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venerdì 26 giugno 2015

Obbrobri in libreria

Buongiorno!
È da un po' che non mi occupo di cose che, sì riguardano la lettura, ma non hanno a che fare con le varie rubriche di cui scrivo.

Questa mattina stavo spulciando Facebook, come mio solito, e mi è capitata sotto gli occhi questa immagine:


Questa, cari lettori, è la nuova copertina de Il Piacere di Gabriele D'Annunzio per la Mondadori, realizzata da uno studente dello IED di Milano.
Facciamo un momento di silenzio per la morte del buon gusto e per l'inadeguatezza e l'inutilità di una copertina del genere.

Per prima cosa vorrei proprio stringere la mano e congratularmi con chi ha avuto questa brillante idea di mettere in ridicolo il lavoro dei veri grafici, lavoratori che finora non si erano mai vergognati di farsi chiamare così, ma che da oggi in poi andranno a nascondersi, per paura di essere equiparati a tale persona.
Secondariamente, per quanto non mi piaccia D'Annunzio, devo spezzare una lancia in suo favore, per come sia stato denigrato e maltrattato, soprattutto perché l'opera in sé non può essere raffigurata e riassunta con tale immagine.
Riporto la quarta di copertina che c'è su GoodReads (nell'edizione della Giunti):
Vivere la vita come un'opera d'arte, amare solo ciò che è bello, cogliere l'attimo, godere a fondo di ogni piacere e disprezzare sempre la volgarità. Ecco le semplici regole di Andrea Sperelli, giovane e nobile frequentatore di salotti nella Roma viziosa di fine Ottocento. Il suo unico scopo è quello di condurre una vita straordinaria, fatta di mondanità, donne e avventure, da seduttore impenitente e amante focoso. Ma dietro l'euforia, dietro i godimenti, si scorge forse un'ombra. Andrea si finge spavaldo e risoluto, eppure la malinconia e la solitudine sono in agguato, pronte a giocargli sul più bello un subdolo scherzo, definitivo e tragico.
Vorrei far notare una cosa che, sebbene sia stata scritta da qualcun altro che non sia l'autore stesso in relazione al libro, mi dà da pensare che chi ha realizzato tale copertina e quelli della Mondadori non sappiano di cosa si stia parlando: disprezzare sempre la volgarità.
Questo penso sia il nocciolo della questione: questa copertina è volgare e un insulto gratuito al buon gusto, nonché, come già detto, all'opera e all'autore, che di sicuro non si aspettava che più o meno un secolo dopo il proprio libro venisse trattato così.

Più di qualcuno – a cui do pienamente ragione – ha parlato di una perfetta operazione di marketing, perché presentando una copertina del genere è naturale che se ne parli e, così facendo, si ponga l'attenzione sul contenuto di un libro che è soggetto a numerosi pregiudizi (e lo dico da persona che non lo ha letto (e non ho alcuna intenzione di leggerlo) proprio per i pregiudizi che ho e perché l'autore mi fa schifo).
Altra attenzione, poi, va dritta alla CE, perché ci si chiede come abbia potuto mandare in stampa un'orrendità simile e perché nessuno si sia posto il problema di cambiare la copertina senza che il libro, un classico di fine Ottocento/inizio Novecento, venga equiparato a porcate come le Sfumature.
Se l'intento della CE era quello di far arrivare gente che per il momento ha letto solo la James a un classico, secondo me ha sbagliato approccio, visto che i due autori non si possono neanche lontanamente equiparare; se invece era quello di dare una ventata di novità a un libro obsoleto, ha cannato di nuovo, perché qualunque lettore degno di questo nome non si avvicinerebbe mai a un libro con questa copertina, neanche se fosse una donna in preda agli ormoni (diciamocelo: il modello in copertina non ha niente di particolare, non ha pettorali scolpiti o una muscolatura da far invidia agli uomini pantofolai).
Se, invece, per la Mondadori contano solo le chiacchiere, le visualizzazioni e le condivisioni di questa immagine, allora complimenti, il loro risultato lo hanno raggiunto, perché sono già in tanti a gridare allo scandalo.

Far fare le copertine a persone che stanno studiando e sono alle prime armi mi va bene, ma mettere in ridicolo un'opera letteraria per ignoranza, no, questo non mi sta bene.
E non si tratta di essere bigotti o antichi, ma semplicemente di imparare a usare qualcosa che risponde al nome di intelligenza e che molto spesso non viene usata a dovere o non viene proprio usata.

Ormai il danno è stato fatto e vedremo in libreria questo scempio.

Perdonate il post ricco di acredine, ma quando vedo certe cose non riesco a essere gentile ed educata u.u
Scusate anche se l'ho fatta lunga, spero di non avervi annoiati. Se volete dire la vostra in merito, lo spazio commenti è a disposizione, non siate timidi!

Vi auguro buone letture, sperando di non incorrere in altre oscenità,
Annette.

lunedì 2 febbraio 2015

Le mie serie interrotte

Ok, oggi è una giornata alquanto prolifica negli aggiornamenti =D
Questo post mi è venuto in mente poco dopo aver scritto quello della WL, perché è giunto il momento di vedere (e farvi sapere) quante serie ho iniziato e non ho ancora concluso, vuoi perché le CE hanno deciso di non pubblicarle più, vuoi perché a volte il più delle volte aspetto l'edizione economica per avere ordine nella libreria (odio avere libri di un'edizione e altri di altre quando si tratta di saghe).
Sarà un post lungo, quindi mettetevi comodi e chiedo venia fin da ora se vi tedierò all'inverosimile.

#1
Serie: Blue Bloods
Autore: Melissa de la Cruz
Situazione: Sono ferma al primo libro, ma ho comprato il secondo già da qualche tempo (leggi anno). Mi sono fermata perché volevo fare mente locale e capire se la serie poteva piacermi, visto che al primo ho dato 3 specchi, ma ho lasciato aperta la porta delle possibilità, quindi inserirò quanto prima il secondo libro nella lista dei libri da leggere a breve (anche se mi sa che dovrò rileggere il primo per riprendere il filo del discorso).

#2
Serie: The Beauchamp Family
Autore: Melissa de la Cruz
Situazione: Ho letto entrambi i primi due libri, che mi sono piaciuti molto più dell'altra serie di questa autrice. Ora sono in attesa trepidante del terzo, perché vorrei continuare a leggere delle avventure delle Beauchamp e dei loro amori (strano a dirsi, eh?! =D).
Spero che la Leggereditore non tiri pacco e ci lasci a bocca asciutta, perché sarebbe un vero peccato...

#3
Serie: Shadowhunters
Autore: Cassandra Clare
Situazione: Anche di questo ho letto il primo libro, che devo essere sincera non mi ha convinta poi molto, ma, come per Sangue Blu, vorrei dare una seconda possibilità.
Mi ricordo che non mi è piaciuto fino in fondo per i troppi richiami/scopiazzamenti alla serie di Harry Potter e per questo l'ho lasciato un po' in disparte.
Ogni volta che vado in libreria non mi ricordo mai se ho già comprato il secondo libro o meno e quindi esco con qualcosa di molto diverso =D Ma prima o poi dovrò ri-affrontare la lettura anche di questa serie.

#4
Serie: Il Signore degli Anelli
Autore: J.R.R. Tolkien
Situazione: È parecchio imbarazzante, perché sono ferma a metà secondo libro da un'eternità (dal 2012, per essere precisi) e non sono più riuscita ad andare avanti.
Io adoro questa trilogia, eppure non riesco a continuarla. Non so perché u.u
Se prima era solo una possibilità, ora necessito proprio di un elenco dei libri da leggere al più presto =D

#5
Serie: Das Tal Season 1
Autore: Krystyna Kuhn
Situazione: Per questa saga sono ferma al primo libro per colpa della casa editrice, vista la pessima cover del secondo libro. Io di solito non sto molto a guardare le copertine dei libri, soprattutto per quanto riguarda le saghe, ma in questo caso non ho proprio potuto fare a meno di schifarmi davanti alla scelta editoriale della Nord.
Oltre tutto, sono ferma al primo libro perché prima vorrei capire se la serie va avanti e, in quel caso, mi accontenterò della cover scelta per il libro che attualmente mi manca. Altrimenti me li compro tutti in inglese e festa finita!

sabato 1 novembre 2014

{Saturday Review} Con un poco di zucchero


Buongiorno!
Vi dirò, per me sembra domenica (tra poco andrò anche a Messa...), ma la recensione del sabato non può aspettare.
Attenzione: la recensione che segue è l'ideale per le inguaribili romantiche, quindi se vi schifate delle sdolcinatezze non leggete. Uomo avvisato...

Titolo: Con un poco di zucchero
Autore: Chiara Parenti
Data di pubblicazione: 30 ottobre 2014
Casa editrice: Rizzoli
Collana: YouFeel
Mood: Ironico
Genere: Rosa
Pagine: 124
Prezzo: 2.49€
Quarta di copertina: A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci... e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell'amore.
Dall’autrice del romanzo rivelazione dell’estate 2014 Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) una nuova, divertente e supercalifragilistichespiralidosa storia d’amore, che fa rivivere il mito di Mary Poppins.


Finito in una manciata di ore (l'avrei finito anche prima, se non fossi dovuta uscire... anche se l'ho scaricato anche nello smartphone =D), l'ho letteralmente divorato e adorato, come l'altro libro di Chiara Parenti.

Questa volta il protagonista è un uomo, Matteo Gallo, che è costretto a vivere dalla sorella visto che: 1. la fidanzata, la Stronza, l'ha lasciato, 2. il capo – che aveva una relazione con la suddetta Stronza – l'ha licenziato, 3. è stato sfrattato e si è ritrovato a un bivio, cioè andare da sua madre o da sua sorella, fresca di divorzio.
I due nipoti sono letteralmente intrattabili e ingestibili, le tate si sono susseguite nella casa sia per colpa loro, sia per colpa di Matteo, come successo con l'ultima. Beatrice, la sorella di Matteo, quindi è costretta a pubblicare un annuncio sul giornale e da qui i guai del povero Teo prendono un'ulteriore drammatica piega.
A rispondere all'annuncio è Katie, una simpatica ed eccentrica tata italo-anglosassone, che fin da subito Matteo trova strana, pazza e la soprannomina Psycho Nanny.

Non vi svelo molto altro, perché mi dispiacerebbe davvero togliervi la sorpresa, quindi mi fermo qui con il riassunto.
Vi basti sapere che a Matteo ne capitano di tutti i colori e spesso si rivela un vero e proprio idiota. Ma è così... tenero e dolce, scemo e sprovveduto. È praticamente inutile odiarlo e, anzi, se gli uomini fossero tutti come lui, forse il mondo sarebbe un posto migliore... anche se potrebbe evitare di correre dietro a qualsiasi cosa si muova, eh! =D
Ma per fortuna tata Katie lo fa cambiare e lui manco se ne accorge.

Lo stile di Chiara è sempre molto piacevole e divertente, ci sono battute in ogni riga, e soprattutto all'inizio avevo le lacrime agli occhi dalle risate.
Ci si immerge nella lettura fin dall'inizio e si è veramente catapultati nella testa di Matteo, che cerca di difendersi dal veleno che gli avrebbe iniettato tata Katie, che cerca di sopravvivere alle stramberie di tata Katie e che finalmente trova un equilibrio sia dentro sia fuori di sé.
Avrei voluto che il libro continuasse ancora, e spero proprio che Chiara ne scriva un seguito, magari di uno dei ritiri spirituali di cui parla Katie alla fine.

I personaggi sono davvero eccezionali e ben caratterizzati, mi sono immedesimata molto sia in Matteo sia in Katie, forse perché c'è un po' di entrambi dentro di me (non che sia pazza o che abbia problemi di personalità, ma mi sono rispecchiata molto nella razionalità di Teo e nella voglia di giocare con i bambini di Katie).
C'è una frase all'inizio:
A un certo punto, Dio, o chi ne fa le veci, deve aver detto: perché mettergli solo Saturno, quando può avere contro l’intera Via Lattea?
Mi ci sono rivista molto e tutt'ora mi ci rivedo, perché anche quando penso che le cose più banali possano andare bene, c'è sempre qualcosa che va storto e non va mai come avevo pensato, studiato e sperato. E questo si rivela in un po' tutti gli aspetti della mia vita... ormai ci ho fatto il callo, come si dice dalle mie parti, quindi mi sono messa l'anima in pace e aspetto che il periodo passi (3-4 anni, però, mi sembrano un periodo esageratamente lungo, no?).

Ma torniamo al libro.
Anche i personaggi minori, le comparse, sono caratterizzati benissimo: hanno tutti un'anima e si vede che Chiara non li ha buttati lì a far nulla o perché passavano per caso.
Il personaggio che meno mi ha entusiasmata è stato quello di Stefano, il migliore amico di Matteo, che è un vero e proprio idiota e lui sì, che ha la teoria del "basta che respiri" per le ragazze e si vanta a destra e a manca delle conquiste fatte in terra londinese.
Per fortuna nel finale, seppur solo citato da Katie, si riabilita un po', ma per il resto del libro ha avuto il mio più totale disprezzo per come Matteo era costretto a fare il maschio alfa, come dice lui stesso nel racconto.
Gli hobbit sono i miei preferiti: Gabriele e Rachele sono adorabili, anche se probabilmente mi causerebbero attacchi di ira da qui all'eternità senza l'intervento di tata Katie =D scherzi a parte, si comportano come dei diavoli usciti dall'Inferno per colpa di ciò che hanno passato, che poi non è molto lontano da ciò che Teo ha passato. Presi per il verso giusto sono veramente adorabili e non si smetterebbe di voglierli bene per nulla al mondo.

Seppur di poche pagine, Con un poco di zucchero è un libro denso di significato, che sembra un po' frivolo, ma, come il Mary Poppins da cui prende ispirazione, è ricco di insegnamenti e fa riflettere. Nulla è come sembra e, anzi, c'è qualcosa di più profondo che porta i personaggi ad arrivare a un punto di non ritorno, insegnando loro cosa voglia dire vivere il presente fino in fondo.
Anch'io penso di aver imparato qualcosa da Katie, tutto sta nel ricordarsi questi piccoli insegnamenti e metterli in pratica ogni giorno =D

Ringrazio Chiara, quindi, per avermi fatto leggere il suo libro – su FB erano giorni e giorni che dicevo che non vedevo l'ora – e spero che scriva qualcosa di nuovo al più presto, perché i suoi personaggi e le sue trame, oltre al suo stile, mi danno sempre una carica incredibile e fanno riaffiorare in me il mio spirito da inguaribile romantica!

Voto:
Consigliatissimo!

E ora vado a prepararmi, scusate se sono così di corsa, ma i ragazzi non possono aspettare oggi =D

Buone letture,
Annette.

sabato 26 luglio 2014

{Saturday Review} Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)


E già che oggi è sabato e ho letto un libro fresco fresco, approfitto per reintrodurre questa mia piccola rubrica per recensioni speciali.
In questo sabato sera dal sapore autunnale (qui sta piovendo da stamattina e la temperatura per me è ottimale, nonostante sembra di essere in ottobre =D) voglio parlarvi di:

Autore: Chiara Parenti
Data di pubblicazione: 23 luglio 2014
Casa editrice: Rizzoli
Collana: YouFeel
Mood: Ironico
Genere: Rosa, Commedia
Pagine: 134
Prezzo: 2.49€ (solo ebook)
Quarta di copertina: La vita di Maia Marini procede a vele spiegate verso la felicità: un fidanzato appartenente a una prestigiosa famiglia, un lavoro presso una delle più rinomate agenzie di comunicazione di Milano, tre amiche splendide con cui trascorrere il weekend per festeggiare l’addio al nubilato di Diana, la futura cognata! Peccato che la meta prescelta sia la Versilia, dove Maia ha passato le vacanze fino all’estate dei 16 anni. Ritornare nei luoghi in cui ha lasciato il cuore e rivedere Marco, il primo amore, la manda in tilt. Così decide che qualche mojito non potrà farle male… e anzi l’aiuterà. Il mattino dopo, però, Maia non ricorda niente. Non ha idea di cosa abbia combinato durante quel folle venerdì notte. In compenso, però, lo sanno i suoi 768 amici di Facebook. Cercando di ricucire una situazione compromettente e compromessa in ogni settore della sua vita, Maia si troverà a porsi una domanda fondamentale: e se invece che la fine di tutto, fosse solo un nuovo inizio? Perché se è vero che l'alcol fa fare pazzie, è altrettanto vero che a volte aiuta a fare la cosa giusta!


Stamattina, l'autrice mi ha contattata per segnalarmi l'uscita del suo libro, che non mi era del tutto sconosciuto, perché l'avevo adocchiato quando ho letto la newsletter della Rizzoli che mi informava della nascita di YouFeel.
Il titolo mi aveva da subito colpita, perché si capiva perfettamente che non sarebbe stata la solita romanticheria pallosa e scontata, anzi.

Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) – ma io direi anche più di un solo e semplice mojito ;D – è un libro che si legge davvero in pochissimo tempo, scorrevole, divertente e ideale per le inguaribili romantiche.
La storia ha per protagonista Maia, una brillante trentenne che lavora in un'azienda di comunicazione, ha un fidanzato altolocato e non può certo immaginare che il passato si ripresenti all'improvviso durante l'addio al nubilato della sua futura cognata in Versilia.
Da lì inizia una serie di (dis)avventure che portano Maia a riconsiderare la propria vita, i propri affetti e, soprattutto, a fare un tuffo nel passato insieme a Marco, il suo primo amore.
La prima (dis)avventura di Maia è non ricordarsi nulla, ma proprio nulla, della festa di addio al nubilato per colpa di una sbornia da paura. E questa scatena altre pseudo-avventure che coinvolgono Maia.
I capitoli si alternano tra il giorno d'oggi e quello che è successo tra Maia e Marco quindici anni prima, ed è stato molto interessante il parallelismo tra una storia e l'altra e leggere l'antefatto.

Lo stile di Chiara mi è piaciuto subito, è immediato, ironico e diretto, non ha peli sulla lingua, quindi il libro mi ha subito trasportata nel mondo creato da lei.
Mi sono anche rivista molto in Maia, nonostante non abbia la vita da pseudo-sogno* che ha lei all'inizio del libro, e mi sono riscoperta inguaribile romantica, perché chi non vorrebbe reincontrare il proprio primo amore, quell'anima gemella che ha fatto battere il cuore per la prima volta, progettare la vita insieme e, anche se non sempre è andata come auspicato, fa ancora sospirare con gli occhi a cuoricino? Chi non vorrebbe ricominciare da capo con l'anima gemella?
Eh sì, nonostante non lo dia a vedere spesso (diciamo pure che lo nascondo molto bene), anch'io ho un animo sensibile e romantico =D

Ma ritorniamo al libro, prima che divaghi ulteriormente.
Maia è contornata da personaggi molto singolari, come le sue amiche o i parenti acquisiti e il fidanzato Lapo, ma molto ben caratterizzati. A una prima occhiata sembrano i soliti personaggi stereotipati, ma andando avanti con la lettura, si scoprono tutte le varie sfumature che ognuno di loro ha.
Uno dei miei personaggi preferiti è Diana, la futura cognata di Maia, che la fa ragionare sulla vita e su quello che vuole realmente, per non parlare del fatto che sia l'unica che riesce a tenere testa a Madre Atena.
Ci sono i personaggi salvagente e quelli fanno di tutto per essere odiosi e che si fanno odiare anche solo dal nome, come Tancredi o la sopraccitata Madre Atena. Quest'ultimi sono delle vere e proprie macchiette, perché, nel loro risvegliare la voglia di prenderli a testate sui denti, c'è comunque un qualcosa di divertente.

Riassumendo: il libro mi è piaciuto tantissimo, lo stile di Chiara è molto accattivante e si legge con piacere, ti fa immergere nel mondo dei suoi personaggi.
Maia & co. sono caratterizzati molto bene, niente è lasciato al caso, si vede che c'è stato un grandissimo lavoro dietro, anche se il romanzo è molto breve. Il fatto che si vedano la documentazione e l'accuratezza personalmente lo apprezzo molto, perché non è da tutti, negli ultimi tempi, fare del lavoro immane anche e soprattutto per qualcosa di poche pagine.

Detto questo, non mi dispiacerebbe leggere altro di Maia e Marco e quindi non vedo l'ora di scoprire altre cose attraverso il loro blog ;)
Ringrazio ancora Chiara per l'opportunità che mi ha dato nel leggere il suo libro e spero che questa recensione sia stata d'aiuto... e che non sia troppo sconclusionata =D

Voto: 

Vi auguro buona serata e buon fine settimana,
Annette

* non è tutto oro quello che luccica ;D

lunedì 10 settembre 2012

Sciopero dell'acquisto di libri: considerazioni varie

Il 31 agosto (in principio doveva essere fino al 31 dicembre 2011, ma poi ho deciso di prolungarlo) si è concluso lo sciopero a cui ho partecipato per un intero anno per protestare contro la legge Levi. Per chi non sa di cosa parlo o se l'è dimenticato, può leggere qui alcune considerazioni che ho fatto l'anno scorso riguardo questa burla che hanno deciso di chiamare legge.
Devo dire che è stata molto dura, perché dall'1 settembre 2011 al 31 agosto 2012 sono usciti molti libri interessanti, per alcuni dei quali non ho proprio saputo resistere, e quindi ho ceduto un po' alla tentazione.
Nell'arco di tempo sopraindicato, nella mia libreria sono stati aggiunti 68 libri (pensavo di meno =D), di cui:
» 6 regalati
» 3 vinti in qualche giveaway
» 4 presi su BookMooch
» 8 ricevuti tramite catene di lettura
» 3 ricevuti dagli autori per essere recensiti
» 10 presi con un'offerta di BookRepublic a 0€
» 33 comprati da me o da mia madre (la maggior parte da parte sua =D), alcuni dei quali presi al mercatino dell'usato
» 1 aggiunto quest'anno, ma letto anni fa
Un anno prima, nello stesso periodo, erano stati comprati 42 libri.

In questo anno in libreria ho visto meno sconti, ma anche prezzi più alti. Infatti certi libri, che prima si potevano comprare con un prezzo ribassato grazie agli sconti perenni del 25-30%, adesso si acquistava a prezzo pieno salassando i poveri lettori in crisi.
È vero, molte case editrici hanno adottato un prezzo basso – intorno ai 10€ – anche e soprattutto per le nuove uscite, ma sono veramente poche quelle che hanno capito che è meglio tenere un prezzo basso e vendere qualche copia in più fin dall'inizio che non dover fare sconti o ritrovarsi libri invenduti perché costano uno sproposito (a meno che non siano grandi best seller per cui la gente smania e non si preoccupa minimamente del prezzo).
Ho visto con piacere la Tre60 applicare dei prezzi umani alle novità (e, se vogliamo essere puntigliosi, più vicini ai prezzi applicati 11 anni fa da qualsiasi casa editrice). Anche Longanesi in qualche caso ha fatto così (ho preso L'Atlante di Smeraldo proprio perché costava 10€ o poco meno), la Newton Compton idem per i libri tascabili che ora toccano quota 6.90€, quando non sono a 4.90€.
E l'elenco potrebbe continuare, ma mi fermo qui, perché ho paura di dimenticarmi qualcuno.

Purtroppo lo stesso non vale per Mondadori, Feltrinelli e compagnia bella.
I loro libri viaggiano sempre su prezzi intorno o superiori ai 15€ (a volte anche superiori ai 20€) e molto spesso sono delle vere e proprie cavolate che si potrebbero vendere a 1€ e non cambierebbe nulla.
Della Mondadori si salvano le edizioni Oscar, cioè quelle che molto spesso sono riedizioni di best seller (e anche qui sarebbe da parlarne per ore, perché non sempre il "best seller" è il migliore dei libri in circolazione), e che si trovano in libreria da 7-8.90€ in su.
Per fare un esempio concreto, il tanto osannato Cinquanta sfumature di... in edizione normale costa 14.90€, ben 29.000 delle vecchie (e a me ormai care) lire per un libro che andrebbe bene solo per regolare un tavolo traballante. Se poi moltiplichiamo questo prezzo per tre, visto che si tratta di una trilogia, la stessa persona avrà speso 44.70€, più di 85.000 lire per qualcosa di assolutamente inutile.

E vogliamo parlare dei cosiddetti classici sempre della Mondadori?
In questi giorni sfogliavo Londra in scena di Virginia Woolf e mi sono accorta di aver speso poco più di 7€ per qualcosa che poteva costare addirittura la metà, visto che mezzo libro è intasato da introduzione, cronologia dell'autrice e bibliografia di libri sulla Woolf.
Sinceramente, se voglio leggermi qualcosa sulla vita dell'autrice o approfondire l'argomento, mi compro la sua biografia o libri di commento, mi urta dover sfogliare più di metà libro per trovare dove inizia il romanzo.

Per quanto riguarda la Feltrinelli, ieri in libreria (non alla Feltrinelli =P) mi hanno incuriosita molto i libretti di poche pagine e così, ancor prima di leggere la trama, mi soffermavo sul prezzo.
Ora non ricordo bene che titoli fossero, ma ricordo che il più economico e di neanche 70 pagine costava 7.90€.
Queste sono le cose che mi mandano veramente in bestia.

In questo anno, quindi, non ho trovato grandi miglioramenti rispetto a un anno fa, tranne rari casi già citati.
Gli sconti sono stati fatti in modo diverso, attenendosi alla legge, questo è vero, ma se qualcuno (e io mi inserisco in questo gruppo, non lo nego) sperava di vedere un abbassamento notevole dei prezzi a seguito dello sciopero dei lettori, si è sbagliato di grosso.
Continuo a sostenere che la legge Levi doveva vertere sull'abbassamento dei prezzi dei libri, non sugli sconti, perché in questo modo non cambierà mai nulla. Se la legge avesse introdotto un tetto massimo per il prezzo, cercando di equiparare anche e soprattutto le piccole case editrici (che spesso sono queste a mettere prezzi assurdi per libri di poche pagine), forse la lettura ritornerebbe a essere un piacere che coinvolge più persone e non solo i lettori forti che comprano/leggono più di 50 libri in un anno.
E se si eliminassero certe amenità dai cataloghi, le CE ci guadagnerebbero anche in credibilità.

Questo è il mio pensiero, perdonatemi se a volte sono andata OT, magari parlando di altro rispetto allo sciopero, ma dovevo sfogarmi in qualche modo =D
Detto questo, ritorno alle numerose letture che ho in ballo e vi auguro buona giornata... se avete qualcosa da dire, lo spazio commenti è a vostra disposizione, come sempre ;)
Eruannë.

martedì 24 luglio 2012

Libro di carta vs ebook

È da un bel po' che non scrivo un post con le mie impressioni generali sul mondo della lettura e/o della scrittura, ma oggi penso di aver trovato lo spunto giusto, quindi mettetevi comodi e leggetevi il mio papiro... se poi vorrete dire la vostra, ben venga, lo spazio commenti è fatto apposta =D

Ieri, navigando nel web – ogni tanto mi capita di farlo, soprattutto quando voglio visitare blog in cui non vado da tempo –, sono approdata su questo manifesto e subito ho pensato "Bella idea, aderisco senz'altro!".
Il mio entusiasmo è subito stato smorzato quando sono andata avanti con la lettura e sono arrivata più o meno a questo punto:
4. Editori ed autori che osteggiano o si adeguano con riluttanza alla diffusione degli ebook recano solo danno alla causa dello Slow Reading e del futuro dei libri. Sempre che sia realmente questo che hanno a cuore, e non innanzitutto ed esclusivamente i loro contingenti profitti.
[...]
1. Lo Slow Reading, pur non rinnegando il suo passato di carta, che anzi ama ancora, sa che il suo presente e il suo futuro possibile è solo digitale. Così come il libro sa che il suo presente e il suo futuro possibile si chiama ebook.
In soldoni, l'idea di ritornare a uno Slow Reading mi piace e mi interessa molto, perché ultimamente siamo tutti presi dalla velocità: pretendiamo che i nostri pc vadano alla velocità della luce, che le nostre auto siano sempre più potenti così da arrivare prima dove dobbiamo andare, persino i nostri rapporti interpersonali ormai sono permeati dalla velocità e da un mondo virtuale, insomma, non siamo più in grado di aspettare come si faceva fino a 10 anni fa, per fare un esempio.

Il problema è che per me Slow Reading non equivale a leggere un libro su una cosa fredda e impersonale come un lettore di ebook, ma si tramuta in questi passaggi:
» vai in libreria – sì, quella fisica, il negozio in cui c'è un/a commesso/a che ti consiglia in caso di bisogno o in cui puoi incontrare altri lettori e scambiare quattro chiacchiere su un dato libro letto e lasciare le tue impressioni (nella libreria Ubik della mia città, per esempio, molti libri sono recensiti dai lettori e il commento viene apposto con una graffetta sul volume in modo da consigliare altre persone. Questa cosa non l'ho vista in nessun'altra libreria che frequento di solito!)
» scruta la sezione che più ti aggrada (fantasy, gialli, storici, ecc.) e, man mano che i libri colpiscono l'attenzione, prendili in mano, leggi la quarta di copertina, sfogliali (dove possibile)
» ascolta le sensazioni che il libro che hai in mano ti dà
» compra il libro
» siediti da qualche parte, magari un luogo in cui ti senti al sicuro e/o lontano da rumori che potrebbero distrarti
» leggi il libro, senti le pagine scorrere sotto le dita, l'odore della carta stampata inebriarti le narici
» lasciati trasportare nel magico mondo creato dall'autore
Gli ultimi passaggi sono fattibili anche con un ebook (tranne quello di sentire le pagine sotto le dita o l'odore della carta), è vero, ma con un libro cartaceo è tutt'altra cosa.

La mia pseudo-avversione per gli ebook sarà dovuta dal fatto che io non ho – e non posso permettermi! – un lettore di ebook?
Può darsi, non lo metto in dubbio e probabilmente è proprio questo il motivo per cui continuo a ostinarmi a comprare libri di carta, anche se questo vuol dire sterminare foreste intere di alberi e spendere più soldi di quanti ne spenderei comprandomi il lettore.
Per me il digitale è qualcosa di impersonale, come dicevo poco fa, non mi dà quel calore che mi dà un libro vero, perché sì, per me un ebook non è un vero e proprio libro.
Sarò ottusa, antiquata e tutto quello che volete, ma tra un ebook e un libro di carta io sceglierò sempre e soltanto il secondo, perché mi aggrada di più e mi fa sentire veramente parte del mondo creato dall'autore.

Proprio ieri mia madre constatava che io ho veramente tanti libri e che nella mia libreria non c'è più spazio neanche per uno spillo.
Quando l'ho sentita pronunciare queste parole mi sono sentita in qualche modo appagata, perché nessun lettore ebook potrà mai dimostrare che sei un vero lettore.
Lo so, leggere non dev'essere motivo di orgoglio in tale direzione, ma per me lo è, perché andare in giro con un libro in borsa, sentirne il dolce peso, e iniziare a leggerlo nei posti più disparati è totalmente diverso dal portarsi in giro un lettore ebook e fare altrettanto, non tanto per il peso, ma proprio perché la gente che ti vede con un libro in mano può pensare "Al diavolo le commissioni, vado in libreria, mi prendo un libro e mi siedo da qualche parte a leggerlo" – lo so, pura utopia, ma ho sempre la speranza che vedendo qualcuno che legge, la gente si ricreda sui libri e ricominci a leggere –. Con un lettore di ebook questa cosa mi sembra molto più improbabile, perché se io dovessi vedere uno che fissa una tavoletta di plastica penso a due cose:
1. è impazzito
2. sta giocando con qualche nuova diavoleria.
Insomma, non mi passa neanche per l'anticamera del cervello che possa leggere un libro, proprio perché ho una concezione – forse sbagliata – di cosa sia un libro e della sua funzione.

Mi sembra sbagliato e fuorviante dire che gli ebook siano il presente e il futuro del libro, perché non vedo nessun futuro possibile senza libri cartacei da leggere, sfogliare e mettere in libreria.
Proprio perché la tecnologia è sempre più fast, penso che gli ebook non saranno il futuro del libro così come lo intendiamo noi adesso; le persone avranno sempre la concezione che se un libro è in formato digitale, allora è più rapido da leggere, non impegnerà troppo un cervello ormai abituato alla rapidità.
Trovo utopico – molto più del passante che compra un libro perché indotto da altri che leggono – pensare che le cose cambieranno, che si ritornerà alla lentezza, se prima non si riabitua la gente a fare le cose lentamente, a leggere e interiorizzare con calma.

Qualcuno potrebbe dirmi "Ma anche tu hai degli ebook nella libreria di anobii e ne hai comprati dieci qualche mese fa".
Certo, non nego che anch'io abbia degli ebook, ma a oggi non ne ho letto neanche uno. E anche i due libri in formato pdf inviatimi dagli autori per leggerli e recensirli al momento sono lì, fermi anche se iniziati, perché trovo veramente difficile e disagevole leggerli a schermo.
Sarà sempre colpa del fatto che non ho un lettore ebook?

Per concludere – perché l'ho fatta davvero lunga –, sebbene mi dispiaccia ammetterlo, nel momento stesso in cui ci saranno soltanto ebook, io mi rifugerò a leggere e rileggere fino alla nausea i libri cartacei che mi sono rimasti, perché trovo che siano l'espressione più bella della cultura.

Perdonate la forse eccessiva durezza in qualche punto del post, ma la penso così...
Eruannë.

martedì 20 dicembre 2011

Romance Reading Challenge 2012

Devo essere proprio impazzita, visto che il Romance è un genere che amo e odio allo stesso tempo =D
Ma Glinda riesce a essere convincente solo lasciando i banner in bella vista sul suo blog e così ho deciso di iscrivermi anche all'altra reading challenge che ha indetto, cioè la
<a href="http://atelierdeilibri.blogspot.com/2011/12/romance-reading-challenge-2012-la-prima.html"><img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgt311Kpm2TNa1EJ-RQvFNxeCcAqgZb0Fu4gPgXSMi_ZDP96qHL6Ne7UDfeQDt7-tgwS2r8yFfNe1eg9bNmYfIEDajiGEhuQDwoJZ_YIRAMRAHMG6uFcmU8D78PQd2TjgSyCF9jBr7nNLc/s1600/romance3.jpg" /></a>
Se per la Urban Fantasy & Science Fiction Reading Challenge ho una vaga idea di riuscire a leggere qualcosa che sfiora i 12 libri, di questa non ne sono proprio sicura. Come ho già detto qui sopra, io e il Romance non andiamo molto d'accordo, vuoi perché alcuni romanzi mi sembrano scritti con lo stampino, vuoi perché l'erotismo che c'è in certi libri mi fa venire il voltastomaco, vuoi perché le autrici sembra che non vogliano impegnarsi a scrivere qualcosa di buono.
Ma voglio provarci, voglio dare una possibilità a questo genere e, soprattutto, voglio leggere, che è la cosa più importante.
Detto questo, le regole per partecipare sono le medesime dell'altra challenge indetta da Glinda e che trovate qui, quindi questa volta riporterò i tipi di libri che rientrano nel Romance:
  • Sia Young Adult che Adult Romance
  • Romance Sci-fi e Fantascientifico
  • Romance Postapocalittico
  • Romance contemporaneo
  • Urban fantasy romance
  • Paranormal romance
  • Steampunk romance
  • Romance storico
Penso che mi butterò a capofitto nello Young Adult Romance =D ma non si sa mai che mi capiti tra le mani anche altro, in fondo c'è più di qualche libro che mi reclama.

Spero che questo post vi abbia incuriositi e che abbia fatto venire la voglia di partecipare anche a voi ;D
Eruannë.

domenica 18 dicembre 2011

Un libro sotto l'albero

Pensando e ripensando a qualche post utile, mi è venuto in mente questa cosa: scrivere dei consigli di lettura o dei desideri che possono aiutare nella scelta dei regali di Natale, perché si sa che un libro è sempre gradito.


» Per chi vuole passare un pomeriggio in allegria:
Titolo: Cenerontola, principessa all'arrembaggio
Autore: Davide Nonino
Data di pubblicazione: 26 settembre 2011
Casa editrice: Il Ciliegio
Genere: Narrativa, Fantastico
Pagine: 125
Prezzo: 13.00€
Quarta di copertina: C'era una volta una principessa... e il suo nome era Cenerontola. Sì, proprio con la "o" in mezzo. E per questo non era né alta né bionda, né bella né magra e non aveva neppure gli occhi azzurri.
Viveva tranquilla nel suo castello in affitto quando un bel giorno...

Inizia così l'avventura della più stramba delle principesse che si possa incontrare in un mondo delle fiabe diverso da sempre, dove un sorriso può cambiare le carte in tavola più di mille luoghi comuni.

Le principesse non devono per forza essere come ce le immaginiamo da sempre o moderne eroine combattive da cartone animato in tre dimensioni. Dietro una principessa c'è prima di tutto una donna "normale" che, come Cenerontola, può vivere in un castello in affitto, sognare un'occasione per cambiare le cose e, magari, con l'aiuto di chi si fa contagiare dalla sua passione, riuscire nella più rocambolesca delle imprese.
Gradimento personale: ★★★★★
Compra "Cenerontola" su Amazon.itCompra


» Per chi ama il mistero e i thriller:
Titolo: La Biblioteca dei Morti
Autore: Glenn Cooper
Anno: 2009
Casa editrice: TEA
Genere: Thriller
Pagine: 439
Prezzo: 18.60€
Quarta di copertina: Questo romanzo comincia nel dicembre 782 in un'abbazia sull'isola di Vectis (Inghilterra), quando il piccolo Octavus, accolto dai monaci per pietà, prende una pergamena e inizia a scrivere un'interminabile serie di nomi affiancati da numeri. Un elenco enigmatico e inquietante.
Questo romanzo comincia il 12 febbraio 1947, a Londra, quando Winston Churchill prende una decisione che peserà sulla sua coscienza sino alla fine dei suoi giorni. Una decisione atroce ma necessaria.
Questo romanzo comincia il 10 luglio 1947, a Washington, quando Harry Truman, il presidente della prima bomba atomica, scopre un segreto che, se divulgato, scatenerebbe il panico nel mondo intero. Un segreto lontano e vicinissimo.
Questo romanzo comincia il 21 maggio 2009, a New York, quando il giovane banchiere David Swisher riceve una cartolina su cui ci sono una bara e la data di quel giorno. Poco dopo, muore. E la stessa cosa succede ad altre cinque persone. Un destino crudele e imprevedibile.
Questo romanzo è cominciato e forse tutti noi ci siamo dentro, anche se non lo sappiamo.
Perché non esiste nulla di casuale.
Perché la nostra strada è segnata.
Perché il destino è scritto.
Nella Biblioteca dei Morti.
Gradimento personale: ★★★★
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» Per chi crede nella magia:
Titolo: Harry Potter e la Pietra Filosofale
Autore: J.K. Rowling
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Salani Editore
Collana: Biblioteca Economica Salani
Genere: Fantasy
Pagine: 300
Prezzo: 9.00€
Quarta di copertina: Tutto comincia da qui. Il primo capitolo di uno dei più grandi fenomeni dell'editoria internazionale, il libro che ha fatto leggere milioni di ragazzi e ha unito genitori e figli nella scoperta di un universo fantastico che è già parte dell'immaginario collettivo.
Per la prima volta in tascabile nella nuova edizione a cura di Stefano Bartezzaghi.
Gradimento personale: ★★★★★
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» Per chi ha bisogno di ritrovarsi:
Titolo: Il Piccolo Principe
Autore: Antoine de Saint-Exupéry
Anno: (di pubblicazione) 2010
Casa editrice: Bompiani
Collana: Classici
Genere: Fantastico
Pagine: 123
Prezzo: 7.80€
Quarta di copertina: «Buon giorno», disse la volpe.
«Buon giorno», rispose gentilmente il piccolo principe voltandosi: ma non vide nessuno.
«Sono qui», disse una voce, «sotto il melo...»
«Chi sei?» domandò il piccolo principe, «sei molto carino...»
«Sono una volpe», disse la volpe.
«Vieni a giocare con me,» le propose il piccolo principe, «sono così triste...».
Gradimento personale: ★★★★★
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Cosa vorrei trovare sotto l'albero? (ma che potrebbe interessare anche qualcun altro ;D)
Titolo: Esbat
Autore: Lara Manni
Data di pubblicazione: 2009
Casa editrice: Feltrinelli
Genere: Fantastico
Pagine: 224
Prezzo: 16.50€
Quarta di copertina: Ha cinquant’anni, disegna manga, non ha altro nome che quello di Sensei, maestra, con cui i fan di tutto il mondo la onorano. Inventa storie piene di buoni sentimenti ambientate in mondi fantastici. Ma una notte, proprio mentre sta per mettere la parola fine al suo manga più celebre, qualcuno entra dalla sua finestra. Qualcuno che viene da un altro luogo. Qualcuno che viene dalla stessa storia che lei racconta, e che in realtà esiste davvero. Qualcuno che rivendica un finale diverso. Qualcuno che grazie al rito dell’Esbat può attraversare i mondi.
Una donna, un Demone, un duello che cambierà profondamente entrambi. Attorno a loro, non soltanto creature fantastiche, ma il mondo dei fan e degli adolescenti, con le loro passioni, le loro paure, le loro manie. Un horror ambientato fra Italia e Giappone: ma anche la storia del mutamento femminile, e del doppio passaggio che porta dall’adolescenza all’età adulta. E dall’età adulta alla morte.
Lo desidero perché... a dire il vero non lo so di preciso, ne ho sentito parlare tante di quelle volte che ho voglia di leggerlo, punto e basta. Ho letto molte recensioni su aNobii, alcune delle quali veramente negative, ma per una volta non voglio affidarmi a coloro i quali non è piaciuto =D
Devo dire che il prezzo è piuttosto altino per un libro di così poche pagine, ed è anche per questo che non ho ancora avuto il coraggio di comprarlo.


Titolo: Il gioco dei fantasmi
Autore: Krystyna Kuhn
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Nord
Collana: Narrativa
Genere: Mistero, Giallo
Pagine: 380
Prezzo: 16.00€
Quarta di copertina: Al Grace College, tutti conoscono quella vecchia storia: una mattina del 1974, otto studenti sono partiti per un'escursione sulla Ghost Mountain e non sono più tornati. Eppure nessuno ha mai indagato sull'accaduto e, ormai, nessuno ne parla più. Per Katie West, invece, risolvere quel mistero è diventato una vera e propria ossessione, tanto da convincere alcuni amici a organizzare una spedizione per raggiungere la cima della montagna. Ma, la sera prima della partenza, uno strano ragazzo le chiede di potersi unire al gruppo: dice di essere una matricola come lei e di avere una cartina dettagliata della zona, la stessa usata quasi quarant'anni prima. Peccato però che lei non abbia mai visto quel tipo e che - cosa ancora più inquietante - non esistano mappe della Grace Valley, nemmeno su Internet. Come se ciò non bastasse, quella notte il peggiore incubo di Katie diventa realtà: la ragazza si ritrova bloccata in ascensore, al buio, in preda a un terribile attacco di claustrofobia. Con grande sforzo, riesce a schiacciare il pulsante di emergenza, ed è allora che, dall'altoparlante, esce un sinistro bisbiglio: Lassù qualcuno morirà...
Lo desidero perché... Nonostante il mio odio dichiarato per la copertina scelta dalla Nord, lo vorrei perché mi farebbe piacere continuare la lettura di questa saga. Il Grace College nel primo libro mi ha affascinata e stregata e, nonostante l'ansia in alcuni punti, l'ho adorato. I personaggi della Kuhn sono così interessanti che sarebbe un vero peccato non proseguire la lettura (e poi penso di aver trovato il modo per... eliminare questa orrenda copertina ;D).


Titolo: Soulless
Autore: Gail Carriger
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Dalai Editore
Collana: Romanzi e racconti
Genere: Fantastico, Giallo
Pagine: 333
Prezzo: 17.90€
Quarta di copertina: Nella Londra di fine Ottocento, uomini, vampiri e licantropi hanno imparato a convivere, ma questo non rende più facile la vita alla giovane Alexia Tarabotti. Infatti non ha un'anima (un bello svantaggio per una zitella in cerca di marito); suo padre è morto e, per aggiungere sfortuna alla sfortuna, era pure di origine italiana! Quando un vampiro l'aggredisce e lei lo uccide con il suo inseparabile parasole, le cose sembrano precipitare: la regina Vittoria in persona manda l'inquietante Lord Maccon (un lupo mannaro volgare e trasandato) a svolgere le indagini. Ma c'è dell'altro: la popolazione di vampiri di Londra inizia a essere misteriosamente decimata, e tutti sembrano ritenere Alexia colpevole. Chi vuole incastrarla? Riuscirà la ragazza a sfruttare a proprio vantaggio l'invulnerabilità ai poteri soprannaturali derivante dalla sua condizione di soulless, cioè di senz'anima? O i suoi guai non sono ancora finiti? Fondendo letteratura vittoriana, gotica e steampunk, Gail Carriger ha dato vita a un romanzo sempre in bilico tra ironia e suspense, ambientato in una Londra che non è mai stata così divertente e dove, nonostante tutto, è immancabile l'appuntamento per il tè delle cinque.
Lo desidero perché... L'ho comprato in inglese, ma devo dire che la lettura si sta rivelando veramente difficile, quindi vorrei la versione italiana, anche se la traduzione non è delle migliori u.u Il libro mi ispira moltissimo, perché dà l'impressione di essere qualcosa di originale e fuori dagli schemi classici del fantasy, anche se i protagonisti sono sempre i soliti vampiri, licantropi e chi più ne ha più ne metta.


Bene, direi che ce n'è un po' per tutti i gusti, quindi chiudo qui questa carrellata di libri... lo so, magari sono stata un po' monotematica o ho consigliato cose che avete già visto su questo blog, ma trovo che siano tutti regali molto carini e interessanti.
Buona ultima domenica di Avvento a tutti,
Eruannë.

lunedì 1 agosto 2011

Nuova disciplina del prezzo dei libri

Il 20 luglio, è passata al Senato la legge sul prezzo del libro che, in sintesi, dall'1 settembre p.v. impone un tetto, fissato al 15%, per gli sconti applicabili ai libri, al fine di equiparare grandi catene di distribuzione come Feltrinelli, Mondadori, Giunti ai piccoli e medi distributori che non possono fare gli stessi sconti applicati altrove, e stabilisce che "i saldi" possono essere effettuati solo una volta all'anno e non nel periodo natalizio.
Il ddl, oltre a essere stato sottoscritto dal PD (cosa che mi ha dato molto da pensare), è stato fortemente voluto da un gruppo di medio-piccoli editori e di librai indipendenti, cioè dai Mulini a vento che, più o meno da un anno a questa parte, stavano lottando per avere una legge simile.

In rete, ovviamente, c'è stata una netta spaccatura, tra lettori indignati (talvolta anche piccoli editori o librai indipendenti che non hanno aderito ai Mulini a vento) ed editori medio-piccoli soddisfatti finalmente di avere le stesse possibilità di sopravvivere dei grandi editori.
Tra i lettori indignati è subito nata una petizione da presentare al Presidente della Repubblica e, un po' più in sordina, ma che secondo me è un'idea che merita accoglimento, una proposta su aNobii (più precisamente qui) di sciopero dell'acquisto dei libri.

In questi ultimi due giorni, mi sono soffermata a pensare ai pro e contro di entrambe e questo è ciò che è emerso:
» Petizione per la revisione e/o cancellazione della legge
Pro: La legge non entra in vigore e i lettori possono continuare a comprare libri con sconti fittizi* anche del 30% in negozio o del 40% o più su internet, lasciando libero il mercato da qualsivoglia vincolo, permettendo alla grande distribuzione di "fare i saldi" più volte in un anno solare.
Contro: Le piccole librerie indipendenti e i medio-piccoli editori saranno costretti a chiudere perché impossibilitati ad applicare le stesse promozioni delle grandi case editrici che curano la distribuzione nei loro punti vendita, abbassando i prezzi come più piace a loro.

*Gli sconti che trovate adesso in circolazione nelle librerie gestite dalle case editrici più grandi sono di fatto fittizi, in quanto il prezzo del libro è maggiorato ancora prima di uscire dalla ce e gli viene applicato uno sconto del 25-30% che in realtà può ricondurre al "prezzo reale".

» Sciopero dei lettori per qualche mese
Pro1: Gli editori sono costretti dai lettori (e non solo dalla nuova legge), giocoforza, ad abbassare i prezzi dei libri per invogliare i lettori a comprarli non avendo più la possibilità di fare sconti elevati e, soprattutto, vedendo che, dovendo sostenere loro stessi delle spese, ci stanno solo perdendo.
Pro2: I lettori riscoprono le biblioteche, i vecchi libri nascosti in qualche anfratto polveroso delle proprie librerie o si affidano agli scambi e altre iniziative promosse dentro e fuori la rete per fare circolare i libri in modo libero e senza vincoli (pura utopia, perché i libri dovrebbero essere sempre comprati da qualcuno e se i prezzi sono quelli attuali, ce li possiamo pure sognare).
Contro1: La legge rimane quella, con tutti i pro e i contro che ne derivano, e i prezzi dei libri saranno sempre decisi dalle case editrici.
Contro2: Le piccole librerie indipendenti e i medio-piccoli editori saranno più a rischio "perdita" dei grandi editori.


A mio avviso fissare un tetto massimo di sconto vuol dire che il lettore sarà costretto, con i prezzi che ci sono adesso, a comprare sempre meno libri, quindi si verificherà ancora di più quello che succede ormai da decenni in Italia: un abbassamento ulteriore della percentuale di chi compra e legge libri.
Oppure, come auspica qualcuno, si verificherà ciò che è successo in Paesi come la Francia e la Germania, dove il prezzo del libro, a seguito di una legge simile e più vincolante, è diminuito in modo esponenziale.
Tale legge può essere giusta fino a un certo punto, ma se proprio voleva soddisfare anche i lettori – i primi fruitori del bene librario e che quindi andrebbero favoriti e incentivati –, avrebbe dovuto fissare un tetto massimo per i costi dei libri, oltre che degli sconti, soprattutto per quanto riguarda i libri destinati allo studio che sempre più spesso costano uno sproposito a causa di rincari che non dovrebbero gravare sulle tasche delle famiglie.

Io non firmerò la petizione, perché vorrebbe dire darla vinta alle grandi case editrici che fanno i prezzi sempre più alti, ma farò lo Sciopero dei libri, quindi dall'1 settembre al 31 dicembre non comprerò libri nelle librerie, leggerò i libri che ho o, se vorrò leggerne altri e/o di nuovi, andrò in biblioteca, cercherò tra gli scambi e al mercatino dell'usato, me li farò prestare.
Sarà dura perché comprare libri è l'unica forma di shopping in cui sono "compulsiva" =D ma se può servire a qualcosa, soprattutto per riavere dei prezzi giusti sui libri, allora lo farò senza problemi, in fondo in questi ultimi mesi ho rimpinguato per bene la mia libreria.

Chi altro se la sente di fare questo sciopero?
Eruannë.

Intervista a... Daniele Nicastro

Come anticipato in questo post, quest'oggi posto l'intervista fatta a Daniele Nicastro, autore di La Bambina con il Basco Azzurro (recensito qui).
Questa intervista va a completare idealmente lo speciale che ho pensato di organizzare per il libro su VM, perché trovo che sia un bel libro e che meriti un po' di attenzione da parte dei lettori.
Prima di lasciarvi al resto del post, ci tengo a ringraziare ancora una volta Daniele per la disponibilità e per la possibilità che mi ha dato quando mi ha proposto di leggere il suo libro.
Buona lettura =)

***
Chi è Daniele Nicastro in poche parole?
Daniele Nicastro è un ragazzo che ha seguito un percorso di crescita letterario molto personale. Naturalmente, alla base della mia formazione,  c'è la profonda passione per i libri e la lettura, sfociata in un desiderio sempre più preponderante di scrivere qualcosa di mio. Non amo mettermi in mostra, preferisco ascoltare e osservare prima di parlare. Per tale motivo la scrittura è il veicolo di idee nel quale mi trovo maggiormente a mio agio. È il frutto diretto dei miei pensieri, senza le convenzioni sociali dell'aspetto e della comunicazione diretta. È la forma artistica in cui posso reggere le redini della storia e del tempo, influenzando il lettore e trasmettendogli le mie emozioni. Il poeta americano Robert Frost ben descrive il mio pensiero al riguardo quando dice: "Nessuna lacrima sul volto dello scrittore, nessuna lacrima sul volto del lettore. Nessuna sorpresa per lo scrittore, nessuna sorpresa per il lettore". Quindi Daniele Nicastro è all'interno delle storie che scrive, nascosto in bella vista. Ma nella vita quotidiana è un impiegato che vive nella provincia di Cuneo, in una casetta con giardino fiorito e gatti furtivi, in compagnia di una moglie paziente e preziosa.

Cosa rappresenta per te la scrittura e quando è nata questa passione?
Il motivo per cui scrivo è che sento di avere qualcosa da dire. Sono fermamente convinto che ci sia una quantità incredibile di storie senza anima, perché i rispettivi autori non hanno veramente un messaggio di fondo. Quel che scrivo deriva dalla mia esperienza personale, elaborato con la crescita e visto con gli occhi della fantasia. Questa passione è nata mentre mi avvicinavo alla letteratura fantasy, ma ho scoperto presto che la creazione di mondi e razze non era quello che faceva per me. Di certo non era il giusto veicolo per descrivere quel che avevo da dire. Poi ho scoperto la letteratura per ragazzi e ho trovato il sentiero giusto da percorrere, quello adatto a me. È un genere pervaso di originalità e fantasia, a tal punto da permettere di riflettere su pensieri profondi anche in età adulta. Si è rivelata nel mio caso la scelta giusta.

Cosa ti ha ispirato maggiormente per la stesura del tuo libro La Bambina con il Basco Azzurro?
Quel che sicuramente trasmettono le mie storie è la durezza del mondo in cui viviamo e nonostante tutto le gioie che possiamo provare in mezzo ad esso. Questo è il pensiero di base nella Bambina con il Basco Azzurro. La più grande ispirazione al riguardo è giunta attraverso una saga di libri per ragazzi relativamente poco conosciuta in Italia: Una serie di Sfortunati eventi di Lemony Snicket. Il modo misterioso in cui l'autore riesce a coinvolgerti in un complotto insolubile è meraviglioso, solo per accorgersi che si sta parlando di ben altro, non solo di una storia di fantasia divertente e ben costruita, ma la vita stessa in cui siamo immersi. Il mio libro fa la stessa cosa, cerca di toccare corde profonde del cuore e induce a riflettere. È un concentrato di emozioni, privo di pagine inutili o vicende ininfluenti. Oltre a questo amo giocare con le parole, personificare proverbi e materializzare modi di dire. Con questo sistema si riesce a vedere le cose sotto una luce completamente nuova e inaspettata. Ecco da dove nascono le spiegazioni dell'eccentrico narratore che descrive le vicende della bambina.

C'è un personaggio del libro che ti affascina in modo particolare e/o in cui ti rispecchi di più?
Senza dubbio il gatto. È quello che più mi rappresenta e trovo che il suo comportamento sia affascinante, sebbene possa lasciare spiazzato il lettore, soprattutto al suo ingresso nella storia. Il gatto ama restare nell'ombra, invisibile e attento. Parla poco e osserva molto, vedendo quello che gli altri non vedono, o che vedono, ma scelgono di non considerare. Anche il simbolismo che qualcuno avrà notato dietro la figura di ogni animale è indicativo del motivo per cui sento che il gatto mi rappresenta degnamente, molto più degli altri personaggi. Questo particolare è qualcosa che lascerò scoprire ai lettori, come molti dei segreti nascosti fra le righe della narrazione.

Il tuo libro è ricco di spunti di riflessione e di messaggi, ma se ne dovessi scegliere uno, quale spiccherebbe sugli altri?
Credo che fra tutti gli spunti di riflessione sceglierei quello a pagina 38: Pensò anche che le persone che ci vogliono più bene, sono sempre quelle che ci stanno accanto in silenzio. E forse noi neppure le vediamo. È una frase che non a caso è inserita alla fine del capitolo. Deve essere la naturale conclusione dell'emozionante comparsa di un nuovo personaggio della storia, la Dama Bianca. La narrazione culmina con un gesto molto particolare e questa frase. Dimentichiamo spesso le persone che ci vogliono bene veramente, perché il bene vero è quello senza fronzoli e annunci, quello mostrato senza chiedere niente in cambio, nonostante le delusioni. Ma come hai detto, gli spunti di riflessione sono molti. La storia, nella sua interezza, mette in evidenza come ogni persona sia il frutto delle sue esperienze, belle o brutte che siano. Se abbiamo qualcosa di buono o siamo felici per qualcosa, è stato perché siamo passati attraverso molteplici sofferenze. Al momento non sono state piacevoli ovviamente, ma forse hanno prodotto in noi frutti inaspettati.

A proposito di messaggi e spunti di riflessione, c'è qualche consiglio che vuoi dare a chi vorrebbe pubblicare un romanzo?
Il mio consiglio è di non avere fretta di scrivere. Una buona storia ha bisogno di un'ottima idea, un'idea brillante ed eccentrica che colpisca ed emozioni l'autore in primis e di riflesso i lettori. Le idee vanno provate prima di mettersi a scrivere. Provate e sviluppate. Quali personaggi possono essere legati a tale idea? Come possono interagire fra di loro? Quali vicende possono intrecciarsi all'idea principale? Se pensando e ripensando a questi aspetti l'idea continua a restare in piedi e prende forma una trama, allora è la strada giusta. Se invece, nonostante una buona idea, la storia brancola nel buio, è il caso di metterla da parte. Quindi non abbiate mai fretta di mettervi a scrivere e pensate al finale della storia in anticipo. Sapendo dove andrete a finire con la vostra storia sarà più facile affrontarne lo svolgimento. Un altro consiglio è quello di lasciarsi ispirare da un libro che si è letto o da un autore, ma mai influenzare. Dovete dare sempre il vostro personalissimo tocco alla narrazione, mai scrivere 'come' quell'autore o quella autrice. Per poter pubblicare bisogna aver lavorato su tutte queste cose a monte. Risulterà molto più facile avere risposte positive all'invio del vostro manoscritto.

Hai qualche consiglio da dare anche agli esordienti come te?
Agli esordienti come me consiglio di non darsi mai per vinti. Se sentono veramente di avere la possibilità di fare qualcosa di buono, allora devono provarci con tutte le loro forze. Le delusioni prima o poi arrivano, nessuno escluso. Qualcuno finirà sempre per criticare, a volte in modo costruttivo, altre per sadico piacere o invidia. Il punto è come reagire. Se quel che è stato detto risulta utile, allora bisogna ringraziare e fare gli opportuni cambiamenti, altrimenti è necessario incassare il colpo e andare avanti, ignorando le cattiverie. Non si smette mai di crescere, soprattutto per uno scrittore. Il libro successivo deve essere migliore del precedente, almeno per quanto riguarda lo stile narrativo. Sentire il bisogno di imparare sempre cose nuove e aver bisogno di crescere è la via giusta da percorrere per un esordiente. Questa è la mia opinione. Mi raccomando, non affidatevi mai all'editoria a pagamento. Pubblicare un libro non è difficile, esistono siti di autoproduzione. Realizzare qualcosa di serio e porre le basi per una partecipazione professionale è invece molto più difficile. Io ne so qualcosa. In ogni caso mai scoraggiarsi. Continuate a provare e ricordate che la maggior parte degli scrittori, anche i noti, hanno provato per anni prima di trovare il loro spazio. Anche se si chiamavano De Mari o Rowling. Nel frattempo auguro a tutti gli esordienti buona fortuna e buona lettura a chiunque leggerà il mio libro.


Ancora grazie a Daniele per aver voluto rispondere alle mie domande e spero che questa intervista sia stata di vostro gradimento.
Eruannë.

mercoledì 9 febbraio 2011

È arrivato!

Certo che le poste italiane ultimamente fanno penare, ma finalmente, dopo la lunga attesa, è arrivato.
Di cosa sto parlando?
Molto semplice: sto parlando de Il Segreto del Grace College di Krystyna Kuhn.
Stamattina il postino ha suonato piuttosto in anticipo (erano solo le 9.45, di solito passa più tardi) e ha detto che doveva consegnare un pacchetto che non passava per la buca delle lettere. Ovviamente le mie orecchie si sono drizzate e i miei occhietti si sono trasformati in adorabili cuoricini, perché sapevo perfettamente, ancor prima di stringere tra le mie manine, cosa ci fosse in quel pacchetto.
Ma, ehi, avevo bisogno di auto-controllo, così ho aspettato finché mia madre non è tornata a casa e mi ha dato il tanto sospirato e atteso pacco.
Et-voilà:

Direttamente dalla casa editrice Nord, il libro tanto atteso, che ovviamente ho già iniziato, perché non potevo aspettare oltre, mandando all'aria qualsiasi mio proposito per l'anno nuovo relativo alla lettura di un libro alla volta.
Ma che ci posso fare, è stato più forte di me non iniziarlo.

Comunque per questo splendido regalo, ringrazio tantissimo la Nord, che ha messo in palio tre copie del libro, e ancor più sentitamente Glinda dell'Atelier dei libri, che ha indetto il giveaway a cui ho partecipato e vinto.

Perdonate il post un po' folle,
Eruannë.

venerdì 14 gennaio 2011

{Anteprima} Vango - Tra cielo e terra

Quest'oggi, voglio segnalarvi una prossima uscita molto interessante e che riguarda il nuovo libro di Timothée de Fombelle, noto autore della serie dei libri di Tobia e di Tu sei il mio mondo.

Titolo: Vango – Tra cielo e terra
Autore: Timothée de Fombelle
Data di pubblicazione: Febbraio 2011
Casa editrice: Edizioni San Paolo
Collana: Narrativa San Paolo Ragazzi
Genere: Narrativa, Avventura
Pagine: 419
Prezzo: /
Quarta di copertina: Parigi 1935. Ai piedi della cattedrale di Notre-Dame, quaranta uomini distesi a terra sono in attesa di essere ordinati sacerdoti. Tra questi c’è Vango, diciannove anni, un passato avvolto nel mistero e un futuro altrettanto incerto, perché – un attimo prima che la cerimonia abbia inizio – la polizia fa il suo ingresso al sagrato della chiesa per arrestarlo.
Ma quale crimine ha commesso? Vango non lo sa e scappa arrampicandosi su per la facciata e le torri della cattedrale. La polizia però non è la sola ad interessarsi al ragazzo, c’è anche una giovane donna che segue con trepidazione la fuga, così come un uomo dall’aspetto losco che apre fuoco contro di lui. Scampato all’arresto, il ragazzo prova a mettersi in contatto con il suo mentore, padre Jean, e scopre di essere accusato proprio dell’assassinio del sacerdote.
Chi trama alle spalle di Vango, e chi è Vango in realtà? Cresciuto nelle isole Eolie, dove era misteriosamente approdato a tre anni insieme alla sua nutrice, Mademoiselle, che lo ha amato come un figlio, proteggendolo dal suo stesso passato non è dato sapere molto nemmeno a lui.
Attorno a Vango ruotano personaggi storici come Hugo Eckener, il capitano del Graf Zeppelin, e altri di fantasia come Zefiro, il monaco a capo del convento segreto dell’isola di Alicudi. Poi c’è Ethel, scozzese ricca, giovane e profondamente innamorata di lui. Per finire ci sono i nemici, terribili, spietati, uno per tutti: Stalin! Proprio lui: il dittatore sovietico in persona.

Decisamente dà l'impressione di essere un libro adatto non solo ai ragazzi, ma anche agli adulti, perché ha tutti gli ingredienti per appassionare e coinvolgere il lettore con la sua trama.

A me sembra veramente interessante, e a voi?

Eruannë.

giovedì 13 gennaio 2011

Consigli per gli acquisti e cose interessanti

Dai miei post sui vari libri che leggo non direi di essere a corto di idee (anche perché ne ho di libri da leggere in coda), eppure mi sento un po' in astinenza di certi generi, quindi chiedo a voi lettori del blog, occasionali e non.
La domanda è semplice e diretta: avete dei libri da consigliarmi?
Ovviamente ci sono alcune restrizioni, perché per esempio non sopporto più le trilogie, pentalogie e simili, per una volta vorrei leggere un buon fantasy in un volume solo. Oppure odio i libri della Troisi e di tutti gli autori che sono già famosi prima che esca un libro, perché la casa editrice non fa che parlare di loro anche se il volume d'esordio deve ancora essere rifinito.
Come generi leggo un po' di tutto, quindi potete benissimo sbizzarrirvi. E se sono libri un po' datati, non fatevi problemi a consigliarli ;)

Quindi, vi va di consigliarmi qualcosa da leggere in un prossimo futuro?
Non siate timidi e fatevi avanti, non ho mai mangiato nessuno e non penso inizierò adesso XD

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E ora passiamo alle "cose interessanti" a cui il titolo si riferisce.

Sono giorni e giorni che vi prometto la recensione a Scatole Cinesi di Monica Lombardi, quindi vi lascio anche qui il commento "a caldo" che ho dato al libro su aNobii e spero che possa compensare almeno un po' l'attesa per qualcosa di più sostanzioso e "succulento".

Il libro mi è piaciuto, altrimenti le quattro stelline non ci sarebbero XD, devo dire che all'inizio mi aveva presa veramente poco, infatti ho dovuto rileggere i primi capitoli due volte, prima di essere totalmente coinvolta nella vicenda.
Andando avanti, poi, il coinvolgimento del lettore è totale: non ci si riesce più a staccare dal libro. E questo è sia un bene, perché quando leggi è difficile riporre il libro, sia un male, perché vorresti che la storia continuasse per soddisfare la voglia di sapere tutto il possibile sui personaggi coinvolti. 

E devo ammettere che *megalomania mode on* sono un genio, infatti ho capito quasi subito chi fosse il colpevole XD (tutta colpa della mia "deformazione professionale", appassionata come sono di gialli, i colpevoli li fiuto a chilometri di distanza) 


L'altra cosa interessante riguarda l'Atelier dei libri, che ieri ha indetto un nuovissimo giveaway che regala, ai fortunati, ben tre copie del libro Il segreto del Grace College di Krystyna Kuhn, edito dalla Nord e in uscita il prossimo 27 gennaio. Cliccando sul banner qui sotto potrete leggere anche una recensione in anteprima e, ovviamente, dare la vostra partecipazione al giveaway (si chiuderà il 26 gennaio).
Io partecipo, perché trovo che il libro sia molto interessante e poi è un genere che mi piace molto, quindi se siete interessati, consiglio di dare la vostra adesione, potreste essere tra i fortunati che si aggiudicheranno una delle tre copie in palio =)

Eruannë.