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sabato 15 agosto 2020

{Saturday Review} Prima regola: non innamorarsi


Miei cari svelatori di specchi, non succedeva da un po' che io leggessi due libri in due giorni e che, di conseguenza, scrivessi due recensioni in due giorni, ma sì, state leggendo molto bene: è giunto il momento di una nuova recensione.
Altra cosa sorprendente, si tratta di un altro romanzo di genere rosa/romance/chicklit.
Non so cosa mi sia successo, sono sincera, ma si vede che la mia vena romantica ha bisogno di essere soddisfatta e quindi mi spinge verso questo genere, che di solito leggo, sì, ma con molta parsimonia (aka una volta ogni tanto).
Il libro che mi ha tenuta incollata alle pagine in quest'altra giornata di estate (in cui io dovrei preparare gli esami di settembre...) è

Autore: Felicia Kingsley
Data di pubblicazione: 1 giugno 2020
Casa editrice: Newton Compton Editori
Genere: Rosa, Chicklit
Pagine: 416
Prezzo: 9.90€ (cartaceo), 2.99€ (ebook)
Quarta di copertina: Silvye ha ventisette anni, una madre asfissiante e sogna solo una vita normale, con un lavoro normale. Ma la verità è che la sua vita è tutto meno che normale perché… è una truffatrice. Sì, una truffatrice, figlia di una truffatrice che l’ha istruita alla perfezione nell’arte del furto e dell’inganno. Ci sono solo due cose che Silvye non deve fare: mangiare carboidrati e innamorarsi. A lei, le regole proprio non piacciono: ok vivere senza innamorarsi, ma non senza carboidrati!
C’è invece una persona a cui le regole piacciono moltissimo: Nick Montecristo, affascinante ladro-gentiluomo e astuto genio dell’arte. È un abile stratega, impermeabile ai sentimenti, e non ha mai fallito un solo incarico.
Nick e Silvye sono i prescelti da un ricco ed eccentrico collezionista, per mettere a segno un colpo sensazionale. Peccato che i due si detestino e abbiano qualche conto in sospeso da regolare. Lei è fuoco, lui è ghiaccio. Impensabile lavorare insieme, impossibile dire di no al colpo. Riusciranno Nick e Silvye a passare da rivali a complici, ed evitare che una fastidiosa quanto imprevista attrazione tra loro complichi le cose? Ma sì, in fondo sono due professionisti, basterà rispettare una sola regola…
Voto: 


Lo ammetto: prima di iniziare questo libro ero molto scettica e l'ho comprato in versione kindle qualche settimana fa, con una promozione della Newton Compton proprio per provare a vedere se mi sarebbe piaciuto.
Su instagram avevo visto tantissime blogger ricevere il pacchetto speciale dalla CE e la storia mi aveva un po' incuriosita, ma io non sono solita leggere libri di questo genere e quindi l'avevo un po' snobbato. Ma mi sono dovuta proprio ricredere.

La storia è davvero avvincente ed entusiasmante e non c'è solo la componente romantica, ma anche una buona dose di spionaggio e mistero stile 007, e sono queste le cose che mi sono piaciute di più.
Silvye e Nick sono due ladri che si incontrano e si scontrano un paio di volte fino a quando sono costretti a lavorare insieme per il colpo del secolo.
Da qui iniziano tutta una serie di avvenimenti, tra un omicidio e un inseguimento tra le calli veneziane, i due sanciscono una regola: vietato innamorarsi, perché l'attrazione tra i due è palpabile ed è bene lasciare il lavoro e i sentimenti ben separati.
Ovviamente le cose non vanno mai secondo i piani e ne succedono di tutti i colori.

Non mi soffermerò molto sull'aspetto fisico dei due, perché mi pare superfluo dire che sono entrambi affascinanti e non passano di certo inosservati, ma, a mio parare, ciò che fa funzionare di più la storia è l'aspetto psicologico e, quindi, l'evoluzione di Silvye e Nick c'è e si vede.
Silvye senza accorgersene inizia a essere più attenta e meticolosa, Nick lascia da parte la fobia per i germi e inizia anche ad apprezzare le piccolezze della vita, cose a cui prima, maniaco del controllo com'era, non badava minimamente e cercava sempre di avere tutto sott'occhio.
Sono i classici opposti che si attraggono o, se preferite, le due metà che combaciano e si completano, perché per certi versi non possono essere più di diversi.
Mi è piaciuta questa crescita di due persone tanto diverse, che cercano di smussare i propri difetti e che, anche se non lo avrebbero mai ammesso al loro primo incontro, hanno iniziato a stimarsi e rispettarsi, aiutandosi e preoccupandosi l'uno dell'altra.
Mi sono piaciuti molto anche i background dei personaggi, molto ben costruiti, soprattutto quello di Nick. Entrambi hanno delle storie familiari alle spalle davvero complicate o non le hanno affatto e sono dovuti crescere in fretta per cercare la loro strada, anche se in qualche modo pilotata da altri.
Un personaggio che ho sopportato davvero poco, com'era prevedibile, è la madre di Silvye. L'avrei mandata a quel paese a inizio romanzo, senza ascoltarla minimamente e l'avrei lasciata a sbrogliarsi la matassa di problemi da sola. È il classico personaggio egoista, che mette la propria esperienza davanti a quella altrui e impone le proprie idee come se fossero verità assolute. Davvero insopportabile.

La cosa che mi è piaciuta di più, però, come dicevo, è la componente mistery che richiama molto 007 o i romanzi di Dan Brown e, perché no, anche un po' Indiana Jones (avrei voluto diventare archeologa perché amo la storia e per andare alla ricerca di tesori perduti come lui!).
Io adoro il genere giallo e quando ci sono casi da risolvere, storie da svelare, puzzle da completare, io ci vado letteralmente a nozze. Potete capire benissimo come mi sono sentita quando c'è il primo colpo di scena e Silvye e Nick sono costretti a scappare per paura di essere coinvolti più del necessario.
La componente storica, poi, è curata nei minimi dettagli, Felicia ha fatto un lavoro davvero meticoloso, non lasciando nulla al caso e io stessa sarei partita subito alla ricerca del diario di Casanova.
Alcuni colpi di scena per me, abituata a leggere gialli, sono stati alquanto prevedibili, altri un po' meno e questo ha aggiunto un po' di movimento in più alla storia, colpendomi positivamente.

E poi Venezia.
Io ho una sorta di amore-odio per Venezia fin da quand'ero piccola e in certi frangenti credo anche che mi abbia portato sfortuna, ma è innegabile che sia una delle città in cui ho tantissimi ricordi.
È a una manciata di ore da dove vivo, quindi l'ho visitata tantissime volte (l'ultima a inizio 2019), racchiude esperienze, gite, mostre e palazzi che ho adorato e sì, anche buona parte del mio cuore.
Ogni volta che leggo di Venezia o vedo un film o qualche video su di lei ho una voglia matta di andarci, perché mi piace camminare per le sue calli (talvolta perdendomi), andare alla scoperta di scorci nascosti che racchiudono tutta la bellezza di una città ricca di storia e di storie.

E poi (perdonatemi lo spoiler) Vienna.
Anche Vienna è nel mio cuore e anche a Vienna vorrei tornare subito. Ho una venerazione particolare per la città austriaca.
È lì che ho fatto il mio primo viaggio fuori dall'Italia coi miei genitori, a 6 anni. È lì che ho visitato il più bel castello che io abbia mai visto: Schönbrunn, con la sua storia e quella della principessa Sissi (sì, ogni volta che danno i film alla tv sono imbambolata e li so a memoria), è lì che ho odiato per la prima volta la sacher, perché non smettevano più di parlarne e io ho fatto indigestione solo a sentirla nominare (adesso invece mi piace molto!).
Ed è lì che ho fatto il mio viaggio per il diploma con mia madre, rivedendo tutti i posti dov'ero stata 15 anni prima e restandoci molto male quando non ho potuto riprodurre una foto fatta a 6 anni, perché avevano cambiato la disposizione di fontane e piante all'interno del parco di Schönbrunn.
Ed è lì che sono tornata, anche se per un pomeriggio soltanto, 4 anni fa, quando siamo partiti per la GMG, ma è stato comunque bellissimo passeggiare per il centro, riassaporarne la storia.

Trovare queste due città insieme in un libro mi ha fatto estremamente piacere, così come rivivere i ricordi legate a esse.

Insomma, forse questo libro mi è piaciuto più del dovuto per i miei standard, ma adesso sono curiosa di leggere qualcos'altro di Felicia, infatti mi sa che avrei dovuto cogliere come segni gran parte dei suoi libri al mercatino dell'usato giovedì pomeriggio e comprarne almeno un paio.
Ma scommetto che volete sapere perché, se mi è piaciuto tanto, gli ho dato solo quattro specchi.
Solo perché in alcuni punti la trama è davvero prevedibile e a tratti scontata, ma sono delle inezie, nulla di che. Rimane comunque il fatto che la cura nei particolari e la ricerca storica fatta dall'autrice siano notevoli e facciano apprezzare il libro nella sua interezza.

E adesso la domanda di rito: voi avete letto questo libro? Cosa ne pensate?
Lo spazio commenti è a vostra totale disposizione, quindi se volete dire qualcosa o aggiungere qualche dettaglio che mi è sfuggito, fate pure.

Vi auguro una buonissima giornata e di fare buone letture in questo giorno di festa.
A presto,
Annette.

mercoledì 12 agosto 2020

{Recensione} La verità è che non sei distante abbastanza

Buonasera, miei cari svelatori di specchi!
Questa settimana niente WWW, ma semplicemente una recensione di un libro che ho letto oggi e che voglio consigliarvi.
Chi mi segue da anni sa che ho un rapporto di amore-odio con i generi romance e chicklit, un po' perché nel tempo ho letto delle vere e proprie ciofeche e un po' perché, pur essendo un'inguaribile romantica, ho paura che facciano riaffiorare vecchi ricordi e che quindi io mi trasformi nella peggior piagnucolosa acida zitella in circolazione.
Ma per Chiara Parenti io faccio un'eccezione.
Lei è l'autrice di Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito), di Con un poco di zucchero e di L'importanza di chiamarsi Cristina Grei, libri che io ho adorato e che mi hanno fatto scoprire i romanzi romantici sì, ma pieni di ironia e sarcasmo.
Quest'oggi Chiara ha pubblicato un altro libro e quando io ho letto la notizia sulla sua pagina facebook, mi sono fiondata a prenderlo su amazon. Inutile dire che l'ho letteralmente divorato.
Ma prima della recensione vera e propria, qualche dettaglio...

Titolo: La verità è che non sei distante abbastanza
Autore: Chiara Parenti
Data di pubblicazione: 12 agosto 2020
Casa editrice: / (autopubblicato)
Genere: Rosa, Chicklit
Pagine: 181
Prezzo: 2.99€ (solo versione ebook, disponibile su Kindle Unlimited)
Quarta di copertina: Marzo 2020.
Elena Tonelli è furiosa. L’Italia è in lockdown e lei è rimasta bloccata a Reggio Emilia in un appartamento che odia insieme a Lorenzo, l’ex fidanzato fedifrago che l’ha tradita e dal quale vorrebbe stare a molto più di un metro di distanza. Le cose precipitano quando l’agenzia per la quale lavora la licenzia a causa dell’annullamento degli eventi dovuto alla quarantena e lei si ritrova improvvisamente disoccupata.
Pasti separati, letti separati, spesa separata. Le regole della prigionia sono chiare ma, anche così, le battaglie sono all’ordine del giorno.
Ipocondriaca nel mezzo di una pandemia globale, Elena trascorre le giornate a disinfettare qualsiasi tipo di superficie, dalle 3564 fughe dei pavimenti di casa alle zampe del cane. Lorenzo invece è molto più rilassato su questo punto: entra ed esce di casa ogni giorno con disinvoltura, senza mai dire dove vada, cosa che manda Elena fuori di testa.
Come se non bastasse, ci sono anche i vicini a darle il tormento: l’anziano scorbutico al piano di sopra che lancia secchiate d’acqua dal balcone, e quelli del piano di sotto, una coppia di musicisti da balera a cui la faccenda del flashmob delle 18 è sfuggita di mano e ogni giorno si sente in dovere di intrattenere il quartiere con il meglio delle canzoni italiane anni ’60.
Per fortuna ci sono le amiche Rebecca, Asia e Giulia che, anche se lontane, le fanno sentire la propria vicinanza tra messaggi e videochiamate.
Ma a riempire di colore le giornate grigie di Elena è Alessandro, un affascinante giovane imprenditore che aveva conosciuto qualche mese prima durante un evento organizzato dalla sua agenzia e che sembra intenzionato a volere molto di più che chattare con lei.
Tutto cambia la sera del 18 marzo, quando alla tv passano le immagini dei mezzi dell’esercito che trasportano le bare via da Bergamo: per la prima volta, Elena e Lorenzo si rendono conto della gravità di quello che sta succedendo fuori dal loro appartamento, e allora anche la lite sulla tavoletta del wc rimasta alzata perde di significato.
Inaspettatamente ricominciano a parlare e in casa inizia il cessate il fuoco. Sarà solo una tregua provvisoria o, intrappolati insieme, riusciranno anche a riscoprire quello che li univa prima? E Alessandro cosa farà? Resterà a guardare?
Voto: 


Questo libro ha letteralmente riempito la mia giornata (e mi ha impedito di andare a fare spese da Tiger) e devo dire che è stata una lettura piacevolissima.
Come già detto l'ho divorato. È vero, non è lunghissimo e questo facilita le cose, ma non sono riuscita a staccarmi da lui.

La storia potrebbe benissimo essere accaduta davvero, perché Dio solo sa cosa accadeva nelle nostre case, nei nostri condomini durante il lockdown. E chissà quante coppie in crisi si sono ritrovate a vivere una convivenza forzata, così come chissà in quanti palazzi i giovani hanno supportato gli anziani condomini e li hanno aiutati andando a fare la spesa, ascoltati, confortati, supportati nei momenti di difficoltà lontani dagli affetti di figli e nipoti.
Nel libro di Chiara c'è tutto questo che fa da sfondo alla storia di Elena e Lorenzo. Due giovani che si sono ritrovati catapultati in un'altra città, dove lei è organizzatrice di eventi, mentre lui cerca di mantenere il lavoro come aiuto cuoco in un ristorante.
Sono ex costretti a convivere: Lorenzo ha tradito Elena e per questo si sono lasciati e, quindi, vivono una convivenza al limite della guerriglia urbana.

Devo dire che io mi rivedo sempre molto nei personaggi che crea Chiara, non so come faccia, ma riesce a coinvolgermi e a farmi immergere nella lettura, si può dire, anima e corpo.
Ho percepito tutto il dolore di Elena (e anche quello di Lorenzo), ho riso con lei, ho pianto con lei, l'ho capita e mi sono in un certo senso evoluta anch'io man mano che la storia andava avanti. In alcuni punti ho visto anche parte del mio passato.
Tra i miei personaggi preferiti senz'altro nonna Mapi, un vero portento: influencer ultranovantenne su instagram che intratteneva i suoi follower attraverso dirette, post e storie come qualsiasi influencer ben più giovane.
La sua storia mi ha colpita davvero molto e, sebbene le mie nonne non abbiano mai cercato altri compagni di vita dopo essere rimaste vedove, le ho riviste in lei. Perché sono sicura che anche le mie nonne – in special modo una – non avrebbe perso tempo e si sarebbe adattata alle nuove tecnologie e alla quarantena (magari con un po' di riluttanza, combattiva com'era), ma le ho riviste anche nelle sue parole, nel modo in cui parlava alla nipote e a come cercava di farle capire le cose essenziali della vita.
I vicini di casa sono dolcissimi, anche se un po' impiccioni, com'è giusto che sia, ma anche loro riescono a capire perfettamente i due ragazzi e cercano di aiutarli con la musica o con qualche saggio consiglio.

In poche pagine i protagonisti, in special modo Elena, subiscono una trasformazione.
Complice anche nonna Mapi, Elena capisce cosa voglia dire amare davvero e inizia tutto un lavoro su se stessa per comprendere a fondo i sentimenti che la legavano a Lorenzo.
Mi è piaciuto moltissimo l'accenno al fatto che in passato le cose rotte si aggiustavano, non si buttavano. Purtroppo noi siamo figli della mentalità usa e getta, molti genitori dei miei coetanei sono divorziati, hanno preferito non affrontare i problemi, ma gettarli alle spalle e andare avanti, ognuno per la propria strada.
Con questo discorso non sto dicendo che bisogna far funzionare a tutti i costi i rapporti, ogni storia è a sé ed è sacrosanto che ognuno la viva come crede, ma semplicemente che purtroppo viviamo nell'epoca del consumismo, delle cose fatte per durare pochissimo, del tutto e subito e questo porta anche a consumare le relazioni con gli altri in poco.
Non siamo più abituati a vedere al di là dell'innamoramento, non siamo sempre disposti a vivere l'amore per quello che è: l'accettazione dei difetti propri e altrui, un ballo di coppia in cui le due persone smussano i caratteri per fare spazio all'altro.
Anche nonna Mapi è divorziata, ma fa capire alla nipote che quella non è la soluzione, che lei inseguiva una favola e non si è resa conto in tempo di ciò che aveva.
Mi è piaciuta molto la similitudine dell'ostrica:
«Quando un'ostrica viene ferita, produce una perla. [...] Quando un granello di sabbia entra dentro la conchiglia, per proteggersi l'ostrica ferita inizia a produrre una sostanza cicatrizzante che diventerà poi una bellissima perla.
Questo per dirti che la sola via d'uscita al dolore che provi è fare come l'ostrica e avvolgere la tua ferita con quella sostanza lenitiva e incredibile che è l'amore».
Anche Lorenzo subisce un cambiamento, grazie al vicino del piano di sopra, ex psicoterapeuta che elargisce consigli e suggerimenti per superare la crisi.
Ma anche le amiche di Elena cambiano durante la quarantena, capendo cosa vogliono davvero dalla vita e scoprendo nuovi lati di sé o dei rapporti che vivono.

Ho trovato esilaranti alcuni pezzi della vita quotidiana dei protagonisti, come quando Elena pedina Lorenzo o quando lei va a fare la spesa e si comportano come i personaggi de La casa di Carta (telefilm che ho una voglia matta di vedere).
Lo stile di Chiara è immutato: battute, ironia, sarcasmo, frasi a effetto per stemperare la tensione emotiva... c'è tutto questo e molto di più.

Prima vi ho detto che ho pianto con Elena, sì, ci sono stati dei pezzi in cui mi sono commossa e ho sentito davvero sulla mia pelle ciò che lei provava, così come mi sono totalmente sciolta in lacrime verso la fine.
Ci sono stati alcuni avvenimenti, ma anche delle semplici parole che hanno avuto il potere di aprire le mie cateratte, questo perché ciò che Chiara ha scritto è reale, tangibile, tutte l'abbiamo provato almeno una volta e ti fa un attimo sbarellare, ma rimette anche a posto ciò che era uscito dai binari.
Non so se sono riuscita a spiegarmi, ma questo libro ha davvero il potere di sanare alcune ferite e aiutare a comprendere come vivere al meglio i rapporti con chi ci sta vicino.

Senza dilungarmi oltre, quindi, vi straconsiglio questo bellissimo libro. Chiara è sempre una garanzia di qualità, quindi non avevo il minimo dubbio che sarebbe stato una lettura piacevolissima.
Se siete interessati, lo trovate su Amazon.

Io vi auguro una buona serata e buonissime letture.
Fatemi sapere nei commenti cosa pensate della recensione, ma ancor di più cosa pensate del libro e se lo leggerete.
Annette.

sabato 16 maggio 2020

{Saturday Review} Fangirl


Buonasera a tutti, miei cari svelatori di specchi!
Lo so, è tardi, rispetto ai soliti standard in cui posto, ma ho appena finito la seconda lettura per la Bout of Books read-a-thon e non vedo l'ora di parlarvene.
Come secondo libro ho scelto:

Titolo: Fangirl
Autore: Rainbow Rowell
Data di pubblicazione: 2017
Casa editrice: Piemme
Collana: Pickwick
Genere: Young Adult, Rosa
Pagine: 505
Prezzo: 11.90€
Quarta di copertina: Approdata all'università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcoll e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere fanfiction di cui migliaia di sostenitori attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con il suo ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fanfiction siano solo un plagio, e un affascinante aspirante scrittore che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita.
Voto: 


Era da tempo che non leggevo un romanzo rosa e, per di più, young adult, perché non sempre trovo quello giusto.
Ma questo, posso dirvi senza ombra di dubbio, che lo è. È uno di quelli giusti.

La storia è molto semplice, anche se chi ha redatto la quarta di copertina ha travisato alcuni comportamenti dei protagonisti di questo libro: Cath è la protagonista e si ritrova catapultata nella vita universitaria tra mille insicurezze. Non appena varca la soglia della stanza che non dividerà con la gemella, si scontra con Levi, il presunto fidanzato della sua compagna di stanza.
La compagna di stanza, Reagan, è una ragazza più grande di Cath, un po' burbera, ma dal gran cuore e cerca di farla ambientare a modo suo. Levi prende in simpatia Cath e cerca di farla uscire dal guscio e proteggerla allo stesso tempo.
La gemella di Cath, Wren, è il suo opposto e pensa solo che il college sia l'occasione per andare alle feste, circondarsi di ragazzi e vivere senza il minimo controllo.
Cath preferisce stare in camera a scrivere, piuttosto che andare alle feste, ed è molto conosciuta nel web grazie alle fanfiction che scrive su Simon Snow.

Cosa mi è piaciuto in particolare?
Di solito mi piacciono le protagoniste forti e che sanno farsi valere. Cath non è proprio così, ma mi sono rivista molto in lei (anche se ho un bel po' di anni in più).
Entrambe scriviamo fanfiction. Entrambe siamo timide e facciamo fatica a farci nuovi amici. Entrambe abbiamo difficoltà a fidarci degli altri, soprattutto se potrebbero deluderci, forse perché nella vita abbiamo subito tante delusioni e abbiamo paura di starci ancora male.
Mi sono rivista in lei quando aveva dei problemi con la compagna di stanza, perché la scorsa estate ho avuto un'esperienza non molto piacevole a Plezzo e i primi giorni là sono stati un vero incubo.
Cath può sembrare una ragazza fragile, insicura, ma per certi versi è anche matura, ha uno spiccato senso di protezione nei confronti delle persone che ama e questo la porta a soppesare sempre le scelte da fare.
Una sola cosa mi ha dato un po' da pensare: lei e la gemella sono identiche fisicamente e Wren è consapevole di essere uno schianto, anche Cath è consapevole della bellezza della sorella e di riflesso sua, eppure si sente sempre il brutto anatroccolo.

Mi è piaciuto molto il rapporto che instaura con Levi, un ragazzo più grande di lei di qualche anno, ma che cerca di farla sentire a casa e in un qualche modo protetta.
È chiaro fin da subito cosa accadrà tra loro due, ma ho letto con vivo interesse lo sviluppo della loro storia, di come Cath finalmente sia riuscita a sciogliersi e a vivere ciò di cui raccontava nelle sue fanfiction.

Tutti i personaggi hanno una caratterizzazione profonda, non sono solo tratteggiati superficialmente (comparse a parte), ma, anche se il libro è dal punto di vista di Cath, si riescono a delineare molto bene i vari caratteri. Mi è piaciuto molto anche il personaggio della professoressa di scrittura narrativa che, pur ritenendo le fanfiction dei plagi, è davvero molto disponibile e capisce al volo chi ha un talento particolare per la scrittura e chi no.
In un certo modo il libro tratta anche tematiche delicate, quali l'abbandono da parte di un genitore e le diverse reazioni dei figli (Cath e Wren), così come quella del padre delle gemelle, questa è una tematica che permane per l'intero libro e ci fa capire molto bene i caratteri delle due ragazze; altre tematiche sono i problemi mentali e l'alcolismo. Quest'ultimi hanno grande rilevanza per la trama, ma non sono stati sviluppati poi molto, anzi, soprattutto il secondo è stato relegato a poche pagine e non si sa se Wren abbia davvero seguito un percorso supportata da Cath o se sia stata solo la minaccia di un padre esasperato.
Ovviamente la tematica principale è la scrittura e il mondo delle fanfiction. In questo la Rowell ha fatto un lavoro egregio, tratteggiandoci un universo che io (purtroppo o per fortuna =D) conosco molto bene. Questo mi è piaciuto tanto e mi ha fatta immergere ancora di più nel mondo di Cath. Anche se ammetto che, dopo un po', ho saltato le parti in cui venivano riportati spezzoni di fanfiction o di Simon Snow.
Il finale mi ha lasciata un po'... così, mi aspettavo un vero finale, non quello di Simon Snow.
E vorrei davvero sapere altro di Cath, Levi, Wren e tutti gli altri.

Lo stile dell'autrice è molto scorrevole, le 500 pagine volano che è un piacere, soprattutto perché ci si immerge fin da subito nell'atmosfera del college e nella vita della protagonista.
Prima o poi leggerò altro della Rowell, magari stavolta qualcosa più per adulti, visto che lei non scrive solo young adult.

Credo di aver detto tutto ciò che volevo sottolineare di questa lettura molto stimolante (mi ha tenuta alzata fino alle 3 ieri notte) e che ha evocato vecchi cari ricordi. Da inguaribile romantica non ho potuto fare a meno di emozionarmi in più punti e di sentire sulla pelle le sensazioni di Cath, fin quasi a commuovermi, cosa che per me è parecchio strana.
Se potete, anche se è passato del tempo dalla pubblicazione, leggetelo, perché è un libro che merita davvero. E non fatevi frenare dal fatto che sia uno young adult!

Detto questo, vi auguro una buona serata, un buon fine settimana e buone letture,
Annette.

venerdì 27 febbraio 2015

{Recensione} A letto con il nemico

Autore: Angela D'Angelo
Data di pubblicazione: 15 gennaio 2015
Casa editrice: Rizzoli
Collana: YouFeel
Mood: Erotico
Genere: Rosa, Erotico
Pagine: 166
Prezzo: 2.49€
Quarta di copertina: Cristina De Santis è una donna pratica ed equilibrata, ma quando segue le partite della Stars Roma, la squadra di pallacanestro in cui gioca suo fratello Edoardo, si trasforma in una sostenitrice appassionata, aggressiva e sanguigna.
Soprattutto con gli avversari arroganti, presuntuosi e un po’ duri. Come Nicola Zanini, capitano della squadra rivale e nemico storico di Edoardo: sguardo magnetico e un fisico che toglie il fiato più di una pallonata allo stomaco. La rivalità tra i due uomini non ferma Nico, che inizia a fare una corte spietata a Cristina. Con lui, lei ritroverà se stessa, anche se sarà difficile abbandonarsi completamente. Una donna che ha già visto fallire i propri sogni può fidarsi di un uomo? A maggior ragione se è il nemico?
Quando l’attrazione diventa incontrollabile, la passione supera qualsiasi rivalità sul campo.
Un romanzo coinvolgente ed eccitante come una finale. Un canestro vincente all’ultimo tiro, un incontro che vi terrà incollati e con il fiato sospeso, in cui l’arbitro è soltanto il cuore.


Per prima cosa voglio ringraziare l'autrice, perché è stata lei che mi ha fatto conoscere e leggere il libro. Ovviamente l'avevo già sentito nominare, perché seguo le uscite della collana YouFeel, di cui apprezzo molto il mood ironico, ma l'avevo snobbato perché il mood erotico (e conseguente genere) non fa per me, come sapete.
Diciamo che il genere erotico non è nelle mie corde, soprattutto quando le descrizioni sono molto dettagliate... sarò all'antica, ma certe cose per me devono restare "nel segreto della camera da letto", per così dire. E sarò all'antica anche perché le storie di sesso fine a se stesso non mi piacciono.
Tornando ad A letto con il nemico, mi è piaciuto, ma non tanto quanto speravo.
È vero, le scene più piccanti sono descritte in modo egregio e non sono male, ma è tutto l'insieme che non mi ha fatto dare cinque specchi a questo libro.

La storia ha per protagonista Cristina, tifosa sfegatata di basket ed ex giocatrice; segue la squadra del fratello a ogni partita e a ogni allenamento ed è piuttosto rude quando si tratta di fare il tifo, in quanto i termini che usa farebbero impallidire camionisti e scaricatori di porto.
Il suo personaggio mi ha subito ispirato molta simpatia, un po' mi sono rivista in lei... non che quando vado a vedere le partite della mia squadra di ping pong sia sboccata quanto lei, ma per tutto ciò che ha vissuto nel passato sì, mi ci sono rivista. Anch'io ho dovuto dire addio per un certo periodo allo sport e alla squadra che amavo (quest'ultimo persiste per svariate ragioni, purtroppo) e quindi so come ci si può sentire.
Mi sono vista molto in lei, perché anch'io tendo a restare sulla difensiva e a non farmi ingannare troppo dai sentimenti, soprattutto quando questi potrebbero portarmi a soffrire. Sono stata spettatrice troppe volte dei miei insuccessi nei più svariati campi. Questo aspetto accomuna molto me e Cristina, quindi sono stata molto felice di poter leggere di una donna simile a me, anche per poter imparare dai suoi errori. Lo so, è un ragionamento contorto, ma spero che abbiate capito cosa intendo.
L'altro protagonista, se così lo si può definire, è Nicola, un giocatore di basket talentuoso, bello e possente che ha il pregio di far cadere tutte le donne ai propri piedi. Tutte tranne una, Cristina appunto. E questo gli fa accettare la sfida, ovvero conquistarla e farla sua.

Se in un primo momento ho molto apprezzato i battibecchi tra Cristina e Nicola, poi il fatto che lei abbia capitolato dopo un paio di moine mi ha fatto storcere il naso.
Ho trovato questa cosa, infatti, molto incoerente. Mi spiego: prima di tutto Cristina ha tenuto a precisare che lei vuole un uomo che non la desideri solo per il suo corpo, poi però cambia idea non appena le arrivano un mazzo di rose, dei cioccolatini e un invito galante.
Capisco che il romanzo fosse breve, ma saltare così da un'idea all'altra mi ha dato l'impressione di una protagonista insicura, che non sa quello che vuole e anche estremamente infantile.
Per quanto riguarda Nicola, invece, mi ha dato l'impressione di essere molto maturo. Certo, all'inizio non si fa scrupoli di essere un donnaiolo, ma quando capisce cosa prova realmente cerca in tutti i modi di far capire a Cristina com'è e cosa vorrebbe. Peccato che Cristina, proprio perché non si fida, non creda minimamente in lui.
Se all'inizio Cristina era quella matura e Nicola il ragazzino, alla fine era il contrario. In un romanzo più lungo questo cambio sarebbe stato molto apprezzabile, ma se per il secondo la crescita è stata graduale, per la prima, come già detto, è stato tutto improvviso.

Il lato erotico del libro non ha aggiunto né tolto nulla alla storia. C'è di buono che non ho provato ribrezzo leggendo, come è successo per altri libri in cui questo lato era abusato e descritto malissimo.
I capitoli dedicati al sesso tra i due protagonisti, però, mi sono sembrati inseriti nella trama quasi per riempire degli spazi e mi ricordavano tanto le PWP (Plot? What Plot?).
Capisco perfettamente che servivano alla storia per far capire come si evolveva il rapporto tra Cristina e Nicola, la cosa che mi ha fatto storcere il naso è appunto il fatto che Cristina si conceda a lui alla prima occasione come se tutto ciò che aveva detto all'inizio non importasse più.
Ripeto, sarò all'antica per certe cose e forse non sopporto molto bene i cambiamenti, ma l'incoerenza non mi piace mai.

Rileggendo questa recensione sembra che il libro non mi sia piaciuto, ma non è così. Purtroppo ci sono questi punti deboli che non mi hanno fatto apprezzare a pieno la lettura ed è un peccato, perché la storia – seppure un po' banale e lineare – non è brutta, anzi, chi non vorrebbe stare con un bel ragazzo biondo con gli occhi verdi che ti fa sentire viva a ogni tocco?
Senza contare il fatto che è scritto molto bene (qualche refuso è scappato qui e là, però) e assorbe completamente il lettore nella lettura, visto che non ci si accorge neanche di superare pagina 100 =D Lo stile dell'autrice è fluido e senza fronzoli inutili, mi è piaciuto molto e mi piacerebbe che altri autori scrivessero come lei, così da non appesantire inutilmente la lettura.

Penso di aver detto tutto e spero di non aver dimenticato qualcosa.
Mi dispiace non aver apprezzato del tutto il libro, ringrazio ancora Angela per avermelo mandato (e per aver insistito un po' =P), è stata una lettura molto piacevole.
Spero di leggere qualcos'altro di suo presto.

Voto:

Non mi resta che augurarvi buona giornata e buone letture ;)

domenica 15 febbraio 2015

{Recensione Anteprima} L'importanza di chiamarsi Cristian Grei

Buongiorno miei cari lettori!
Quest'oggi sono proprio felice di presentarvi la mia recensione di un libro sono certa non vorrete lasciarvi sfuggire.
Ringrazio l'autrice, Chiara Parenti, che molto gentilmente mi ha permesso di leggere il suo nuovo libro in anteprima... e che io non vedevo proprio l'ora di leggere =D

Autore: Chiara Parenti
Data di pubblicazione: 17 febbraio 2015
Casa editrice: Rizzoli
Collana: YouFeel
Mood: Ironico
Genere: Rosa
Pagine: 112
Quarta di copertina: Cristian Grei ha trentadue anni e una sola, acerrima nemica: E. L. James, che con le sue 50 Sfumature gli ha rovinato la vita. Tutte le donne, infatti, appena sentono il suo nome, vedono in lui un dominatore in 3D e l'incarnazione delle più proibite fantasie erotiche. Ma se vivi a Prato, fai il becchino nell’agenzia di onoranze funebri di famiglia e sei ipocondriaco, avere il nome "uguale" a quello del più grande amatore di tutti i tempi, che si sposta in elicottero ed è a capo di un’azienda leader mondiale, può creare una costante e fastidiosissima ansia da prestazione.
Solo Antonella, l'amica di sempre, è in grado di divertirsi giocando con lui e tenere a bada le sue mille ansie, ma soprattutto è disposta ad amarlo per quello che è realmente.
Cristian Grei riuscirà finalmente a capire che è lei la donna giusta? E soprattutto sarà “pronto a riceverla”?


Io non sono affatto una fan delle 50 Sfumature, anzi, non capisco tutto il clamore dietro a uno dei tanti libri (libri?) usciti negli ultimi anni. Sarà che non sono una fan del genere erotico o che non seguo le mode...
Considerazioni varie sulla saga – se così la si può chiamare – di E.L. James a parte, io adoro i libri di Chiara Parenti.
Se Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) mi ha fatta ridere pensando alle reazioni di Madre&co. ai disastri creati dalla protagonista per colpa di un mojito di troppo e Con un poco di zucchero mi ha fatta sognare a occhi aperti, L'importanza di chiamarsi Cristian Grei mi ha fatta anche commuovere e solo se lo leggerete capirete perché.

Premessa (doverosa): questa recensione non vuole essere una sviolinata gratuita all'autrice, il libro mi è piaciuto davvero tanto e, come sempre, dico quello che penso.

Il Cristian Grei nostrano non ha niente a che vedere con il Christian Grey orginale, e non solo perché gli manca l'h o ha la i al posto della y. Certo è un gran bel ragazzo e tutte le ragazze gli vorrebbero saltare addosso (che sia solo colpa del nome? Io non credo =D), ma è un ipocondriaco da far paura.
Lui nega perfino sotto tortura di essere ipocondriaco, ma i fatti gli danno miseramente torto.
È un vero spasso leggere di lui che cerca in tutti i modi di difendersi da germi e malattie varie, fallendo più o meno miseramente, visto che è pur sempre a contatto con gente morta ogni giorno. Sì, perché lui fa il becchino nell'azienda di famiglia.
Piccola parentesi che c'entra poco e niente con il libro in questione: ho trovato molto divertente il fatto che, insieme ai compagni del corso di autoimprenditorialità che sto seguendo ultimamente, l'altro giorno, durante l'aperitivo, stessimo parlando di lavori remunerativi e ci è venuto in mente quello delle pompe funebri. So che a un occhio esterno la cosa non faccia per nulla ridere, ma io ho trovato divertente che solo giovedì ne stessimo parlando e venerdì leggessi un libro che aveva per protagonista un becchino. Strane coincidenze.
Chiusa parentesi.

Dicevo che Cristian Grei di sicuro non ha nulla da invidiare all'altro Christian Grey... forse solo l'abilità nelle prestazioni sessuali, visto che Mr Grei sembra essere entrato in sciopero da qualcosa come quattro anni.
Parallelamente (più o meno) alla storia di Cristian, c'è anche quella di Tony, o meglio Antonella Stasi, migliore amica di Cristian e innamorata pazza del suddetto signor Grei. Pur di vederlo e sentirlo ogni giorno cerca in tutti i modi di tenere a freno i propri sentimenti, fallendo miseramente, visto che tutti si sono accorti della strana alchimia che c'è tra loro. Tutti tranne il soggetto in esame, aka Cristian.
Certi uomini hanno proprio le fette di prosciutto spesse 15 centimetri davanti agli occhi.

La storia tra i due precipita nel momento stesso in cui Cristian sembra interessarsi a una ragazza cinese bellissima, tale Bo Yang.
Si susseguono così una serie di eventi che... no, non vi anticipo null'altro, altrimenti Chiara mi lancia qualche saetta (o direttamente Madre) in testa per avervi rovinato la sorpresa. Posso solo dire che Cristian fa solo e soltanto la figura del pollo e che Tony ha tutte le ragioni del mondo per fare quello che fa.

Ho letto questo libro in poche ore, perché non riuscivo proprio a staccarmi dalle pagine (ho rischiato di andare a letto senza cena...), volevo assolutamente sapere la storia di Cristian e del perché fosse arrivato dov'era arrivato. Ed è lì che mi sono commossa, soprattutto ripensando alle persone a me care che non ci sono più.

Come sempre i personaggi di Chiara sono tutti molto ben caratterizzati, non sono stereotipati o che altro, anzi, anche quando qualcuno sembra il perfetto esempio di stereotipo si scopre che c'è di più. Molto di più ed è un piacere leggerli.
L'ironia è sempre presente, in un modo o nell'altro, ho riso molto alle battute e, soprattutto, alle descrizioni di ambienti, situazioni o personaggi. Non so come Chiara ci riesca, ma è uno spasso leggere qualcosa di suo: ha il pregio di catapultarti all'interno della storia, farti vivere ciò che provano i protagonisti (e anche gli altri personaggi), far piangere e ridere e piangere dalle risate.
E so che forse l'ho già detto, ma Cristian Grei è davvero adorabile nella sua ingenuità (e non solo), mi veniva proprio voglia di stringerlo tra le braccia ogni volta che diceva qualcosa di assurdo.
Anche i personaggi minori prima o poi vengono alla luce e si scopre che non sono buttati a caso nel libro, ma hanno un preciso compito da svolgere e, come guidati da un regista, lo svolgono egregiamente, senza mai valicare il confine tra personaggio semplice/secondario e protagonista.

Lo stile di Chiara mi piace tantissimo, anche perché è fluido e la lettura scorre leggera tra le pagine, neanche ti accorgi di finire le 112 pagine e ne vorresti ancora.
Quando sono arrivata alla fine (e l'ultima pagina vi assicuro che è strepitosa =D), avrei voluto che la storia continuasse o che ci fosse un seguito, perché leggere di Cristian è stato molto interessante e mi dispiaceva lasciare lui e gli altri con quell'ultima battuta.
Spero vivamente che Chiara ci regali qualche altra perla con Cristian per protagonista (ma anche con gli altri protagonisti dei suoi libri!).

Mi rendo conto che forse questa mia recensione vi avrà messo addosso ancora più voglia di leggere il libro e mi dispiace che dobbiate aspettare fino a martedì, ma vi assicuro che l'attesa verrà ampiamente ripagata e non resterete delusi.
Da parte mia, come al solito quando finisco di leggere un libro di Chiara, mi viene voglia di continuare la storia che ho in scrittura da un bel po' e la cui protagonista scalpita perché vuole sapere di che morte deve morire =D

Per chi non l'avesse ancora capito il voto che do a questo libro non può non essere che:

Spero che la mia recensione non vi abbia annoiati, ringrazio ancora Chiara per avermi fatto leggere il libro in anteprima, difficilmente sarei arrivata a martedì =D
Buona domenica e buone letture ;)
Annette.
Recensione partecipante alla 25 books in 2015 Reading Challenge (un libro pubblicato nel 2015) di Patrizia P del blog Evasione libri.

sabato 1 novembre 2014

{Segnalazione} Fil Rouge

Titolo: Fil Rouge
Autore: Ornella Calcagnile
Data di pubblicazione: 27 ottobre 2014
Casa Editrice: Self-Publishing Narcissus
Genere: Romance
Pagine: 118
Prezzo: 0,99€ (solo ebook)
Quarta di copertina: Avete presente la vibrante sensazione di positività che vi può trasmettere a pelle una persona appena conosciuta?
Se poi questa persona è un giovane uomo affascinante, la situazione si complica e Kylie avverte subito i piaceri e le insidie legati a questo inatteso e magnetico feeling che scoppia con Joël; l’inquilino dei piani alti dai magnifici occhi di cristallo e il sorriso accattivante.
Ma i due giovani sono davvero legati dal filo rosso del destino?
Tra amicizie esasperate, passioni trattenute, amori improvvisi, donne zuccherose e signore drago; Kylie verrà risucchiata in un vortice di situazioni grottesche, addirittura esilaranti, in cui scoprirà tante cose, compreso  ciò che la lega davvero a Joël. Per farlo, si affiderà anche alla buona sorte, portando con sé il suo particolare e inseparabile portafortuna, che beh…avrà molto a che fare con un “fil rouge”.

L'autrice: Ornella Calcagnile è nata a Napoli il 2 gennaio 1986. Diplomata all’Istituto D’Arte, laureata in Scienze della Comunicazione, ha sempre avuto un debole per tutto ciò che riguarda la creatività: grafica, disegno, fotografia, video-editing, fumetto e cinema.
Inizia a scrivere nel 2008 per dare sfogo alla sua fantasia ma con il tempo nasce una vera e propria passione che la induce a creare un blog di racconti e a lavorare sei mesi come copywriter, avvicinandola ulteriormente al mondo dell’elaborazione testi e della comunicazione.
Nel 2012 apre un lit-blog Peccati di Penna dedicato alle recensioni e alla presentazione di giovani autori.
Nel 2013 esordisce come scrittrice con il romanzo urban fantasy Helena, pubblicato con Ute Libri.
Nel 2014 si cimenta in racconti auto-pubblicati: Black - The Hunter, spin off di Helena e l’horror È la mia natura. Sempre nello stesso anno, auto-pubblica il romance Fil Rouge sperimentando uno nuovo genere.
Il suo sogno è diventare una brava scrittrice, trasmettere emozioni e creare avventure in cui il lettore possa perdersi.


Questa segnalazione doveva essere online ieri, ma poi mi sono persa nella lettura e quindi non ho fatto in tempo, così rimedio oggi.
Ringrazio Ornella, che mi ha contattata per questa segnalazione, non conoscevo il suo libro e devo dire che non mi dispiacerebbe leggerlo, quindi appena avrò un po' di tempo lo comprerò e leggerò ;)

Buone letture,
Annette.

{Saturday Review} Con un poco di zucchero


Buongiorno!
Vi dirò, per me sembra domenica (tra poco andrò anche a Messa...), ma la recensione del sabato non può aspettare.
Attenzione: la recensione che segue è l'ideale per le inguaribili romantiche, quindi se vi schifate delle sdolcinatezze non leggete. Uomo avvisato...

Titolo: Con un poco di zucchero
Autore: Chiara Parenti
Data di pubblicazione: 30 ottobre 2014
Casa editrice: Rizzoli
Collana: YouFeel
Mood: Ironico
Genere: Rosa
Pagine: 124
Prezzo: 2.49€
Quarta di copertina: A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci... e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell'amore.
Dall’autrice del romanzo rivelazione dell’estate 2014 Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) una nuova, divertente e supercalifragilistichespiralidosa storia d’amore, che fa rivivere il mito di Mary Poppins.


Finito in una manciata di ore (l'avrei finito anche prima, se non fossi dovuta uscire... anche se l'ho scaricato anche nello smartphone =D), l'ho letteralmente divorato e adorato, come l'altro libro di Chiara Parenti.

Questa volta il protagonista è un uomo, Matteo Gallo, che è costretto a vivere dalla sorella visto che: 1. la fidanzata, la Stronza, l'ha lasciato, 2. il capo – che aveva una relazione con la suddetta Stronza – l'ha licenziato, 3. è stato sfrattato e si è ritrovato a un bivio, cioè andare da sua madre o da sua sorella, fresca di divorzio.
I due nipoti sono letteralmente intrattabili e ingestibili, le tate si sono susseguite nella casa sia per colpa loro, sia per colpa di Matteo, come successo con l'ultima. Beatrice, la sorella di Matteo, quindi è costretta a pubblicare un annuncio sul giornale e da qui i guai del povero Teo prendono un'ulteriore drammatica piega.
A rispondere all'annuncio è Katie, una simpatica ed eccentrica tata italo-anglosassone, che fin da subito Matteo trova strana, pazza e la soprannomina Psycho Nanny.

Non vi svelo molto altro, perché mi dispiacerebbe davvero togliervi la sorpresa, quindi mi fermo qui con il riassunto.
Vi basti sapere che a Matteo ne capitano di tutti i colori e spesso si rivela un vero e proprio idiota. Ma è così... tenero e dolce, scemo e sprovveduto. È praticamente inutile odiarlo e, anzi, se gli uomini fossero tutti come lui, forse il mondo sarebbe un posto migliore... anche se potrebbe evitare di correre dietro a qualsiasi cosa si muova, eh! =D
Ma per fortuna tata Katie lo fa cambiare e lui manco se ne accorge.

Lo stile di Chiara è sempre molto piacevole e divertente, ci sono battute in ogni riga, e soprattutto all'inizio avevo le lacrime agli occhi dalle risate.
Ci si immerge nella lettura fin dall'inizio e si è veramente catapultati nella testa di Matteo, che cerca di difendersi dal veleno che gli avrebbe iniettato tata Katie, che cerca di sopravvivere alle stramberie di tata Katie e che finalmente trova un equilibrio sia dentro sia fuori di sé.
Avrei voluto che il libro continuasse ancora, e spero proprio che Chiara ne scriva un seguito, magari di uno dei ritiri spirituali di cui parla Katie alla fine.

I personaggi sono davvero eccezionali e ben caratterizzati, mi sono immedesimata molto sia in Matteo sia in Katie, forse perché c'è un po' di entrambi dentro di me (non che sia pazza o che abbia problemi di personalità, ma mi sono rispecchiata molto nella razionalità di Teo e nella voglia di giocare con i bambini di Katie).
C'è una frase all'inizio:
A un certo punto, Dio, o chi ne fa le veci, deve aver detto: perché mettergli solo Saturno, quando può avere contro l’intera Via Lattea?
Mi ci sono rivista molto e tutt'ora mi ci rivedo, perché anche quando penso che le cose più banali possano andare bene, c'è sempre qualcosa che va storto e non va mai come avevo pensato, studiato e sperato. E questo si rivela in un po' tutti gli aspetti della mia vita... ormai ci ho fatto il callo, come si dice dalle mie parti, quindi mi sono messa l'anima in pace e aspetto che il periodo passi (3-4 anni, però, mi sembrano un periodo esageratamente lungo, no?).

Ma torniamo al libro.
Anche i personaggi minori, le comparse, sono caratterizzati benissimo: hanno tutti un'anima e si vede che Chiara non li ha buttati lì a far nulla o perché passavano per caso.
Il personaggio che meno mi ha entusiasmata è stato quello di Stefano, il migliore amico di Matteo, che è un vero e proprio idiota e lui sì, che ha la teoria del "basta che respiri" per le ragazze e si vanta a destra e a manca delle conquiste fatte in terra londinese.
Per fortuna nel finale, seppur solo citato da Katie, si riabilita un po', ma per il resto del libro ha avuto il mio più totale disprezzo per come Matteo era costretto a fare il maschio alfa, come dice lui stesso nel racconto.
Gli hobbit sono i miei preferiti: Gabriele e Rachele sono adorabili, anche se probabilmente mi causerebbero attacchi di ira da qui all'eternità senza l'intervento di tata Katie =D scherzi a parte, si comportano come dei diavoli usciti dall'Inferno per colpa di ciò che hanno passato, che poi non è molto lontano da ciò che Teo ha passato. Presi per il verso giusto sono veramente adorabili e non si smetterebbe di voglierli bene per nulla al mondo.

Seppur di poche pagine, Con un poco di zucchero è un libro denso di significato, che sembra un po' frivolo, ma, come il Mary Poppins da cui prende ispirazione, è ricco di insegnamenti e fa riflettere. Nulla è come sembra e, anzi, c'è qualcosa di più profondo che porta i personaggi ad arrivare a un punto di non ritorno, insegnando loro cosa voglia dire vivere il presente fino in fondo.
Anch'io penso di aver imparato qualcosa da Katie, tutto sta nel ricordarsi questi piccoli insegnamenti e metterli in pratica ogni giorno =D

Ringrazio Chiara, quindi, per avermi fatto leggere il suo libro – su FB erano giorni e giorni che dicevo che non vedevo l'ora – e spero che scriva qualcosa di nuovo al più presto, perché i suoi personaggi e le sue trame, oltre al suo stile, mi danno sempre una carica incredibile e fanno riaffiorare in me il mio spirito da inguaribile romantica!

Voto:
Consigliatissimo!

E ora vado a prepararmi, scusate se sono così di corsa, ma i ragazzi non possono aspettare oggi =D

Buone letture,
Annette.

giovedì 30 ottobre 2014

{Segnalazione} Con un poco di zucchero

Autore: Chiara Parenti
Data di pubblicazione: 30 ottobre 2014
Casa editrice: Rizzoli
Collana: YouFeel
Mood: Ironico
Genere: Rosa
Prezzo: 2.49€ (solo ebook)
Quarta di copertina: A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci... e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell'amore.
Dall’autrice del romanzo rivelazione dell’estate 2014 Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) una nuova, divertente e supercalifragilistichespiralidosa storia d’amore, che fa rivivere il mito di Mary Poppins. 

Lo so, sto zitta per più di una settimana e poi me ne esco con due post in una giornata (forse ce ne sarà anche un terzo =D), ma non potevo non segnalare l'uscita di questo ebook.
Ho conosciuto (virtualmente, ma spero di incontrarla presto) Chiara Parenti grazie al suo Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) che ho letto, molto apprezzato e recensito qui, e sono felicissima che esca un secono romanzo breve per la collana YouFeel della Rizzoli.
Non vi nascondo che non vedo l'ora di leggerlo, sia perché la trama mi ispira tantissimo (e com'è scritto nella quarta di copertina, mi ricorda tanto Mary Poppins), sia perché sono un'inguaribile romantica e una lettura piacevole e sbarazzina qualche volta fa bene all'umore, soprattutto se scritta bene.

Cos'altro aggiungere? Solo: lo voglio! =D

Buone letture,
Annette.

sabato 26 luglio 2014

{Saturday Review} Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)


E già che oggi è sabato e ho letto un libro fresco fresco, approfitto per reintrodurre questa mia piccola rubrica per recensioni speciali.
In questo sabato sera dal sapore autunnale (qui sta piovendo da stamattina e la temperatura per me è ottimale, nonostante sembra di essere in ottobre =D) voglio parlarvi di:

Autore: Chiara Parenti
Data di pubblicazione: 23 luglio 2014
Casa editrice: Rizzoli
Collana: YouFeel
Mood: Ironico
Genere: Rosa, Commedia
Pagine: 134
Prezzo: 2.49€ (solo ebook)
Quarta di copertina: La vita di Maia Marini procede a vele spiegate verso la felicità: un fidanzato appartenente a una prestigiosa famiglia, un lavoro presso una delle più rinomate agenzie di comunicazione di Milano, tre amiche splendide con cui trascorrere il weekend per festeggiare l’addio al nubilato di Diana, la futura cognata! Peccato che la meta prescelta sia la Versilia, dove Maia ha passato le vacanze fino all’estate dei 16 anni. Ritornare nei luoghi in cui ha lasciato il cuore e rivedere Marco, il primo amore, la manda in tilt. Così decide che qualche mojito non potrà farle male… e anzi l’aiuterà. Il mattino dopo, però, Maia non ricorda niente. Non ha idea di cosa abbia combinato durante quel folle venerdì notte. In compenso, però, lo sanno i suoi 768 amici di Facebook. Cercando di ricucire una situazione compromettente e compromessa in ogni settore della sua vita, Maia si troverà a porsi una domanda fondamentale: e se invece che la fine di tutto, fosse solo un nuovo inizio? Perché se è vero che l'alcol fa fare pazzie, è altrettanto vero che a volte aiuta a fare la cosa giusta!


Stamattina, l'autrice mi ha contattata per segnalarmi l'uscita del suo libro, che non mi era del tutto sconosciuto, perché l'avevo adocchiato quando ho letto la newsletter della Rizzoli che mi informava della nascita di YouFeel.
Il titolo mi aveva da subito colpita, perché si capiva perfettamente che non sarebbe stata la solita romanticheria pallosa e scontata, anzi.

Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) – ma io direi anche più di un solo e semplice mojito ;D – è un libro che si legge davvero in pochissimo tempo, scorrevole, divertente e ideale per le inguaribili romantiche.
La storia ha per protagonista Maia, una brillante trentenne che lavora in un'azienda di comunicazione, ha un fidanzato altolocato e non può certo immaginare che il passato si ripresenti all'improvviso durante l'addio al nubilato della sua futura cognata in Versilia.
Da lì inizia una serie di (dis)avventure che portano Maia a riconsiderare la propria vita, i propri affetti e, soprattutto, a fare un tuffo nel passato insieme a Marco, il suo primo amore.
La prima (dis)avventura di Maia è non ricordarsi nulla, ma proprio nulla, della festa di addio al nubilato per colpa di una sbornia da paura. E questa scatena altre pseudo-avventure che coinvolgono Maia.
I capitoli si alternano tra il giorno d'oggi e quello che è successo tra Maia e Marco quindici anni prima, ed è stato molto interessante il parallelismo tra una storia e l'altra e leggere l'antefatto.

Lo stile di Chiara mi è piaciuto subito, è immediato, ironico e diretto, non ha peli sulla lingua, quindi il libro mi ha subito trasportata nel mondo creato da lei.
Mi sono anche rivista molto in Maia, nonostante non abbia la vita da pseudo-sogno* che ha lei all'inizio del libro, e mi sono riscoperta inguaribile romantica, perché chi non vorrebbe reincontrare il proprio primo amore, quell'anima gemella che ha fatto battere il cuore per la prima volta, progettare la vita insieme e, anche se non sempre è andata come auspicato, fa ancora sospirare con gli occhi a cuoricino? Chi non vorrebbe ricominciare da capo con l'anima gemella?
Eh sì, nonostante non lo dia a vedere spesso (diciamo pure che lo nascondo molto bene), anch'io ho un animo sensibile e romantico =D

Ma ritorniamo al libro, prima che divaghi ulteriormente.
Maia è contornata da personaggi molto singolari, come le sue amiche o i parenti acquisiti e il fidanzato Lapo, ma molto ben caratterizzati. A una prima occhiata sembrano i soliti personaggi stereotipati, ma andando avanti con la lettura, si scoprono tutte le varie sfumature che ognuno di loro ha.
Uno dei miei personaggi preferiti è Diana, la futura cognata di Maia, che la fa ragionare sulla vita e su quello che vuole realmente, per non parlare del fatto che sia l'unica che riesce a tenere testa a Madre Atena.
Ci sono i personaggi salvagente e quelli fanno di tutto per essere odiosi e che si fanno odiare anche solo dal nome, come Tancredi o la sopraccitata Madre Atena. Quest'ultimi sono delle vere e proprie macchiette, perché, nel loro risvegliare la voglia di prenderli a testate sui denti, c'è comunque un qualcosa di divertente.

Riassumendo: il libro mi è piaciuto tantissimo, lo stile di Chiara è molto accattivante e si legge con piacere, ti fa immergere nel mondo dei suoi personaggi.
Maia & co. sono caratterizzati molto bene, niente è lasciato al caso, si vede che c'è stato un grandissimo lavoro dietro, anche se il romanzo è molto breve. Il fatto che si vedano la documentazione e l'accuratezza personalmente lo apprezzo molto, perché non è da tutti, negli ultimi tempi, fare del lavoro immane anche e soprattutto per qualcosa di poche pagine.

Detto questo, non mi dispiacerebbe leggere altro di Maia e Marco e quindi non vedo l'ora di scoprire altre cose attraverso il loro blog ;)
Ringrazio ancora Chiara per l'opportunità che mi ha dato nel leggere il suo libro e spero che questa recensione sia stata d'aiuto... e che non sia troppo sconclusionata =D

Voto: 

Vi auguro buona serata e buon fine settimana,
Annette

* non è tutto oro quello che luccica ;D