sabato 23 gennaio 2021

{Review Party} Sorcery of Thorns

Buon anno nuovo, miei cari svelatori di specchi!
Lo so, sono passati giorni e giorni dall’inizio dell’anno e ho in bozze alcuni post in cui vi parlo di altri libri, ma è sopraggiunto una specie di blocco del recensore e quindi il blog è rimasto un po’ bloccato.
Ma oggi è finalmente il giorno in cui il blog riprende vita, perché vi voglio parlare di un libro che ho letto in anteprima proprio a inizio anno (anche se il primo libro che ho letto è stato Il Piccolo Principe in friulano) e che… no, non vi anticipo nulla di ciò che dirò nella recensione vera e propria.

Il libro in questione è:

Autore: Margaret Rogerson
Data di pubblicazione: 19 gennaio 2021
Casa editrice: Mondadori
Collana: Fantastica
Genere: Fantasy
Pagine: 444
Prezzo: 22.00€
Quarta di copertina: Trovatella allevata in una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, è cresciuta in mezzo agli strumenti della stregoneria: grimori magici che sussurrano e sferragliano catene. Se provocati, si trasformano in mostri inquietanti di cuoio e di inchiostro. Ciò cui Elisabeth ambisce è diventare una guardiana, incaricata di proteggere il regno dalle minacce della magia.
Il suo disperato tentativo di impedire l’atto di sabotaggio che libera il grimorio più pericoloso della biblioteca finisce per ritorcersi contro di lei: ritenuta coinvolta nel crimine, viene condotta nella capitale, in attesa di interrogatorio. L’unica persona su cui può fare affidamento è il suo nemico di sempre, il Magister Nathaniel Thorn, con il suo misterioso servitore; ma tutto sembra intrappolarla in una congiura secolare, che potrebbe radere al suolo non solo le Grandi Biblioteche, ma anche il mondo intero.
A mano a mano che la sua alleanza con Nathaniel si rafforza, Elisabeth inizia a mettere in discussione tutto quello che le hanno insegnato sui maghi, sulle biblioteche che ama così tanto, e soprattutto su se stessa. Perché Elisabeth ha un potere che non avrebbe mai sospettato, e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare.
Voto: 




Ormai sapete che quando si tratta di fantasy, io non mi tiro indietro, è uno dei miei generi preferiti e mi fa sempre piacere leggere qualcosa di nuovo e interessante.
Sorcery of Thorns mi ha subito attirata per la trama, perché mi piaceva molto l’idea dei libri, o meglio dei grimori, che ne dà la Rogerson.

Ma andiamo con ordine: il libro racconta la storia di Elisabeth, un’aspirante guardiana della Grande Biblioteca di Summershall, dove è stata accolta fin da piccola, luogo in cui vengono tenuti dei libri molto particolari, i grimori, che possono trasformarsi in mostri, Malefict, pronti a scatenare i propri poteri.
La vita di Elisabeth cambia radicalmente una notte in cui si sveglia di soprassalto, trova la Direttrice della biblioteca assassinata e il grimorio che aveva aiutato a mettere nella camera blindata trasformato in Malefict, libero di scorrazzare e, perché no, uccidere guardiani, aspiranti e chiunque trovi sul proprio cammino.
Subito Elisabeth viene accusata di aver liberato il Malefict (poi ucciso da lei stessa) seminando il panico, di aver ucciso la Direttrice (la persona che l’aveva cresciuta) e di aver trafficato con la magia, cosa assolutamente proibita per apprendisti e guardiani.
A nulla valgono le sue proteste e le sue giustificazioni, viene prima rinchiusa nelle segrete della biblioteca e poi scortata a Brassbridge per l’interrogatorio ufficiale. Ad accompagnarla in questo primo viaggio lontano da quella che è stata la sua casa, saranno Nathaniel Thorn e Silas.

Devo dire che la prima parte del libro mi ha presa poco. È stato interessante leggere e scoprire il mondo che fa da sfondo alla storia, ma ho sempre avuto la sensazione che mancasse qualcosa, che non ci fosse il giusto appiglio per appassionarmi fino in fondo. E i personaggi secondari sono solo abbozzati, o solo bianchi o solo neri, privi di sfumature e ben poco inclini a rimanere impressi nel lettore.
È indubbio che Elisabeth cambi durante tutto il libro, metta in discussione le proprie certezze e si apra a ciò che ha sempre temuto e che le hanno insegnato a temere. Questo è senz’altro un ottimo spunto.
Ma ho trovato il suo personaggio a tratti infantile, a tratti poco sveglio, salvo poi maturare, per fortuna. Un vero peccato che la protagonista non sia sempre all’altezza della situazione (meglio che non sia la classica Mary Sue, sia chiaro).

La storia non è affatto lenta, gli avvenimenti si susseguono senza sosta, i capitoli sono brevi (rispetto a quelli di Harry Potter, per esempio, sono piccolissimi), ma i colpi di scena non sono così incisivi come ci si aspetterebbe.
Purtroppo si capisce praticamente subito chi abbia il ruolo del cattivo, dell’antagonista e quando si arriva a un determinato punto del libro, il lettore non è poi così sorpreso di trovarselo davanti.
Tuttavia, questo non rende la lettura meno interessante, soprattutto per ciò che riguarda il motivo che spinge il cattivo ad agire (non voglio spoilerare più di tanto, quindi sono molto criptica, chiedo venia).

Si può dire che biblioteche e libri siano altri personaggi egregiamente inseriti nell’ambientazione della storia.
Mi è piaciuta molto l’idea che non siano del tutto inanimati, anche se, nel momento in cui dovessero trasformarsi in Malefict, non sono proprio così amichevoli.
L’idea che ne danno all’inizio i guardiani delle biblioteche è profondamente sbagliata e, man mano che si va avanti con la lettura, si capisce che anche i grimori più pericolosi, alla fine non sono così spaventosi… se li si sa prendere nel mondo giusto.
In questo Elisabeth si rivela molto brava, anche grazie al fatto di aver sempre vissuto in una biblioteca, di aver letto (anche di nascosto) e di provare un profondo affetto per i libri. Quest’ultimi riconoscono in lei un animo pulito, che non vuole affatto far loro del male.

È giunto il momento di introdurre brevemente anche Nathaniel Thorn e Silas. Chi ha già visto qualche fanart sul libro, sono sicura che non vedeva l’ora.
Nathaniel è un ragazzo poco più grande di Elisabeth, è un Magister e pratica la magia. Ci viene descritto come un ragazzo duro e ostinato, e lo è a causa principalmente del proprio passato (sembra che chi non soffra da piccolo, non possa esistere nei libri), quando ha perso tutta la famiglia e gli è rimasto solo Silas.
Silas è il tuttofare di Nathaniel, maggiordomo, cuoco, cocchiere,… e chi più ne ha più ne metta.
È una figura molto ambigua, perché fin da subito veniamo a conoscenza della vera natura di questo personaggio e del perché sia al servizio di casa Thorn (anche la casa a un certo punto diventa un personaggio davvero interessante!).
Secondo voi, di chi si innamorerà Elisabeth?

Una cosa che non mi ha convinta del tutto, però, è il fatto che ci sia sempre perennemente un deus ex machina per cui Elisabeth si salva e/o viene aiutata nei momenti più disparati.
Ho trovato questo particolare ben poco credibile, anche se ha reso il libro un po’ più rapido e senza troppi intoppi.
Tuttavia ci sono alcuni punti che io avrei eliminato totalmente, parti intere che servono a poco ai fini della trama e che potevano benissimo essere raccontate a posteriori o descritte in altro modo.

Il libro in sé è una piacevole lettura (altrimenti non gli avrei dato 4 specchi, per fortuna si è risollevato dopo la metà) e può essere un buon punto di partenza per qualcosa di più articolato e interessante, anche con altri protagonisti, perché il mondo creato dalla Rogerson è molto credibile e sfrutta il fattore magico in modo interessante.
Ve lo consiglio se siete alla ricerca di qualcosa di leggero da leggere, soprattutto se non volete imbarcarvi in una nuova saga (questo è autoconclusivo, anche se forse lascia uno spiraglio ad altro).

Ringrazio la CE per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima il libro e Franci del blog Coffee and Books che ha organizzato questo review party e le altre ragazze che in questi giorni hanno pubblicato e pubblicheranno le loro recensioni.
Vi lascio qui sotto il banner con le varie tappe e i link degli altri blog, così potrete andare un’occhiata anche da loro e scoprire gli altri pareri.


» Down the rabbit hole
» Chronicles of a bookhaolic
» I miei sogni tra le pagine
» La lettrice sulle nuvole
» Coffee and Books
» Librintavola

Credo di avervi detto tutto, se volete chiedermi qualcosa di più specifico su qualcosa, lo spazio commenti è a vostra disposizione.
Vi ringrazio per l’attenzione e per essere arrivati fino a qui, non mi resta che augurarvi una buona settimana e buone letture!
Annette.

venerdì 18 dicembre 2020

{Review Party} Bambi

Buongiorno e buon venerdì, miei cari svelatori di specchi!
Come state trascorrendo questa settimana?
Io in un certo senso non vedo l’ora che arrivino le vacanze, perché mi sto pian piano esaurendo… anche se questo poi vorrà dire studiare tutto il tempo per gli esami. Aiuto!
Però, sono molto orgogliosa dei risultati in termini di letture, quindi la situazione non è così drammatica.
 
A proposito di libri letti in questo periodo, oggi vi voglio parlare di un libro uscito già da qualche tempo, ma che, insieme a Franci e ad altre ragazze, ho letto nell’ultima settimana.
Prima di proseguire, ci tengo a ringraziare la CE e Franci per avermi dato la possibilità di partecipare a questo bel Review Party.
 
Titolo: Bambi
Autore: Felix Salten, Benjamin Lacombe
Data di pubblicazione: 1 dicembre 2020
Casa editrice: Rizzoli
Genere: Classico
Pagine: 160
Prezzo: 25.00€
Quarta di copertina: Bambi ripercorre i primi anni di vita di un capriolo e le prove che dovrà affrontare. Racconto iniziatico e inno alla natura, evoca vividamente la magia, la bellezza e i pericoli della vita selvaggia. Pubblicato nel 1923 in Germania, il capolavoro di Felix Salten ebbe un grandissimo successo, ma venne proibito poco tempo dopo dalle autorità naziste che vi lessero una “metafora politica del trattamento subito dagli ebrei in Europa”. L’adattamento in cartone animato da parte di Walt Disney del 1942 contribuì a oscurare l’opera originale e il suo spessore letterario e simbolico. Benjamin Lacombe riporta magnificamente alla luce questo testo; alternando carboncino e pittura, illustrazioni e delicati intagli, ci accompagna nella vita del bosco brulicante di esperienze e sensazioni contrastanti.
Voto:  
 

Può sembrare scontato dirlo, ma sono sicura che tutti appena si pronuncia il nome Bambi pensiamo subito al bellissimo cartone della Disney, che ha accompagnato tanti di noi durante l’infanzia e che è stato la fonte di alcuni traumi infantili (mai quanto il Re Leone o Dumbo, ma anche Bambi non scherza).
Bene, quando leggete il libro originale dimenticatevelo!

Avevo messo in conto che cartone e libro fossero diversi, eppure quest’ultimo mi ha stupita lo stesso.
Questa edizione è splendida ed è curata nei minimi particolari grazie alle illustrazioni di Benjamin Lacombe, però è stata la storia in sé a non appassionarmi troppo.

Fin dalle prime pagine sono sì stata immersa nel bosco in cui Bambi, gli altri caprioli (perché sono caprioli, non cervi come si evince dal cartone) e i vari animali vivono, ma ho letto il tutto con un’ansia crescente.
Nelle prime pagine non si fa cenno al cacciatore o ad altri uomini, eppure, conoscendo il cartone, aspettavo da un momento all’altro la morte della madre di Bambi. Dopo un paio di capitoli ho capito che la cosa non sarebbe avvenuta tanto presto, quindi mi sono tranquillizzata e ho iniziato a godermi la lettura, per fortuna.
Questo è il brutto di conoscere già la storia (anche se rimaneggiata e modificata) quando si legge un classico.

Il libro tratta la storia di Bambi, un capriolo che vive in una splendida foresta abitata anche da tanti altri animali. Vive con sua madre e pian piano inizia a scoprire il mondo che lo circonda, a fare attenzione a “Lui” e ad altri pericoli che incombono sulla sua vita.
Attorno a lui ruotano altri personaggi più o meno importanti per la sua formazione e la sua vita, per esempio i cugini Gogo e Faline o il vecchio principe.

Come in ogni buon romanzo di formazione, a un certo punto c’è qualcosa che sconvolge la vita del protagonista, lo fa crescere ed evolvere, e da lettori lo accompagniamo lungo tutto il percorso che fa per diventare adulto.
Descrive in modo eccellente lo spaccato di vita dell’uomo, più che del capriolo, anche se, ovviamente, si nota una notevole cultura della vita animale da parte dell’autore. È un racconto iniziatico, che fa riflettere su molti temi e su molte situazioni.
Il personaggio del vecchio principe è l’esempio da seguire per trarre gli insegnamenti più importanti, anche se burbero e solitario. Così come il personaggio di Bambi rappresenta il bambino, il ragazzo e infine l’adulto che impara a vivere grazie alle proprie esperienze, ai propri errori, alle proprie capacità.
Questo è senz’altro il fulcro dell’intero racconto: la contrapposizione tra saggezza e ignoranza, razionalità e istinto.

Bambi è un classico e come tale, ormai, può essere letto a tutte le età, ma io mi sento di sconsigliarlo ai più piccoli. Anzi, nell’introduzione di Maxime Rovere, il romanzo viene presentato come una lettura esclusivamente per adulti, visto che l’autore stesso ha voluto descrivere, con la vita di Bambi e degli altri animali della foresta, la situazione che gli ebrei stavano vivendo in Austria già dalla fine del 1800, poi sfociata nel Nazismo all’inizio degli anni ’20. Il libro, ovviamente, fu messo al bando, proprio perché l’allegoria di Salten era evidente, anche visti i suoi studi e il suo mentore.
Se leggiamo il libro sotto questa prospettiva, riusciamo a comprendere e capire che non è affatto una lettura per i più piccoli, anzi.
Ci sono anche alcune parti e situazioni abbastanza crude e cruente, e questo potrebbe urtare la sensibilità dei più piccoli.
Questo è uno dei motivi per cui ho dato 3 specchi, perché quelle stesse parti hanno dato fastidio perfino a me, che di anni non ne ho più 10 da un pezzo, e guardo film e telefilm abbastanza violenti.
Conosco i bambini di oggi (lavoro con loro), so bene cosa guardano e cosa piace o non piace, so che difficilmente più di qualcuno di loro si spaventerebbe o ci rimuginerebbe sopra, però, sono convinta che alcune parti andrebbero a fondo e potrebbero turbarli.

Un altro motivo dei 3 specchi è il fatto che la narrazione mi ha annoiata.
Il punto di vista è quello di Bambi, viviamo e vediamo ciò che accade attraverso i suoi occhi. Tutto ciò è davvero molto interessante, ma c’è sempre quell’ombra di ansia e angoscia che aleggia per tutto il libro.
Lo stile dell’autore è asciutto e diretto, le descrizioni vivide e accurate.
Non vedevo l’ora che finisse e questo è un vero peccato, perché la storia in sé è davvero interessante e ben scritta.

L’ho già detto che i disegni sono splendidi?
Sì? Ve lo ridico, perché, anche se la storia non mi ha entusiasmata particolarmente, il resto è davvero spettacolare e vale tutti i soldi che costa.
Lacombe ha fatto un lavoro egregio, ci sono intere pagine decorate con animali e piante, per non parlare della copertina intagliata sia nel cartone che nella carta, che lascia intravedere l’immagine di Bambi. All’interno, più o meno a metà, ci sono anche due pagine intagliate con alberi e arbusti su cui sono disegnati anche altri animali che osservano la scena di Bambi e di sua madre che entrano nella radura per la prima volta. E tutte le pagine, con la storia impaginata su due colonne, hanno altri abbellimenti e disegni vari.
Un vero e proprio gioiello da sfogliare e collezionare, che solo per i disegni si meriterebbe 5 specchi!

Mi pare di avervi detto tutto, mi dispiace solo non aver apprezzato in toto la storia.
Vi lascio qui sotto i link e il banner con gli altri blog del Review Party e vi invito ad andare anche da loro a leggere cosa ne pensano le mie colleghe!

» Coffee and Books
» Hook a Book
» Librintavola
» The Mad Otter

Domani non perdetevi su instagram il post dedicato a questo libro.
Non mi resta che augurarvi una buona giornata e delle buone letture, e non dimenticatevi di farmi sapere cosa ne pensate di Bambi.

 Annette.

mercoledì 9 dicembre 2020

W... W... W... Wednesdays #15.20

Iniziativa di MizB del blog Should be Reading.
 
Buon mercoledì, cari svelatori di specchi.
Come avete passato il ponte dell’Immacolata? Avete letto qualcosa di interessante?
Io ho approfittato per leggere un bel po’, nonostante gli esami all’università si avvicinino inesorabili.

Quest’oggi è giunto il momento di tornare a una rubrica che ultimamente ha un po’ latitato su questi schermi (un po’ perché l’ho inserita tra le storie su IG), sto parlando della W… W… W… Wednesdays.
Se siete nuovi del blog, vi spiego rapidamente in cosa consiste: basta rispondere a tre domande, ovvero…
» What are you currently reading? (Cosa stai leggendo al momento?)
» What did you recently finish reading? (Cos'hai finito di leggere di recente?)
» What do you think you’ll read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)

Ecco le mie risposte:
» Cosa stai leggendo al momento?
Da qualche tempo sto leggendo (anche piuttosto lentamente) il nuovo libro di J.K. Rowling.
È molto carino, molto in stile zia Row e mi riporta ai magici momenti vissuti con Harry Potter.


» Cos'hai finito di leggere di recente?
Complice il fine settimana piovoso, ho letto un bel po' e ho finito sia Nevermoor (trovate la recensione qui), sia Bambi, letto per un review party che vedrete nei prossimi giorni qui sul blog e su instagram.
Letture molto diverse, ma comunque molto interessanti.

» Quale sarà il prossimo libro che leggerai?

Questo mese mi sono fatta una piccola TBR, che spero vivamente di rispettare, e quindi vorrei leggere soprattutto questi tre libri, ovvero: La guerra dei mondi per il Strange Books Club, Macbeth per Gli allegri lettori di Shakespeare e Il Piccolo Principe per un gdl sui classici (credo lo leggerò in friulano).

E questo è quanto.
Quali sono i vostri libri in lettura, conclusi o che volete leggere in questo periodo? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto.
 
Io vi auguro come sempre buone letture e un buon proseguimento di settimana,
Annette.

lunedì 7 dicembre 2020

{Recensione} Nevermoor

Buon lunedì, miei cari svelatori di specchi!

Come state? Qui è una giornata uggiosa, che invoglia solo a stare a casa a leggere, guardare qualche serie e sorseggiare una buona cioccolata calda.

In questi giorni sto leggendo un po’ di più, nonostante gli esami che incombono il prossimo mese, ma voglio arrivare al traguardo dei 40 libri entro fine mese (mi sa che ci arrivo anche prima) e così cerco di concludere le tante letture che ho in ballo.

Sabato sera ho finito
 
Titolo:
Nevermoor
Autore: Jessica Townsend
Data di pubblicazione: 28 marzo 2019
Casa editrice: Editrice Il Castoro
Genere: Fantasy
Pagine: 386
Prezzo: 16.50€
Quarta di copertina: Morrigan Crow è maledetta.
Eventi funesti accadono tutto intorno a lei, e non può fare niente per impedirlo. La sua maledizione ha però una data di scadenza: Morrigan morirà la notte del suo undicesimo compleanno. Ma proprio quella notte il misterioso Jupiter North arriva a salvarla e la porta con sé nella segreta città di Nevermoor.
Qui Morrigan si trova catapultata in una realtà incredibile e magica, e ha la possibilità di unirsi alla Wundrous Society, un’organizzazione prestigiosa e misteriosissima. Per farlo deve superare quattro difficili prove grazie al suo talento… un talento che però Morrigan sostiene di non possedere. Perché Jupiter allora ha scelto proprio lei?
Entrare a far parte della Wondrous Society è l’unico modo per restare a Nevermoor e Morrigan dovrà usare tutto il suo coraggio e la sua forza per affrontare perfidi rivali e uno spietato nemico.
Voto: 
 
Ultimamente sto leggendo molti libri per ragazzi, sarà perché lavorando a scuola tendo ad avere bisogno di abbassarmi ai mondi dei bambini o, più probabile, perché mi piacciono davvero molto. Sta di fatto che Nevermoor è stata una piacevole scoperta.

Mi era stato consigliato da una cara amica, appassionata anche lei di fantasy e Harry Potter, quindi quando mi ha detto che c’erano magia, mondi paralleli, misteri da risolvere, io mi ci sono buttata a pesce.
Non è stato facile trovare una copia (anche se nelle ultime settimane l’ho vista alla Giunti), ma alla fine l’ho recuperata e ho iniziato la lettura.

La storia può sembrare banale e scontata, soprattutto se avete letto e adorato Harry Potter, ma vi assicuro che ha anche qualcosa di molto interessante.
Morrigan Crow è una ragazzina vispa e intelligente, vive col padre, la nonna e la matrigna (e fin qui sembra una trama come tante), ma ha una particolarità, ovvero è maledetta.
I bambini nati il giorno del Vespro come lei sono maledetti e moriranno al compimento dell’undicesimo anno di età, quindi lei non ha avuto certo una vita facile per questo.
Allo scoccare dell’undicesimo compleanno, però, succede qualcosa di inaspettato: il suo mecenate, Jupiter North, arriva a casa, la prende e la porta a Nevermoor, lontana dalla Caccia di Fumo e d’Ombra e dalla morte, promettendole un apprendistato per affinare il suo bernoccolo e un posto nella rinomata Wundrous Society.

Devo dire che, messa così, non è proprio molto originale, anzi, ricalca abbastanza Harry Potter: undici anni, qualcuno che arriva a prelevare il protagonista, un talento da affinare, una scuola particolare…
Per non parlare poi delle prove da affrontare per entrare nella Wundrous Society.
Ma andiamo per gradi.

Sì, è vero che i punti in comune con HP sono tanti e anche i personaggi non si discostano molto da quelli della saga della Rowling, ma ciò non vuol dire che il libro non abbia anche qualcosa di interessante e nuovo da dire.
Per esempio ho trovato molto particolari i mezzi di trasporto o i modi per entrare a Nevermoor.
Per i mezzi di trasporto è interessante l’Ombrellovia oppure la Velolinea, due modi per viaggiare davvero singolari e particolari, soprattutto il secondo per cui bisogna prestare estrema attenzione e saperla usare con parsimonia e destrezza, perché una volta ricongiunti al corpo ci si potrebbe trovare un po’… fuori fase.

Tra i personaggi ci sono nani vampiri, draghi, gatti giganti parlanti, e chi più ne ha più ne metta, insomma un caleidoscopio di personalità e particolarità.
Morrigan, come già detto, è una ragazzina vispa, sveglia e intelligente, a Nevermoor trova una vera e propria famiglia, anche se davvero molto variegata, degli amici, ma anche dei rivali che vogliono a tutti i costi impedirle di entrare nella Wundrous Society, per cui dovrà lottare con le unghie e con i denti per riuscire a restare.
Devo essere sincera, a volte mi sono confusa un po’ i personaggi, sia perché nel frattempo ho letto anche altro, sia perché non mi ricordavo chi faceva cosa, ma bastava leggere (o rileggere) attentamente e tutto ritornava chiaro.
Senz’altro Jupiter North è un misto tra un Weasley (per i capelli rossi) e Albus Silente, quando sparisce e/o ha delle cose importantissime da fare e per cui non può badare a Morrigan.
Non può mancare il cattivo di turno, che si scopre man mano che si prosegue con la lettura, anche se svariati accenni si hanno già dall’inizio.

Il rapporto tra Morrigan e Jack, il nipote di Jupiter, mi ha ricordato terribilmente quello tra Ron e Hermione: i continui battibecchi e le frecciatine, il punzecchiarsi e poi il diventare buoni amici (o almeno così sembra).

Una cosa che ho notato e che non mi è piaciuto molto, sono alcuni buchi di trama, sia per quanto riguarda l’amicizia tra Morrigan e Jack, sia per quanto riguarda la storia più in generale.
Le prove per entrare nella Wundrous Society mi sono sembrate alquanto banali. Sulla carta avevano dei nomi davvero interessanti, ma quando arrivava il momento erano piuttosto scialbe, poco effetto wow e non mi sono piaciute particolarmente. Anche il fatto che le prove prevedessero una preparazione, ma Morrigan sembrava studiare poco o nulla a riguardo, mi è parsa una cosa davvero superficiale. L’ultima prova è stata la più interessante, però, perché descriveva alla perfezione i talenti di alcuni degli aspiranti alla WS.
Il finale è un po’ frettoloso, arriva quasi inaspettato e, ovviamente, lascia il lettore con un grande punto interrogativo.
Confido nel fatto che il secondo libro risponda ad alcune domande lasciate in sospeso e chiarisca alcuni punti oscuri del primo, perché sarebbe un vero peccato lasciare il lettore col dubbio.

Credo di non aver dimenticato nulla, e, se ve lo state chiedendo, sì vi consiglio la lettura di Nevermoor, perché è un libro davvero carino e interessante… se amate in modo smodato Harry Potter potrebbe piacervi (com’è successo a me) o potreste odiarlo. Io ve l’ho detto.

Non mi resta che augurarvi una buona settimana e buone letture!

Annette.

martedì 24 novembre 2020

{Review Party} Il grande libro dei gialli di Natale

Buonasera a tutti, miei cari svelatori di specchi.
Natale si sta avvicinando sempre di più e, come annunciato nel post precedente, oggi ci aspetta una nuova recensione per un bel Review Party sostanzioso.
Prima di proseguire, ci tengo a ringraziare la CE, che mi ha dato la possibilità di leggere in anteprima i racconti presenti nel nuovo drago, e le ragazze de Il confine dei libri per avermi coinvolta.
Ma bando ai convenevoli e addentriamoci alla scoperta di alcuni dei racconti presenti nella raccolta tutta a tema gialli e Natale. Direi che anche solo questo varrebbe la spesa per questo bel tomo!

Autore: aa.vv. (a cura di Otto Penzler)
Data di pubblicazione: 24 novembre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Genere: Giallo
Pagine: 840
Prezzo: 25.00€
Quarta di copertina: 60 racconti natalizi pieni di mistero, ingegno, orrore e divertimento
Da Agatha Christie a Ellery Queen, fino ad Arthur Conan Doyle, ma anche Ed McBain o R.L. Stevenson e tantissimi altri, i più grandi giallisti (e non solo) si sono misurati volentieri con il tema natalizio, in tante declinazioni diverse. Questo volume, dalla veste editoriale preziosa ed elegante, ne raccoglie decine, per esplorare le diverse sfumature della festa più amata, da quelle tradizionali a quelle insolite e divertenti, fino a quelle più sconcertanti e spaventose, e persino vagamente trash. 
 

Con le altre ragazze partecipanti al RP, ci siamo divise i racconti, in modo da dare uno sguardo ampio e approfondito alle varie sezioni.
Io vi parlerò più o meno nel dettaglio delle sezioni
🎅🏻 Un piccolo Natale buffo
🎅🏻 Un piccolo Natale sherlockiano

🎅🏻 Un piccolo Natale buffo
Fanno parte di questa sezione:
» Lo scassinatore e il come-si-chiama di Donald E. Westlake
» Il Natale di Dancing Dan di Damon Runyon
» Una visitina da Santa Claus di Ron Goulart
» I ladri che non smettevano di starnutire di Thomas Hardy
» Rumpole e lo spirito del Natale di John Mortimer
» Un Babbo Natale a rovescio di Meredith Nicholson

Devo dire che alcuni di questi racconti non sono per nulla buffi o divertenti, anzi, mi sono chiesta come mai fossero stati inseriti in questa categoria.
Andiamo con ordine, però.
Lo scassinatore e il come-si-chiama è un racconto davvero simpatico: uno scassinatore vestito da Babbo Natale sta facendo razzia negli appartamenti di un condominio, finché non viene interrotto da un inventore ubriaco a cui hanno rubato il computer nel quale ci sono scritti i nomi e i dettagli delle sue invenzioni.
Si trovano così davanti a un piccolo aggeggio che non hanno la più pallida idea di cosa sia.

Il Natale di Dancing Dan racconta di come alcuni malviventi dal cuore d'oro trascorrano la Vigilia di Natale, passando anche da un'arzilla vecchietta, che aspetta trepidante che Babbo Natale la passi a trovare.

Una visitina da Santa Claus ha per protagonista un artista spiantato che cerca di tenersi a galla dopo essere stato licenziato dalla agenzia pubblicitaria per cui lavorava. L'autore ci fa la cronistoria degli eventi che hanno portato all'incipit della storia e di come il corpo di Harry Wilkie sia stato rinvenuto sulla spiaggia.

I ladri che non smettevano di starnutire è un racconto breve molto divertente che ha per protagonista un giovane ragazzo a cui dei ladri rubano il cavallo.
Fin qui sarebbe un racconto assolutamente piatto e normale, ma la faccenda si fa più interessante quando il ragazzo si ritrova in una grande villa, obiettivo dei ladri che ha incontrato sulla propria strada, e con l'astuzia cerca di sventare il colpo.

Rumpole e lo spirito del Natale è uno dei racconti che mi ha convinto meno: Rumpole è un avvocato che cerca di scagionare il proprio cliente accusato di omicidio e, per questo, fa un patto con l'avvocato dell'accusa. I due si ritrovano per caso in un pub e lì cercano di raggiungere un accordo guarnito da vini e alcolici in generale.

Anche Un Babbo Natale a rovescio mi ha convinta poco e, proprio per la sua lunghezza, mi ha annoiata parecchio. È la storia di un ex galeotto, Il Grillo, che, dopo essere stato in prigione e aver vissuto in giro per il mondo, cerca di rigare dritto e stare fuori dai guai. Ma proprio la Vigilia di Natale entra in un turbine di piccoli crimini, fino ad arrivare al furto di un'auto.
Ma nell'auto c'è una piccola sorpresa: un bimbo di circa due anni.

Come già detto, alcuni racconti di questa sezione non mi hanno entusiasmata particolarmente. Per quanto siano scritti bene (si parla di autori di un certo calibro, persone che hanno scritto dei veri e propri capolavori), ci sono alcune cose che mi hanno fatto storcere il naso, prima fra tutte il fatto che non siano affatto buffi.
I racconti che ho preferito sono Lo scassinatore e il come-si-chiama, divertente, fresco e molto arguto; Il Natale di Dancing Dan e I ladri che non smettevano di starnutire. Questi hanno delle vere e proprie chicche, che lasciano il lettore sorpreso e divertito.
Un tema comune che ho riscontrato qui, ma anche negli altri racconti, è quello dei furti durante la notte di Natale. Credo sia uno dei temi ricorrenti e che vengono in mente più di frequente quando si parla di gialli di Natale.

🎅🏻 Un piccolo Natale sherlockiano
Fanno parte di questa sezione:
» Uno scandalo d'inverno di Gillian Linscott
» Il cliente di Natale di Edward D. Hock
» Il segreto nel sacchetto del pudding di Peter Todd
» Il caso natalizio di Herlock Sholmes di Peter Todd
» Vigilia di Natale di S.C. Roberts
» L'avventura del carbonchio azzurro di Arthur Conan Doyle

In questa sezione siamo decisamente più nelle mie corde, perché, come ormai avrete capito, io amo l'investigatore creato da sir Arthur Conan Doyle e non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di leggere questi racconti. Anche se scritti da altri autori.

Uno scandalo d'inverno è raccontato per lo più dal punto di vista di una ragazzina, Jessica, che si trova coi genitori e la sorella Amanda in vacanza in Svizzera. Qui, nello stesso albergo, alloggiano anche Holmes e Watson (descritti come Canna d'Argento e Grosso Orso). L'anno precedente al racconto, l'albergo era stato il palcoscenico per un delitto a cui Jessica aveva assistito. Il racconto, quindi, cerca di risolvere l'enigma, perché, anche se Jessica ha visto la vittima precipitare, si ritrova a fare i conti con le domande di Holmes e tutto viene messo in discussione.

Il cliente di Natale sembra scritto dalla penna di sir Arthur Conan Doyle, siamo a Baker Street, il giorno di Natale e un cliente del tutto inaspettato bussa alla porta dell'investigatore inglese per sottoporgli il caso di ricatto di cui è vittima.
E chi se lo sarebbe mai aspettato che Charles Lutwidge Dodgson (vi dice nulla questo nome?) potesse affidarsi alle sapienti mani di Sherlock Holmes per risolvere il suo piccolo problema? Devo dire che l'autore ha avuto un vero e proprio colpo di genio a far interagire un personaggio pubblico realmente esistito e il buon vecchio Sherlock.

Il segreto nel sacchetto del pudding e Il caso natalizio di Herlock Sholmes sono frutto della penna di Peter Todd, uno dei tanti pseudonimi di Charles Hamilton, e hanno per protagonista l'eccentrico Herlock Sholmes, personaggio-parodia di Sherlock Holmes che ha fatto la fortuna dello scrittore.
Nel primo, il punto di vista è di Sholmes, preoccupato per alcuni atteggiamenti decisamente bizzarri del dottor Jotson, che rischia di finire in un istituto psichiatrico, ma ovviamente nulla è come sembra.
Nel secondo Jotson narra i fatti come fa di solito il buon vecchio Watson: il duca di Hookeywalker si reca dal noto investigatore con un problema che lo attanaglia, ovvero il furto della ricevuta del banco dei pegni in cui aveva impegnato alcuni gioielli di famiglia per finanziare un grande ricevimento natalizio.

Vigilia di Natale è scritto in stile copione, racconta di una Vigilia come tante altre al numero 221B di Baker Street, finché Holmes non viene contattato dalla signorina de Vinne per ritrovare la collana di perle scomparsa di lady Barton.
Holmes, stranamente, rifiuta il caso perché troppo complicato da essere risolto in poco tempo e ben intenzionato a trascorrere un periodo di vacanza con il suo amico Watson dopo Natale. Come capita spesso, però, nulla è come sembra e chi dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto, finisce per essere il maggiore indiziato del caso.

E per concludere, L'avventura del carbonchio azzurro, scritto dal padre di Sherlock, l'unico e l'originale, ha per protagonista Holmes e Watson alle prese con un cappello di feltro consunto appartenente a un malcapitato che, dopo essere stato picchiato da un gruppetto di malviventi, è scappato a gambe levate per non incorrere in sanzioni. Il povero H.B. si è lasciato alle spalle anche una grossa oca, prontamente recuperata da Peterson e portata insieme al cappello a Holmes.
Ritrovare il proprietario del cappello, quindi, diventa di vitale importanza per Holmes e Watson. Ma cosa c'entrano l'oca e il cappello con il carbonchio azzurro rubato di recente?

Essendo appassionata di Sherlock, questi racconti mi sono piaciuti molto di più rispetto a quelli della sezione precedente.
Sono scritti tutti in modo da ricalcare lo stile di sir Arthur Conan Doyle e questo aiuta a immergersi nella lettura e nel mondo della Londra vittoriana. Ovviamente ogni autore lascia la propria impronta, chi nello spostare il punto di vista dei protagonisti da Watson a Sholmes a una semplice bambina testimone di un omicidio, chi nella parodia più sfrenata, portando all'eccesso i modi di fare dei protagonisti, accentuando vizi e aspetti non sempre positivi.

Concludendo – perché l'ho già fatta abbastanza lunga – se anche voi siete appassionati di gialli e siete curiosi di leggere qualche bel racconto ambientato nel periodo natalizio, questa è la raccolta che fa per voi.
Senz'altro la cura dimostrata nel mettere insieme i racconti, raggrupparli in vari temi e dar loro un filo conduttore si notano nel volume che la Mondadori ha voluto dare alle stampe.
È senz'altro un bellissimo regalo di Natale!

Qui vi lascio di seguito i link degli altri blog che hanno partecipato al RP e vi consiglio di andare a leggere anche le loro recensioni, che trattano gli altri temi presenti nel drago:
» Il confine dei libri ~ blog | IG
» Hook a Book ~ blog | IG
» La Petite Pritt ~ blog | IG
» Evenstar Johanna ~ blog | IG
» Café Littéraire da Muriomu ~ blog | IG
 
Spero di non avervi annoiati troppo, io ho concluso, vi auguro come sempre buone letture,
Annette.

martedì 17 novembre 2020

Il grande libro dei gialli di Natale: Presentazione dell'evento

Buon martedì, miei cari svelatori di specchi!
Spero che abbiate iniziato la settimana meglio di me, che mi sembra di aver già vissuto almeno tre o quattro giorni...
 
Quest'oggi un post breve, solo per presentarvi a grandi linee il prossimo Review Party e che coinvolgerà il mio blog e quello di altre ragazze, nonché i nostri profili instagram.

Cosa succederà?
Da domani, 18 novembre, fino al 23 potrete trovare su instagram un simpatico calendario dell'Avvento anticipato, in cui presenteremo alcuni approfondimenti sugli autori dei racconti del nuovo Drago della Mondadori, ovvero Il grande libro dei gialli di Natale.
Ognuno di noi si è suddiviso la raccolta di racconti, in queste settimane li abbiamo letti e il 24 novembre, data di uscita del libro, troverete su ogni blog la recensione di alcuni gruppi di racconti.

Quali blog e profili instagram?
» Il confine dei libri ~ blog | IG
» Hook a Book ~ blog | IG
» La Petite Pritt ~ blog | IG
» Evenstar Johanna ~ blog | IG
» Café Littéraire da Muriomu ~ blog | IG

Ma vediamo un attimo il libro in questione più nel dettaglio.
 
Titolo: Il grande libro dei gialli di Natale
Autore: aa.vv. (a cura di Otto Penzler)
Data di pubblicazione: 24 novembre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Genere: Giallo
Pagine: 840
Prezzo: 25.00€
Quarta di copertina: 60 racconti natalizi pieni di mistero, ingegno, orrore e divertimento
Da Agatha Christie a Ellery Queen, fino ad Arthur Conan Doyle, ma anche Ed McBain o R.L. Stevenson e tantissimi altri, i più grandi giallisti (e non solo) si sono misurati volentieri con il tema natalizio, in tante declinazioni diverse. Questo volume, dalla veste editoriale preziosa ed elegante, ne raccoglie decine, per esplorare le diverse sfumature della festa più amata, da quelle tradizionali a quelle insolite e divertenti, fino a quelle più sconcertanti e spaventose, e persino vagamente trash. 

All'interno del volume davvero corposo i racconti sono divisi in sezioni:
🎅🏻 Un piccolo Natale tradizionale
🎅🏻 Un piccolo Natale buffo
🎅🏻 Un piccolo Natale sherlockiano
🎅🏻 Un piccolo Natale pulp
🎅🏻 Un piccolo Natale occulto
🎅🏻 Un piccolo Natale spaventoso
🎅🏻 Un piccolo Natale sorprendente
🎅🏻 Un piccolo Natale moderno
🎅🏻 Un piccolo Natale sconcertante
🎅🏻 Un piccolo Natale classico
 
Ormai avrete capito che io adoro i gialli e non potevo non partecipare a questo evento, per cui ringrazio fin da ora le ragazze de Il confine dei libri e la Mondadori per avermi dato l'opportunità di leggere in anteprima il libro e organizzare insieme a loro tutto ciò che farà da cornice a questa nuova uscita.

Se non l'avete ancora fatto, segnate sul calendario le date che ci separano dall'uscita del libro e non perdetevi i vari approfondimenti su instagram!
 
Ma prima di lasciarvi, voglio mettervi alla prova: secondo voi di quali sezioni parlerò nella mia casellina del calendario dell'Avvento e nella mia recensione della prossima settimana?
Largo alle ipotesi, lo spazio commenti è a vostra disposizione.

Non mi resta che augurarvi buona serata e buone letture,
Annette.