene – anche se ovviamente mi aspetto qualche bel colpo di scena –, sia da quello della relazione tra la protagonista e Ian, qualcosa mi fa pensare che prima o dopo ci scapperà qualcosa di più della semplice collaborazione ladra-cliente =D
Ho anche una mezza idea su chi sia una data persona che viene presentata a grandi linee a pagina 99...

Quindi, per il momento questo libro mi sta piacendo e non vedo l'ora di continuare la lettura, perché è davvero troppo invitante *-*
Eruannë.

lunedì 14 maggio 2012

Le prime 100 pagine di... Lo specchio delle fate


Anche oggi appuntamento con questa rubrica dedicata alle prime impressioni scaturite dalle prime 100 pagine di uno dei libri che sto leggendo.

Oggi è la volta di
Titolo: Lo specchio delle fate
Autore: Jenna Black
Pagine: 282
Quarta di copertina: Dana Hathaway non lo sa ancora, ma sta per cacciarsi davvero nei guai.
Quando sua madre si presenta al saggio di fine anno ubriaca, la ragazza capisce di averne abbastanza: è giunto il momento di prendere un volo che dagli Stati Uniti la porterà fino alla lontana Inghilterra. È diretta verso la mitica città di Avalon, l'unico posto sulla terra in cui il mondo umano e quello delle fate entrano in contatto e dove vivo il suo misterioso padre. Ad Avalon, però, il viaggio comincia ad andare storto e Dana si trova invischiata in un gioco molto pericoloso: qualcuno sta cercando senza dubbio di farle del male. Ma soprattutto, sembra che tutti vogliano qualcosa da lei: sua zia Grace, Ethan, un affascinante ragazzo dotato di straordinari poteri, e Kimber, sua sorella.
Ma cosa, esattamente? Persino suo padre pare intenzionato a tenerla all'oscuro di tutto quello che le sta accadendo... Intrappolata tra due mondi, coinvolta in oscure trame di potere, la ragazza non sa più di chi può fidarsi, ma ha capito bene che la sua vita non potrà più tornare quella di una volta.

Ebbene sì, ieri non ho resistito alla tentazione e ho comprato questo libro (il prezzo era più che accessibile, stranamente), che mi ha ispirata fin dalla prima volta in cui ho visto la copertina e per la quale ho aderito all'iniziativa di Glinda perché la Newton Compton non la cambiasse.

Adoro questo libro!

Finalmente non è il solito young adult (a dire il vero è poco young... oppure sono io che non lo classificherei proprio con questa dicitura =D)/urban fantasy, ma ha qualcosa di diverso. Finalmente la protagonista non è una ragazzina che si piange addosso (o almeno non l'ha ancora fatto del tutto XD) e ha gli attributi, nel senso che, quando la madre si fa vedere un'altra volta sbronza dal resto della scuola, lei non sta a guardare, ma la manda a quel paese e cerca suo padre.
Sì, forse questo è un atteggiamento un tantino infantile, ma posso comprendere l'esasperazione e lo scappare di casa.
Dana mi piace, quindi.
Nelle prime 100 pagine la Black gliene fa passare di tutti i colori, non la fa riposare un attimo (tranne quei rari momenti in cui dorme) e le fa affrontare subito le conseguenze della sua scelta di scappare di casa.
Nelle prime 100 pagine incontriamo dei personaggi fondamentali che mettono i bastoni tra le ruote a Dana e/o cercano di aiutarla.
Zia Grace, effettivamente, è odiosa, io stessa non mi fiderei di lei... anche se all'inizio mi sarei fidata ciecamente =D lo ammetto, ci sarei cascata u.u
Ethan, il bello di turno, per il momento si è rivelato uno a posto, così come sua sorella Kimber, personaggio per cui nutro una sorta di amore/odio, dipende tutto dal fatto se ci sia Ethan nei paraggi o meno.
Il padre di Dana non si è ancora visto, ma si sono già avute alcune rivelazioni importanti ai fini della trama su cosa sia la protagonista e perché cerchino di rapirla/difenderla a ogni piè sospinto.
I personaggi che incontra sono tutti molto credibili e ben caratterizzati, si vede che la Black ha fatto un buonissimo lavoro, infatti nulla è lasciato al caso.

È interessante come ci si riesca a immergere totalmente nella storia, vivendo le sensazioni che prova Dana, e forse per questo bisogna ringraziare il narratore in prima persona (molto di moda ultimamente, su quattro libri che ho letto/sto leggendo c'è sempre questo tipo di narratore). Il libro afferra il lettore e non lo lascia andare facilmente, vi basti sapere che è come se mi richiamasse ogni volta che sto facendo altro.
Le creature Seelie e Unseelie mi hanno fatto ricordare la Trilogia di Bitterbynde (che devo ancora finire di leggere, ma questi sono dettagli insignificanti) e le varie mitologie nordiche, quindi la Black sta racimolando punti preziosi per diventare una delle mie autrici preferite.
Mi piace la Avalon moderna, forse un po' lontana da quella raccontata nelle storie arturiane, ma non meno piacevole... diciamo che è molto realistica e più vicina a noi.

Non vedo l'ora di sapere come va avanti e già so che quando l'avrò finito vorrò leggere il seguito subito, ma sarò costretta ad aspettare.
È dura la vita della lettrice quando un libro ti prende tanto =D

Buona serata e buone letture,
Eruannë.

giovedì 10 maggio 2012

Le prime 100 pagine di... Firelight. La ribelle


Secondo appuntamento con questa mia piccola rubrichetta che viene postata senza alcuna periodicità, visto che si tratta del commento delle prime 100 pagine dei libri che sto leggendo.
Oggi è il turno di

Autore: Sophie Jordan
Pagine: 280
Quarta di copertina: Discendiamo dai draghi. Siamo dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai Cacciatori. Viviamo nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederci.
Siamo Draki. Io mi chiamo Jacinda e sono il tesoro del mio branco, l'unica capace di soffiare ancora fuoco. Ma dopo aver infranto per l'ennesima volta le regole che proteggono la vita della nostra comunità, sono stata costretta a fuggire insieme a mia madre e mia sorella.
Ci siamo sepolte vive in un'anonima cittadina, dove sono costretta a mantenere l'aspetto umano con il rischio di dimenticare la mia vera natura. Finché non mi sono ritrovata nella stessa scuola del mio Cacciatore.
È possibile una simile coincidenza? Oppure questo bellissimo e pericoloso ragazzo non è quello che la sua famiglia vorrebbe far credere?

All'inizio ho pensato "Ok, anche qui la protagonista è di un egoismo unico", perché ho davvero creduto che fosse almeno in parte la fotocopia di Lenah, la protagonista di Eternity, libro che ho appena concluso.
Invece, proseguendo con la lettura, mi ha dato solo l'impressione di essere una ragazzina insicura, visto che più volte Jacinda è caduta in contraddizione, perché ripete spesso di essere stanca delle regole del clan e di volersene andare, ma quando sua madre la costringe a scappare dai propri simili, pone resistenza e vorrebbe rimanere.
So bene che a 16-17 anni si abbiano le idee un po' confuse, ma qui si esagera, visto che cambia idea ogni due per tre.
La stessa insicurezza c'è anche quando deve decidere se dare spago o meno a Will, il cacciatore che l'ha salvata all'inizio del libro e che le fa sentire il draki che c'è ancora dentro di lei e che dovrebbe cercare di dimenticare il più possibile.

Come sempre negli young adult/urban fantasy queste prime 100 pagine sono per lo più di presentazione dei personaggi, del mondo che li circonda e, come se gli autori di questi generi non avessero fantasia, della scuola in cui si ritrovano a dover studiare.
Come sempre la protagonista si è appena trasferita in una nuova città, inizia una nuova scuola e si innamora del bello della classe. Ovviamente non possono mancare le ragazzine belle e civettuole, i ragazzi sfigati e bruttini e gli amici che cercano in tutti i modi di far ambientare la nuova arrivata.
Come sempre c'è un rapporto di amore/odio tra i due protagonisti che, si sa fin dall'inizio, finiranno l'una nelle braccia dell'altro.
Come sempre la protagonista è bellissima e fa cadere ai suoi piedi una miriade di persone, attirando l'attenzione dei cattivi su di sé.
Nulla di nuovo sotto il sole? Già.
Che cos'ha di speciale questo libro? Il fatto che, per una volta, non si parla di vampiri, licantropi e compagnia cantante, ma si parli di creature molto più affascinanti (per me, dopo Harry Potter, lo sono), cioè i draghi.
Dal punto di vista dei draghi, questo libro mi piace. È vero che non sono i soliti draghi, visto che qui si parla di mutaforma umani-draghi, ma la Jordan ha saputo racchiudere in questi un qualcosa di nuovo, qualcosa che mi fa proseguire la lettura senza storcere troppo il naso per i particolari sopraccitati.

Una cosa che mi ha dato notevolmente fastidio – e qui non c'entra l'autrice e/o Jacinda – risiede nella traduzione, o meglio nel modo in cui è trattato l'italiano.
Mi sembra strano che una casa editrice come la Piemme se ne freghi di certi errori e non si curi delle sviste del traduttore, che ogni tanto sembra tutt'altro che italiano.
A pagina 6 ci sono già due errori:
Questa piccola ribellione è anche un fuga da lui. 
Da quando la parola fuga è diventata maschile?
E se su questo refuso posso sorvolare, non posso certo fare finta di niente alla frase:
Passo un sacco di tempo a sperare che Cassian desiderasse lei, che il clan l'avesse voluta al mio posto. 
Possibile che un editor/correttore di bozze bravo non noti l'errore?
Possibile che, ogni volta che si vuol leggere qualcosa, un semplice lettore non possa godersi in pace la propria passione senza dover posare gli occhi su errori di questo tipo?
Questi non sono neanche gli unici errori che ho trovato nel testo delle prime pagine. Capisco che il narratore sia in prima persona e a parlare sia una ragazzina, ma un minimo di correttezza grammaticale ci dovrebbe essere sempre... o no?
E capisco anche che ormai il mestiere del correttore di bozze sia caduto in disuso e si faccia più affidamento a programmi come word, ma anche quest'ultimo avrebbe segnato in verde l'ultima frase per avvertire il traduttore della concordanza errata.
Vorrei fare una domanda alla Piemme, se permettete: avete ancora dei correttori di bozze validi o vi affidate alle preghiere che vada tutto per il verso giusto con i computer? Se avete bisogno di un correttore di bozze io sono a disposizione, sto cercando lavoro, quindi non mi dispiacerebbe racimolare qualche euro correggendo i vostri libri.

In sostanza, per il momento promuovo il libro per l'originalità delle creature fantastiche usate, ma lo boccio dal punto di vista della fantasia della storia, perché è ben poco originale, e ha un pollice verso anche per quanto riguarda la grammatica.
Anche se è per un pubblico giovane, non mi sembra il caso di martoriare una lingua, anzi ci dovrebbe essere un minimo di rispetto, visto che proprio la fascia d'età a cui si rivolge è ancora impregnata delle conoscenze che si acquisiscono a scuola e non dovrebbe gettarle nel cestino per colpa di un libro. A me hanno sempre detto che leggere fortifica la mente e insegna meglio una lingua, quindi bisognerebbe fare attenzione nelle traduzioni – e nei testi in generale – a non scrivere castronerie.

Vado a proseguire la lettura =D
Eruannë.

martedì 8 maggio 2012

Le prime 100 pagine di... Eternity

Da oggi inizia una nuova rubrica di Veiled Mirror dedicata alle prime 100 pagine dei libri che leggo. Nasce così

Le "regole" sono molto semplici:
1. Prendere un libro;
2. Leggerlo;
3. Arrivati a pagina 100, scrivere un commento (facendo attenzione agli spoiler).
Nulla di più semplice, quindi =D

Ieri sera ho iniziato
Titolo: Eternity
Autore: Rebecca Maizel
Pagine: 384
Quarta di copertina: Lenah apre gli occhi dopo un lunghissimo sonno e si accorge di trovarsi immersa in uno squarcio di luce; crede dunque che la sua ora sia giunta. Perché in realtà è un vampiro.
Istintivamente grida il nome del suo amato Rhode, che la trasformò in vampiro cinque secoli prima, e lo vede seduto davanti a lei. Lui le rammenta l’antica promessa di riportarla in vita, e le dice di essere pronto a compiere il rituale magico. Ora Lenah ricorda tutto: il suo desiderio di tornare umana era stato più forte della paura. Ma ricorda anche che il rituale richiede una vita in cambio.
Lenah è viva e sta per compiere sedici anni. Lenah inizia la sua nuova vita a Wickham: una casa, nuovi amici, ma anche la costante paura e certezza del ritorno della Congrega, il gruppo di vampiri che lei stessa aveva creato, i più potenti e crudeli, vissuti con lei fino al 1910 nella casa di Hathersage, in Inghilterra, con il compito di proteggerla e adorarla e con cui avrebbe avuto un legame magico e indissolubile. E quel legame col passato rischia di distruggere tutto ciò che di tenero e vitale Lenah ha appena cominciato a conoscere.

Tempo fa (ora non ricordo esattamente quanto) ho letto un estratto di questo libro e subito mi ha interessata. Devo essere sincera, la protagonista non mi ha ispirata molto, ma ho trovato la storia diversa dalle solite sui vampiri che si leggono ultimamente.
Così, quando ho visto il libro in versione super-mega-extra-economica non ci ho pensato due volte e l'ho comprato. Come per altri libri ultimamente, non l'ho iniziato subito, ma sono passati dei mesi, e ieri sera finalmente l'ho preso in mano e mi sono immersa nella lettura.
La scrittura è molto scorrevole, quindi non ho avuto grosse difficoltà ad arrivare a pagina 100, peccato per qualche errore formale della traduttrice, che a volte si dimentica perfino i congiuntivi. E poi ci sono le incongruenze dell'autrice, che il più delle volte sembra aver buttato lì l'idea senza avere l'accortezza di rifletterci su e pensare se sia possibile una cosa del genere (cf. i duecento vampiri che si gettano su una persona sola per sfamarsi... dev'essere stato un bell'assembramento!).
In tutto questo "sguazza" la protagonista, Lenah Beaudonte, vampira per 592 anni che decide, nel 1910, di voler ritornare umana.
Sarebbe un desiderio ammirabile se lei non fosse la vampira più sanguinaria, fondatrice di una congrega altrettanto letale che farà di tutto per ritrovarla. Sarebbe ancora una volta un desiderio ammirabile se il rituale non prevedesse il sacrificio (= morte "definitiva") di un altro vampiro, l'unico abbastanza potente da riuscire a farla ritornare umana.
Nonostante i 592 (o 600 e passa) anni, Lenah è di un egoismo unico.
Dice di amare Rhode, che lui è la sua anima gemella, e tutte le belle cose che una persona innamorata può pensare, ma non si cura minimamente di lui, dei suoi sentimenti e della fine che potrebbe fargli fare quando piagnucola che, se lui non la riporta alla forma umana, si lascerà incenerire dal sole.
Fossi stata in Rhode, l'avrei lasciata fare!

I flash-back sono le parti più interessanti, quando si può leggere di una vera Lenah, quella sanguinaria, di sicuro molto più affascinante della ragazzina che è diventata ritornando umana.
Perché, grazie al rituale, lei ha 16 anni e deve adattarsi alla vita di tutti i giorni, andare a scuola, farsi dei nuovi amici e tutto il resto. Ovviamente deve anche ambientarsi in un'epoca che non riconosce, visto che ha dormito per 100 anni e, in questi, sono successe tantissime cose e il progresso ha avuto un'accelerata pazzesca, fatta di auto potenti, cd musicali, computer, ecc.
Per fortuna Tony, un ragazzo di origini giapponesi che vive nel suo campus, le dà una mano... anche se sembra più spaesato di lei nel trovare una persona che ha difficoltà perfino con le fotografie (da notare la reazione di Lenah quando lui le fa una foto a tradimento, come se nel 1910 il flash di una macchina fotografica non fosse più "letale" di quello di adesso o.O).
E in queste prime 100 pagine non mancano le ragazze invidiose della bellezza di Lenah, i ragazzi che le sbavano dietro e le varie fortune di cui è protagonista, perché è normale che una che abbia dormito per 100 anni superi tutti i test a pieni voti (se non di più) e trovi subito lavoro nella biblioteca della scuola.

Spero di non aver spoilerato troppo, anche se in queste prime 100 pagine non succede molto di interessante. Mi auguro che il libro e la trama migliorino un po', perché mi annoia leggere di una ragazzina di 16 anni come Lenah, che rimarca a ogni piè sospinto quanto sia bello risentire l'aria che le riempie i polmoni (nulla in contrario sull'aria che respiriamo, ci mancherebbe, solo che in 100 pagine l'avrà ripetuto una quarantina di volte).
Per il momento tre stelline sono il voto più positivo che riesco a dare a questo libro... e rivoglio Rhode, l'unico personaggio degno di nota.

Eruannë.