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venerdì 15 luglio 2011

Impegni vari e In My Mailbox #2

Come avrete di sicuro notato, il blog ultimamente è stato fermo, questo principalmente a causa di alcuni impegni che mi hanno tenuta lontana da blogspot (anche se nel web ero comunque attiva). Questi impegni hanno anche vanificato i miei sforzi per finire in tempi brevi i libri iniziati (primo fra tutti La bambina con il basco azzurro di Daniele Nicastro, col quale mi scuso per il ritardo con cui sto portando a termine la lettura e per il fatto di non essermi fatta sentire u.u), per non parlare dei libri che devo spedire per due iniziative a cui partecipo e che sono ancora in attesa di raggiungere i loro nuovi proprietari.
Purtroppo non ricordavo che l'oratorio fosse così... stancante. Ovviamente sono molto felice di poter uscire di casa e fare alcune cose che più mi piacciono, come stare con i bambini e fare animazione (seppure in forma molto ridotta XD), ma di certo non pensavo minimamente di poter trascurare altri impegni presi in precedenza. Anche per questo motivo ho deciso di preparare i post a cadenza settimanale già la domenica e programmarne il postaggio, cosicché il blog non rimanga eccessivamente indietro. Se mai qualcuno dovesse rispondere ai vari post, risponderò a mia volta la sera quando tornerò a casa dall'oratorio (se non sarò troppo stanca) o nei giorni seguenti: state pur certi che non mi dimentico di chi mi scrive^^


E dopo questa comunicazione di servizio, sono lieta di presentare il secondo appuntamento con In My Mailbox, rubrica ideata da Kristi di The Story Siren.


Titolo: Il figlio del cimitero
Autore: Neil Gaiman
Pagine: 345
Quarta di copertina: Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni del maestro Silas. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi.
Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. Silas è un fantasma. E la signora Owens è morta duecento anni fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all'omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l'hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini.
Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Morte sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l'amicizia dei suoi simili, ma anche l'impazienza di un coltello che lo aspetta da quattordici lunghissimi anni...
Arrivato da: Comprato

Ho comprato il libro qualche settimana fa e l'ho subito iniziato (anche se avrei dovuto concentrarmi sui libri già in lettura da tempo). Mi ha ispirata molto la trama, anche se dopo un po' di capitoli (lunghi anche una ventina di pagine) diventa ripetitiva, in quanto Gaiman racconta le avventure del piccolo Bod tutte nello stesso modo, cambiando soltanto i personaggi che ruotano intorno al protagonista. Ovviamente ne scriverò una recensione più completa quando l'avrò finito: Gaiman è un buon autore, ha molta fantasia e immaginazione, e tutto il successo che ha è assolutamente meritato, quindi merita un po' più di spazio su questi lidi XD


Titolo: La donna del Père-Lachaise
Autore: Claude Izner
Pagine: 322
Quarta di copertina: Parigi, 1890. Victor Legris è abituato a ogni sorta di avventori nella sua libreria in rue des Saints-Pères, ma non si aspetta certo l'irruzione di Denise, la domestica della sua ex amante Odette de Valois. La ragazza è sconvolta: aveva un appuntamento con la padrona al cimitero del Père-Lachaise, presso la tomba del marito della donna, ma, giunta alla cappella di famiglia, non vi ha trovato altro che un foulard di seta rossastra. E anche a casa non c'è traccia di Odette, e vi aleggia un'atmosfera inquietante... Da qualche tempo, infatti, Madame de Valois coltiva un profondo interesse per lo spiritismo, l'ultima moda dei salotti parigini. Ma Victor, pragmatico per natura, si convince che dietro la scomparsa di Odette ci sia qualcosa di ben più concreto di un fantasma e si lancia quindi in una nuova indagine, che si rivelerà sempre più pericolosa. Tra contesse altere ed eruditi polverosi, artisti in bolletta e veggenti smaliziati, prende così corpo un giallo di raffinata eleganza, in cui Claude Izner ci riporta nelle strade e nei vicoli di Parigi, tracciando con nostalgia il ritratto di una città strabiliante, in bilico tra progresso e superstizione attraversata però da «un'aria nuova, un'aria di libertà».
Arrivato da: Shakespeariana per l'iniziativa Un libro sotto l'ombrellone del gruppo Regaliamoci Libri di aNobii

Mi dispiace veramente tanto non riuscire ad apprezzare questo regalo da parte di Shakespeariana, perché l'autore non è affatto tra i miei preferiti. C'è da dire che purtroppo il libro era nella mia wish list di aNobii prima che io leggessi il pessimo libro Il mistero di rue des Saints-Pères e che poi mi fossi completamente dimenticata di avere tutta la serie nella suddetta w.l.
Accetto comunque che il libro si trovi nella mia libreria, anche se dubito fortemente che lo leggerò, ma metterlo tra gli scambiabili su aNobii o venderlo mi sembrava molto più cattivo che dire chiaro e tondo che l'autore non mi piace e che si trovava nella w.l. per un errore mio.


Autore: Agatha Christie
Pagine: 298
Quarta di copertina: In un paesino di campagna, una domestica a ore viene uccisa con un colpo alla testa, apparentemente dal suo pensionante e, apparentemente, per poche sterline. Il pensionante viene arrestato, processato e dichiarato colpevole. Che altro si pub dire? Niente! Ma Agatha Christie decide di rovesciare il quadro. E come se dicesse. ''Prendiamo l'omicidio più banale che si possa immaginare e vediamo come si può renderlo complesso e interessante.'' Per quasi un quarto del libro poirot ascolta il sovrintendente Spence che gli riassume il caso e cerca di scoprire delle tracce, dei punti deboli, qualcosa insomma che possa suggerire un elemento nuovo e diverso. E alla fine lo trova... in una boccetta di inchiostro. L'avvio è quindi diverso da quello dí tutti gli aItri gialli della Christie, ma è pur sempre un avvio affascinante. Trovare l'assassino è qui assai più difficile che negli altri racconti. Ma gli indizi esistono. A Poirot gli indizi parlano un linguaggio speciale... ma anche il lettore, se rivolgerà loro una particolare attenzione, riuscirà forse a dare un nome e un volto all'assassino.
Arrivato da: Comprato

Sono secoli che non leggo qualcosa della Christie e quando ho visto la pubblicità della collana del Corriere della Sera mi ci sono letteralmente fiondata. Non sono una grandissima fan di Poirot a causa dei film tratti dai grandi romanzi della Chirstie e del fatto che abbiano dipinto un pessimo Poirot, ma sono sicura che questo, come altri libri sul famoso detective, mi farà apprezzare ancora di più lo stile dell'autrice e la sua inventiva in fatto di gialli.

mercoledì 29 dicembre 2010

{Recensione} Al centro del dipinto

Finalmente posto la mia recensione a un romanzo che ho letto grazie a una catena di lettura e che mi ero ripromessa di recensire.

Titolo: Al centro del dipinto
Autore: Virginia Parisi
Anno: 2009
Casa editrice: Edizioni Domino
Collana: Le Carte Veline
Genere: Rosa
Pagine: 137
Prezzo: 12.00€
Quarta di copertina: Elisabeth Lombardi è una donna concreta, indipendente. Ha lavorato anni, per conquistarsi il posto di redattrice della rivista inglese Theme che ora rappresenta un punto saldo nella sua vita. È corretta, capace. E non è una bugiarda.
Eppure si ritrova a mentire, a nascondere la sua identità e a mettere a repentaglio tutto ciò per cui ha così duramente lottato, pur di realizzare una spinosa e complicata intervista e guadagnarsi una promozione. Ed è così che cominciano i guai.
Guai che si trasformano in equivoci quando conosce il vecchio pittore Bartolomeo Sarca, che sembra vedere in lei qualità che non sospettava di avere.
Guai che diventano calamità naturali imbattendosi nel tono indisponente e inquisitore del suo arrogante e affascinante nipote, Lawrence Bristol.
E allora la terra di Cornovaglia, con i suoi paesaggi aspri e isolati, le scogliere a picco su un mare perennemente in tempesta, che dà e toglie con la stessa crudele e temeraria determinazione, produce la sua magia.
Le vecchie leggende di casa Thatcher, le storie di fantasmi che narrano la potenza di un amore immortale che ancora sopravvive dopo millenaria attesa, fanno il resto.
E in maniera imprevista, la stessa percezione che ha di se stessa cambia radicalmente, attraverso la mistica sacralità di un cerchio di pietre, il suo insegnamento di equilibrio e onniscienza che racchiude il senso del tempo, dell'infinito, dell'energia della terra, della memoria di popoli scomparsi e mai dimenticati.
Dalla sofisticata, businnes-oriented Londra alla selvaggia punta estrema della Cornovaglia, Izzie affronta un viaggio che parte come una sfida, e si trasforma in una scommessa.
Su se stessa. Sul suo futuro. Sulla sua vita.


Da tempo ormai ho concluso la lettura di questo romanzo che, sinceramente, non riesco a collocare in un genere predefinito: è a tratti rosa, a tratti fantastico, a tratti giallo, cose che rendono questo libro praticamente unico.
Questa mancanza di un genere fissato in precedenza, mi fa apprezzare ancora di più il romanzo.
All’inizio, come già detto in un precedente post, la lettura è stata difficoltosa, non tanto per lo stile dell’autrice, quanto per gli inforigurciti che involontariamente non fanno immergere il lettore completamente nell’ambientazione. Non bisogna, quindi, fermarsi ai primi capitoli, ma proseguire. Purtroppo questo non è certo un punto a favore del romanzo (per questo su aNobii gli ho dato solo quattro stelline), perché una persona può trovare banali o scontati i primi capitoli, dove non c’è quel pathos che ti prende subito e ti trasporta in un mondo diverso, e quindi preferisce non continuare a leggere.

Andando avanti si scorge una storia ricca di avvenimenti e densa di spunti di riflessione; personaggi più o meno importanti fanno da sfondo a una bellissima Cornovaglia, piena di leggende e superstizioni.
Mi piacerebbe dire che, per quanto riguarda la storia d’amore, non sia scontata, ma purtroppo fin da subito si intuisce come i protagonisti finiscano irrimediabilmente insieme. Si può, però, notare come l’autrice abbia atteso fino alla fine per far succedere qualcosa di “sostanzioso” tra loro, quasi mettendo in secondo piano questo particolare del racconto, lasciando più campo a un’altra storia, molto più sofferta e nascosta, che viene svelata pian piano nella lettura.
La storia principale, si scopre, è quella che ha per protagonista il pittore Bartolomeo Sarca, artista italiano che si è trasferito in Gran Bretagna dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando ha sposato una giovane vedova, sua modella per alcuni ritratti. Dopo una decina di anni di successo, si è ritirato a vita privata, sempre continuando a dipingere, mantenendo così viva la sua passione. Ma la fama non l’ha mai abbandonato del tutto, infatti i suoi dipinti continuano a riscuotere successi tra i collezionisti d’arte.
L’autrice è molto brava, perché fa intuire che ci sia qualcosa di più, una motivazione plausibile del perché un artista di fama abbia deciso di abbandonare così, quasi dall’oggi al domani, un mondo ricco di estimatori.

Elisabeth, Lawrence, Noel e tutti gli altri fanno da sfondo a questa storia, che per certi versi viene a galla solo perché la prima, giornalista del Theme, vuole scrivere lo scoop del secolo: dopo aver fatto alcuni studi e ricerche, vuole ritrovare l’anziano Bartolomeo Sarca e scoprire come mai si sia ritirato a vita privata.

Devo dire che Elisabeth Lombardi non mi è stata simpatica fin da subito, forse l’ho trovata un po’ superficiale, calcolatrice, insolente e quindi identificarmi in lei non è stato un compito facile, anzi. Forse questo è stato il primo limite che ha inficiato, in un primo momento, la lettura del libro.
All’inizio scopriamo tutto di lei, quindi ci si chiede perché andare avanti se abbiamo già tutte le informazioni che ci servono; però, quando si prosegue si scopre che in qualche modo questo può anche essere considerato un romanzo di formazione. Certo, molto all’acqua di rose, in quanto abbiamo quasi un repentino cambiamento di rotta del suo carattere, che quasi disorienta il lettore; a mio avviso, l’autrice avrebbe potuto soffermarsi maggiormente su quest’altro tema del romanzo, mostrando ancora qualcosa in più del cambiamento della protagonista, approfondendone forse la psicologia.

Lawrence Bristol è il protagonista maschile della storia, nipote di Sarca. Nonostante il ritratto iniziale che ne fa l’autrice, si scoprono lati del suo carattere leggendo e conoscendo più a fondo il personaggio. Dietro la facciata del bel ragazzo, alto, possente, nasconde una storia tragica, parallela a quella del nonno. Nonostante la durezza dimostrata nei confronti di Elisabeth fin dal primo istante in cui l’ha incontrata sulla strada per Pandora Palace, si intuisce che sia un ragazzo sensibile, molto attaccato ai propri legami e alla famiglia che l’ha cresciuto e che difficilmente permette a qualcuno di violare la pace e la serenità di luoghi a lui cari.

Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati e interessanti, si vede che l’autrice ne ha studiato molto i caratteri, cercando di farli sembrare il più reali possibili. E devo dire che ci è riuscita alla grande.

Come ho accennato all’inizio, su aNobii ho dato soltanto quattro stelline, la quinta è stata “mangiata” da qualche errore verbale e dalla mancanza di un po’ di pathos anche in altri punti del romanzo, infatti è presente praticamente soltanto alla fine. Forse questo è uno dei limiti più grandi del libro, perché dà l’impressione al lettore di guardare tutto da fuori, anziché farlo partecipare attivamente, fargli provare sensazioni ed emozioni che invece un libro di questo tipo dovrebbe trasmettere.

Riassumendo: il libro mi è piaciuto davvero molto, facendomi ricredere in un genere in cui ormai tutto si è visto e sentito; mi è piaciuto anche per le varie storie parallele e per i racconti fantastici che aleggiavano sulla Cornovaglia. Purtroppo alcune cose mi hanno fatta storcere il naso, ma non tutto è perduto, sono sicura che l’autrice può migliorare parecchio e, soprattutto, ha una grande fantasia, quindi le rinnovo i miei complimenti per questo libro e aspetterò trepidante L’ottava pergamena, altro volume dell’autrice che è stato messo in una catena (alla quale, ovviamente, mi sono iscritta non appena ho finito questo).

Voto: ★★★★
Eruannë.

lunedì 6 dicembre 2010

"Pubblichiamo senza contributo, chiediamo solo 25€ per partecipare al concorso"

In teoria non dovrei essere al pc o almeno non su internet, invece visitando uno dei gruppi che frequento su aNobii, mi sono lasciata prendere da un post molto... interessante. Da qui il titolo piuttosto lungo e impegnativo di questo post.



Prima di addentrarmi in un argomento piuttosto "spinoso", ci tengo a precisare che non ho manie di persecuzione verso qualcuno o qualcosa, ma semplicemente certe cose mi lasciano alquanto perplessa. 

Fatta questa premessa, penso sia giunto il momento di entrare di più nel post e farvi sapere apertamente di cosa stia parlando.


Ricordate una certa Argeta Brozi? Chi sostiene il Writer's Dream l'avrà sentita nominare di sicuro. Per chi non la conoscesse è semplicemente quella cara ragazza che, qualche mese fa, sosteneva che le case editrici a pagamento non esistono. Chissà da cosa l'abbia dedotto, visto che lei stessa ha pubblicato con Il Filo-Gruppo Albatros.

Oggi sono andata su aNobii per vedere se la catena di lettura di Scatole Cinesi stesse reclamando la mia presenza, visto che ho fermo il libro da tre settimane e ho letto sì e no un capitolo, quando mi è caduto l'occhio su una discussione interessante, aperta proprio da Argeta:
Butterfly Edizioni pubblica gratis autori di talento

E fin qui nulla di strano, anzi sarebbe anche una cosa molto lodevole. Purtroppo come sempre c'è un "ma" grande quanto una casa, dietro tutto questo.
Infatti, letta così, la presentazione della casa editrice non sarebbe male, soprattutto questo punto:
Butterfly Edizioni pubblica soprattutto romanzi, ma anche saggi, e ha deciso di fare tutto gratuitamente, a proprie spese. Circa due o al massimo 3 volte l'anno lancerò un concorso letterario (prendetelo al volo!:D ) e i vincitori, chiamiamoli così, di ogni concorso avranno in palio la pubblicazione del proprio libro con regolare contratto di edizione.
Ma subito dopo, si ripiomba nella desolazione e il sorriso scompare dalle labbra
Per partecipare al concorso c'è una piccola quota da versare, non solo per le spese di organizzazione e segreteria, ma anche perchè TUTTI I ROMANZI VERRANNO LETTI VERAMENTE e a tutti verrà fornita una risposta con anche una scheda di lettura dettagliata del proprio testo.
Non trovate anche voi che questo sia un bellissimo esempio di contraddizione in termini?
Prima, la casa editrice dice di volersi sobbarcare qualsiasi spesa riguardo gli autori emergenti, poi, però, per partecipare al concorso e, quindi, vedersi pubblicato il romanzo o ricevere una scheda di lettura, bisogna sborsare dei soldi.
Complimenti!

Ovviamente sono andata a farmi un giretto sul blog, visto che il sito è ancora in costruzione, e sono rimasta basita per ciò che ho letto.
Prima di tutto, nella sezione FAQ:
D: La Butterfly Edizioni chiede una forma di contributo agli autori?

R: La nostra casa editrice ha deciso di investire sugli esordienti, per cui nessuna forma di contributo è richiesta.
Poi, ovviamente, sono andata a leggermi la pagina Pubblica con noi. Devo dire che è molto interessante:
Per poter pubblicare con noi devi partecipare al concorso letterario “Parole di carta butterfly edizioni”. [...] Come quota di partecipazione sono richiesti 25 euro per le spese di organizzazione e di segreteria (nonché per l’invio di una dettagliata scheda di valutazione a tutti i partecipanti)
Ma come? Non era stato detto nelle FAQ che non era richiesta nessuna forma di contributo?
E chi non vuole partecipare al concorso (a proposito: dov'è il bando?), ma vuole inviare il manoscritto, lo può fare comunque o deve essere sempre vincolato dai 25€?
Ah, ma c'è un'altra pagina a cui fare riferimento, quindi non lasciano l'autore in balia di se stesso: Chiarimenti pubblicazione.
- l’opera partecipante al concorso [...]
Ma quindi è inutile pensare che io, ipotetico autore con un ipotetico romanzo da mandare alle case editrici, possa pubblicare al di fuori del concorso.
Perché tutto questo mi sa di presa in giro? Perché ho la sensazione che chi ci cadrà non farà una bella fine?

Comunque ho alcune domande:
1. Dov'è il bando del tanto sbandierato concorso "Parole di carta"?
2. Se a me (parlo sempre come ipotetico autore in cerca di una casa editrice seria e non a pagamento) non interessa nulla del concorso, devo partecipare lo stesso e sperare di vincerlo per vedere pubblicato il mio romanzo?
3. [domanda posta da lilyblack, quando ho espresso la mia perplessità su fb] E la pubblicità?
4. La casa editrice che livello di distribuzione ha? C'è speranza che il libro arrivi in libreria?
5. La pubblicazione avverrà in cartaceo o ci sarà solo un e-book?
6. Perché alle domande poste da bianca nel topic su aNobii è stato risposto solo via mail e non in forma pubblica, cosicché uno che abbia intenzione di partecipare al concorso sappia anche le cose più basilari?
7. Perché per partecipare (e quindi veder pubblicato il proprio romanzo) bisogna pagare, quando c'è scritto a lettere cubitali che la casa editrice si sarebbe sobbarcata qualsiasi spesa?

Sono domande che sorgono spontanee leggendo quel topic e il blog della Butterfly Edizioni, ovviamente io non pretendo di avere risposta, anche perché, sinceramente, non me ne frega nulla di questa casa editrice, ma per una volta sarebbe bello leggere tutto chiaramente, non falsato da qualche parola altisonante o dalla poca onestà nel porsi agli altri.

Per il resto, buona vita a tutti, sia a coloro i quali sono attenti al più piccolo dettaglio, sia a quelli che cadranno in questa trappola.
Eruannë.

sabato 13 novembre 2010

Nuovi arrivi #2

Evidentemente le poste si divertono a consegnare i libri il sabato, perché, dopo la consegna di Al centro del dipinto di qualche settimana fa, oggi è arrivato Scatole cinesi.
Questo libro mi è arrivato grazie a una catena di lettura (come Al centro del dipinto) indetta su aNobii dall'autrice stessa.

Titolo: Scatole cinesi
Autore: Monica Lombardi
Anno: 2008
Casa editrice: Edizioni Domino
Collana: I Criptex
Genere: Giallo
Pagine: 269
Prezzo: 16.00€
Quarta di copertina: Una donna viene trovata morta, nella sua vasca da bagno. Sul posto viene chiamato Mike Summers, il più giovane tenente dell'unità omicidi della polizia di Atlanta. Che affronta i casi come dei puzzle da risolvere. Vanessa Dunhill era una programmatrice. Perché nessuno sembra sapergli dire esattamente a che cosa lavorava? Era sola. Ma chi era l'uomo con lei quella sera? L'immagine del puzzle fatica a prendere forma. E l'unica che sembra poterlo aiutare è Julia, la sorella della vittima. Che forse sa più di quanto non creda di sapere. Indizio dopo indizio, scatola dopo scatola, Summers, insieme alla sua squadra, procede caparbio alla ricerca di quell'unica traccia che può raccontare la verità. Nascosta sotto strati di apparenza, nella scatola più piccola del gioco di incastri.

Ho scelto di partecipare alla catena perché la trama mi sembra interessante e poi io adoro i gialli. Questo genere è il mio primo amore e ogni tanto mi piace immergermi in qualche caso e cercare di arrivare alla soluzione prima della fine del libro, cioè quando di solito svelano il colpevole. Trovo che sia stimolante e poi fa lavorare il cervello, cosa che non fa mai male. Tutt'altra cosa rispetto ad altri generi ben più piatti e scontati.
Penso che lo inizierò a breve e non si sa mai che lo finisca in poco: sono poche pagine, rispetto ai libroni a cui mi sono abituata da un po', e quindi è probabile che non ci metta poi così tanto, soprattutto se lo stile e la trama dovessero essere coinvolgenti.

Piccolo avviso: come ho annunciato su aNobii, nella conversazione relativa all'altra catena di lettura a cui ho partecipato, la recensione per Al centro del dipinto non dovrebbe tardare ad arrivare, è già da un po' che ci sto lavorando, ma spero di finirla al più presto.
Quindi tenete d'occhio il blog (anche perché ci saranno novità anche su altri fronti).
Eruannë.

sabato 23 ottobre 2010

Nuovi arrivi

Beh, più che parlare al plurale, dovrei parlare al singolare, visto che mi è arrivato un solo libro. Ah, premetto che questo post non vuole essere assolutamente la copia di qualche post per l'iniziativa "In My Mailbox", di cui il blog è fan, ma non ne facciamo ancora parte.
Su aNobii sto partecipando a due catene di lettura, spero così di trovare qualche autore emergente degno di nota (sperando che non abbiano pubblicato a pagamento) e di non fossilizzarmi troppo sui soliti noti. Stamattina (e neanche me l'aspettavo) mi è arrivato il seguente libro:

Titolo: Al centro del dipinto
Autore: Virginia Parisi
Anno: 2009
Casa editrice: Edizioni Domino
Collana: Le Carte Veline
Genere: Rosa
Pagine: 137
Prezzo: 12.00€
Quarta di copertina: Elisabeth Lombardi è una donna concreta, indipendente. Ha lavorato anni, per conquistarsi il posto di redattrice della rivista inglese Theme che ora rappresenta un punto saldo nella sua vita. È corretta, capace. E non è una bugiarda.
Eppure si ritrova a mentire, a nascondere la sua identità e a mettere a repentaglio tutto ciò per cui ha così duramente lottato, pur di realizzare una spinosa e complicata intervista e guadagnarsi una promozione. Ed è così che cominciano i guai.
Guai che si trasformano in equivoci quando conosce il vecchio pittore Bartolomeo Sarca, che sembra vedere in lei qualità che non sospettava di avere.
Guai che diventano calamità naturali imbattendosi nel tono indisponente e inquisitore del suo arrogante e affascinante nipote, Lawrence Bristol.
E allora la terra di Cornovaglia, con i suoi paesaggi aspri e isolati, le scogliere a picco su un mare perennemente in tempesta, che dà e toglie con la stessa crudele e temeraria determinazione, produce la sua magia.
Le vecchie leggende di casa Thatcher, le storie di fantasmi che narrano la potenza di un amore immortale che ancora sopravvive dopo millenaria attesa, fanno il resto.
E in maniera imprevista, la stessa percezione che ha di se stessa cambia radicalmente, attraverso la mistica sacralità di un cerchio di pietre, il suo insegnamento di equilibrio e onniscienza che racchiude il senso del tempo, dell'infinito, dell'energia della terra, della memoria di popoli scomparsi e mai dimenticati.
Dalla sofisticata, businnes-oriented Londra alla selvaggia punta estrema della Cornovaglia, Izzie affronta un viaggio che parte come una sfida, e si trasforma in una scommessa.
Su se stessa. Sul suo futuro. Sulla sua vita.

Ho letto, per il momento, il prologo e il primo capitolo.
Devo dire la verità: ancora non sono riusciti a catapultarmi in Cornovaglia e tra i protagonisti della storia, ma confido che questo avvenga andando avanti nella lettura.
Prologo e capitolo uno, però, li trovo molto da inforigurgito, danno molte informazioni, anche superflue, di Elisabeth e Lawrence che di certo non invogliano molto a proseguire. Però, la trama sembra abbastanza avvincente e innovativa (per quanto un romanzo rosa possa essere innovativo), quindi voglio continuare la lettura per poi dare un giudizio molto più completo, esaustivo e pieno di ciò che si cela dietro queste pagine.
Eruannë.