Visualizzazione post con etichetta genere: mistero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta genere: mistero. Mostra tutti i post

venerdì 1 maggio 2020

{Recensione} La via del male

Buon 1° maggio a tutti!
Finalmente un nuovo post all'orizzonte, ringraziamo la quarantena per questo, visto che è da più di un anno che non aggiorno il blog.
Come state? Come state passando questo periodo alquanto strano?
Io passo da momenti in cui faccio mille mila cose, tra i quali rientra il lavoro, ad altri in cui poltrisco e mi annoio, con la voglia di fare sotto ai piedi.
Una cosa buona di questa clausura forzata, però, è il fatto che pian piano sto ritornando alle mie abitudini di lettura, così la sera, prima di addormentarmi, leggo sempre qualcosina. E proprio grazie a questo, ecco qui una nuova recensione a un libro non molto nuovo e che avevo tentato di iniziare anni fa, ma senza riuscire a terminarlo.

Autore: Robert Galbraith
Data di pubblicazione: 2016
Casa editrice: Salani Editore
Collana: Romanzi
Genere: Thriller, Mistero
Pagine: 603
Prezzo: 18.60€
Quarta di copertina: Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza rimane inorridita nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. L’investigatore privato Cormoran Strike, il suo capo, è meno sorpreso, ma non per questo meno preoccupato. Solo quattro persone che fanno parte del suo passato potrebbero esserne responsabili – e Strike sa che ciascuno di loro sarebbe capace di questa e altre indicibili brutalità. La polizia concentra le indagini su un sospettato, ma Strike è sempre più convinto che lui sia innocente: non rimane che prendere in mano il caso insieme a Robin e immergersi nei mondi oscuri e contorti degli altri tre indiziati. Ma nuovi, disumani delitti stanno per essere compiuti, e non rimane molto tempo…
La via del male è il terzo libro dell’acclamata serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la giovane e determinata Robin Ellacott. Un giallo ingegnoso, con colpi di scena inaspettati, ma anche l’appassionante storia di un uomo e di una donna giunti a un crocevia della loro vita personale e professionale.
Voto: 


Per prima cosa posso dirvi che questo libro mi è piaciuto (il voto lì sopra lo testimonia), io amo la Rowling e il suo stile, perché è sempre così pulito e lineare, ma, a causa del finale, non è arrivato a 5 specchi.
I personaggi sono molto realistici, ciò che provano arriva al lettore molto prepotentemente e questo fa entrare nella storia.
Quando l'avevo iniziato anni fa, non ero riuscita a proseguire perché ero davvero troppo impegnata e non riuscivo a seguire il filo degli avvenimenti. Ora, pur restando la maggior parte del tempo al computer e lavorando quasi senza sosta, sono riuscita a ritagliarmi del tempo da dedicargli. E ho fatto bene, perché è stata davvero una lettura piacevole e ricca.

Anche in questa storia il protagonista indiscusso è Cormoran Strike, investigatore balzato agli onori della cronaca per aver risolto due casi a cui la polizia non riusciva a trovare il colpevole o non si curava poi molto delle preoccupazioni di una povera donna (qui la recensione a Il Baco da Seta), ma divide la scena ancor di più con Robin Ellacott, la sua assistente.
Qui però Strike viene coinvolto in prima persona negli avvenimenti e non può fare a meno di chiedere aiuto alla polizia e ai suoi ex colleghi della polizia militare.
In questo libro vengono a galla segreti e nuove rivelazioni sul passato di entrambi e tutto parte dal fatto che a Robin è stata recapitata una gamba mozzata.
Da questo avvenimento prende avvio la storia e, purtroppo, molti clienti di Strike lo abbandonano al suo destino. L'investigatore non si perde d'animo, cerca di salvare il salvabile e si mette alla ricerca del possibile colpevole. Il primo pensiero va al patrigno, che Strike incolpa della morte della madre, e ad altri tre uomini che hanno attraversato la vita professionale dell'investigatore.

Non mi dilungo oltre sulla trama, perché non voglio spoilerare troppo se qualcuno di voi non l'avesse ancora letto.
Mi soffermo su alcune considerazioni, invece.

Per prima cosa ho trovato il libro eccessivamente lungo. Come ho scritto su Goodreads, io avrei tolto un bel po' di pagine, addirittura capitoli interi, e la storia avrebbe funzionato lo stesso.
Capisco che lo scopo dell'autrice fosse quello di farci conoscere i più minimi dettagli dei reati commessi dai sospetti, così come della loro vita prima, durante e dopo gli incontri/scontri con Cormoran Strike, ma il più delle volte li ho trovati pesanti, infiniti e fine a sé stessi.
A mio avviso non davano nulla di più alla storia principale.
Delle 600 e passa pagine, tolti pezzi qui e là, ne sarebbero rimaste sì e no 400 e il libro avrebbe funzionato lo stesso.
Lo stile, come dicevo, coinvolge il lettore e lo tiene attaccato alle pagine (questo l'ho detto anche per Il Baco da Seta), io facevo nottata e leggevo anche un centinaio di pagine alla volta, il che è sempre positivo per un libro giallo e di questa mole, perché permette di immergersi nel mondo creato dall'autore e divorare il libro.

Per quanto riguarda i protagonisti, qui non c'è nulla da fare: li adoro. E mi fanno una rabbia immensa i capitoli finali e il finale.
In questo libro scopriamo finalmente il passato di Robin, che tutto è fuorché lineare e privo di problemi, anzi. Qui ho apprezzato tantissimo le confidenze che finalmente fa a Strike (non molto il modo in cui le fa, ma era necessario per scioglierla un po') e l'ho apprezzata tantissimo in un punto del libro (non vi spoilero), tanto ho sperato che un dato personaggio non si facesse più vedere. E invece no. Ma confido nel quarto libro per questo =D
Robin è una donna forte, ma purtroppo è un po' troppo attaccata a Matthew, alle paure di lui e a ciò che pensa lui.
Io capisco tutto (l'amore, il rispetto, una storia lunga 9 anni,...), ma Robin, caspita, è un perfetto imbecille, cosa ti costava lasciarlo e basta?!

Ho apprezzato (anche se non mi è sempre piaciuto come espediente, ma capisco la scelta della Rowling) il fatto che ci fosse anche il punto di vista del colpevole. Ha dato un tocco in più alla storia, facendoci capire il perché profondo delle azioni che aveva compiuto e compiva di volta in volta. Certo, non ha svelato fino alla fine chi fosse questo personaggio, l'ha sempre delineato in modo brutale e restando nell'anonimato.
E per tutto il libro io avevo pensato a un colpevole esterno alla rosa dei sospettati, questo perché tendo a pensare che ci sia sempre dell'altro, o più semplicemente perché io andrei a scovare l'insospettabile.

Perdonate la recensione un po' così, a tratti sconclusionata, ma devo riprenderci un po' la mano =D
Ovviamente dopo aver finito questo libro, ho scoperto (non so perché non me lo ricordassi/lo sapessi) che ci fosse un quarto capitolo della serie e così, approfittando del fatto che le librerie avevano riaperto, l'ho comprato. Non mi sono ancora decisa a leggerlo, perché la mia TBR è piuttosto lunga e al momento sto leggendo Magic di V.E. Shwab (domani posto le mie prime impressioni), spero comunque di non lasciarlo in libreria per anni prima di affrontarlo.
Sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi di La via del male, quindi lo spazio commenti qui sotto è come sempre a vostra disposizione ;)

Non mi resta che augurarvi un buon fine settimana e buone letture,
Annette.

sabato 20 giugno 2015

{Saturday Review} Giorni di zucchero fragole e neve


Buongiorno e buon sabato a tutti!
Finalmente sono qui a scrivere una recensione di sabato per la mia rubrica, che da tanto tempo non faceva capolino tra queste pagine.
Ho finito da poche ore un libro che, come per una delle protagoniste del libro, cercava di mettersi in mostra il più possibile e alla fine l'ha avuta vinta =D

Sto parlando di:
Autore: Sarah Addison Allen
Data di pubblicazione: Gennaio 2013
Casa editrice: Sonzogno
Genere: Fantastico, Mistero, Sentimentale
Pagine: 283
Prezzo: 9.90€
Quarta di copertina: Josey ha tre certezze: l'inverno è la sua stagione preferita; lei non è il classico esempio di bellezza del Sud; i dolci è meglio mangiarli di nascosto. Vive a Bald Slope, il paesino di montagna dov'è nata, rinchiusa nell'antica casa di famiglia ad accudire la vecchia madre. Ma di notte Josey ha una vita segreta. Si rifugia in camera a divorare scorte di dolcetti e pile di romanzi rosa. Finché un bel giorno, misteriosamente, nello stanzino nascosto dal guardaroba, dove l'aria profuma di zucchero, spunta un'esuberante signora che dice di essere venuta per aiutarla. Chi è quella donna? Perché il suo corpo odora di fumo di sigaretta e acqua stagnante? Perché sembra scappare da qualcosa o da qualcuno? Josey non farà in tempo a chiederselo, che il suo piccolo mondo sarà messo sottosopra. Scoprirà che in amore e in amicizia le certezze non esistono e che le persone, anche le più care, possono nascondere qualcosa di inconfessabile. Accettare questa sfida è la grande prova che Josey dovrà superare. E per lei sarà l'inizio di una nuova vita: la sua.


Io adoro lo stile della Allen. E adoro i personaggi che crea in ogni libro.
Ho voluto tanto questo libro dopo aver letto Il profumo del pane alla lavanda, altro libro della Allen che ho adorato e che rileggerei altre mille volte solo per essere catapultata in un altro mondo (qui la mia recensione).
Detto così, sembra che i libri di questa autrice siano fantasy, invece non è così: c'è un che di magico, ma non ha niente a che vedere con il genere che mi piace tanto... diciamo che ci sono più elementi fantastici, che fantasy.

La storia ruota attorno a Josey e poi si allarga ad altri personaggi che affiancano la protagonista e che diventano protagonisti a loro volta di piccolissimi capitoli nei capitoli, che ci fanno scoprire di più di loro, dei loro caratteri e delle loro vite.
Josey è una ragazza di 27 anni, un po' in carne e che ha sempre pensato di essere bruttina e insignificante, perché così era considerata dalla madre, una donna forte e autoritaria che ha sempre sminuito la figlia per via di ciò che le ha fatto passare quand'era piccola e non solo.
Una mattina Josey trova una strana donna nel proprio guardaroba, si tratta di Della Lee, che inizia a mettere in discussione tutto ciò in cui la ragazza ha sempre creduto e fatto e che la sprona, sotto un piccolo ricatto, a fare di più e a uscire dal suo guscio.
Così Josey inizia a uscire e conosce Chloe, ragazza simpatica che lavora nel bar del tribunale e che ha appena lasciato il fidanzato, Jake, ma di cui è ancora innamorata.
E poi c'è Adam, il postino del paese, per cui Josey ha una cotta pazzesca, e che ancora non sa di amare la giovane alla follia.

Ho adorato i personaggi della Allen, ancora una volta; mi sono rivista in Josey, anche se non ho la fortuna di avere un passaggio segreto nel guardaroba in cui nascondere dolciumi, libri e riviste di viaggi, ma d'altra parte mia madre non è come Margaret, la madre di Josey.
Mi sono rivista in Josey molto probabilmente perché, nel mio inconscio, so che mi sto annullando per rispondere solo ed esclusivamente ai bisogni dei miei genitori, nonostante loro mi lascino sempre libera di fare ciò che voglio. Ma ho sempre paura che loro possano avere bisogno di me, essendo figlia unica e non essendo loro più molto giovani.
Mi sono rivista in Josey perché abbiamo un carattere molto simile, entrambe timide, insicure e piene di incertezze, ma nel momento in cui troviamo chi ci guarda con gli occhi dell'amore siamo noi stesse: non più tanto timide, insicure e con la certezza che saremo amate per sempre.
Anche Chloe è un personaggio con cui ho una certa affinità, soprattutto per quanto riguarda i libri, anche se – e questa è pura sfortuna – carta, corda e colla non mi piovono "dal cielo" come succede a lei e non sempre sono libri di cui avrei bisogno nel momento in ci li prendo in mano. Non so se sono riuscita a spiegarmi.

Altro personaggio che mi ha colpita molto, e qui passiamo al sesso opposto, è Adam: come ogni volta che leggo un libro di questo genere e c'è un personaggio così, io non faccio altro che sperare ardentemente di trovare un uomo come lui. Pura utopia, praticamente =D
Adam è un uomo semplice, bloccato in un paese e in un periodo della vita in cui gli fa comodo, che non cerca di scappare o andarsene. Ha rischiato di morire durante una discesa di sci proprio sulla montagna di Bald Slope e da allora è rimasto lì, chiudendo fuori dalla propria vita i vecchi amici e tutto ciò che potesse farlo ritornare alla vecchia vita, più per paura che per altro.
Il mio momento preferito del libro è stato il bacio tra Adam e Josey, nonostante mi abbia fatta piangere come una fontana.
Sì, avete letto bene: ho pianto mentre leggevo del loro primo bacio. Evidentemente questo avvenimento ha mosso qualcosa dentro di me e ha fatto crollare quattro anni di muro granitico che avevo faticosamente costruito attorno al mio cuore.
Non so come possa un semplice libro fare ciò, non so come dei personaggi inventati possano entrare a fondo nell'animo di una persona, ma loro l'hanno fatto (prima di loro era capitato ai personaggi della Rowling, il che è tutto dire). E quel semplicissimo bacio mi ha fatta ripensare a quand'ero felice e pensavo di aver trovato l'amore; mi ha fatta ri-credere nel fatto che là fuori c'è qualcuno fatto apposta per me... mi basta che arrivi presto!

Come dicevo all'inizio, io amo lo stile della Allen, perché sa catapultarti in mondi magici, al di là che questi siano fantasy o solo posti in cui l'elemento fantastico è molto piccolo; lei riesce a far interagire i vari personaggi come se stessero ballando un valzer, si vede quanto lavoro c'è dietro per far combaciare ogni singolo avvenimento. I sentimenti che i personaggi provano sono reali, tangibili, descritti in modo sublime; le introspezioni e alcuni atteggiamenti dei protagonisti sono piccoli gioielli, vanno a fondo dell'animo umano e sanno toccare le corde giuste, nel momento giusto. Sempre per restare su Josey, ho adorato come la Allen paragonasse ogni sensazione a un dolce, a un modo giusto per mangiare e non sentirsi in colpa o non farsi giudicare dagli altri per ciò che si mangia e per ciò che si è.
Ogni singola parola è pesata e messa al posto giusto (tralasciando la traduzione che ogni tanto mi faceva storcere il naso, eh) a formare una catena con tanti anelli che guida il lettore dall'inizio fino alla fine.
Mi piacerebbe riuscire a scrivere come fa lei, a far combaciare tutto alla perfezione, a far provare al lettore ciò che ho provato io mentre leggevo questo libro (lacrime comprese).
Tutto ciò per dire che consiglio questo libro a chiunque voglia passare qualche ora piacevole, immerso nella lettura di una storia che fa sognare a occhi aperti, con la consapevolezza che, dopo averlo finito, si troverà diverso... non in tutto, ma in qualcosa di sicuro.
L'importante è che il lettore si lasci stregare, coinvolgere, ammaliare da quanto scritto dalla Allen e si renda conto che quanto descritto nel libro non è poi lontano da tante realtà che viviamo ogni giorno, basta solo sapere dove guardare.

E dopo questa perla pseudo-filosofica (ben poco da me), spero di non avervi annoiati con questa lunga recensione, ma sapete che quando un libro mi segna tanto non riesco a trattenermi.
Il voto ovviamente è di:

Non mi resta che augurarvi buon fine settimana e buone letture, e fatemi sapere cosa ne pensate di questo libro.
Annette.

Recensione partecipante alla 25 books in 2015 Reading Challenge (un libro di un autore che ami) di Patrizia P del blog Evasione libri.

martedì 9 settembre 2014

{Recensione} L'estate di Ulisse Mele

Autore: Roberto Alba
Data di pubblicazione: giugno 2014
Casa editrice: Piemme
Genere: Mistero, Giallo
Pagine: 205
Prezzo: 14.50€
Quarta di copertina: Una casa in cima a una collina di terra e sassi, nel cuore della Sardegna rurale. È qui che Ulisse vive insieme alla sua famiglia. Ha quasi nove anni e non sopporta la parola che la gente usa per spiegare il suo problema: sordomuto. Lo fa sembrare handicappato, invece lui è solo sordo, capisce tutto benissimo e a scuola è il più bravo. Un genio. E infatti suo papà non lo prende mai a cinghiate come invece fa con Betta e Dede, che saranno anche più grandi, ma si comportano sempre da perfetti sprovveduti. Neppure lui però immagina che andare al mare di nascosto in una torrida mattina di luglio possa essere la cosa più stupida che quei due abbiano mai fatto. Fino a quando il fratello Dede torna a casa da solo, e della sorella non c'è più traccia.
Da quel momento la vita della sua famiglia è sconvolta. E mentre gli adulti cercano risposte, Ulisse ha occhi ben aperti su quel che gli accade intorno. Per lui, la scoperta della verità sarà un ingresso forzato nel mondo dei grandi.


L'estate di Ulisse Mele mi è arrivato direttamente dalla Piemme, qualche mese fa, ed è stata una vera e propria sorpresa, perché nessuno mi aveva contattata in merito e per un po' non riuscivo neanche a capire come la CE avesse il mio indirizzo. Poi ho realizzato di conoscere, seppure solo online, l'autore, Roberto Alba, perché avevo letto il suo precedente romanzo, La spiaggia delle anime (per chi non se lo ricordasse, qui c'è la mia recensione).
Devo ammetterlo, ho aspettato tanto per iniziarlo, perché la trama mi ha un po'... spaventata, nel senso che io non sono solita leggere romanzi che trattano temi forti, nonostante legga come se niente fosse gialli e thriller (lo so, sono strana), ma poi mi sono detta che dovevo leggerlo, almeno per far sapere a Roberto cosa ne pensassi.
Ho imparato una grande lezione (che forse avrei già dovuto imparare): dalla trama non si può desumere al 100% se un libro sia pesante, lontano dalle proprie corde o possa non piacere.
Questo libro è un piccolo gioiello.
Per prima cosa scivola via che è un piacere, perché è scorrevole e non ci si rende neanche conto di arrivare alla fine, infatti l'ho letto in una manciata di ore. In secondo luogo, il tutto è visto con gli occih di un bambino di 9-10 anni, lui è il narratore e lo stile è talmente semplice che sembra proprio scritto da un bambino. Questo, però, non implica che ci siano errori di forma o verbali, infatti tutto è perfetto, esattamente come ci si aspetterebbe da un bambino che va molto bene a scuola e che ha vinto vari concorsi di scrittura.

Come già detto, il protagonista di tutto è Ulisse Mele, un bambino davvero speciale, perché nonostante sia sordo, riesce a comunicare e capire perfettamente ciò che gli altri dicono grazie alla lettura delle labbra. Vive in Sardegna, in una casa di campagna su una collina insieme ai suoi genitori e a due fratelli più grandi, Betta e Dede.
Suo padre è molto severo e, visto l'andamento scolastico e il comportamento di Betta e Dede, non perde occasioni per sgridarli e picchiarli. Ulisse è immune da tale trattamento perché si comporta sempre bene, non dice mai bugie, ha buoni voti a scuola ed è più sveglio dei fratelli.
Dede ha quattordici anni e frequenta ancora la prima media. È un asino "calzato e vestito", come dice mio padre, ma non è colpa sua, lo so perché zio ha spiegato che è dislessico e anche qualcos'altro.
[...]
Una cosa è vera: fa dei disegni che sembrano proprio delle fotografie. È come una macchina fotografica, scatta e stampa uguale e certe volte se vede una cosa la ricorda.
Betta, invece, non è dislessica, è solo stupida, perché è femmina e le femmine non mi stanno simpatiche proprio per niente, anche se mamma mi ha spiegato che con l'età si cambia, o si migliora o si peggiora, dipende.
Mia sorella vive con il telefonino, con il computer e canta sempre le canzoni di Laura Pausini, in bagno, con una spazzola per microfono.
A scuola è peggio di Dede: è in prima superiore, frequenta il biologico; [...] Ha 17 anni e si vede con Giovanni.
Un giorno, Betta e Dede decidono di andare al mare con Giovanni, il fidanzato di Betta, così si svegliano prima dell'alba ed escono di casa. Ulisse cerca di andare insieme a loro, ma è troppo piccolo e gli dicono di non fare la spia con i genitori.
Quando il padre si accorge della scappatella, cerca di raggiungerli e di farli tornare a casa, ma i ragazzi non si trovano.
Inizia così uno dei giorni più brutti per la famiglia Mele, perché verso l'ora di pranzo Dede ritorna a casa ammaccato e con la bici del nonno in pezzi dicendo che insieme a sua sorella e Giovanni ha avuto un piccolo incidente e, mentre loro hanno proseguito il viaggio senza problemi, lui è ritornato a casa.
Arriva la sera e di Betta non si hanno notizie. I giorni passano e le ricerche si fanno sempre più insistenti, ma niente: Betta sembra scomparsa nel nulla.

La storia, vista con gli occhi di Ulisse, è molto semplice e schietta, esattamente come può essere il racconto di un bambino sugli avvenimenti della propria famiglia. A tratti può sembrare qualcosa di molto leggero, altre invece si ha il senso di oppressione che colpisce chiunque nel momento in cui un familiare non si trova e non si sa che fine possa aver fatto.
Ulisse cerca di smorzare il dramma e tutto ciò che lo colpisce con digressioni sui pirati, battute sagaci e qualche spiegazione degli avvenimenti come solo un bambino sveglio e arguto sa fare.
Da grande Ulisse vuole fare lo scienziato, ma non vuole sposarsi perché come può uno scienziato, che vive tutto il tempo in laboratorio, avere anche il tempo per una moglie e i figli? Da grande vorrebbe restituire tutti i soldi della pensione di invalidità che prende fin da piccolo, perché lui è solo sordo, non ha mica problemi fisici o altro.
Le sue battute, i suoi ragionamenti lineari e che non fanno una grinza, il suo essere così schietto e diretto, fanno amare il suo personaggio e lo fanno sembrare molto più reale di tanti altri bambini che si vedono in giro e che sono troppo impegnati a contendersi il nuovo telefonino all'ultima moda, peggio dei grandi.
La sua sordità non è un difetto e lui non la vive come un problema: ha messo specchi ovunque per riuscire a captare qualsiasi parola, come ho già sottolineato è un bambino sveglio e intelligente e dimostra che anche le persone che noi consideriamo non udenti ci sentono benissimo. A loro modo, ma sentono e parlano molto bene. 
Anche lui ha i suoi momenti no e li descrive con semplicità, così come descrive con altrettanta semplicità cosa voglia dire per lui urlare o piangere:
Per me urlare significa aprire e chiudere la bocca come un pesce e agitare le braccia come un pazzo.
Quando piango si gonfia qualcosa nel petto ed è come se volesse esplodere: piangere è la cosa più dolorosa che ci sia.

Questo libro mi è proprio piaciuto e lo consiglio a chiunque voglia leggere qualcosa di... inaspettato, perché in ogni pagina c'è qualcosa che colpisce e, nonostante la semplicità del linguaggio, fa riflettere.
Ho apprezzato ogni singola pagina, sia per le battute di Ulisse, sia per le sensazioni che l'autore ha saputo trasmettere. E mi ha anche spiazzata, il più delle volte, perché è difficile pensare, vivere e agire come un bambino. Forse è proprio vero che dovremmo ritornare un po' bambini, soprattutto quando ci relazioniamo con gli altri o non riusciamo a dire le cose come stanno per non ferire.

Voto: da non perdere assolutamente, quindi se lo trovate in libreria, non esitate a comprarlo, perché merita una lettura... soprattutto perché, come ho già detto, scivola via in poco tempo, ma ciò che trasmette rimane sotto la pelle.

Spero di avervi detto tutto e di esservi stata di aiuto, come sempre ;) qualora abbiate qualcosa da dire, lo spazio commenti è come sempre a vostra disposizione!

Buona giornata,
Annette.

Con questa recensione partecipo alla mia iniziativa:
End of Summer Reading Challenge @Veiled Mirror

sabato 6 settembre 2014

{Saturday Review} Il profumo del pane alla lavanda


Per questo nuovo appuntamento della mia recensione del sabato, ho pensato di recensire un libro che ho letto molto tempo fa e che mi ha fatto sognare.

Autore: Sarah Addison Allen
Data di pubblicazione: settembre 2008
Casa editrice: Sonzogno
Genere: Fantastico, Mistero, Sentimentale
Pagine: 283
Prezzo: 9.90€
Quarta di copertina: Claire è una Waverley e come tutte le donne della sua famiglia conosce bene le magiche proprietà di frutti e fiori che crescono nel suo giardino.
I nasturzi inducono a mantenere i segreti, le bocche di leone spengono la passione e la lavanda... Ma qualcosa sta per accadere, qualcosa che il giardino non è ancora pronto a rivelare e che farà vacillare il muro che Claire ha costruito intorno al proprio cuore.


Ho letto questo libro svariato tempo fa, come dicevo, e ne sono rimasta letterlamente affascinata, perché è stata una lettura talmente piacevole che mi ha fatto sognare, vivere le sensazioni che viveva la protagonista, comprendere a pieno ogni singolo avvenimento.
Non ha niente a che vedere coi soliti urban fantasy che si leggono, qui l'elemento fantastico fa da collante, ma è anche il protagonista, perché la Waverley altro non è che una famiglia di streghe, ma non come le intendiamo di solito, sono semplicemente persone particolarmente dotate e sensibili che sanno bene come giocare con gli elementi della natura.

Claire è la protagonista, mi sono molto rispecchiata in lei, anche se la conoscenza di fiori e piante in generale mi manca totalmente =D
Mi sono rispecchiata in lei perché, nonosante non sembri e io cerchi in tutti i modi di non darlo a vedere troppo, sono sensibile e le cose non mi scivolano poi così tanto addosso come può pensare la gente. Mi sono rispecchiata in lei per il suo modo di porsi agli altri, piuttosto chiusa e indipendente, che cerca di non affezionarsi troppo alle persone per non restare scottata, viste le precedenti esperienze. Entrambe non abbiamo dei caratteri facili, in pratica.

Sydney è la sorella minore di Claire, a differenza di quest'ultima, ha seguito le orme della madre e, invece di vivere a Bascom con la nonna, se n'è andata in giro per il mondo perché le sembrava la cosa più giusta da fare.
Per buona parte del libro l'ho un po' odiata, perché l'ho trovata infantile, egoista e poco rispettosa di sé e di sua figlia, per non parlare della faccia tosta che ha avuto nel tornare nella sua vecchia casa. Andando avanti con la lettura, poi, l'ho compatita e ho finalmente capito come mai avesse scelto tale vita.
Evanelle, invece, è il mio personaggio preferito: l'unica parente in vita rimasta a Claire e Sydney, è una sorta di indovina, ma non quella classica che predice il futuro, lei semplicemente dà delle cose alle persone sentendo dentro di sé che prima o poi torneranno utili. Ha sempre dei consigli ottimi, anche se talvolta sono criptici e bisogna saper leggere tra le righe. È spiritosa e ironica, non si lascia sconfiggere dall'età (anche se secondo me non è poi tanto vecchia) e trova sempre il lato positivo delle cose... in lei ho rivisto tutte le persone in là con gli anni che mi circondano e che mi hanno arricchito la vita.

Le Waverley, cieche com'erano per quel che riguardava le faccende personali, sapevano invece far aprire gli occhi al prossimo.

Questo è praticamente il succo, in sintesi, dei poteri delle Waverley e di come, bene o male, affascino – e un po' spaventino – chiunque le incontri.

Ovviamente non ci può essere storia sentimentale senza i protagonisti maschili.
Tyler. Non c'è molto da dire, se non che mi ha colpita subito, esattamente come ha colpito (e affondato) Claire. Si è trasferito da poco a Bascom e da ancor meno tempo nella casa accanto a quella di Claire e quest'ultima fa di tutto per sfuggirgli, ma non è un'impresa facile. Per fortuna =D
Sugli altri non mi dilungo molto perché non mi hanno presa particolarmente, ma comunque ce n'è anche per Sydney ;)

L'autrice ha uno stile molto particolare, perché riesce ad avvolgere il lettore nelle spire della storia e non si può fare a meno di staccarsi finché non si è arrivati all'ultima parola, all'ultima lettera.
Questo è sia un bene sia un male, perché, se da una parte il libro scivola via senza accorgersene, dall'altra quando lo si ha finito si ripiomba nella propria vita forse un po' piatta e monotona.
In più, come ha detto Anita Book in un suo video parlando dei libri della Allen, non si può fare a meno di sentire un buon profumo/sapore scaturire dai suoi titoli e, aggiungo io, dalle pagine dei libri. Ovviamente non c'è nessun profumo nel libro, ma la nostra mente fa sì che ogni singola parola profumi di buono, di lavanda e faccia sgorgare il calore che l'autrice voleva far sentire al lettore.
Sono sensazioni molto piacevoli, che non tutti i libri sanno far nascere, ma lei, invece, c'è riuscita in pieno.

Non c'è molto altro da dire, come ho già detto o si sarà capito, ho adorato questo libro, è uno dei miei preferiti, perché è come un piccolo scrigno che fa scoprire qualcosa a ogni rilettura.
Come ho già detto è stata una lettura piacevole, seppur breve, perché non ci ho messo poi molto a finirlo ed è anche piccolo, ma non meno povero di contenuti, anzi.
È autoconclusivo quindi se non volete leggere una saga interminabile o dover aspettare il seguito, ve lo consiglio caldamente, perché, come ho già detto, vi avvolgerà col suo calore e i suoi profumi invitanti.
Si può dire che, come le protagoniste siano magiche, anche questo libro sia magico e non lasci il lettore a bocca asciutta.

Mi rendo conto di essermi ripetutta, il più delle volte, e di essere stata forse un po' troppo sdolcinata, visto che il libro non lo è poi così tanto, anzi, ma meritava una recensione ponderata (dopo più di un anno ci può stare, no? =D) e ricca.
Al momento sono alla ricerca degli altri libri di questa autrice, che nella mia libreria di fiducia non si trovano, ma io non mi arrendo e riuscirò a mettere le mani su Giorni di zucchero fragole e neve e gli altri, perché ho proprio voglia di tuffarmi nuovamente in qualche altra vita nata dalla penna della Allen.

Come sono smielata, oggi =D Spero che si sia capito un po' di cosa tratta il libro e del perché mi sia piaciuto tanto.
E vorrei anch'io un melo impiccione come quello delle Waverley!

Voto: ... non poteva essere altrimenti.

Se non l'avete ancora letto, leggetelo, cosa aspettate?

Buon fine settimana,
Annette.

Con questa recensione partecipo alla mia iniziativa:
End of Summer Reading Challenge @Veiled Mirror

sabato 24 novembre 2012

{Saturday Review} La spiaggia delle anime


Era da un po' che stavo pensando a cosa fare il sabato, per sostituire l'iniziativa In my mailbox – cosa che adoro, ma con la Clock Rewinder non ha più molto senso –, poi qualche settimana fa mi è venuta in mente l'idea di fare la Saturday Review: ogni sabato (spero) vi verrà proposta una recensione a un libro letto durante la settimana o anche già letto da tempo. Vorrei dare una cadenza regolare almeno a una delle recensioni che trovate sul blog durante la settimana.
Per questo primo appuntamento della Saturday Review vi parlerò di un libro che ho finito ieri sera e di cui avevo promesso all'autore la recensione qui sul blog.

Titolo: La spiaggia delle anime
Autore: Roberto Alba
Data di pubblicazione: 2012
Casa editrice: Gremese Editore
Collana: Crimen
Genere: Mistero, Fantastico, Sentimentale, Storico
Pagine: 180
Prezzo: 7.90€
Quarta di copertina: Tutto ha inizio durante l'afosa estate del 1938, in una stanza d'albergo del Dodecaneso, quando un alto ufficiale italiano viene ucciso e il suo assassino porta via una borsa contenente documenti importantissimi. Rivelazioni strategiche. Qualcosa che potrebbe influenzare persino le sorti dell'imminente conflitto bellico. Un gruppo di italiani in vacanza sull'Egeo si ritrova coinvolto, suo malgrado, nella sparizione della borsa e, a bordo di un bellissimo veliero, inizia una logorante guerra psicologica. Chi tra gli ospiti dell'imbarcazione è la spia che si è impadronita dei documenti? La navigazione diventa ben presto un incubo, tra sospetti reciproci e la minaccia di un complotto internazionale...
1978, siamo nello stesso incantevole scenario. Mentre naviga lungo le coste della favolosa Rodi, una coppia spera di risolvere i suoi problemi. I due si salvano da una sciagura e approdano su un'isola sconosciuta, che non risulta tracciata in nessuna carta nautica, ma la cui profanazione porta alla morte...
Arriviamo, quindi, ai giorni nostri. Un giovane avvocato compie un viaggio nell'arcipelago greco per sfuggire alle allucinazioni che lo tormentano e che lo vedono protagonista di un oscuro passato a Rodi. All'uomo sembra di rivivere le stesse vicende che hanno insanguinato l'estate del 1938 e quella del 1978. Le sue "visioni" lo conducono a un'isola che custodisce un terribile segreto.


Negli ultimi giorni mi è capitato di leggere dei libri in pochissimo tempo (ore o una manciata di giorni) e anche per questo è stato così.
Sono 180 pagine piuttosto piene, e non solo perché è scritto in piccolo (=D), ci sono tanti personaggi, tanti avvenimenti suddivisi in tre storie apparentemente diverse e lontane l'una dalle altre, ma che vengono raccontate parallelamente.

La storia si dipana parallelamente in tre estati fondamentali: quella del 1938, in cui l'autore ci porta a bordo del Principessa Margherita I insieme ai protagonisti della prima vicenda che prende anche delle connotazioni gialle molto forti; quella del 1978, quando una coppia in crisi decide di fare una piccola crociera nel mar Egeo, al largo di Rodi; e infine quella del 2009, dove troviamo un avvocato divorzista che, a seguito di alcune allucinazioni e della convinzione di essere stato adottato, decide di intraprendere un viaggio personale per scoprire i luoghi in cui è nato e vissuto prima di essere adottato.

Queste tre estati sono apparentemente slegate tra loro, infatti per la maggior parte del libro mi sono chiesta cosa c'entrasse la coppia in crisi in tutto questo e perché mai l'autore l'avesse inserita all'interno del romanzo.
Proseguendo con la lettura mi sono detta di stare buona e non prendere a capocciate il computer in cerca di risposte, ma di andare avanti, quasi sapessi che c'era una spiegazione più che razionale per tutto ciò. E infatti poi è arrivata =D
Ma andiamo con ordine.

Tutto ha inizio nel 1938 (o anche prima, nel 1932, quando un corrispondente di guerra americano aspetta di intervistare Hitler, cosa che non accadrà mai, e successivamente, nel 1934, pubblicherà un volume dal titolo Ci sarà la guerra in Europa?), in un albergo viene trovato il cadavere di un uomo barbaramente ucciso a cui sono stati sottratti dei documenti molto importanti che avrebbe dovuto consegnare al Duce. In quello stesso albergo ci sono anche i personaggi che verranno seguiti per l'intera storia: la contessa Mafalda de La Vigne, la sua dama di compagnia Giulietta Sacchetti, il marchese Filippo di Acquariella, sua moglie Matilde Fernetti, il dottor Alessandro Giacchetti e il pittore Adrien Fournier. Tutti ospiti della contessa.
L'"allegra combricola" successivamente salpa a bordo della Principessa Margherita I insieme al conte Paolo Marrone, proprietario del veliero, a Marcello, mozzo, e a un ospite misterioso.
Durante la navigazione ne succedono di tutti i colori, tra cui anche un omicidio e l'attracco in un'isola davvero singolare che non è segnata sulle carte nautiche.

Nel 1978, invece, siamo a bordo di una barca, questa volta i protagonisti sono marito e moglie, Carlo e Luisa.
Con quel viaggio lui spera di appianare i dissidi e le cose non dette per troppi anni, mentre lei cerca un modo per lasciarlo, perché pensa di non provare più l'amore di un tempo.
Anche loro si ritrovano sull'isola deserta in cui sono incappati i partecipanti alla crociera del 1938.
Come ho già detto, apparentemente questa coppia non ha nulla a che fare con il resto della storia, ma andando avanti con la lettura si scoprirà che non è così e che l'autore li ha usati come "anello di congiunzione" tra i fatti del 1938 e ciò che accade al terzo e ultimo protagonista.

Valerio Casti, avvocato divorzista, inizia ad avere delle allucinazioni poco prima di intraprendere una vacanza in Grecia. Vede cose strane, di un'altra epoca, e parla con le voci di persone realmente vissute negli anni '30.
Non riesce a capire cosa stia succedendo e perché all'improvviso ricorda e rivive cose accadute settantun anni prima. E poi ha una convinzione: essere stato abbandonato dalla sua vera madre, presumibilmente greca, visto che l'unica cosa che ricorda di lei è una frase proprio in greco: "Eísai gios mou".
Così la vacanza in Grecia assume i toni della ricerca della propria identità, della propria storia, oltre alla scoperta di una spiegazione di quelle strane allucinazioni.

L'isola su cui approdano il gruppo del 1938 e la coppia del 1978 ha un ché di strano, magico, oscuro: al calare della sera, infatti, compaiono delle strane luci che danzano sul mare. Ed è proprio a causa di queste luci che l'isola può considerarsi maledetta.

Ho cercato, con questi riassuntini, di spiegarvi a grandi linee la storia, ma al tempo stesso di non svelarvi troppo, perché non vorrei rovinare la sorpresa e la lettura ad altre persone.
Posso dirvi, comunque, che questo libro è scritto molto bene, non ci sono errori, fraintendimenti, tutto è chiaro e limpido così come lo descrive l'autore. E anche i punti più oscuri, le domande che ci si pone durante la lettura, alla fine trovano risposta.
Risposte plausibili, razionali.
È stato un vero piacere leggere questo libro, anche se, per quanto riguarda i miei gusti puramente personali, si poteva benissimo fare a meno di certi dettagli e/o descrizioni che a quel punto sì, non c'entrano nulla con quanto si racconta.
Ho trovato un po' forzata e alquanto fuori luogo la narrazione del "rapporto" tra Matilde e Marcello... poi può darsi che sia troppo bigotta e odii dal profondo le storie a sfondo sessuale inserite in libri di altra natura, ma mi ha particolarmente disgustata e obbligata a saltare buona parte di quel passaggio. In questo penso che l'autore abbia avuto una brutta caduta di stile.
Fortunatamente è soltanto un episodio, perché il libro è molto bello e veramente ben scritto.

I personaggi sono caratterizzati molto bene, mi sono ritrovata molto in Victoria, la figlia del tassista abusivo di Valerio. Probabilmente è quella più vicina a me caratterialmente e come età e quindi mi sono immedesimata parecchio in lei, anche se la si vede poco all'interno della storia, ma è stata capace di "farsi valere"...
Avrei preso volentieri a bastonate, invece, la contessa Mafalda, suo cugino il marchese con Matilde, il pittore (che poi ha ciò che si merita! =D), Luisa e Linda, la segretaria di Valerio. Infatti questi sono i personaggi che ho meno sopportato di tutta la storia, mi hanno dato proprio sui nervi.

Davvero particolare la storia delle luci, prometto di fare un ripasso dei vari miti e leggende, perché è stato davvero interessante scoprire la loro storia.
E non aggiungo altro, altrimenti che sorpresa è?! =D

Per concludere, visto che l'ho fatta parecchio lunga, faccio i miei complimenti all'autore, che ha saputo scrivere un libro del genere non cadendo nel banale (tranne quella singola volta che ho già detto sopra), ma ha creato qualcosa di degno di nota. E complimenti anche per essere stato finalista al torneo IoScrittore con questa storia.

Voto: ★★★★ che sarebbero state cinque, se non ci fosse stato quello scivolone. Peccato u.u

Buone letture,
Eruannë.

Questa recensione partecipa alla
Hogwarts Reading Challenge
 

venerdì 28 settembre 2012

{Recensione} Il fantasma di Canterville

Titolo: Il fantasma di Canterville e altri racconti
Autore: Oscar Wilde
Data di pubblicazione: Aprile 2012
Casa editrice: Giunti
Collana: Y Classici
Genere: Fantastico, Mistero
Pagine: 138
Prezzo: 5.00€
Quarta di copertina: Un'antica maledizione imprigiona il fantasma di Sir Simon nel castello di Canterville. Per questo da anni il palazzo è disabitato, tutti se ne tengono ragionevolmente alla larga. Tutti tranne lo scettico ambasciatore Otis che, appena arrivato dagli Stati Uniti, pronto a sfidare leggende e dicerie, decide di acquistare la proprietà per andare a viverci con la famiglia. Ma tra cigolii di catene e ombre spaventose lo spettro non tarda a manifestarsi per tentare con ogni espediente di scacciare gli sgraditissimi inquilini.


Dovrei recensire Il Mago di Oz e Il caso Jane Eyre e invece eccomi qui a commentare questo libro di Wilde.
Ho scoperto per l'ennesima volta che io adoro questo autore, benché non sia ancora riuscita a finire Il ritratto di Dorian Gray (praticamente l'unico signor Gray o Grey che io concepisco nella letteratura!), libro che ho in lettura da più o meno quattro anni =D
Dicevo, mi piace Wilde, le sue riflessioni, i suoi spaccati di vita non sono adatti solo alla sua epoca, ma rispecchiano molto bene l'animo e il comportamento umano in qualsiasi contesto. Non ha importanza se le sue storie sono ambientate sul finire del 1800, trovo che siano sempre molto attuali.
Ne Il fantasma di Canterville e altri racconti (titolo originale totalmente diverso, come al solito: Lord Arthur Savile's Crime and Other Stories) sono racchiuse delle vere perle di Wilde, racconti brevi che strappano un sorriso e che, come dicevo, possono essere molto attuali, perché fanno vedere le paure, le credenze e gli stati d'animo di esseri umani che potrebbero far parte del nostro tempo senza problemi.

Il primo racconto è quello che dà il titolo alla raccolta in inglese, ovvero: Il delitto di Lord Arthur Savile. Studio sul dovere.
Il protagonista, come si evince dal titolo è Lord Arthur Savile, un giovane nobile che, durante un ricevimento a casa di Lady Windermere, scopre una terribile verità grazie (o per colpa) a un chiromante: nel suo destino c'è un omicidio.
Lord Arthur, dapprima sconvolto per la rivelazione, si convince che sia meglio "velocizzare" il fato (deve sposare una graziosa ragazza e vuole essere libero da qualsiasi problema per concedersi totalmente) e si mette al lavoro per trovare al vittima più adatta e l'arma più consona. Trovate l'una e l'altra attua il piano preparato.
Ovviamente nulla va secondo i piani e così deve ricominciare tutto da capo.
In questo breve racconto, Wilde è sempre molto critico, soprattutto per quanto riguarda la nobiltà del suo tempo: il protagonista, infatti, è un ragazzotto che, anche se all'inizio rimane scandalizzato dalla rivelazione del chiromante, non si fa remore a preparare piani, comprare veleni o marchingegni da personaggi poco raccomandabili e aspettare che facciano il loro effetto. L'unica vera preoccupazione di Lord Arthur è quella di non essere libero di sposare Sybil come vorrebbe.
Wilde dà un ritratto molto personale (e probabilmente molto veritiero) degli agi e dei lussi che i ricchi possono permettersi, dei "leoni" che una nobildonna si diverte a esibire con superficialità e per puro diletto, volendo stare al centro dell'attenzione sempre e comunque.

Nel secondo racconto, La sfinge senza segreti. Acquaforte, abbiamo il mistero. Non ci sono delitti da risolvere o altri particolari degni di un libro giallo, ma c'è semplicemente una donna che vuole tenere nascosta una parte di sé.
Come accade spesso, l'uomo che si innamora della "donna del mistero" fa di tutto per scoprire cosa si nasconda dietro ogni azione e in questo racconto Wilde ci mostra quanto possa fare male e creare danno tale comportamento.
Il protagonista, Lord Murchison, conosce Lady Alroy per caso e se ne innamora follemente. Lui vorrebbe conoscere ogni cosa, ma lei è molto restia, è come se volesse nascondere chissà quali segreti, nonostante si frequentino assiduamente e facciano "coppia fissa" agli incontri e alle cene della loro classe sociale.
Un giorno Lord Murchison scopre finalmente il segreto di Lady Alroy, ma niente è come sembra e lui rovina ogni cosa.
Nonostante sia un racconto di pochissime pagine, Wilde ha saputo mettere a fuoco i punti salienti, cercando di far capire al lettore quali siano le vere cose importanti in una relazione e dimostrando che gli uomini non sono contenti se non sanno ogni singolo peccato della propria compagna. Anche se di peccati non ce ne sono.

E finalmente si arriva al terzo racconto, quello che dà il titolo italiano a questa piccola raccolta di racconti: Il fantasma di Canterville.
Ho adorato questo racconto fin dalla prima riga (non che non abbia adorato gli altri, ma attendevo trepidante il momento di iniziare questo =D) e ho adorato ancora di più Wilde quando l'ho finito.
È la semplice storia di un fantasma che infesta il proprio maniero cercando di spaventare chiunque vi metta piede. Sir Simon in vita non è stato un esempio di nobiltà, anzi, era un assassino, più precisamente un uxoricida, che ha ammazzato la propria moglie. Quando è morto il suo spirito non ha lasciato il castello di Canterville e lui vaga disturbando il sonno degli inquilini.
I suoi discendenti, stanchi dei continui vagabondaggi e presagi di morte, decidono di mettere in vendita castello e fantasma, sperando di liberarsi così, una volta per tutte, dell'avo molesto. La famiglia Otis risponde all'annuncio e compra il maniero con annessi e connessi, non credendo affatto che il fantasma sia un problema, visto che per loro esseri del genere non esistono.
Washington Otis, primogenito dell'ambasciatore americano, non appena vede la macchia di sangue di Lady Eleanore de Canterville si premura di cancellarla con lo Smacchiatore e Detergente Paragon, così facendo, però, dà inizio alle manifestazioni del fantasma di Sir Simon.
Gli Otis, però, non si lasciano cogliere impreparati e Sir Simon è costretto a fare ricorso a tutti i trucchi sperimentati e usati con successo nel corso dei secoli, ma che ora paiono non sortire alcun effetto.
Il fantasma, quindi, cade in depressione e l'unico suo svago sembra quello di far comparire la macchia di sangue nella biblioteca, con l'unico inconveniente che assume ogni giorno colori stranissimi. L'unica a dare un po' di pace al povero fantasma è Virginia Otis, che prova a consolarlo e ad aiutarlo a riposare in pace.
Wilde non descrive il fantasma come un qualcosa che cerca solo di spaventare i vivi, che non ha una sua consistenza o privo di sentimenti. Sir Simon è un personaggio vero e proprio, con dei sentimenti e una ragione, cade in depressione come i comuni mortali e, quando non ne può proprio più, vorrebbe lasciarsi morire, ma da solo gli è praticamente impossibile.
Nonostante i lati comici del racconto, ciò che si nasconde sotto la superficie è ben altro e possiamo vedere anche una critica agli americani, che Wilde conosceva piuttosto bene.

Il quarto e ultimo racconto, Il milionario modello. Attestato di ammirazione è un'altra critica al mondo anglosassone.
Il protagonista è un ragazzotto affascinante che, purtroppo, nonostante il proprio aspetto non riesce a tenersi un lavoro, probabilmente per la sua incapacità innata. Vorrebbe sposarsi con la ragazza che ama, ma essendo entrambi sul lastrico non gli è ancora possibile.
Un giorno, da un suo amico artista, scorge il modello per un quadro, un mendicante con vestiti logori e mano tesa e, in un momento di pausa, gli dà una sovrana, l'unica moneta che gli era rimasta in tasca e che avrebbe dovuto bastargli di lì alla fine del mese.
Questo gesto lascia molto sorpreso il modello, tanto da iniziare a fare domande al pittore per scoprire quante più cose possibili sul ragazzo.
Anche qui l'apparenza inganna e il modello non è quello che sembra.

Tutti e quattro i racconti cercano di insegnare qualcosa con ironia e sarcasmo pungenti, propri delle opere di Wilde.
Sono delle vere perle e consiglio questo libretto a tutti, anche perché Wilde è un genio.

Voto: ★★★★★

L'ho fatta abbastanza lunga, quindi ora la pianto di scrivere =D
Vi ringrazio per l'attenzione e vi auguro buona giornata,
Eruannë.

mercoledì 27 luglio 2011

{Leggereditore} Prossime uscite (28/07)

Quest'oggi vi segnalo le nuove uscite della casa editrice Leggereditore previste per domani, 28 luglio:

Titolo: La concubina russa
Autore: Kate Furnivall
Data di pubblicazione: luglio 2011
Collana: Narrativa
Genere: Sentimentale, Storico
Pagine: 672
Prezzo: 14.00€
Quarta di copertina: Una giovane donna che viene da lontano e che porta con sé un grande dolore. Un uomo che ha deciso di combattere per un ideale in un Paese che non lascia spazio ai sentimenti e ai sogni. Un giorno per caso i loro sguardi s’incrociano e il loro incontro sarà forse l’unica promessa di felicità.
Cina 1928. In una città insidiata da ladri, pericoli e sofferenze di ogni sorta, la giovane Lydia ha dovuto imparare presto a sopravvivere. Proviene da una famiglia dell’aristocrazia russa, esiliata in seguito alla repressione bolscevica. A cinque anni ha visto morire suo padre e da allora il suo cuore è andato in frantumi. Ma Lydia non ha tempo per volgersi al passato, sua madre ha bisogno di lei e farà di tutto per assicurarle una vita dignitosa, persino commettere piccoli furti. È durante una delle sue uscite in cerca di fortuna che incontra il giovane Chang An Lo. Fra i due è amore a prima vista, è come se si fossero riconosciuti nella solitudine terribile che li sovrasta. Tuttavia, la loro complicità li spingerà a introdursi in luoghi in cui non avrebbero mai dovuto avvicinarsi: quelli delle lotte di potere fra comunisti e nazionalisti. Nonostante tutto sembri ostacolarli, in un’epoca in cui l’amore sembra la scelta meno indicata, Lydia e Chang non sono in grado di ignorare un sentimento che mostra loro, forse per la prima volta, una promessa di felicità.

Titolo: La regina dei diamanti
Autore: Linda Howard
Data di pubblicazione: luglio 2011
Collana: Narrativa
Genere: Mistero, Sentimentale
Pagine: 336
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: Bellezza mozzafiato, appassionata di diamanti e di uomini pericolosi, Drea Rousseau si è sempre accontentata di recitare la parte dell’amante sciocca e innocua. Ancora per poco, però, perché da tempo ha in mente un piano ed è arrivato il momento di metterlo in pratica. Nulla fa sospettare il temibile Rafael Salinas; mai avrebbe potuto immaginare che quell’angelo dagli occhi limpidi è anche un genio telematico, nonché un’abile manipolatrice. Infatti, prima di dissolversi nel nulla, Drea ruba al suo amante due milioni di dollari. Salinas non la lascerà andare senza prima regolare i conti, e mentre la donna cerca di cancellare ogni traccia e riprendere in mano il suo destino, lui assume un killer per ucciderla. Ma a volte per rinascere bisogna ritrovarsi faccia a faccia con la morte, ed è questo che sta per accadere a Drea. E non solo, perché per tornare a fidarsi degli altri e raccogliere tutte le sue forze, dovrà scendere a patti con l’uomo assoldato per ucciderla, con chi minaccia di conquistarla e legarla a sé per sempre.
Quando la vendetta è l’unica strada verso la libertà, e la posta in gioco si alza ora dopo ora, scendere a patti con il pericolo sembra l’unica via d’uscita...


Entrambi sembrano libri molto interessanti, soprattutto il secondo (che finisce dritto dritto nella mia lista dei desideri =D) per quella vena un po' misteriosa che ha... beh, forse lo comprerò, ancora non lo so, perché ho così tanti libri da leggere prima di questi.
Intanto auguro buona lettura a chi li comprerà, li leggerà e li apprezzerà ;D

Eruannë.

mercoledì 20 aprile 2011

{Leggereditore} Prossime uscite

Da domani, 21 aprile, potrete trovare in libreria alcuni nuovi romanzi dell'editore Leggereditore.

Titolo: Il profumo dell'oscurità
Autore: Emma Holly
Data di pubblicazione: 2011
Collana: Narrativa
Genere: Paranormal Romence
Pagine: 336
Prezzo: 5.00€
Quarta di copertina: Londra, 1922. La pioggia cade stanca sulla città, ma alla giovane Estelle non importa: oggi ha incontrato l’uomo della sua vita... Dieci anni dopo, Edmund Fitz Clare, noto professore di Storia e vampiro mutaforma, deve fare i conti con un pericolo imminente: il destino della sua stirpe e quello della sua famiglia umana, ignara della vera natura dell’uomo, potrebbe essere compromesso per sempre. E quando Estelle lo condurrà per i sentieri di un amore sensuale e irresistibile, dovrà fare di tutto per non turbare un equilibrio che per lunghi anni ha tentato di proteggere. Estelle intuisce che il loro cammino è minacciato da forze oscure e inquietanti, ma nulla le impedirà di perdersi con Edmund in un’avventura che la porterà a svelare la chiave dei suoi segreti, scoprendo a sua volta poteri che mai avrebbe sospettato di possedere.

Titolo: Highlander. Amori nel tempo
Autore: Karen Marie Moning
Data di pubblicazione: 2011
Collana: Narrativa
Genere: Fantasy, Rosa
Pagine: 384
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: Hawk è un predatore leggendario, invincibile sul campo di battaglia quanto nelle camere delle dame di tutto il Regno. Nessuna donna è in grado di ignorarne il fascino, ma mai nessuna è riuscita a scalfire il suo cuore...  Finché un mago assetato di vendetta non trasporta Adrienne de Simone dalla Seattle del Ventesimo secolo alla Scozia medievale. Prigioniera di un secolo troppo distante da lei, con la sua intraprendenza e i suoi modi  diretti, Adrienne diverrà la sfida più ardua che Hawk abbia mai affrontato. E quando i due vengono costretti  a sposarsi, Adrienne si ripromette di tenerlo a debita distanza... Ma lui le ha sussurrato che presto non potrà fare a meno di pronunciare il suo nome nel buio della notte, e questa volta lei dovrà ricredersi, perché anche nel più duro dei predatori può celarsi la promessa di una felicità sconfinata. Per assaporarla insieme dovranno vincere le ultime resistenze che stringono i loro cuori.

Titolo: Un'ombra dal passato
Autore: Nora Roberts
Data di pubblicazione: 2011
Collana: Narrativa
Genere: Rosa, Mistero
Pagine: 540
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: Tutto sembrava dirle che lì sarebbe stata al sicuro, che nulla avrebbe potuto riportarla indietro, all’orrore di quel giorno, scuro come gli occhi dell’assassino che l’aveva separata per sempre dall’uomo della sua vita. Fiona ora ha finalmente ritrovato la pace, vive su un’isola al largo della costa di Seattle, circondata dai cani che addestra. La sua vita scorre tranquilla, senza troppe emozioni. Ma un giorno Simon Doyle bussa alla sua porta, chiedendole di aiutarlo ad addestrare il suo cane. E per la prima volta dopo molti, troppi anni, Fiona sente che il suo cuore potrebbe ricominciare a battere con una certa intensità... E mentre l’amore intesse le sue promesse di felicità, il passato torna a far sentire il suo passo incessante, e questa volta potrebbe essere letale.
Perché una minaccia si nasconde nell’ombra: c’è un uomo che si aggira nel buio, un uomo addestrato con il solo intento di reclamare la donna che è sfuggita alle sue mani...

Titolo: Lezioni di seduzione
Autore: Emma Wildes
Data di pubblicazione: 2011
Collana: Narrativa
Genere: Rosa
Pagine: 372
Prezzo: 10.00€
Quarta di copertina: Londra 1850. Fra gli scaffali polverosi di una libreria, Brianna scopre un libro scandaloso che farebbe bene a non prendere, pieno di parole che una dama come lei non dovrebbe nemmeno pronunciare. Ma la curiosità è femmina, e Brianna intravede fra quelle pagine la possibilità di dare una veste nuova alla sua vita e al suo matrimonio. È sposata con Colton Northfield, un aristocratico influente e irresistibile, ma freddo e fin troppo rispettoso... I consigli di una cortigiana come lady Rothburg sono ciò che le serve per far innamorare suo marito, e lei è disposta a seguirli alla lettera pur di trasformarsi in una donna coraggiosa e sensuale, una maestra del piacere. Capitolo dopo capitolo, guidata dalla voce audace e senza scrupoli dell’irriverente scrittrice, Brianna scoprirà cosa significa essere una vera donna, svelando nuovi aspetti della propria personalità.


Buona lettura,
Eruannë.

lunedì 28 marzo 2011

{Recensione} Il Segreto del Grace College

Questa mattina, anche per svegliarmi un po', ho finalmente finito la lettura de Il Segreto del Grace College di Krystyna Kuhn, libro che avevo vinto a uno dei giveaway di Glinda dell'Atelier dei libri.

Autore: Krystyna Kuhn
Anno: 2011
Casa editrice: Nord
Collana: Narrativa
Genere: Mistero, Giallo
Pagine: 320
Prezzo: 16.00€
Quarta di copertina: Un party di benvenuto in riva al Lake Mirror: così vengono accolte le matricole dal Grace College, una prestigiosa università riservata ai migliori studenti del Paese. Ma la festa rischia di trasformarsi in tragedia quando Robert Frost, uno tra gli alunni più brillanti del primo anno, si getta all’improvviso nelle gelide acque del lago e, una volta tratto in salvo, racconta di aver visto una ragazza dai capelli blu tuffarsi da uno scoglio senza più riemergere. Nessuno però ha notato niente, e Robert diventa subito lo zimbello del campus. Soltanto sua sorella Julia gli crede e decide d’indagare, anche perché fin dal loro arrivo in quel luogo inaccessibile, annidato in una sperduta valle delle Montagne Rocciose, lei ha percepito un’atmosfera ostile e minacciosa. E soprattutto perché una ragazza è davvero scomparsa. Si tratta di Angela, la caporedattrice del giornale universitario, che tuttavia è su una sedia a rotelle e di certo non ha i capelli blu. Sebbene Julia sembri determinata a dimostrare che il fratello non è né pazzo né bugiardo, in realtà il suo scopo è ben diverso: deve evitare che lei e Robert attirino troppo l'attenzione, altrimenti qualcuno potrebbe scavare nel loro passato e scoprire il terribile segreto che li ha costretti ad abbandonare tutto ciò che avevano di più caro...


All'inizio mi ha messo un'ansia incredibile, non tanto dal capitolo uno, quanto da quelli successivi e, forse, è anche per questo che evitavo di leggerlo prima di andare a dormire (anche se stanotte ho letto circa dieci capitoli senza sosta XD).
Comunque è un buon libro, di certo non un capolavoro, ma ha del potenziale e non vedo l'ora di avere il successivo tra le mie mani, perché la storia è in evoluzione, nulla è come sembra e questo primo volume l'ha ampiamente dimostrato.

Julia e Robert sono fratello e sorella, non si sa bene quale sia il loro passato (anche se verso la conclusione, si scopriranno un po' di cose) e per fuggirgli si sono iscritti al Grace College, che tutto è tranne che un normale college tra le Montagne Rocciose. Infatti il Grace si trova in una valle misteriosa, circondata da montagne e boschi, il suo lago sembra morto e un ghiacciaio spettrale alberga su una delle montagne. Nei decenni passati è stato chiuso per una serie di sparizioni misteriose, ma dopo svariato tempo, hanno deciso di riaprirlo.
Davvero un'ambientazione niente male, forse all'inizio non mi metterebbe molto i brividi come ha fatto a Julia, ma con l'andare avanti del tempo, nonostante l'abitudine, troverei qualcosa di inquietante in quel lago, in quelle montagne e in quell'edificio.
Julia e Robert sono due personaggi caratterizzati molto bene, come lo sono anche quelli che abitano con loro negli alloggi del Grace... anche se, devo dire, che non tutti mi hanno convinta: alcuni si vedono veramente poco o sono talmente stereotipati e nati da cliché che mi hanno fatto domandare se fossero veramente necessari.
Qualche pensiero di Julia mi ha dato un po' sui nervi e l'ho trovato superficiale, soprattutto ripetere la stessa cosa ogni tot pagine, così, per ribadire un concetto. Mi è parso più che altro un espediente, usato se e quando l'autrice non sapeva cosa far dire, pensare, fare alla protagonista. Se devo essere del tutto sincera, questa è la cosa che mi è piaciuta meno del libro... tralasciando, poi, la parte in cui Chris è stato trattato malissimo e anch'io ci sono rimasta un po' leggendo quel pezzo.

La lettura è molto lenta all'inizio, quando ci vengono presentati i personaggi principali e, quasi fino a metà libro, non succede nulla di eclatante. Poi, dal party in riva al lago, si ha un'accelerazione incredibile, fino al finale. Di sicuro se avessi comprato il libro senza leggere le varie recensioni che si susseguono su internet, e la storia non mi avesse interessata come è stato ancora prima di vincerlo, probabilmente l'avrei abbandonato, perché il fatto che non si arrivi al sodo nelle prime cento pagine, mi avrebbe demoralizzata un po'. Per fortuna lo stile della Kuhn, la mia forza di volontà e il mio interesse hanno prevalso e sono arrivata fino alla fine senza troppi intoppi (anche se ci ho messo un mese e mezzo XD).
Per quanto riguarda l'omicidio avvenuto durante il party "di benvenuto" per le matricole, devo dire che sono stata indecisa tra tre colpevoli quasi fino al finale. Non tanto perché il caso fosse complicato, anzi, era veramente una bazzecola (di sicuro originale, ma di una banalità quasi disarmante, soprattutto per chi è amante dei gialli come me), ma più perché vedendo la vicenda con gli occhi di Julia, è difficile riuscire a ragionare a mente fredda su chi potesse essere coinvolto nella vicenda.
In tutto il volume, o quasi, perché ci sono dei capitoli in cui è Robert ad avere la palla della narrazione, infatti Julia è la protagonista ed è di fatto lei, insieme ai coinquilini, a condurre di nascosto le vere indagini sul caso, visto che la polizia l'abbandona quasi subito. Durante queste indagini, però, il lettore non solo si concentra sul caso, ma viene anche inglobato nel mondo di Julia, e riuscire a districarsi per capire chi sia il colpevole è piuttosto difficile. Questo può essere sia un punto a sfavore sia a favore per il libro: un appassionato di gialli e mistero si seccherà di leggere di tutte le pare mentali che la protagonista si fa, ai continui accenni al fatto che non si possa fidare di nessuno e che si preoccupi di come riuscirà a proteggere il fratello da tutto e tutti; però, un appassionato di storie che mettono i sentimenti al primo posto, sarà invogliato ad andare avanti con la lettura e non avrà difficoltà a lasciarsi l'omicidio del party alle spalle.
Come ho già detto, la Kuhn è riuscita a tirare fuori dal cilindro un buon libro, che ha delle caratteristiche ben precise, delle potenzialità, soprattutto se non ci si ferma alla prima impressione, e che, molto probabilmente, potrà piacere a vari tipi di lettori.
Libro consigliato, quindi, soprattutto a chi ama il mix tra giallo, mistero e sentimenti.

Voto: ★★★★
Eruannë.

sabato 26 marzo 2011

Gli acquisti del... #2.1


Questa settimana ho comprato alcuni libri, anche se mi devono ancora arrivare (probabilmente saranno tra le mie manine lunedì, se le poste fanno il loro lavoro... anche se nutro forti dubbi u.u), e quindi ho deciso di scrivere questo secondo post de Gli acquisti del...

I libri che ho acquistato sono:
Titolo: Il risciò fantasma e altre storie fantastiche
Autore: Rudyard Kipling
Data di pubblicazione: 1994
Casa editrice: Newton & Compton
Collana: 100 pagine 1000 lire
Genere: Fantastico
Pagine: 100
Quarta di copertina: Nelle creazioni fantastiche di Kipling, tra i meno esplorati ma più vigorosi esempi della sua produzione narrativa, convivono scienza e magia, passato e futuro, sogno e realtà, determinismo occidentale e fatalismo orientale. Precursore della moderna fantascienza, Kipling ha immaginato mondi sconosciuti che proiettano ombre inquietanti sulla nostra tranquilla esistenza quotidiana. Da Il risciò fantasma a I bambini, da La più bella storia del mondo a Il serpente di mare, le storie proposte in questo volume compongono un multiforme universo, abitato da fantasmi e mostri e sconvolto da voci arcane e suggestioni misteriose.

Titolo: Fantasmi inglesi
Autore: aa.vv.
Data di pubblicazione: 1994
Casa editrice: Newton & Compton
Collana: 100 pagine 1000 lire
Genere: Fantastico, Horror
Pagine: 100
Quarta di copertina: Le incredibili storie di Walpole, Lee, Onions, James e Crawford sono esempi della migliore ghost story britannica nel suo periodo di massimo splendore, che va dalla fine dell'Ottocento all'inizio del Novecento. In effetti fu proprio nell'ambito della letteratura anglosassone che il racconto dei fantasmi acquisì dignità letteraria e vasta popolarità, sebbene leggermente in ritardo rispetto alla sua diffusione in Europa. Le fiabe dei vecchi, le leggende dei contadini, i mormorii del volgo che narravano di strane apparizioni, rumori e gemiti notturni, si tradussero in un canone narrativo definitivo solo dopo la pubblicazione e l'incredibile successo de Il Vampiro di John William Polidori e del Frankenstein di Mary Shelley: questi due testi rivoluzionarono l'atteggiamento tendenzialmente «razionale» degli inglesi nei confronti del Soprannaturale, avviando una tradizione narrativa di incredibile fascino.

Titolo: Racconti del mistero. Le inchieste di monsieur Dupin
Autore: Edgar Allan Poe
Data di pubblicazione: 1992
Casa editrice: Newton & Compton
Collana: 100 pagine 1000 lire
Genere: Mistero, Giallo
Pagine: 100
Quarta di copertina: L'arte del raccontare situazioni inquietanti, paradossali, ambigue, seguendo il corso di un'immaginazione che si avventura oltre la soglia della regione consueta, creando casi anomali e straordinari, nasce in Poe da un gusto sottile e compiaciuto per per l'esplorazione dell'insondabilità del reale, fra le tracce confusamente visibili di altri mondi e altre esperienze. I congegni macchinosi di Poe, le sue tortuose invenzioni, percorse e sostenute da un accanimento raziocinante che non conosce soste, vogliono essere gli strumenti rigorosi di una geometria della mente che scruta e fissa la fluida mobilità di sensazioni altrimenti sfuggenti e inafferrabili. Affidati all'analisi meticolosamente dissezionate di Auguste Dupin, protagonista di queste particolarissime detective-stories, ironico e prestigioso solutore di enigmi e misteri intricatissimi, questi racconti non si aprono a esiti comico-satirici volti a frantumare la drammaticità delle tensioni e a dissolvere, come alla fine di un gioco d'azzardo, un clima di attesa e di suspense cresciuto a dismisura.

Che ne pensate? Io sono ansiosa di riceverli e iniziarli, perché ho proprio voglia di tuffarmi nel fantastico.

Eruannë.