martedì 20 novembre 2012

Teaser Tuesdays #30

iniziativa ideata da MizB di Should be Reading
Nuovo appuntamento con questa simpatica rubrica =)
Le regole sono molto semplici e intuitive:
1) Prendi il libro che stai leggendo;
2) Aprilo in un punto a caso;
3) Trascrivi un breve pezzo da quella pagina, facendo attenzione a non scrivere spoilers;
4) Riporta titolo e autore del libro citato.
Ecco qui il Teaser di questa settimana:

Poi rivide il cane e si rinfrancò. Scorse il luccichio dei suoi occhi: fissavano Branwen un po' guardinghi, immersi nelle ombre, tenebre solide acquattate dietro una radice. Fu di nuovo all'inseguimento, dimentico dei suoi pensieri e della nostalgia che spesso si trascinavano dietro. Uomo e segugio volarono leggeri come gufi in planata, sollevando a stento sbuffi di foglie secche al loro passaggio. Il cuore eccitato del veltro era un tuono in sincronia con il suo, la frenesia del sangue promesso una bandiera svettante nella mente.
Capitolo 1 - All'inizio fu la caccia, p. 3, Mastodon, di Nox A.M. Ruit.

Qual è il vostro teaser di questa settimana?
Eruannë.

lunedì 19 novembre 2012

{Segnalazione} La signora che vedeva i morti

Terzo post della giornata =D questa volta dedicato a una segnalazione che mi è giunta direttamente dall'autore del libro.

Autore: Marco Bertoli
Anno: 2012
Casa editrice: Felici Editore
Collana: Caleidoscopio
Genere: Narrativa, Giallo
Pagine: 360
Prezzo: 13.00€
Quarta di copertina: In un XVII secolo molto simile a quello vero, tra Pisa e la Lunigiana, Debrena Mori, primo siniscalco dell’ufficio indagini speciali dei reali moschettieri durante il regno di Ugolino V della Gherardesca, svolge con perizia e freddezza la propria funzione. Un tempo, però, era stata solo una giovane donna del popolo, cieca ma capace di vedere le anime dei defunti.
Manfredi Gambacorti, colonnello dei reali moschettieri e Franco Gentilini, mago giudiziario, entrambi funzionari investigativi, indagano su una serie di indecifrabili suicidi e su un omicidio altrettanto misterioso... un giallo in costume dove la Storia si narra con rigore.

L'autore:
Marco Bertoli è nato a Brescia nel 1956 da genitori lunigianesi. Dopo aver vissuto vent’anni a Cesena, si è trasferito a Pisa dove si è laureato in Scienze Geologiche. Lavora come tecnico di laboratorio al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. Saggi di storia militare e gialli storici costituiscono le sue letture preferite.


Devo dire che il libro mi ispira parecchio e lo comprerei subito, io amo i gialli, se poi sono storici mi piacciono ancora di più =D
Comunque questo ha un ché di particolare che riuscirebbe perfino a farmi spendere i 13€ del prezzo di copertina!
Per quanto mi riguarda, ci farei un pensierino per Natale ;D

Buone letture,
Eruannë.

{Recensione} Nella colonia penale

Titolo: Nella colonia penale
Autore: Franz Kafka
Data di pubblicazione: 2012
Casa editrice: Leone Editore
Collana: I cortoromanzi
Genere: Horror
Pagine: 76
Prezzo: 1.00€
Quarta di copertina: Nella colonia penale si può classificare come un racconto horror, che contiene in nuce molti dei temi cari all'autore boemo.
La storia dell'ultimo utilizzo della terribile macchina di tortura usata in una innominata colonia penale va ben oltre le crude descrizioni del suo funzionamento, segna piuttosto l'ultima, estrema tappa di una giustizia «di Stato» efferata e disumana nei confronti del singolo individuo, paradossalmente alla vigilia di una tragedia di portata ben più vasta, la Prima guerra mondiale.


Ieri sera, dopo aver finito di leggere Identità Globale e di scriverne la recensione, mi sono lasciata tentare da questo piccolissimo libretto, che risponde al nome di Nella colonia penale.
 
Non avevo mai letto qualcosa di Kafka, anche se nei miei propositi futuri c'è da molto tempo la lettura de Le Metamorfosi, perché ne ho sentito tanto parlare, ma non ho ancora avuto il piacere di averlo tra le mani.

Questo breve racconto (perché le 76 pagine sono da dividere per 2, visto che c'è il testo a fronte in tedesco) è... inquietante e raccapricciante, ma veramente affascinante. È vero che non avrei voluto assistere a ciò che viene raccontato, perché sono piuttosto sensibile, ma Kafka ha descritto tutto in modo così crudo che non si può fare a meno di restarne affascinati.
La descrizione della macchina di tortura ideata da un comandante non meglio specificato è geniale e al tempo stesso macabra. D'altra parte il periodo storico in cui è stato scritto il racconto e in cui è vissuto Kafka (che era lo stesso dei miei nonni, storie di guerra/dopoguerra ne ho sentite parecchie) non lasciava molto spazio a fantasie che non riguardassero torture, ammazzamenti, sentenze e condanne date senza un processo giusto. (Poi se sbaglio, sono pronta ad ammetterlo e a ricredermi)

Nella colonia penale è ambientato in una non meglio identificata colonia penale, appunto, dove un viaggiatore è chiamato ad assistere alla condanna di un attendente che non ha assolto il proprio compito e per questo viene punito – senza processo e senza possibilità di difendersi, anzi, lui non sa neanche di essere in procinto di essere torturato e ucciso –.
L'ufficiale addetto alla macchina di tortura è ben lieto di avere uno spettatore illustre che vedrà l'esecuzione e per questo, prima di iniziare, spiega il funzionamento e le parti che compongono lo strumento.
Come ho già detto, la descrizione è tecnica, dettagliata e molto macabra, perché Kafka non ha certo tralasciato i particolari più crudi, anzi, si è soffermato, ha esaminato a fondo tutto perché il lettore sapesse cosa succede in quella colonia penale.

La traduzione di questa edizione, purtroppo, non è delle migliori e spesso e volentieri ci sono alcuni errori, qualche refuso qui e là, per cui non rende sufficientemente giustizia a quanto descritto dall'autore; devo dire, però, che i termini italiani usati per le componenti della macchina sono appropriati, danno molto bene l'idea di cosa la macchina faccia anche prima di saperne la descrizione dettagliata.
Un racconto che lascia shockati per la sua crudeltà, ma che al tempo stesso invoglia il lettore a proseguire nella lettura, per saperne di più, per scoprire se la macchina assolverà il suo compito o verrà messa in pensione per sempre.

Le mie quattro stelline se le è meritate tutte (avrei dato anche di più, ma la traduzione mi ha frenata u.u) e, a questo punto, voglio proprio leggere qualcos'altro di Kafka =D

Buon proseguimento di giornata,
Eruannë.
Questa recensione partecipa alla
Hogwarts Reading Challenge

Musing Mondays #30

iniziativa ideata da MizB di Should Be Reading

Musing Mondays consiste nel rispondere ogni settimana, il lunedì, a una domanda.
La domanda di questa settimana è:
Do you read the ending before you start a book? Do you ever skip ahead to read the ending?
(Leggi la fine del libro prima di iniziarlo? Ti capita mai di andare a leggere direttamente il finale?)
Leggendo per lo più gialli e fantasy è piuttosto difficile che legga il finale, non mi viene naturale e lo trovo anche un po' un imbroglio verso chi ha scritto il libro o lo ha letto veramente.
Per leggere il finale devo proprio essere annoiata e delusa profondamente dall'autore, che non è riuscito a coinvolgermi.
Di conseguenza non mi pare sia mai capitato che sia andata direttamente al finale =D ...forse è successo solo una volta, quando dovevo leggere I Malavoglia per la scuola, visto che ho letto (a fatica) il primo capitolo, poi uno centrale e quello finale. Ricordo solo che era un libro tanto noioso.

Io ho detto la mia, ora tocca a voi ;D
Eruannë.

domenica 18 novembre 2012

{Recensione} Identità Globale

Titolo: Identità Globale. Episodio 1: La genesi
Autore: David A.R. Spezia
Data di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Neftasia Editore
Genere: Giallo, Fantascienza
Pagine: 357
Prezzo: 18.00€
Quarta di copertina: A Washington un uomo in tenuta da jogging viene trovato morto. A Manhattan un giovane broker è arrestato. A Palo Alto una donna muore in circostanze misteriose. In una San Francisco apocalittica che attende l'arrivo del devastante uragano Bercy, Roy Zarf, giornalista e blogger amante del cioccolato, pubblica un articolo che darà il via a un'epidemia sociale.
Con questo romanzo, Spezia approfondisce il tema del furto d'identità digitale e della manipolazione della notizia Un puzzle tecnologico che solo alla fine rivelerà una possibile Genesi del cyber terrorismo e del social hacking.


Devo essere sincera: se avessi visto questo libro in libreria, l'avrei lasciato dov'era per due semplici motivi.
1. Il prezzo, 18€ per un'edizione del genere, in brossura (con copertina che si rovina solo a guardarla), è veramente troppo.
2. La grafica, la copertina non mi attira molto, il senso di tale scelta lo si capisce solo leggendo il libro, questo è vero, ma si sarebbe potuta scegliere una grafica un po' più... accattivante.
Diciamo che questo libro mi ha attirata più per la sua trama che per altro e ringrazio, quindi, l'autore di averlo messo in circolo per una catena di lettura su aNobii.

La storia è piuttosto complicata, almeno all'inizio, perché vengono presentati vari personaggi, che poi si scoprirà essere fratelli, e dagli avvenimenti che capitano loro prendono il via gli eventi che l'autore ha voluto narrare.
Solo in un secondo momento ci viene presentato il vero protagonista del libro, il giornalista e blogger Roy Zarf.
Mi è piaciuto molto questo personaggio, soprattutto per la sua passione per la cioccolata. Roy è molto ben caratterizzato, anche se, all'inizio, fa la figura dell'idiota e di quello che si fida ciecamente di uno che manda informazioni riservate su alcune persone di spicco della società di San Francisco e della California e che si fa chiamare Xm@n.
Il primo a cadere, nel vero senso della parola, è il sindaco di San Francisco; poi è la volta di Nicholas Jones, direttore dell'Ufficio di Protezione della Privacy della California e dell'Internet Crime Complaint Center.
Roy si trova, suo malgrado, tra gli indiziati di un attacco di hacker all'Ufficio di Protezione della Privacy e viene così arrestato da un agente dell'FBI.

La prima metà del libro è piuttosto... movimentata, nel senso che ci sono troppi personaggi da tenere a mente e i capitoli non sono "in ordine", cioè per ogni capitolo che si conclude e che ha come fulcro un personaggio, se ne apre un altro che ha un altro personaggio. Questo mi ha molto disturbata nella lettura, perché un personaggio si ripresentava anche dopo svariati capitoli ed era difficile seguirne la storia.
Tutto ciò si attenua con l'andare avanti del romanzo, quando finalmente Roy diventa il protagonista unico del romanzo e l'autore segue solo lui, tranne alcune eccezioni in cui la "telecamera" viene puntata sull'agente dell'FBI Reed Jordan, che segue il caso di Roy, o sul direttore dell'FBI o sul Governatore della California o su quello che poi risulterà essere il vero colpevole di tutto.
I personaggi, comunque, sono tutti molto ben caratterizzati, non ci sono stereotipi, luoghi comuni o cliché, quindi è un vero piacere leggere di loro.

All'inizio è stata un po' dura seguire la trama anche per via dei tecnicismi riguardo i computer e il digitale, ma ben presto mi sono ambientata, ho iniziato a capire un po' di più di ciò di cui si stava parlando. È evidente che l'autore si è informato, ha studiato e ha riportato su carta ciò che ha appreso.
Alcune volte, però, mi ha dato un po' fastidio il voler aggiungere a tutti costi la spiegazione, anche quando era chiaro e lampante, mi dava l'idea dell'inforigurgito, del voler aggiungere dettagli per far sapere che si sa. Ma si tratta di episodi più unici che rari, ma che comunque consiglierei di limitare e/o evitare in futuro.
Tutto quel parlare di tecnologie mi ha fatto venir voglia di ampliare le mie scarsissime conoscenze, di leggere dei saggi a riguardo e di informarmi quanto più possibile. Per i miei genitori sono anche troppo nerd (anche se non penso che sappiano cosa voglia dire), ma secondo me non lo sono proprio =D e quindi è venuto il momento di aggiornarmi un po'!

Lo stile dell'autore è scorrevole, si legge che è un piacere (le ultime 200-250 pagine sono volate, letteralmente), anche se talvolta ho trovato dei refusi che stonano un po' col resto, perché tutto è scritto in modo ottimo, peccato per alcuni accenti mancati (ovviamente io e qualcun altro prima di me ci siamo permessi di segnalare accenti ed eventuali errori a matita, così l'autore saprà dove e cosa correggere).

Cos'altro dire di Identità Globale? Non vedo l'ora di leggere il seguito, quindi David, datti da fare! XD

Il mio voto finale è di ★★★★ ma solo perché all'inizio ha stentato a trascinarmi nel vortice degli eventi.

Penso che andrò a immergermi nella lettura di Mastodon, che sono un po' indietro =D
Buona serata,
Eruannë.
Questa recensione partecipa alla
Hogwarts Reading Challenge

lunedì 12 novembre 2012

Musing Mondays #29

iniziativa ideata da MizB di Should Be Reading

Musing Mondays consiste nel rispondere ogni settimana, il lunedì, a una domanda.
La domanda di questa settimana è:
If you had to choose only 3 books to read forever, which ones would you choose?
(Se tu dovessi scegliere solo 3 libri da leggere per sempre, quali sceglieresti?)
Per chi mi segue forse sarà una risposta scontata (e lo è XD), ma sceglierei Harry Potter, più nello specifico Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, Harry Potter e l'Ordine della Fenice e Harry Potter e i Doni della Morte.
Questi sono i miei tre libri preferiti della saga, ma se potessi me li leggerei e rileggerei all'infinito tutti e sette =D

Io ho detto la mia, ora tocca a voi ;D
Eruannë.