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giovedì 18 giugno 2020

{Recensione Anteprima} La Città di Ottone

Buongiorno a tutti, cari svelatori!
So che è da qualche settimana che non mi faccio viva qui sul blog e mi scuso per l'assenza, ma la sessione universitaria unita agli ultimi adempimenti a scuola, mi ha tenuta lontana da questi schermi (un po' meno da quelli di instagram).
Un paio di settimane fa ho visto su instagram il reclutamento recensori sul profilo di Oscar Vault e, anche se la precedente esperienza con La Grazia dei Re non è andata molto bene, ho pensato di riprovare con

Titolo: La Città di Ottone
Autore: S.A. Chakraborty
Data di pubblicazione: 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Vault
Genere: Young Adult, Fantasy, Storico
Pagine: 528
Prezzo: 22.00€
Quarta di copertina: EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.
Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.
Voto: 


Questo libro mi è piaciuto davvero molto e non vedo l'ora di leggere il seguito, perché mi ha presa tanto e sono curiosa di sapere come continua.
Ma facciamo un po' di chiarezza: Nahri è una guaritrice, o almeno così si definisce in quanto riesce a individuare e curare le malattie altrui, oltre a curare se stessa in poco, vorrebbe andare a Istanbul per studiare davvero medicina, ma la scarsità di soldi non le permette di realizzare questo sogno.
Una sera, durante una zar, un antico rito di esorcismo, scatena delle forze a lei oscure e, mentre cerca di ritrovare la via di casa, si imbatte in Dara, che la salva da alcuni gul e la porta lontano da Il Cairo, verso Daevabad, una città magica nascosta agli occhi degli uomini e in cui convivono varie tribù costrette in una pace precaria.
Nahri è l'ultima discendente di una stirpe di guaritori che si credeva estinta ormai e che serviva i sovrani di Daevabad. Il suo arrivo in città scatena l'euforia di alcuni e lo sconcerto di altri.

La cosa che mi è piaciuta di più è l'ambientazione, ovvero durante l'occupazione francese dell'Egitto nel XVIII secolo, ma anche la creazione di un mondo magico estremamente credibile, con una propria storia che affonda le radici nel mondo arabo.
Anche questo aspetto, il riferimento alla religione musulmana, inserita all'interno del mondo magico, e degli altri culti su cui si fondano le varie credenze e convinzioni dei personaggi, mi è piaciuto molto, perché dà quel qualcosa di realistico che in tantissime storie fantasy manca. Il mondo magico nascosto agli occhi degli umani mi ricorda vagamente il mondo di Harry Potter e, come nella saga della Rowling, si amalgama egregiamente a quello reale che vediamo noi poveri Babbani.
E poi anche gli accenni al mondo di Aladdin, al Genio della lampada (infatti Dara ha un ché del Genio della lampada, soprattutto quando ci sono gli accenni al suo passato e si può vedere che ha obbedito ai desideri di più di qualche padrone), ai tappeti magici, ecc.
Mi sono piaciute molto anche le tribù che vivono e convivono a Daevabad e nei vari luoghi creati dalla Chakraborty, così come le creature che prendono vita dagli elementi: aria (peri, rukh e shedu), acqua (marid), terra (gul, karkadann) e fuoco (daeva, ifrit e simurg), in ognuna di queste grandi categorie ce ne sono di più o meno buone, infatti da ciò che si evince nel libro sono in lotta tra loro e con le altre.

I personaggi sono caratterizzati molto bene e ognuno ha qualcosa da nascondere o un passato che difficilmente ricorda o di cui vuole parlare.
I capitoli si alternano tra il punto di vista di Nahri e quello di Ali. La cosa, se avete letto la mia recensione a La Grazia dei Re, solitamente mi disturba, qui invece è un punto in più in favore del libro, perché dà una visione ampia di ciò che succede.
Nahri non ha idea del perché riesca a guarire il proprio corpo in pochissimo e capisca così bene qualsiasi lingua (a parte qualcuna che viene citata nel libro), ma è un personaggio davvero molto sfaccettato. È una ragazza pressoché normale e questo fa sì che il lettore riesca a immedesimarsi in lei. Quando si trova a Daevabad è percorsa da dubbi, soprattutto perché a Il Cairo riusciva a guarire qualsiasi cosa, nel mondo magico, invece, è difficile e ha bisogno di tempo. Ha paura di fallire e in più di un'occasione succede proprio questo, quindi è insicura e vorrebbe fare di più.
Ali è il terzogenito del re Qahtani e di certo non aspira a diventare regnante, nel suo piccolo (ma con i soldi di papà) aiuta un gruppo ribelle di una delle tribù di Daevabad finanziandolo, affinché la situazione della tribù possa migliorare. Quando il suo mentore viene catturato e ucciso dal Karkadann, diventa quaid per volere del padre, in modo che un domani possa aiutare il fratello, ma lui preferirebbe continuare a migliorarsi come soldato. Ali è profondamente religioso e può sembrare alquanto moralista (soprattutto nei confronti dei fratelli), nasconde invece un animo sensibile, credo che questo a molti possa dar fastidio, ma a me è piaciuto. Nel corso del libro matura e capisce quali siano le cose importanti, anche grazie a Nahri.
Dara è l'altro personaggio principale, colui che trova Nahri e la accompagna (praticamente controvoglia) fino a Daevabad. Anche lui è un personaggio molto sfaccettato, ha un passato che non ricorda e, come ho già detto, assomiglia molto al Genio della lampada di Aladino. Questo mi è piaciuto molto. Nel corso degli avvenimenti anche di lui si scoprono molte cose e si percepisce una sofferenza latente che non lo abbandona mai. Pur essendo un non vivente percepisce e vive le sensazioni esattamente come ognuno di noi.
All'interno della storia non manca il triangolo di amore/amicizia, che coinvolge i tre protagonisti.
Avrei voluto leggere qualcosa di più di Dara, soprattutto sul suo passato, e mi auguro che l'autrice abbia riservato questo aspetto a uno degli altri libri della trilogia.
Anche gli altri personaggi sono caratterizzati molto bene, ognuno di loro viaggia sul confine che divide tra bene e male.
E in tutto il libro è preponderante il doppio gioco, ogni personaggio infatti si ritrova a vivere questa doppia natura di spia e spiato, cercando di nascondere alcuni aspetti agli altri e di carpire quante più informazioni possibili.

Lo stile dell'autrice mi è piaciuto molto, devo dire che mi ha attaccata alle pagine fin da subito, anche se le pagine sembravano non finire mai: le ultime 350 pagine le ho lette domenica... in qualcosa come 12 ore, quando di solito per leggere 350 pagine scritte nello stesso modo ci metto molto meno.
Forse il finale è un po' affrettato, tante cose si susseguono in poche pagine, ma non mi ha disturbata più di tanto, perché sono sicura che molti nodi verranno al pettine nel prossimo libro; il finale, poi, è descritto sia dal punto di vista di Nahri sia da quello di Ali, quindi abbiamo proprio il quadro completo della vicenda. E sono stracuriosa di sapere come vivrà Ali l'esilio a cui l'ha obbligato il padre (non vi dico altro, se no spoilero troppo).
Il mondo che ha creato, come già detto, è molto credibile e questo aiuta il lettore a immergersi nella lettura; tuttavia, non è sempre così semplice destreggiarsi tra le varie tribù e i vari popoli che affollano Daevabad e il mondo magico. E questo è il motivo principale per cui ho dato 4 specchi anziché 5 (in realtà sono 4,5).
Altra cosa che non è valsa il punteggio pieno è il fatto che a volte i personaggi si muovono all'interno dell'ambiente, ma l'autrice non lo descrive, quindi per esempio un attimo prima il personaggio è seduto al tavolo e l'attimo dopo si è alzato (ma non viene detto) e si trova a guardare la libreria che ha davanti. Mi sono trovata spaesata tante volte perché non capivo chi facesse cosa. Nulla di che, direte voi, ma per me è importante seguire il personaggio e capire cosa sta facendo.

Mi fermo qui, perché ho già scritto abbastanza e mi pare di aver tutti i punti che volevo.
Se avete domande, lasciatele pure nello spazio commenti, sarò ben lieta di rispondere!
Mi riimmergo nel fantastico mondo del tirocinio diretto, perché voglio consegnare tutto entro domani sera, vi auguro buon pomeriggio e spero di avervi tenuto compagnia almeno un po' con questa recensione.
Buone letture,
Annette.

mercoledì 27 maggio 2020

{Recensione} Wintersong

Buongiorno a tutti, cari svelatori!
Come avete iniziato questa settimana?
Io ho realizzato che le settimane che mi attendono saranno molto piene, sia lavorativamente parlando, sia per quanto riguarda lo studio, quindi mi scuso fin da ora se non aggiornerò spesso com'è successo ultimamente.
Ma veniamo a cose un po' più frivole e leggere: ieri notte ho fatto nottata e ho concluso Wintersong, libro che volevo leggere da tempo.

Titolo: Wintersong
Autore: S. Jae-Jones
Data di pubblicazione: 2017
Casa editrice: Newton Compton
Collana: Vertigo
Genere: Young Adult, Fantasy, Paranormal Romance
Pagine: 374
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: L'inverno si avvicina, e il Re dei Goblin sta per partire alla ricerca della sua sposa.
Sin da quando era una bambina, Liesl ha sentito infiniti racconti sui Goblin. Quelle leggende hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso ha diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla.
E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale. Ricco di musica e magia, personaggi straordinari e storie avvincenti e romantiche, Wintersong trasporta il lettore in un'atmosfera indimenticabile.
Voto: 


Devo essere sincera, non sono del tutto sicura che il libro mi sia piaciuto.
E questo non è sicuramente da me.
Gli ho dato comunque 4 specchi, perché nonostante tutto è un buon libro, scorre molto bene, i personaggi sono credibili e i presupposti per una storia efficace ci sono tutti.

Partiamo dalla trama: Liesl è una ragazza molto semplice, cresciuta nella locanda gestita dai genitori (più da sua madre, che da suo padre), entrambi un tempo erano musicista e cantante di corte, ma poi si sono ritrovati a vivere in un paesino di campagna.
Il tutto è ambientato intorno al 1700-1800, e questo è un punto a favore del libro, perché raramente si trovano dei fantasy ben scritti ambientati in quest'epoca.
Dicevo, Liesl aiuta i genitori nella locanda, ma ha una passione smisurata per la musica, compone opere straordinarie per il fratello violinista, anche se il padre la sminuisce in tutti i modi. Fin da piccola ha avuto un amico ben più che immaginario da cui si rifugiava, ovvero il Re dei Goblin, con cui ballava e giocava alla Radura dei Goblin. E lui non perdeva occasione di chiederle di sposarlo.
Liesl è sempre stata nell'ombra, poco considerata da tutti e per questo lei si è sempre sminuita, non ha mai pensato a sé, ma ha sempre messo prima gli altri. Quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, decide di andarla a salvare.

La protagonista non è la classica dei YA, anzi, non è così bella, non è così particolare, ma è comunque una ragazza molto forte e che soffre perché gli altri non la considerano nel giusto modo. Questo mi è piaciuto, perché ci si immedesima facilmente in lei e man mano che il racconto va avanti, lei cresce, matura ancora di più e inizia a preoccuparsi più di sé stessa, a considerare ciò che realmente vuole e a capire chi ami davvero.
Il rapporto col Re dei Goblin è complicato, a tratti quasi malato (da parte di lui), ma riesce a far capire a Elisabeth quale sia la sua vera natura e cosa voglia dire farla uscire allo scoperto, perché non può restare nascosta per sempre.
Il Re dei Goblin è un personaggio altrettanto sfaccettato, a tratti umano – perché riemerge il suo vero io – a tratti davvero brutale, animalesco. Liesl riesce a far emergere entrambe le nature del Re dei Goblin e lei stessa si lascia finalmente andare, rispondendo alla musica che le nasce dal cuore e che non vede l'ora di uscire.
Un personaggio che ho letteralmente adorato – anche se non sempre –, è stato quello di Constanze, la nonna di Liesl molto legata alle tradizioni e al ricordo del Re del Goblin. Lei sta particolarmente attenta allo scorrere delle stagioni, all'eseguire i giusti riti perché i goblin non entrino in casa quando, con l'inverno, la barriera tra il mondo di sopra e il Sottosuolo si fa alquanto labile. È burbera, ma anche molto legata alla famiglia e sa cosa sia bene e cosa no per ognuno; spinge Liesl ad avere cura anche della sorella e non solo di Josef, proprio perché vive di sensazioni e premonizioni.

Mi è piaciuta molto la parte della religiosità del Re dei Goblin, che si affida a Dio e chiede consiglio a Lui nei momenti di difficoltà. Qui emerge tutto il lato umano, quello di una persona che in passato ha lasciato la via di Dio, ma che, nonostante la dannazione e l'immortalità, cerca in tutti i modi di avere il proprio rapporto con la fede.
Ho molto apprezzato questo accenno, perché fa capire fino in fondo quanto possa essere importante la fede per una persona, al di là di ciò che fa e di come vive, la misericordia di Dio è davvero immensa. Da cristiana, quindi, ho trovato davvero interessante questo accenno in un fantasy che, di per sé, non avrebbe nulla a che fare con la religione e con la fede. Di certo non è un trattato di teologia, però fa piacere leggere di certi temi anche in un fantasy.

Non so bene come sia lo stile originale dell'autrice, ho letto da più parti che la traduzione non è stata poi così fedele, ma io l'ho trovato comunque ben scritto (ci sono alcune cose che non quadrano troppo in certi frangenti, ma sorvoliamo), la lettura scorre che è un piacere e non ho trovato grossi buchi di trama.
Man mano che si va avanti con la lettura si scoprono particolari dei protagonisti e dei personaggi secondari che fanno da supporto a Liesl e al Re dei Goblin, quindi si scopre che forse il fratello di Liesl non è proprio umano, ma è un changeling che ha preso il suo posto quando la sorella ha espresso il desiderio per salvargli la vita.
Anche questo è molto interessante, infatti nel Sottosuolo non vivono solo i goblin, ma c'è tutta una serie di altre creature legate in qualche modo al mondo di Sopra, al mondo reale.
Il fatto che i protagonisti di questo fantasy siano goblin e creature simili, tipiche dell'epica Norrena, mi è piaciuto molto. Così come mi è piaciuta l'ambientazione e il fatto che i protagonisti non siano inglesi, americani, ecc. l'autrice è stata davvero brava a spaziare e a creare il suo mondo a cavallo tra Austria e Germania, facendo degli accenni alle varie corti dell'Europa del 1700-1800. Per non parlare della musica, degli artisti citati e che sono vivi in tale frangente.
La musica è un'altra protagonista della storia: Liesl e la sua famiglia sono musicisti, il Re dei Goblin è un violinista eccezionale, ricordo della sua vita mortale. La musica è l'elemento fondamentale che lega indissolubilmente Liesl e il Re dei Goblin e senza di essa loro non potrebbero vivere e amarsi in modo totale.

Quindi, vi chiederete, come mai hai detto che non sai se ti è piaciuto?
Perché, nonostante i punti positivi che ho espresso qui sopra, c'è qualcosa che non mi ha convinta del tutto.
La storia è ben congegnata, funziona sotto vari punti di vista (ve li ho più o meno elencati qui sopra), ma mi ha lasciata un po' perplessa. Solitamente avrei dato 3 specchi per questo, ma qui ci sono delle buonissime potenzialità e sono curiosa di leggere il secondo libro della serie. Magari quello riuscirà a convincermi un po' di più.
Voi l'avete letto? Cosa ne pensate? Aspetto i vostri pareri qui sotto.

Spero di non essermi dimenticata nulla e di avervi detto tutto ciò che volevo dire, quindi non mi resta che augurarvi buon proseguimento di settimana e buone letture,
Annette.

sabato 16 maggio 2020

{Saturday Review} Fangirl


Buonasera a tutti, miei cari svelatori di specchi!
Lo so, è tardi, rispetto ai soliti standard in cui posto, ma ho appena finito la seconda lettura per la Bout of Books read-a-thon e non vedo l'ora di parlarvene.
Come secondo libro ho scelto:

Titolo: Fangirl
Autore: Rainbow Rowell
Data di pubblicazione: 2017
Casa editrice: Piemme
Collana: Pickwick
Genere: Young Adult, Rosa
Pagine: 505
Prezzo: 11.90€
Quarta di copertina: Approdata all'università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcoll e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere fanfiction di cui migliaia di sostenitori attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con il suo ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fanfiction siano solo un plagio, e un affascinante aspirante scrittore che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita.
Voto: 


Era da tempo che non leggevo un romanzo rosa e, per di più, young adult, perché non sempre trovo quello giusto.
Ma questo, posso dirvi senza ombra di dubbio, che lo è. È uno di quelli giusti.

La storia è molto semplice, anche se chi ha redatto la quarta di copertina ha travisato alcuni comportamenti dei protagonisti di questo libro: Cath è la protagonista e si ritrova catapultata nella vita universitaria tra mille insicurezze. Non appena varca la soglia della stanza che non dividerà con la gemella, si scontra con Levi, il presunto fidanzato della sua compagna di stanza.
La compagna di stanza, Reagan, è una ragazza più grande di Cath, un po' burbera, ma dal gran cuore e cerca di farla ambientare a modo suo. Levi prende in simpatia Cath e cerca di farla uscire dal guscio e proteggerla allo stesso tempo.
La gemella di Cath, Wren, è il suo opposto e pensa solo che il college sia l'occasione per andare alle feste, circondarsi di ragazzi e vivere senza il minimo controllo.
Cath preferisce stare in camera a scrivere, piuttosto che andare alle feste, ed è molto conosciuta nel web grazie alle fanfiction che scrive su Simon Snow.

Cosa mi è piaciuto in particolare?
Di solito mi piacciono le protagoniste forti e che sanno farsi valere. Cath non è proprio così, ma mi sono rivista molto in lei (anche se ho un bel po' di anni in più).
Entrambe scriviamo fanfiction. Entrambe siamo timide e facciamo fatica a farci nuovi amici. Entrambe abbiamo difficoltà a fidarci degli altri, soprattutto se potrebbero deluderci, forse perché nella vita abbiamo subito tante delusioni e abbiamo paura di starci ancora male.
Mi sono rivista in lei quando aveva dei problemi con la compagna di stanza, perché la scorsa estate ho avuto un'esperienza non molto piacevole a Plezzo e i primi giorni là sono stati un vero incubo.
Cath può sembrare una ragazza fragile, insicura, ma per certi versi è anche matura, ha uno spiccato senso di protezione nei confronti delle persone che ama e questo la porta a soppesare sempre le scelte da fare.
Una sola cosa mi ha dato un po' da pensare: lei e la gemella sono identiche fisicamente e Wren è consapevole di essere uno schianto, anche Cath è consapevole della bellezza della sorella e di riflesso sua, eppure si sente sempre il brutto anatroccolo.

Mi è piaciuto molto il rapporto che instaura con Levi, un ragazzo più grande di lei di qualche anno, ma che cerca di farla sentire a casa e in un qualche modo protetta.
È chiaro fin da subito cosa accadrà tra loro due, ma ho letto con vivo interesse lo sviluppo della loro storia, di come Cath finalmente sia riuscita a sciogliersi e a vivere ciò di cui raccontava nelle sue fanfiction.

Tutti i personaggi hanno una caratterizzazione profonda, non sono solo tratteggiati superficialmente (comparse a parte), ma, anche se il libro è dal punto di vista di Cath, si riescono a delineare molto bene i vari caratteri. Mi è piaciuto molto anche il personaggio della professoressa di scrittura narrativa che, pur ritenendo le fanfiction dei plagi, è davvero molto disponibile e capisce al volo chi ha un talento particolare per la scrittura e chi no.
In un certo modo il libro tratta anche tematiche delicate, quali l'abbandono da parte di un genitore e le diverse reazioni dei figli (Cath e Wren), così come quella del padre delle gemelle, questa è una tematica che permane per l'intero libro e ci fa capire molto bene i caratteri delle due ragazze; altre tematiche sono i problemi mentali e l'alcolismo. Quest'ultimi hanno grande rilevanza per la trama, ma non sono stati sviluppati poi molto, anzi, soprattutto il secondo è stato relegato a poche pagine e non si sa se Wren abbia davvero seguito un percorso supportata da Cath o se sia stata solo la minaccia di un padre esasperato.
Ovviamente la tematica principale è la scrittura e il mondo delle fanfiction. In questo la Rowell ha fatto un lavoro egregio, tratteggiandoci un universo che io (purtroppo o per fortuna =D) conosco molto bene. Questo mi è piaciuto tanto e mi ha fatta immergere ancora di più nel mondo di Cath. Anche se ammetto che, dopo un po', ho saltato le parti in cui venivano riportati spezzoni di fanfiction o di Simon Snow.
Il finale mi ha lasciata un po'... così, mi aspettavo un vero finale, non quello di Simon Snow.
E vorrei davvero sapere altro di Cath, Levi, Wren e tutti gli altri.

Lo stile dell'autrice è molto scorrevole, le 500 pagine volano che è un piacere, soprattutto perché ci si immerge fin da subito nell'atmosfera del college e nella vita della protagonista.
Prima o poi leggerò altro della Rowell, magari stavolta qualcosa più per adulti, visto che lei non scrive solo young adult.

Credo di aver detto tutto ciò che volevo sottolineare di questa lettura molto stimolante (mi ha tenuta alzata fino alle 3 ieri notte) e che ha evocato vecchi cari ricordi. Da inguaribile romantica non ho potuto fare a meno di emozionarmi in più punti e di sentire sulla pelle le sensazioni di Cath, fin quasi a commuovermi, cosa che per me è parecchio strana.
Se potete, anche se è passato del tempo dalla pubblicazione, leggetelo, perché è un libro che merita davvero. E non fatevi frenare dal fatto che sia uno young adult!

Detto questo, vi auguro una buona serata, un buon fine settimana e buone letture,
Annette.

giovedì 28 agosto 2014

{Recensione} Paranormalmente

Autore: Kiersten White
Data di pubblicazione: 4 maggio 2011
Casa editrice: Giunti
Collana: Y
Genere: Paranormal Romance, Young Adult, Urban Fantasy
Pagine: 410
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: Evie sogna una vita normale, ma quando a sedici anni si ha il dono di vedere i mostri e si è un'agente del Centro Internazionale del Contenimento del Paranormale anche la ricerca della normalità può essere un'avventura. Se poi ci si mette una sirena come amica del cuore, una fata dei boschi maschio come ex e una cotta per un aitante mutaforma, la missione diventa quasi impossibile... Ma fra mille avventure e qualche momento di romanticismo, dopo aver sconfitto un'oscura profezia delle fate, aver salvato il mondo del paranormale e aver fatto i conti con la sua vera identità, Evie, accoccolata sotto una coperta con Preston, il suo mutaforma, sentirà le loro anime fondersi e l'amore trionferà su tutto, nel mondo normale, e anche in quello un po' più strano.


Secondo libro della Giunti letto in questi giorni, sempre Urban Fantasy, Paranormal Romance e Young Adult. Forse sono un po' grande per questo genere di libri, ma ogni tanto fa bene leggere qualcosa di più... leggero, anche se per me è strano dire una cosa del genere =D

Paranormalmente è stata una lettura molto piacevole e divertente. Come sempre ho letto molte recensioni online e un gran numero di queste è composto da quelle negative, ma io non l'ho trovato poi così malvagio, anzi.
Evie è la protagonista di questo libro che fa parte della trilogia della White; è una cacciatrice di paranormali per conto dell'AICP, il Centro Internazionale del Contenimento del Paranormale, si occupa di trovare per lo più vampiri, lupi mannari e megere. Vive nel Centro dall'età di otto anni, quando ha scoperto di poter vedere la vera natura degli esseri paranormali sotto gli abiti e le fattezze di persone normali.
Il suo più grande sogno sarebbe quello di provare un po' di normalità: andare a scuola, magari studiare per entrare al College, avere degli amici normali (nonostante la sua migliore amica sia una sirena e a lei piaccia tantissimo passare il proprio tempo insieme) e magari anche un ragazzo. Purtroppo Raquel, la responsabile del Centro e di Evie, non le lascia molte speranze perché il sogno si realizzi.
Come se non bastassero i paranormali con cui Evie deve scontrarsi, una fata, Reth, non la lascia in pace e cerca in tutti i modi di farla tornare insieme a lui e Raquel non vuole ammettere che questo sia un pericolo.
Una sera, però, Evie trova un intruso nell'ufficio di Raquel e lo fa imprigionare, ma ne rimane affascinata, visto che è l'unico essere (paranormale o meno) che abbia la sua età e che sembra avere un certo interesse per liberarla dalla vita del Centro.

Nonostante si intuisse già dal primo incotro tra Evie e Preston – l'essere paranormale apparso per caso nel Centro – cosa sarebbe accaduto tra i due, mi è piaciuta molto la gradualità con cui le cose sono successe.
I personaggi mi sono parsi tutti molto credibili e ben caratterizzati: nonostante l'insopportabilità di Reth e delle altre fate, penso siano i personaggi migliori che la White abbia creato, sono ambigui, non si capisce se siano buoni o cattivi, e questo mi... intriga, perché sono molto curiosa di sapere cosa succeda nel prossimo libro.
Il mio personaggio preferito, comunque, è Lish, la sirena amica di Evie e... be', non vorrei rovinarvi la sorpresa, quindi se avete già letto il libro capite perfettamente cos'abbia provato io, se non l'avete ancora letto posso solo dirvi di preparare psicologicamente.
Un altro personaggio che ho adorato è stato David, il padre di Preston, e un po' mi dispiace che Evie e suo figlio l'abbiano tenuto all'oscuro di alcune cose, perché forse avrebbe potuto aiutarli molto più di quanto non abbia fatto. Ma è una mia opinione del tutto personale e non si dovrebbero discutere le decisioni dell'autrice.
Raquel ha le caratteristiche della madre protettiva che, nonostante la figlia sia in grado di prendere le proprie decisioni, cerca in tutti i modi di proteggerla e di tenerla all'oscuro da certe cose. Anche lei mi è piaciuta molto come personaggio, anche se certe volte l'avrei presa volentieri a testate =D

Un punto a favore di questo libro, secondo me, è l'originalità che la White ha voluto dare a un altrimenti monotono Young Adult/Urban Fantasy, perché non si ha la solita storia di una ragazza che pensa di essere normale che cambia scuola e si ritrova invischiata in un amore altrimenti impossibile con il più figo della scuola.
Bene o male, qui, si ha una trama diversa, che ti fa immergere in un mondo alternativo, dove una sedicenne ha un lavoro e vive in un Centro per il Paranormale. Certo, sogna una vita normale, ma non mi è affatto dispiaciuto leggere qualcosa di alternativo, dopo tanti libri tutti uguali che cambiavano solo alcuni particolari.
Un po' mi è dispiaciuto che con il proseguo della trama si sia arrivati in una scuola normale, a un ballo scolastico, ecc. Devo dire, però, che non mi sia dispiaciuto più di tanto perché è una piccolissima parentesi all'interno della trama, anche se si capisce perfettamente che il prossimo libro ripartirà proprio dalla normalità della scuola. E vabbé, mi sono già messa il cuore in pace =)

Evito di parlare della traduzione, o meglio della conoscenza dell'italiano della traduttrice, perché come al solito ci sono stati un po' di svarioni.
Evito perché sembra che mi accanisca sempre e solo con chi traduce o con chi dovrebbe revisionare i testi e non voglio sembrare troppo cattiva o pignola ;) So perfettamente quanto il lavoro del traduttore sia duro e difficile, però un affiancamento con un revisore di testi, anche per trovare eventuali errori sfuggiti, non dovrebbe essere una cosa tanto lontana dalla realtà.

Come ho già detto più volte, non vedo l'ora di leggere il seguito della storia di Evie, sono proprio curiosa di sapere cosa succede tra lei e Preston e cosa vogliano fare le fate dopo che lei ha voltato loro le spalle.
E sono anche molto curiosa di sapere se Vivian ricomincerà a rompere le scatole.

Questa volta ho cercato di trattenermi dal spoilerare il più possibile, quindi se volete sapere alcuni punti che non ho approfondito, vi consiglio di leggere il libro =P
Come per Starcrossed, il voto in stelline è puramente indicativo, nel senso che anche se il libro mi piaciuto, mi riservo il diritto di cambiare idea nel caso in cui il secondo sia migliore... se è peggiore, invece, il voto dato rimane quello =D
Vi state chiedendo quale sia il voto? Be', mi sono sbilanciata e ho dato non è ai livelli dei libri della Black, ovvio, ma non è così male... l'ho già detto, lo so ;)

Spero di non avervi annoiato, di non aver dimenticato nulla di ciò che volevo dire e che la mia recensione vi sia utile!
Buona giornata,
Annette.

Con questa recensione partecipo alla mia iniziativa:
End of Summer Reading Challenge @Veiled Mirror

sabato 23 agosto 2014

{Saturday Review} Starcrossed


Nuova recensione del sabato, complice anche il fatto che ho finito ieri sera di leggere il libro in questione e quindi quale migliore occasione per la mia recensione del sabato?

Titolo: Starcrossed
Autore: Josephine Angelini
Data di pubblicazione: 1 gennaio 2011
Casa editrice: Giunti
Collana: Y
Genere: Paranormal Romence, Young Adult, Urban Fantasy
Pagine: 460
Prezzo: 16.50€
Quarta di copertina: Helen, timida adolescente di Nantucket, sta quasi per uccidere il ragazzo più attraente dell'isola, Lucas Delos, davanti a tutta la sua classe. L'episodio si rivela essere qualcosa di più di un mero incidente. Helen teme per la sua salute mentale: ha iniziato ad avere incubi di notte e allucinazioni di giorno. Ogni volta che vede Lucas le appaiono tre donne che piangono lacrime di sangue. Il tentato omicidio porta Helen a scoprire che lei e Lucas non stanno facendo altro che interpretare i ruoli di un'antica tragedia d'amore. Le apparizioni femminili rappresentano infatti le Erinni. Helen, come l'omonima Elena di Troia, è destinata a dare inizio alla guerra a causa della sua relazione con Lucas. I due scoprono sulla loro pelle che i miti non sono leggende. Ma è giusto o sbagliato stare con il ragazzo che si ama se questo significa mettere in pericolo il resto del mondo? Come si sconfigge il destino?


Finalmente anch'io ho letto questo libro che ha fatto tanto discutere le blogger.
Sarò sincera, io l'ho trovato molto ben strutturato, certo non è eccelso, come tanti altri YA degli ultimi anni, ma si lascia leggere.

Helen è la protagonista della storia, da buon personaggio-cliché è una ragazza del tutto normale o almeno così sembra, visto che fin da subito si capisce che ha qualcosa di molto particolare e speciale.
Dopo l'arrivo dei Delos sull'isola in cui Helen vive, quest'ultima inizia ad avere degli incubi e, non appena vede i nuovi arrivati, intravede tre donne che piangono e strepitano.
Le tre donne, però, smettono di infastidire Helen e Lucas nel momento in cui si salvano la vita a vicenda e si scoprono innamorati.

Tralasciando il fatto che Lucas e Helen forse sono un po' troppo smielati per i miei gusti, il libro in sé non è affatto malvagio, anzi ha anche degli spunti interessanti, soprattutto per quanto riguarda il riferimento a mitologia ed epica greche. Ho apprezzato molto il fatto che la Angelini abbia introdotto altre creature dell'immaginario fantastico (anche se gli dei greci non sono poi così "creature dell'immaginario fantastico", ma non saprei come altro definirli in questo contesto), anche se molto spesso ho avuto la sensazione che si fosse persa con le spiegazioni che dava.
I personaggi sono ben caratterizzati, anche se spesso ho notato delle forzature o degli stereotipi un po' troppo eccessivi; Lucas e Helen, i protagonisti, forse rispondono un po' troppo ai canoni di Gary Stu e Mary Sue, perché sono perfetti, bellissimi, intelligentissimi, ...imi e questo mi ha dato un po' sui nervi, nonostante siano tra i miei personaggi preferiti del libro =D
La migliore amica di Helen, Claire è forse il personaggio che ho preferito, insieme a Cassandra, ma anche qui dopo un po' la caratterizzazione ha lasciato un po' a desiderare. Cassandra, invece, è un personaggio molto riuscito: nonostante il più delle volte sia fredda e distaccata, trovo sia uno dei personaggi più azzeccati del libro, perché vive una situazione complicata: *attenzione Spoiler* essendo la prescelta dalle Parche, non avrà una vita normale e quindi pian piano perderà la ragione *fine Spoiler*.
Cassandra è anche la veggente di casa Delos, grazie (o a causa) al dono delle Parche. Non so perché, ma nei fantasy (Harry Potter in primis) ho una certa predilizione per i personaggi che predicono il futuro, infatti Sibilla Cooman è uno dei miei personaggi preferiti della saga di HP.

Ci sono anche molte cose che, invece, non mi hanno entusiasmata:
1. il fatto che fin dal primo capitolo si potesse intuire chi si metteva con chi, insomma un po' di... varietà non guasterebbe, soprattutto perché molto spesso ho trovato la formazione delle coppie molto scontata;
2. la traduzione e lo stile del traduttore, se così si può chiamare, è una cosa oscena, della serie Come ti rovino un libro altrimenti molto buono, senza parlare del fatto che il traduttore non sappia neanche cosa siano gli imperativi e come si tronchino...;
3. le similitudini forse un po' troppo accentuate con altri libri, nel web ho letto molte critiche perché assomiglia in modo impressionante a Twilight, io ho notato molte similitudini anche con HP: la famiglia numerosa mi ha ricordato i Weasley (Noel, per dire, è uguale a Molly Weasley), le visioni più intense di Cassandra mi sono parse molto simili alle vere profezie della Cooman, ecc.

Una cosa invece che mi ha stupita piacevolmente, era il fatto che non riuscivo a staccarmi dal libro: una notte ho fatto le 4 senza riuscire a smettere di leggere e andare avanti, nonostante mi stessi addormentando verso le 23 =D
Scherzi a parte, una cosa del genere non mi succedeva dai tempi di Harry Potter e non so se questo si possa considerare un bene o un male, di certo leggere 182 pagine in una notte non è normale per me, ma è senz'altro indice del fatto che la struttura del libro è molto scorrevole (errori a parte) e quindi si lascia leggere in pochissimo tempo.

Cos'altro dire?
Io consiglio senz'altro questo libro, soprattutto se volete leggere qualcosa di leggero e non impegnativo, ma se vi aspettate un fantasy originale, con personaggi con i controfiocchi, tradotto in modo eccelso, allora non prendetelo neanche in considerazione, perché ne rimarreste delusi. Se poi volete cimentarvi lo stesso nella lettura, siate almeno preparati al fatto che potrebbe non piacervi ;)

Il mio voto è di ma mi riservo di modificarlo nel caso il secondo libro della saga (perché non vi ho detto che è una trilogia =P) sia migliore.

Perdonate la recensione un po'... così, spero di essere stata esaustiva e di non avervi annoiati.
Buon fine settimana,
Annette.


Con questa recensione partecipo alla mia iniziativa:
End of Summer Reading Challenge @Veiled Mirror

sabato 31 agosto 2013

{Saturday Review} Switched. Il segreto del regno perduto


Sabato di "prime visioni", infatti ho deciso di ricominciare anche la mia iniziativa del sabato, aka Saturday Review, che sostituisce In My Mailbox, ormai andato in pensione da tempo qui sul blog.
Ho deciso di iniziare SR in questo 2013 con un libro che ho letto tempo fa, ma che non avevo ancora avuto modo di recensire:

Autore: Amanda Hocking
Data di pubblicazione: 2012
Casa editrice: Fazi Editore
Collana: Lain
Genere: Urban Fantasy, Young Adult, Paranormal Romance
Pagine: 334
Prezzo: 7.90€
Quarta di copertina: Wendy Everly ha diciassette anni, capelli sempre arruffati e un carattere insolitamente difficile. Vive con il fratello e la zia in una piccola, noiosa cittadina di provincia. La madre è ricoverata in una clinica psichiatrica, da quando ha tentato di uccidere la figlia il giorno del suo sesto compleanno. È stato allora che Wendy le ha sentito pronunciare per la prima volta un'accusa terribile: di avere in qualche modo preso, alla nascita, il posto del suo vero figlio. Adesso le giornate di Wendy trascorrono pigre, tra un liceo dove non s'impara nulla di davvero eccitante e una vita sociale e familiare prevedibile e monotona, quando va bene.
Condizionare le azioni altrui con al forza del pensiero potrebbe essere un modo per scacciare la noia, ed è proprio quel che le capita e che non sa spiegare. Uno strano potere che viene da lontano ma di cui lei non può ricordare l'origine.
A offrirle una conturbante risposta sarà Finn, un affascinante ragazzo da poco in città che si manifesta una notte alla finestra della sua stanza. È infatti lui che le rivela la sua vera identità di changeling e le dischiuderà le porte di un mondo attraente e sconosciuto, duro e sconvolgente, dove la magia è di casa. Un mondo percorso da insidie cui Wendy scopre dolorosamente di appartenere, e dove le è riservato un destino più grande di quanto lei possa immaginare.


Ero molto curiosa di leggere Switched, sia perché avevo voglia di qualcosa di leggero, sia perché finalmente non c'erano le solite creature fantastiche stuprate da menti assai poco geniali.

Avevo adocchiato la saga della Hocking già da tempo, diciamo da quando varie lit-blogger lo recensivano in modo più o meno entusiastico e così, quando ho visto il prezzo non eccessivamente alto (7.90€) l'ho comprato.
Ci ho messo un po' a leggerlo (tra febbraio e marzo), lo ammetto, ma questo "ritardo" era causato da impegni vari che mi hanno tenuta lontana dal libro.
Devo dire che comunque si legge in pochissimo tempo, il racconto è molto scorrevole, gli avvenimenti si susseguono quasi senza sosta e questo facilita una lettura veloce.

Ovviamente è un libro prettamente per adolescenti, a volte banale.
La storia è incentrata su Wendy, diciassettenne che, fin da piccola, ha dovuto lottare per essere accettata dagli altri e sembra che gli unici che le vogliano bene e tengano a lei siano sua zia e suo fratello.
La madre è chiusa in un istituto psichiatrico dopo aver tentato di uccidere Wendy e non ha più nessun contatto con la ragazza, tranne in un momento del libro in cui la figlia va a farle visita per avere dei chiarimenti.
Un giorno, però, la vita di Wendy cambia: Finn, un nuovo studente del suo liceo, inizia a fissarla e a seguirla ovunque e, nonostante le insistenze della ragazza a lasciarla in pace, c'è un'attrazione molto particolare tra loro due.
Dopo il ballo studentesco, Finn le rivela di essere una changeling, cioè
[....] un bambino scambiato di nascosto con un altro. [...]
e una Trylle, componente di una delle tribù di troll.
Come se questo non bastasse, Wendy possiede il potere della persuasione, cosa che ha scoperto da molto tempo prima che Finn glielo facesse notare, perché lo usa spesso sulle altre persone, nonostante non abbia minimamente idea come sia possibile.
Dopo la rivelazione di essere diversa, Wendy è costretta a scappare dalla casa in cui vive a causa dei Vittra, e così Finn la porta a Förening, la cittadina dove vivono i Trylle e la sua vera madre.

L'idea di fondo del libro e le creature fantastiche utilizzate dalla Hocking non erano affatto malvagie, ma la storia, come al solito, segue l'ormai abusata trama:
  1. ragazza adolescente scopre di avere poteri sovrannaturali e li usa come capita perché sì;
  2. figo di turno fa la ramanzina alla suddetta ragazza perché usa i poteri a sproposito e le svela il terribile segreto della sua vita;
  3. i due sono costretti a combattere contro il male e a scappare;
  4. la ragazza è perennemente in pericolo di vita, anche se lei non se ne rende conto e passa il tempo a vedere film o a giocare a nascondino con i nuovi amici;
  5. i cattivi trovano la ragazza e cercano di rapirla;
  6. la ragazza scappa dal luogo (ormai non tanto) sicuro;
  7. la storia continua nel prossimo episodio.
Negli ultimi anni tutti i libri urban fantasy hanno questa medesima trama e anche i personaggi si assomigliano, come se le varie autrici non siano in grado di usare un briciolo di fantasia o come se i libri fossero stati scritti dalla stessa persona.

Wendy è la classica ragazzina immatura che pensa soltanto a se stessa, anche se a volte ha degli sprazzi di responsabilità, come quando chiama suo fratello, gli dice che è costretta a scappare e cerca di tranquilizzarlo; Finn è il figo di turno che salva la protagonista dai cattivi che vogliono rapirla, si innamora di lei, ma, fatalità, non possono amarsi come vorrebbero per causa di forza maggiore.
La vera madre di Wendy è una strega, insensibile e incapace di provare dei sentimenti per la figlia, che non ha avuto il minimo scrupolo ad abbandonarla, anzi se ne esce con scuse a dir poco ridicole.
I cattivi sono i soliti cattivi che si trovano in tutti i libri, il problema è che non sono caratterizzati a dovere e così si hanno i soliti cattivi che sono cattivi perché sì (scusate le ripetizioni) e non vedono l'ora di alzare le mani sulla protagonista nel caso in cui questa non segua alla lettera i loro ordini.

Ho trovato originale rendere protagonisti di una storia i Troll, da sempre considerati brutti e cattivi nelle varie storie e leggende narrate (anche in HP abbiamo i Troll di montagna che non brillano certo per intelligenza e acume), l'unico problema è che descrivendoli come dei semplici umani con qualche potere magico si è persa totalmente quell'aura di mistero e di paura che li ha sempre accompagnati.
Anche in questo caso sembra che l'autrice abbia voluto dare una nota originale a una storia altrimenti trita e ritrita.

Nonostante tutti i miei dubbi e le mie critiche, però, sono curiosa di leggere il seguito di questa saga e vedere un po' come va avanti la storia, la mia speranza è quella di trovare un po' più di sostanza.
Per il momento il mio voto si ferma a ★★★.

Spero che questa mia recensione (un po' tardiva, lo ammetto) sia stata di vostro gradimento, ovviamente se la pensate diversamente da me potete dirlo senza farvi troppi problemi, lo spazio commenti è a vostra disposizione ;)
Miss Anne Lynn

venerdì 11 maggio 2012

{Recensione} Firelight. La ribelle

Titolo: Firelight. La ribelle
Autore: Sophie Jordan
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Piemme
Collana: Freeway
Genere: Young Adult, Urban Fantasy, Paranormal Romence
Pagine: 280
Prezzo: 9.90€
Quarta di copertina: Discendiamo dai draghi. Siamo dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai Cacciatori. Viviamo nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederci.
Siamo Draki. Io mi chiamo Jacinda e sono il tesoro del mio branco, l'unica capace di soffiare ancora fuoco. Ma dopo aver infranto per l'ennesima volta le regole che proteggono la vita della nostra comunità, sono stata costretta a fuggire insieme a mia madre e mia sorella.
Ci siamo sepolte vive in un'anonima cittadina, dove sono costretta a mantenere l'aspetto umano con il rischio di dimenticare la mia vera natura. Finché non mi sono ritrovata nella stessa scuola del mio Cacciatore.
È possibile una simile coincidenza? Oppure questo bellissimo e pericoloso ragazzo non è quello che la sua famiglia vorrebbe far credere?


Dopo più o meno 24 ore, ecco qui la mia recensione a Firelight. La ribelle di Sophie Jordan che, a dispetto di quanto ho scritto nel post sulle prime 100 pagine, mi è piaciuto veramente molto =D
Non rimangio affatto il mio punto di vista sulla confusione che attanaglia Jacinda, perché ne sono ancora convinta, visto che per tutto il libro continua la tiritera "Voglio andarmene da qui, voglio tornare nel clan" nonostante lei venga a sapere il vero motivo per cui sua madre l'abbia portata via e poi "Non voglio tornare nel clan" ogni volta che pensava alle regole.
In sostanza ho trovato il personaggio di Jacinda un po' infantile e quando sua madre le ha consigliato di crescere, gliel'ho praticamente urlato anch'io.

Questo primo volume della serie di Firelight parla di Jacinda, una ragazza che può trasformarsi in drago, infatti discende, come il suo clan, da questi esseri mitologici e maestosi. È una mutaforma che vive con la propria famiglia, sua madre e sua sorella gemella, in un clan e ha una particolarità che ormai tutti credevano estinta: è una sputafuoco.
Durante un volo non autorizzato (i clan di draki, infatti, hanno regole molto severe su quando si può o meno fare una cosa) sopra uno specchio d'acqua insieme alla sua migliore amica, Jacinda si ritrova a scappare dai cacciatori che vogliono impadronirsi della sua pregiata pelle, del suo sangue e rivenderli agli enkros. E durante la fuga conosce uno dei suoi cacciatori: Will, un bellissimo ragazzo che, a dispetto di ciò che pensava, la protegge e la salva così da morte certa.
Intanto Azure, grazie al diversivo di Jacinda, riesce a scappare e a dare l'allarme al clan. La bravata di Jacinda è la miccia che innesca una reazione in sua madre e costringe loro due e Tamra, la gemella che non è mai riuscita a trasformarsi, a fuggire dal clan e a rifugiarsi in una cittadina in pieno deserto.
La madre di Jacinda spera così che il draki dentro sua figlia prima o poi muoia a causa della mancanza del contatto con la terra, le montagne e tutto ciò che riesce ad alimentarlo, a farlo sentire più vivo che mai.
Ma nessuno ha fatto i conti con Will, che, coincidenza, frequenta proprio la stessa scuola delle due gemelle e fa riemergere il draki assopito in Jacinda ogni volta che si vedono, incontrano, scontrano, baciano.

Una cosa che non sopporto di questi libri è il fatto che la protagonista sia bellissima, si sia appena trasferita in una nuova città e attiri come orsi sul miele i ragazzi della scuola. Nel gergo delle fanfiction questo personaggio si chiama "Mary Sue" ed è odiato quanto temuto da tutti i fanwriter.
Anche qui non manca la ragazza bellissima che non sa di esserlo (vedi che la tua gemella identica a te è bellissima, fatti venire qualche dubbio, no?) e che appena arrivata si fa notare da tutti, anche dalle persone più sgradevoli e antipatiche della scuola.
Come anticipavo ieri Jacinda è piuttosto... confusa. Non si sa bene cosa voglia, perché un giorno dice di volersene andare dal clan, il giorno dopo quando la madre la costringe a scappare vuole restare, quando arriva nella nuova città e scopre alcune cose su di sé vuole trovare un nuovo clan, ma quando capisce cosa prova per Will vuole restare.
Per tutto il libro avrei voluto urlarle "Allora, ti decidi una buona volta?"
L'ho trovata egoista solo qualche volta, quando pensa a sé stessa e si antepone agli altri; poi le tornano in mente Tamra e sua madre e pensa al loro benessere, anche a discapito della propria felicità.
Mi sono resa conto che non è un personaggio così semplice come pensavo all'inizio, etichettandola subito come ragazzina che non sa scegliere cosa vuole (in parte lo penso ancora, eh).

In questo libro, a differenza di tanti altri, c'è una ragione vera e reale per cui Jacinda e Will sono legati, non è solo perché lei è bellissima e lui è un gran figo, o perché sono i novelli Romeo e Giulietta. Ho trovato la loro storia molto bella, anche se il più delle volte avrei preso Jacinda a sberle quando si riprometteva di stare lontana da Will, perché era evidente che non era possibile una cosa del genere, non solo ai fini della trama.
È indubbio, comunque, che Jacinda si sia innamorata di Will perché lui è molto bello (ci viene ripetuto a ogni riga come i suoi capelli risplendano al sole, come i suoi occhi siano magnetici, ecc.), poi è venuto il resto.
Secondo me, però, in questo libro Will non è approfondito a dovere, sembra più una comparsa e questo mi fa sperare che nel seguito sia più... profondo.

Gli altri personaggi che fanno da cornice sono alcuni abbozzati, altri ben descritti anche se talvolta stereotipati.
La gemella di Jacinda è piuttosto vuota, anche se l'autrice ha provato a darle una parvenza di umanità e di caratterizzazione; i cugini di Will sono i classici personaggi brutti e cattivi, stereotipati al massimo e senza il minimo spessore psicologico. L'amica di Jacinda viene per lo più lasciata in disparte, quindi è difficile trovare per lei una descrizione chiara; e la signora Hennessey è la classica vicina che sembra tanto impicciona, ma lo fa solo per solitudine (scusate lo spoiler XD).
La madre di Jacinda e Tamra, invece, ha le idee chiare, non si fa mettere i piedi in testa dagli altri e decide secondo l'istinto cosa sia meglio per la propria famiglia. Non ho condiviso alcune scelte, ma forse è perché non sono madre e non posso ancora capire a pieno.
Cassian l'ho odiato dal primo istante: classico belloccio che punta la protagonista come un segugio e guai a chi gliela tocca, manco fosse di sua esclusiva proprietà... un po' lo è, ma mi ha dato estremamente fastidio il suo atteggiamento. So che doveva essere così e non discuto, però, lo si poteva approfondire e caratterizzare meglio, esattamente come Will, e non lasciare che fosse il bello, ma cattivo e possessivo della situazione.

Passando alle note dolenti, andando avanti con la lettura i refusi e gli errori continuano, alla fine ho cercato di sorvolare il più possibile, ma è stata dura non prendere il pc e mandare una mail di protesta alla Piemme segnalando tutti gli errori che ci sono all'interno del libro.
Ancora mi domando come possa una casa editrice del genere non aver visto. Spero vivamente che nel secondo non ci siano sviste ed errori che solo un bambino al massimo in terza elementare potrebbe fare.

Mi sembra di avervi detto tutto quanto potessi dire senza svelare troppo del libro, che io consiglio senz'altro.
Aspetto trepidante il seguito, perché voglio sapere cosa succede a Jacinda, Will e a tutti gli altri; voglio conoscere come andrà avanti la loro storia perché i due protagonisti sono così dolci insieme ed era da un po' che non mi lasciavo trasportare in una storia d'amore in un libro.

Voto: ★★★★ 1/2
Eruannë.

mercoledì 9 maggio 2012

{Recensione} Eternity

Titolo: Eternity
Autore: Rebecca Maizel
Data di pubblicazione: agosto 2011 (versione economica)
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Supertascabili Paperback
Genere: Young Adult, Urban Fantasy, Paranormal Romence
Pagine: 365
Prezzo: 6.50€
Quarta di copertina: Lenah apre gli occhi dopo un lunghissimo sonno e si accorge di trovarsi immersa in uno squarcio di luce; crede dunque che la sua ora sia giunta. Perché in realtà è un vampiro.
Istintivamente grida il nome del suo amato Rhode, che la trasformò in vampiro cinque secoli prima, e lo vede seduto davanti a lei. Lui le rammenta l’antica promessa di riportarla in vita, e le dice di essere pronto a compiere il rituale magico. Ora Lenah ricorda tutto: il suo desiderio di tornare umana era stato più forte della paura. Ma ricorda anche che il rituale richiede una vita in cambio.
Lenah è viva e sta per compiere sedici anni. Lenah inizia la sua nuova vita a Wickham: una casa, nuovi amici, ma anche la costante paura e certezza del ritorno della Congrega, il gruppo di vampiri che lei stessa aveva creato, i più potenti e crudeli, vissuti con lei fino al 1910 nella casa di Hathersage, in Inghilterra, con il compito di proteggerla e adorarla e con cui avrebbe avuto un legame magico e indissolubile. E quel legame col passato rischia di distruggere tutto ciò che di tenero e vitale Lenah ha appena cominciato a conoscere.


Sono sorpresa di me stessa, perché sono riuscita a leggere un libro in pochissimo tempo, rispetto ad altri che sto rileggendo e per i quali ci sto mettendo secoli =D
A parte questo, devo dire che Eternity non è malvagio, la trama è abbastanza lineare e ben costruita, il problema è che l'autrice non si capisce bene perché abbia scelto di far ritornare umana la protagonista se poi, nella seconda parte, la ritrasforma in vampiro. Non mi è ben chiaro. E mi fa pensare che questo libro sia l'ennesimo costruito per vendere e non perché l'idea di fondo fosse buona e ben sviluppabile.
Arrivata alla fine del libro, infatti, mi sono chiesta il perché su molte cose, ma preferisco non porre apertamente le mie domande per non rovinare la lettura a chi ancora non l'ha letto.
Come ho già detto nel post di ieri sulle prime 100 pagine, Lenah è una protagonista veramente egoista, prima si fa trasformare di nuovo in umana, facendo così morire quello che ha sempre considerato la sua anima gemella (e su questo punto ritornerò tra poco), poi non si cura minimamente se gli altri che la circondano possano essere in pericolo e, anzi, quando lo sono realmente peggiora le cose. Infine, poi, per far sì di essere libera ancora una volta è costretta a fare delle scelte che, guarda caso, vanno solo a suo vantaggio e fanno soffrire quelli che la amano realmente.
È vero, ci sono anche momenti in cui non pensa soltanto a se stessa e si rende conto di fare/aver fatto del male agli altri, ma sono talmente sporadici che ci si domanda il perché l'autrice non si sia impegnata nel creare un personaggio credibile e con un minimo di spessore.

La questione anima gemella, e perdonatemi se faccio una "piccola" parentesi su questo.
In questo romanzo ci sono tre "potenziali anime gemelle che gravitano intorno a Lenah:
» Rhode, colui che l'ha trasformata in vampiro;
» Vicken, colui che lei ha trasformato in vampiro;
» Justin, l'umano di cui si innamora quando è di nuovo una semplice mortale.
All'inizio del libro ci viene detto che Rhode è la sua anima gemella, che farebbe di tutto per lui, che l'ha sempre amato alla follia, ecc. peccato che quando scopre che lui ha trovato il rituale per far ritornare un vampiro alla condizione umana, se ne stra-freghi se il povero Rhode possa/debba morire e, anzi, minaccia pure di suicidarsi se lui non soddisfa la sua richiesta.
Bell'amore, vero? O sono io che ho una visione distorta della cosa?
Io penso che l'unico veramente innamorato dei due sia stato soltanto Rhode, perché la ritrasforma in umana morendo, dando la vita per lei (e qui si ritorna alla questione dell'egoismo di Lenah).
Poi c'è Vicken, un soldato scozzese che lei stessa trasforma in vampiro per la propria sete di potere, visto che così può completare la creazione della Congrega e diventare la vampira più sanguinaria e malvagia. Lenah, anche di lui, dice che sia la sua anima gemella, ma in modo diverso rispetto a Rhode.
Con Vicken non dà molte spiegazioni sull'amore e sul fatto che lui sia l'anima gemella, se non la sua sete di potere.
E infine arriviamo a Justin, colui che le ha fatto battere il cuore da umana e che l'ha fatta sentire viva dopo 592 anni. Anche qui viene tirata in ballo la frase "lui è la mia anima gemella".
Dopo 365 pagine posso essere confusa?
Sarò all'antica e forse troppo romantica, ma io ho sempre pensato che ci fosse una sola anima gemella per ognuno di noi. È chiaro che se uno si innamora più volte è propenso a pensare ogni volta di aver trovato l'anima gemella, ma in questo libro rasentiamo il ridicolo, a parer mio. Ogni volta che Lenah nominava uno dei tre, subito compariva come per magia l'espressione "anima gemella", come a voler ribadire un concetto che il lettore non aveva molto ben chiaro in testa.
Una cosa positiva di questo romanzo sta nel fatto che sia autoconclusivo (il finale non lascia molto spazio a un proseguo), cosa non da poco, viste le recenti saghe su vampiri, licantropi, fate, e chi più ne ha più ne metta. Per questo la Maizel ha parte della mia stima per essere riuscita a scrivere un libro che non continua per n libri o all'infinito, la ringrazio perché così non devo rincorrere le nuove uscite per avere una conclusione vera. Edit delle 21.42: Purtroppo ho scoperto che non è affatto autoconclusivo, ma c'è un altro volume già pubblicato in America, ergo la mia stima per la Maizel è calata drasticamente u.u
Però, il fatto che sia autoconclusivo non mi sembra una buona ragione per accelerare la seconda parte del libro. Infatti se nella prima abbiamo la narrazione serrata di qualsiasi avvenimento, qualsiasi minuto della nuova vita di Lenah, riproponendo anche mille volte la sua paura per la Nuit Rouge; nella seconda si arriva all'ultima pagina con il fiatone, perché l'autrice ha praticamente riassunto mesi e mesi della protagonista per farla giungere nel più breve tempo possibile alla "battaglia finale".
È sempre un peccato leggere libri potenzialmente validi (anche se da rivedere sotto vari punti di vista) che vengono rovinati per la fretta magari di consegnare la bozza all'editore, senza avere il tempo di analizzare per bene ogni elemento, ogni dettaglio.
Per quanto riguarda i dettagli e le spiegazioni logiche sui vampiri, la Maizel si è data da fare e si vede, infatti non abbiamo i vampiri alla Twilight (grazie!), nonostante anche i suoi possano, dopo un certo centinaio di anni e/o una notevole potenza fisica, resistere alla luce del sole. Ho condiviso (anche se non del tutto) la spiegazione del perché acqua santa, crocifissi e aglio non abbiano effetti sui vampiri, purtroppo io sono della vecchia scuola e questi elementi per me sono fondamentali per la vittoria su un immortale.

Per quanto riguarda i personaggi che fanno da contorno a Lenah non ho molto altro da dire che non abbia già detto, certo nel finale ci sono alcune morti assolutamente inutili ai fini della trama e che si sarebbero potute evitare.
Tony, Justin e Rhode mi sembrano gli unici personaggi degni di nota, gli altri lasciano a desiderare, sono soltanto stereotipati, descritti in modo superficiale e fanno praticamente da comparse.
Le ragazze, pseudo-amiche di Lenah, sono praticamente invisibili, tranne rare occasioni in cui dicono qualcosa, ma nulla di più.

Insomma, amori della protagonista, flash-back, riti abbastanza interessanti, curiosità sui vampiri della Maizel a parte, questo romanzo è piuttosto... inconsistente. Tante cose si sarebbero potute riassumere, come è stato fatto da pagina 277 in poi.
L'idea di fondo della vampira che ritorna umana perché stanca della sua condizione era buona, peccato che poi l'autrice si sia persa nei meandri della trama e che abbia concluso una storia che si poteva finire in tutt'altro modo... infatti io eliminerei tutta la seconda parte, perché è totalmente inutile. Ma questo è un mio personalissimo parere personale =D

Voto: ★★★★ (sarebbero tre e mezza, ma mi sento generosa)

Eruannë.