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sabato 8 luglio 2023

{Saturday Review} Nella mente di Sherlock Holmes

Buon sabato, miei cari svelatori di specchi!

Dopo una settimana di latitanza, ritorno su questi schermi con l'appuntamento del sabato, ovvero una bella recensione del sabato, per allietare il mio e il vostro fine settimana.
Quest'oggi vi parlo di un libro che ho letteralmente divorato e amato, giacché si tratta di un graphic novel su uno dei miei investigatori preferiti: Sherlock Holmes.

Titolo: Nella mente di Sherlock Holmes: Il caso del biglietto misterioso
Autore: Cyril Liéron, Benoît Dahan
Data di pubblicazione: 20 settembre 2022
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Ink
Genere: Graphic Novel, Giallo, Mistero
Pagine: 104
Prezzo: 20.00€
Quarta di copertina: Una semplice diagnosi medica pronunciata dal dottor Watson rivela risvolti inaspettati. E il ritrovamento di una polvere misteriosa sugli abiti del paziente insieme al biglietto per uno spettacolo molto particolare spingono Sherlock Holmes a far luce su un complotto molto più grande che vede coinvolto un perfido mago dai poteri in apparenza inspiegabili... Nei romanzi di Conan Doyle, Watson poteva osservare solo il volto di Sherlock Holmes. Ma in questa indagine senza precedenti siamo trascinati letteralmente nella mente del geniale detective, seguiamo il filo dei suoi ragionamenti e attraversiamo l'architettura del suo mondo segreto.
Voto: 


Da brava amante del genere e del personaggio creato da Sir Arthur Conan Doyle, non potevo proprio perdermi questo graphic novel.
Negli ultimi anni (per non dire decenni) Sherlock Holmes è apparso in moltissimi volumi scritti da altri autori, non sempre con risultati soddisfacenti, a mio avviso, quindi quando ci si approccia alla lettura di questi prodotti (talvolta meramente commerciali) lo si fa con una certa diffidenza.
In questo caso, però, posso dire che il risultato è davvero ottimo!

La storia è avvincente: un dottore in evidente stato confusionale viene portato dal dottor Watson e da un Sherlock Holmes annoiato e sotto effetto di cocaina (come lo si è visto in tante occasioni nei volumi scritti proprio dall'autore originale), da subito entriamo letteralmente nella sua testa, perché sì, la particolarità di questo libro è proprio quella di poter sbirciare nella mente dell'investigatore, seguire i suoi ragionamenti e giungere alle conclusioni insieme a lui.

Da subito Holmes capisce che la faccenda che ha coinvolto il collega di Watson potrebbe nascondere dei risvolti bizzarri, ma estremamente interessanti e così inizia a indagare, avendo come unici indizi quelli che si trovano ancora sul dottor Fowler.
Andando avanti con il caso si possono intravedere citazioni ad altre opere e racconti di Sherlock Holmes, tra cui anche La Lega dei Capelli Rossi, che viene espressamente citato a un certo punto, ma la storia è ben più articolata e si discosta dai vari episodi scritti da Sir Arthur Conan Doyle.

Come avrete notato, ho assegnato 5 specchi a questo libro perché l'ho trovato estremamente accurato, sia dal punti di vista grafico, i disegni, infatti, sono fatti benissimo, con uno stile originale, ma che ricalca perfettamente la fisionomia dei personaggi descritti da Conan Doyle, sia dal punto di vista della storia e dell'ambientazione.
Aiuta molto che in parecchi casi il filo rosso che collega ogni singolo indizio corra anche fisicamente su una cartina di Londra, soffermandosi sui vari luoghi citati e toccati dai protagonisti della storia.
Tornando poi ai disegni e alla grafica, l'accuratezza delle tavole fa sì che il lettore sia letteralmente immerso nella lettura e possa, come già detto, entrare nella mente di Holmes. Ci sono, infatti, alcune pagine in cui la forma che prendono le varie sequenze segue quella del cranio dell'investigatore, in cui lui sale e scende dalle varie stanze presenti nella sua testa e in cui lui immagazzina le informazioni, ne ripesca di altre risalenti ad altri casi o ne inserisce di nuove.

I personaggi, oltre a essere disegnati egregiamente, ricalcano gli originali e ciò fa in modo che il lettore si chieda se la storia sia frutto della mente di Sir Arthur Conan Doyle o se sia davvero opera degli autori scritti in copertina.
Un altro personaggio sempre presente nei libri e nei racconti di Sir Arthur, poi, è Londra.
La Londra vittoriana che ci sorprende e ci catapulta in un mondo passato in cui ognuno di noi, ne sono più che sicura, vorrebbe ritrovarsi almeno una volta nella vita.
Anche in questo graphic novel ci troviamo immersi nel mondo di Holmes, fatto di carbone e acciottolato, di vetture e divise d'epoca, in cui i personaggi viaggiano e si muovono.

Consiglio la lettura di questo bel libro:
🔍 a chi, come me, ama Sherlock Holmes e i suoi casi;
🔍 a chi vorrebbe visitare almeno una volta nella propria vita la Londra vittoriana;
🔍 a chi piace immergersi al 100% in un racconto giallo, analizzando per filo e per segno ogni singolo dettaglio;
🔍 a chi piace entrare nella mente altrui.

Quindi se rientrate in una o più di queste categorie, questo libro fa assolutamente al caso vostro e sono sicura che non vi deluderà, anzi.

Spero di avervi incuriositi almeno un po' e, se non l'avete ancora fatto, corrette a leggere questo graphic novel di tutto rispetto, sono sicura che vi ammalierà e vi catturerà come solo i racconti di Sir Arthur Conan Doyle sanno fare!

Non mi resta che augurarvi un buon fine settimana e buone letture!
Annette.

sabato 23 gennaio 2021

{Review Party} Sorcery of Thorns

Buon anno nuovo, miei cari svelatori di specchi!
Lo so, sono passati giorni e giorni dall’inizio dell’anno e ho in bozze alcuni post in cui vi parlo di altri libri, ma è sopraggiunto una specie di blocco del recensore e quindi il blog è rimasto un po’ bloccato.
Ma oggi è finalmente il giorno in cui il blog riprende vita, perché vi voglio parlare di un libro che ho letto in anteprima proprio a inizio anno (anche se il primo libro che ho letto è stato Il Piccolo Principe in friulano) e che… no, non vi anticipo nulla di ciò che dirò nella recensione vera e propria.

Il libro in questione è:

Autore: Margaret Rogerson
Data di pubblicazione: 19 gennaio 2021
Casa editrice: Mondadori
Collana: Fantastica
Genere: Fantasy
Pagine: 444
Prezzo: 22.00€
Quarta di copertina: Trovatella allevata in una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, è cresciuta in mezzo agli strumenti della stregoneria: grimori magici che sussurrano e sferragliano catene. Se provocati, si trasformano in mostri inquietanti di cuoio e di inchiostro. Ciò cui Elisabeth ambisce è diventare una guardiana, incaricata di proteggere il regno dalle minacce della magia.
Il suo disperato tentativo di impedire l’atto di sabotaggio che libera il grimorio più pericoloso della biblioteca finisce per ritorcersi contro di lei: ritenuta coinvolta nel crimine, viene condotta nella capitale, in attesa di interrogatorio. L’unica persona su cui può fare affidamento è il suo nemico di sempre, il Magister Nathaniel Thorn, con il suo misterioso servitore; ma tutto sembra intrappolarla in una congiura secolare, che potrebbe radere al suolo non solo le Grandi Biblioteche, ma anche il mondo intero.
A mano a mano che la sua alleanza con Nathaniel si rafforza, Elisabeth inizia a mettere in discussione tutto quello che le hanno insegnato sui maghi, sulle biblioteche che ama così tanto, e soprattutto su se stessa. Perché Elisabeth ha un potere che non avrebbe mai sospettato, e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare.
Voto: 




Ormai sapete che quando si tratta di fantasy, io non mi tiro indietro, è uno dei miei generi preferiti e mi fa sempre piacere leggere qualcosa di nuovo e interessante.
Sorcery of Thorns mi ha subito attirata per la trama, perché mi piaceva molto l’idea dei libri, o meglio dei grimori, che ne dà la Rogerson.

Ma andiamo con ordine: il libro racconta la storia di Elisabeth, un’aspirante guardiana della Grande Biblioteca di Summershall, dove è stata accolta fin da piccola, luogo in cui vengono tenuti dei libri molto particolari, i grimori, che possono trasformarsi in mostri, Malefict, pronti a scatenare i propri poteri.
La vita di Elisabeth cambia radicalmente una notte in cui si sveglia di soprassalto, trova la Direttrice della biblioteca assassinata e il grimorio che aveva aiutato a mettere nella camera blindata trasformato in Malefict, libero di scorrazzare e, perché no, uccidere guardiani, aspiranti e chiunque trovi sul proprio cammino.
Subito Elisabeth viene accusata di aver liberato il Malefict (poi ucciso da lei stessa) seminando il panico, di aver ucciso la Direttrice (la persona che l’aveva cresciuta) e di aver trafficato con la magia, cosa assolutamente proibita per apprendisti e guardiani.
A nulla valgono le sue proteste e le sue giustificazioni, viene prima rinchiusa nelle segrete della biblioteca e poi scortata a Brassbridge per l’interrogatorio ufficiale. Ad accompagnarla in questo primo viaggio lontano da quella che è stata la sua casa, saranno Nathaniel Thorn e Silas.

Devo dire che la prima parte del libro mi ha presa poco. È stato interessante leggere e scoprire il mondo che fa da sfondo alla storia, ma ho sempre avuto la sensazione che mancasse qualcosa, che non ci fosse il giusto appiglio per appassionarmi fino in fondo. E i personaggi secondari sono solo abbozzati, o solo bianchi o solo neri, privi di sfumature e ben poco inclini a rimanere impressi nel lettore.
È indubbio che Elisabeth cambi durante tutto il libro, metta in discussione le proprie certezze e si apra a ciò che ha sempre temuto e che le hanno insegnato a temere. Questo è senz’altro un ottimo spunto.
Ma ho trovato il suo personaggio a tratti infantile, a tratti poco sveglio, salvo poi maturare, per fortuna. Un vero peccato che la protagonista non sia sempre all’altezza della situazione (meglio che non sia la classica Mary Sue, sia chiaro).

La storia non è affatto lenta, gli avvenimenti si susseguono senza sosta, i capitoli sono brevi (rispetto a quelli di Harry Potter, per esempio, sono piccolissimi), ma i colpi di scena non sono così incisivi come ci si aspetterebbe.
Purtroppo si capisce praticamente subito chi abbia il ruolo del cattivo, dell’antagonista e quando si arriva a un determinato punto del libro, il lettore non è poi così sorpreso di trovarselo davanti.
Tuttavia, questo non rende la lettura meno interessante, soprattutto per ciò che riguarda il motivo che spinge il cattivo ad agire (non voglio spoilerare più di tanto, quindi sono molto criptica, chiedo venia).

Si può dire che biblioteche e libri siano altri personaggi egregiamente inseriti nell’ambientazione della storia.
Mi è piaciuta molto l’idea che non siano del tutto inanimati, anche se, nel momento in cui dovessero trasformarsi in Malefict, non sono proprio così amichevoli.
L’idea che ne danno all’inizio i guardiani delle biblioteche è profondamente sbagliata e, man mano che si va avanti con la lettura, si capisce che anche i grimori più pericolosi, alla fine non sono così spaventosi… se li si sa prendere nel mondo giusto.
In questo Elisabeth si rivela molto brava, anche grazie al fatto di aver sempre vissuto in una biblioteca, di aver letto (anche di nascosto) e di provare un profondo affetto per i libri. Quest’ultimi riconoscono in lei un animo pulito, che non vuole affatto far loro del male.

È giunto il momento di introdurre brevemente anche Nathaniel Thorn e Silas. Chi ha già visto qualche fanart sul libro, sono sicura che non vedeva l’ora.
Nathaniel è un ragazzo poco più grande di Elisabeth, è un Magister e pratica la magia. Ci viene descritto come un ragazzo duro e ostinato, e lo è a causa principalmente del proprio passato (sembra che chi non soffra da piccolo, non possa esistere nei libri), quando ha perso tutta la famiglia e gli è rimasto solo Silas.
Silas è il tuttofare di Nathaniel, maggiordomo, cuoco, cocchiere,… e chi più ne ha più ne metta.
È una figura molto ambigua, perché fin da subito veniamo a conoscenza della vera natura di questo personaggio e del perché sia al servizio di casa Thorn (anche la casa a un certo punto diventa un personaggio davvero interessante!).
Secondo voi, di chi si innamorerà Elisabeth?

Una cosa che non mi ha convinta del tutto, però, è il fatto che ci sia sempre perennemente un deus ex machina per cui Elisabeth si salva e/o viene aiutata nei momenti più disparati.
Ho trovato questo particolare ben poco credibile, anche se ha reso il libro un po’ più rapido e senza troppi intoppi.
Tuttavia ci sono alcuni punti che io avrei eliminato totalmente, parti intere che servono a poco ai fini della trama e che potevano benissimo essere raccontate a posteriori o descritte in altro modo.

Il libro in sé è una piacevole lettura (altrimenti non gli avrei dato 4 specchi, per fortuna si è risollevato dopo la metà) e può essere un buon punto di partenza per qualcosa di più articolato e interessante, anche con altri protagonisti, perché il mondo creato dalla Rogerson è molto credibile e sfrutta il fattore magico in modo interessante.
Ve lo consiglio se siete alla ricerca di qualcosa di leggero da leggere, soprattutto se non volete imbarcarvi in una nuova saga (questo è autoconclusivo, anche se forse lascia uno spiraglio ad altro).

Ringrazio la CE per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima il libro e Franci del blog Coffee and Books che ha organizzato questo review party e le altre ragazze che in questi giorni hanno pubblicato e pubblicheranno le loro recensioni.
Vi lascio qui sotto il banner con le varie tappe e i link degli altri blog, così potrete andare un’occhiata anche da loro e scoprire gli altri pareri.


» Down the rabbit hole
» Chronicles of a bookhaolic
» I miei sogni tra le pagine
» La lettrice sulle nuvole
» Coffee and Books
» Librintavola

Credo di avervi detto tutto, se volete chiedermi qualcosa di più specifico su qualcosa, lo spazio commenti è a vostra disposizione.
Vi ringrazio per l’attenzione e per essere arrivati fino a qui, non mi resta che augurarvi una buona settimana e buone letture!
Annette.

martedì 24 novembre 2020

{Review Party} Il grande libro dei gialli di Natale

Buonasera a tutti, miei cari svelatori di specchi.
Natale si sta avvicinando sempre di più e, come annunciato nel post precedente, oggi ci aspetta una nuova recensione per un bel Review Party sostanzioso.
Prima di proseguire, ci tengo a ringraziare la CE, che mi ha dato la possibilità di leggere in anteprima i racconti presenti nel nuovo drago, e le ragazze de Il confine dei libri per avermi coinvolta.
Ma bando ai convenevoli e addentriamoci alla scoperta di alcuni dei racconti presenti nella raccolta tutta a tema gialli e Natale. Direi che anche solo questo varrebbe la spesa per questo bel tomo!

Autore: aa.vv. (a cura di Otto Penzler)
Data di pubblicazione: 24 novembre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Genere: Giallo
Pagine: 840
Prezzo: 25.00€
Quarta di copertina: 60 racconti natalizi pieni di mistero, ingegno, orrore e divertimento
Da Agatha Christie a Ellery Queen, fino ad Arthur Conan Doyle, ma anche Ed McBain o R.L. Stevenson e tantissimi altri, i più grandi giallisti (e non solo) si sono misurati volentieri con il tema natalizio, in tante declinazioni diverse. Questo volume, dalla veste editoriale preziosa ed elegante, ne raccoglie decine, per esplorare le diverse sfumature della festa più amata, da quelle tradizionali a quelle insolite e divertenti, fino a quelle più sconcertanti e spaventose, e persino vagamente trash. 
 

Con le altre ragazze partecipanti al RP, ci siamo divise i racconti, in modo da dare uno sguardo ampio e approfondito alle varie sezioni.
Io vi parlerò più o meno nel dettaglio delle sezioni
🎅🏻 Un piccolo Natale buffo
🎅🏻 Un piccolo Natale sherlockiano

🎅🏻 Un piccolo Natale buffo
Fanno parte di questa sezione:
» Lo scassinatore e il come-si-chiama di Donald E. Westlake
» Il Natale di Dancing Dan di Damon Runyon
» Una visitina da Santa Claus di Ron Goulart
» I ladri che non smettevano di starnutire di Thomas Hardy
» Rumpole e lo spirito del Natale di John Mortimer
» Un Babbo Natale a rovescio di Meredith Nicholson

Devo dire che alcuni di questi racconti non sono per nulla buffi o divertenti, anzi, mi sono chiesta come mai fossero stati inseriti in questa categoria.
Andiamo con ordine, però.
Lo scassinatore e il come-si-chiama è un racconto davvero simpatico: uno scassinatore vestito da Babbo Natale sta facendo razzia negli appartamenti di un condominio, finché non viene interrotto da un inventore ubriaco a cui hanno rubato il computer nel quale ci sono scritti i nomi e i dettagli delle sue invenzioni.
Si trovano così davanti a un piccolo aggeggio che non hanno la più pallida idea di cosa sia.

Il Natale di Dancing Dan racconta di come alcuni malviventi dal cuore d'oro trascorrano la Vigilia di Natale, passando anche da un'arzilla vecchietta, che aspetta trepidante che Babbo Natale la passi a trovare.

Una visitina da Santa Claus ha per protagonista un artista spiantato che cerca di tenersi a galla dopo essere stato licenziato dalla agenzia pubblicitaria per cui lavorava. L'autore ci fa la cronistoria degli eventi che hanno portato all'incipit della storia e di come il corpo di Harry Wilkie sia stato rinvenuto sulla spiaggia.

I ladri che non smettevano di starnutire è un racconto breve molto divertente che ha per protagonista un giovane ragazzo a cui dei ladri rubano il cavallo.
Fin qui sarebbe un racconto assolutamente piatto e normale, ma la faccenda si fa più interessante quando il ragazzo si ritrova in una grande villa, obiettivo dei ladri che ha incontrato sulla propria strada, e con l'astuzia cerca di sventare il colpo.

Rumpole e lo spirito del Natale è uno dei racconti che mi ha convinto meno: Rumpole è un avvocato che cerca di scagionare il proprio cliente accusato di omicidio e, per questo, fa un patto con l'avvocato dell'accusa. I due si ritrovano per caso in un pub e lì cercano di raggiungere un accordo guarnito da vini e alcolici in generale.

Anche Un Babbo Natale a rovescio mi ha convinta poco e, proprio per la sua lunghezza, mi ha annoiata parecchio. È la storia di un ex galeotto, Il Grillo, che, dopo essere stato in prigione e aver vissuto in giro per il mondo, cerca di rigare dritto e stare fuori dai guai. Ma proprio la Vigilia di Natale entra in un turbine di piccoli crimini, fino ad arrivare al furto di un'auto.
Ma nell'auto c'è una piccola sorpresa: un bimbo di circa due anni.

Come già detto, alcuni racconti di questa sezione non mi hanno entusiasmata particolarmente. Per quanto siano scritti bene (si parla di autori di un certo calibro, persone che hanno scritto dei veri e propri capolavori), ci sono alcune cose che mi hanno fatto storcere il naso, prima fra tutte il fatto che non siano affatto buffi.
I racconti che ho preferito sono Lo scassinatore e il come-si-chiama, divertente, fresco e molto arguto; Il Natale di Dancing Dan e I ladri che non smettevano di starnutire. Questi hanno delle vere e proprie chicche, che lasciano il lettore sorpreso e divertito.
Un tema comune che ho riscontrato qui, ma anche negli altri racconti, è quello dei furti durante la notte di Natale. Credo sia uno dei temi ricorrenti e che vengono in mente più di frequente quando si parla di gialli di Natale.

🎅🏻 Un piccolo Natale sherlockiano
Fanno parte di questa sezione:
» Uno scandalo d'inverno di Gillian Linscott
» Il cliente di Natale di Edward D. Hock
» Il segreto nel sacchetto del pudding di Peter Todd
» Il caso natalizio di Herlock Sholmes di Peter Todd
» Vigilia di Natale di S.C. Roberts
» L'avventura del carbonchio azzurro di Arthur Conan Doyle

In questa sezione siamo decisamente più nelle mie corde, perché, come ormai avrete capito, io amo l'investigatore creato da sir Arthur Conan Doyle e non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di leggere questi racconti. Anche se scritti da altri autori.

Uno scandalo d'inverno è raccontato per lo più dal punto di vista di una ragazzina, Jessica, che si trova coi genitori e la sorella Amanda in vacanza in Svizzera. Qui, nello stesso albergo, alloggiano anche Holmes e Watson (descritti come Canna d'Argento e Grosso Orso). L'anno precedente al racconto, l'albergo era stato il palcoscenico per un delitto a cui Jessica aveva assistito. Il racconto, quindi, cerca di risolvere l'enigma, perché, anche se Jessica ha visto la vittima precipitare, si ritrova a fare i conti con le domande di Holmes e tutto viene messo in discussione.

Il cliente di Natale sembra scritto dalla penna di sir Arthur Conan Doyle, siamo a Baker Street, il giorno di Natale e un cliente del tutto inaspettato bussa alla porta dell'investigatore inglese per sottoporgli il caso di ricatto di cui è vittima.
E chi se lo sarebbe mai aspettato che Charles Lutwidge Dodgson (vi dice nulla questo nome?) potesse affidarsi alle sapienti mani di Sherlock Holmes per risolvere il suo piccolo problema? Devo dire che l'autore ha avuto un vero e proprio colpo di genio a far interagire un personaggio pubblico realmente esistito e il buon vecchio Sherlock.

Il segreto nel sacchetto del pudding e Il caso natalizio di Herlock Sholmes sono frutto della penna di Peter Todd, uno dei tanti pseudonimi di Charles Hamilton, e hanno per protagonista l'eccentrico Herlock Sholmes, personaggio-parodia di Sherlock Holmes che ha fatto la fortuna dello scrittore.
Nel primo, il punto di vista è di Sholmes, preoccupato per alcuni atteggiamenti decisamente bizzarri del dottor Jotson, che rischia di finire in un istituto psichiatrico, ma ovviamente nulla è come sembra.
Nel secondo Jotson narra i fatti come fa di solito il buon vecchio Watson: il duca di Hookeywalker si reca dal noto investigatore con un problema che lo attanaglia, ovvero il furto della ricevuta del banco dei pegni in cui aveva impegnato alcuni gioielli di famiglia per finanziare un grande ricevimento natalizio.

Vigilia di Natale è scritto in stile copione, racconta di una Vigilia come tante altre al numero 221B di Baker Street, finché Holmes non viene contattato dalla signorina de Vinne per ritrovare la collana di perle scomparsa di lady Barton.
Holmes, stranamente, rifiuta il caso perché troppo complicato da essere risolto in poco tempo e ben intenzionato a trascorrere un periodo di vacanza con il suo amico Watson dopo Natale. Come capita spesso, però, nulla è come sembra e chi dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto, finisce per essere il maggiore indiziato del caso.

E per concludere, L'avventura del carbonchio azzurro, scritto dal padre di Sherlock, l'unico e l'originale, ha per protagonista Holmes e Watson alle prese con un cappello di feltro consunto appartenente a un malcapitato che, dopo essere stato picchiato da un gruppetto di malviventi, è scappato a gambe levate per non incorrere in sanzioni. Il povero H.B. si è lasciato alle spalle anche una grossa oca, prontamente recuperata da Peterson e portata insieme al cappello a Holmes.
Ritrovare il proprietario del cappello, quindi, diventa di vitale importanza per Holmes e Watson. Ma cosa c'entrano l'oca e il cappello con il carbonchio azzurro rubato di recente?

Essendo appassionata di Sherlock, questi racconti mi sono piaciuti molto di più rispetto a quelli della sezione precedente.
Sono scritti tutti in modo da ricalcare lo stile di sir Arthur Conan Doyle e questo aiuta a immergersi nella lettura e nel mondo della Londra vittoriana. Ovviamente ogni autore lascia la propria impronta, chi nello spostare il punto di vista dei protagonisti da Watson a Sholmes a una semplice bambina testimone di un omicidio, chi nella parodia più sfrenata, portando all'eccesso i modi di fare dei protagonisti, accentuando vizi e aspetti non sempre positivi.

Concludendo – perché l'ho già fatta abbastanza lunga – se anche voi siete appassionati di gialli e siete curiosi di leggere qualche bel racconto ambientato nel periodo natalizio, questa è la raccolta che fa per voi.
Senz'altro la cura dimostrata nel mettere insieme i racconti, raggrupparli in vari temi e dar loro un filo conduttore si notano nel volume che la Mondadori ha voluto dare alle stampe.
È senz'altro un bellissimo regalo di Natale!

Qui vi lascio di seguito i link degli altri blog che hanno partecipato al RP e vi consiglio di andare a leggere anche le loro recensioni, che trattano gli altri temi presenti nel drago:
» Il confine dei libri ~ blog | IG
» Hook a Book ~ blog | IG
» La Petite Pritt ~ blog | IG
» Evenstar Johanna ~ blog | IG
» Café Littéraire da Muriomu ~ blog | IG
 
Spero di non avervi annoiati troppo, io ho concluso, vi auguro come sempre buone letture,
Annette.

giovedì 12 novembre 2020

{Review Party} Cheshire Crossing

Buongiorno, miei cari svelatori di specchi!
Eccoci qui con una nuova recensione per un Review Party e di un libro che ho potuto leggere in anteprima qualche settimana fa.
Ringrazio la CE per avermi dato nuovamente la possibilità di leggere la graphic novel in questione e poterla recensire e Giusy del blog Divoratori di libri per avermi coinvolta.
Vi starete chiedendo quale sia il libro in questione, anche se dal titolo potrete forse immaginarlo, si tratta più precisamente della nuova graphic novel edita dalla Mondadori, ovvero

Titolo: Cheshire Crossing
Autore: Andy Weir, Sarah Andersen
Data di pubblicazione: 17 novembre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Ink
Genere: Fantasy
Pagine: 128
Prezzo: 18.00€
Quarta di copertina: Sono passati anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno compiuto i loro favolosi viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e sull’Isola-che-non-c’è. Ora eccole qui, ormai adolescenti, a Cheshire Crossing: una scuola molto speciale dove impareranno a gestire le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici.
Ma proprio non sanno starsene buone buone sedute al banco, e iniziano di nuovo ad attraversare le dimensioni, lasciandosi dietro una scia di caos completo. E se fosse solo un po’ di confusione il problema, poco male. Il fatto è che, senza volerlo, fanno incontrare la malvagia Strega dell’Ovest e Capitan Uncino, uniti ora in una coppia davvero diabolica.
Per fermarli le tre ragazze dovranno fare ricorso a tutti i loro poteri e mettere insieme una squadra di improbabili alleati da tutto il multiverso!
Cheshire Crossing è un viaggio vertiginoso, divertentissimo e sconfinato attraverso i classici della letteratura e i loro mondi fantastici come non avete mai osato immaginarli.
Voto: 


Di certo questa è una graphic novel molto particolare.
Personalmente mi ha attirata dal primo momento in cui ho visto le foto sul profilo instagram della Oscar Vault, perché, insieme al Drago con i tre romanzi classici, era davvero interessante e intrigante.

Andy Weir nell'introduzione parla della sua passione per le fanfiction e di come gli sia venuta l'idea per Cheshire Crossing e io non posso che approvare in pieno tutto ciò.
Come saprete anch'io per anni (e anche un po' durante la quarantena) mi sono dilettata con le fanfiction, su EFP ne trovate ancora tantissime che ho scritto e pubblicato, sono per lo più di Harry Potter, quindi capisco perfettamente cosa prova Andy.
Sapere e conoscere così un altro fanwriter è bellissimo!

Ma veniamo alla storia vera e propria.
Le protagoniste sono Alice, Wendy e Dorothy, ma non sono più le bambine che sono state catapultate in mondi sconosciuti e magici, sono cresciute e sono state mandate in un collegio davvero particolare: Cheshire Crossing.
Da quando hanno fatto ritorno dalle rispettive famiglie dopo i loro viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e nell'Isola-che-non-c'è e hanno raccontato quanto accaduto loro, sono state considerate pazze, e per questo, portate da un istituto all'altro perché i dottori le potessero curare.
Cheshire Crossing, invece, sembra un collegio, anche se ha solo tre studentesse, ma questo non le ferma dal combinare qualche guaio e tutto ha inizio quando Alice ruba le scarpette magiche di Dorothy e si ritrova con Wendy a Oz.

Alice è una ragazzina scontrosa e arrogante, pensa di sapere tutto e di avere sempre ragione, non ha peli sulla lingua e dice ciò che pensa senza preoccuparsi troppo delle conseguenze; Wendy è più sbarazzina, anche se ha timore di qualcosa, cerca di tenere Alice coi piedi per terra e di farla ragionare per il meglio, esattamente come farebbe una mamma chioccia; Dorothy è la più pacata delle tre, quasi rassegnata a vivere in un nuovo collegio e a essere controllata.

La graphic novel è davvero interessante, come ho già detto, perché amalgama molto bene i tre personaggi principali, mostra le protagoniste cresciute, adolescenti, in un mondo che le vorrebbe controllare e far passare per normali, anche quando è evidente che non lo sono.
Pian piano scoprono i poteri che possiedono e li affinano fino a controllarli per riuscire a rimediare ai guai che hanno combinato.

Nella storia ritroviamo anche i cattivi di due dei tre romanzi (la Regina di Cuori non è presente nell'intera storia, ma la sua presenza comunque si sente).
Per dirla con il gergo delle fanfiction, devo dire che li ho trovati molto IC (in character) e anche loro sono stati resi in modo egregio, un po' sopra le righe, ma assolutamente fedeli agli originali.
Il rapporto tra Capitan Uncino e la Strega dell'Ovest si fa subito intenso, un vero e proprio colpo di fulmine che, ovviamente, andrà a unire le forze dei due antagonisti nei confronti delle protagoniste e che comunque non impedirà ai due di vivere la loro storia d'amore.

Un personaggio che ho adorato tantissimo è quello della signorina Poole... chissà come mai, eh?! (Chi leggerà la graphic novel e mi conosce può ben immaginare il motivo)
I personaggi secondari hanno la stessa importanza e sono caratterizzati molto bene, mantenendo anche alcune manie degli originali, questo rende la storia un crossover molto credibile, quasi che i tre autori che hanno creato Oz, il Paese delle Meraviglie e l'Isola-che-non-c'è si siano messi d'accordo per approfondire le storie e amalgamarle.
Anche i nuovi personaggi, creati per l'occasione, sono credibili e ben caratterizzati. Si vede che l'autore non ha voluto lasciare nulla al caso, anzi, si è impegnato davvero molto.

Sarah Anderson è stata davvero brava a rendere le idee di Andy così vivide e non ha tralasciato alcun particolare.
Il tratto è semplice, fa sembrare la graphic novel un libro illustrato per bambini, ma la storia in sé non lo è affatto e questo dà al libro quella giusta dose di dubbio e ambiguità. D'altra parte anche i romanzi da cui sono tratti i personaggi non sono poi tanto per bambini, visto che esplorano tutti dei sotto temi tutt'altro che per l'infanzia.
Interessante, quindi, questa dualità: da una parte l'aspetto più fanciullesco, dall'altra la maturità dei temi trattati.

Vi consiglio di leggere questa graphic novel se volete ritornare in tre mondi immaginari che ci accompagnano fin da bambini, se volete immergervi in un crossover davvero riuscito o anche solo se volete qualche ora di svago.

Vi lascio qui di seguito il banner con gli altri blog che partecipano al Review Party e che hanno iniziato a postare le loro recensioni già lunedì.

Non mi resta che augurarvi buone letture e spero vivamente leggerete questa graphic novel,
Annette.

lunedì 9 novembre 2020

{Review Party} Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes

Buongiorno, miei cari svelatori di specchi!
È da qualche settimana che non ci sentiamo qui sul blog, nonostante io abbia letto alcuni libri degni di nota di cui vi parlerò presto (spero).
Ma oggi è giunto il momento per un nuovo Review Party, questa volta tutto dedicato al mio investigatore preferito.
Ringrazio la CE per avermi dato nuovamente la possibilità di leggere la graphic novel in questione e poterla recensire e Francy del blog Coffee & Books per avermi permesso di partecipare al suo evento.
Il libro in questione è:

Titolo: Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes
Autore: aa.vv.
Data di pubblicazione: 27 ottobre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Genere: Giallo
Pagine: 1008
Prezzo: 28.00€
Quarta di copertina: Il più grande investigatore di tutti i tempi vide la luce dalla pena di sir Arthur Conan Doyle nel 1887 ed è stato protagonista di quattro romanzi e oltre cinquanta racconti. Che non sono bastati, però, a narrarne tutte le vicende. Quella lacuna viene colmata da altri scrittori, tutti di grande calibro, che si sono cimentati con il personaggio da cui è nata la letteratura poliziesca. Da Neil Gaiman a Stephen King, passando per Anne Perry, Anthony Burgess e molti altri, sono in tanti ad aver voluto regalare nuove vite all’investigatore di Baker Street. I loro racconti sono riuniti in questo imperdibile volume.


Sherlock Holmes è senz'altro il mio investigatore preferito (sì, batte perfino Poirot e tutti gli altri).
Leggere parte dei racconti raccolti in questo libro è stato davvero interessante, soprattutto perché mi ha dato la possibilità di apprezzarlo anche dalla penna di altri autori.

I racconti che ho letto io erano scritti sia da sir Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock, sia da altri autori molto versatili, tra cui anche Stephen King o James Matthew Barrie.
L'idea della raccolta era proprio questa: racchiudere in unico libro i racconti che hanno per protagonista Sherlock e che poco hanno a che fare con l'immensa bibliografia scritta da Doyle.
È bello vedere come, anche se il personaggio di Sherlock è stato ucciso dal suo ideatore, tantissimi autori e scrittori abbiano voluto rendergli omaggio scrivendo a loro volta qualche episodio di vita.

Nei primi due racconti, scritti proprio da Doyle, La fiera per il campo e Watson impara il trucco, Sherlock Holmes vive la quotidianità con Watson, non ci sono grandi casi da risolvere, se non dare qualche consiglio al dottore che segue il protagonista.
Sono entrambi racconti divertenti, che mettono in luce anche l'ironia e l'autoironia dei due protagonisti.
Il padre di Sherlock Holmes prende lo spunto anche da avvenimenti personali per trasportarli sulla carta e farli vivere ai propri personaggi.

Gli altri racconti che seguono questi piccoli spaccati di vita, sono invece stati scritti da altri autori e sono tra quelli più noti non attribuiti a Doyle.
L'Amleto unico di Vincent Starrett racconta in breve un caso di rapida risoluzione che vede protagonista il massimo esperto di Shakespeare e una presunta prima edizione de L'Amleto appartenente a un suo grande amico.
La vicenda è narrata in modo molto asciutto, sembra davvero scritta dallo stesso Doyle, segno che Starrett è versatile e attento. È una vicenda abbastanza rapida, ma allo stesso tempo molto dettagliata, così che anche il lettore possa farsi un'idea di ciò che succede.

Il portasigari scomparso di Bret Harte, invece, è un racconto piuttosto surreale ed estremamente parodistico, infatti anche il nome del protagonista non è Sherlock bensì Hemlock Jones.
L'autore ha voluto stravolgere quasi completamente il protagonista, calcando molto la mano sulle sue stranezze e fissazioni, quasi a volerlo rendere ancora più irrealistico.
Di certo non è il mio racconto preferito tra quelli che ho letto, ma rende molto bene e stuzzica il lettore al punto giusto, soprattutto nella parte della risoluzione del mistero. Chi dunque avrà rubato il portasigari di Hemlock?

Il ricercato di Arthur Whitaker è un altro racconto che sembra scritto da Doyle, rompicapo al punto giusto, che vuole mettere il lettore alla prova.
Il colpevole stavolta è noto, ma ciò che bisogna scoprire è il modo in cui riesce a farla franca: ci sono tantissimi indizi che il lettore può liberamente decidere se metterli insieme e formare il puzzle di Sherlock, oppure può scegliere di seguire le orme dell'ispettore Lestrade.

Poi ci sono quattro racconti brevi che calcano la mano su alcuni aspetti caratteristici di Sherlock Holmes e si trovano in bilico tra parodia, nonsense e satira: L'avventura dei due collaboratori di James Matthiew Barrie, I segugi di O. Henry, Holmes e la maliarda di A.B. Cox e Un implacabile racconto poliziesco di Stephen Leacock (quest'ultimo il più breve di quelli che ho letto).
Tutti sono scritti davvero bene, rendono il personaggio a volte una macchietta, altre davvero somigliante all'originale. C'è chi ha deciso di cambiargli nome e chi, invece, l'ha reso così com'è descritto da Doyle.

L'ultimo racconto che ho letto, poi, è quello di Stephen King, Il caso del dottore.
King ha più di un talento straordinario: riproduce con estrema fedeltà lo stile di Doyle (anche altri autori che vi ho citato qui l'hanno fatto, ma lui ha quel non so che che lo distingue dagli altri), tiene incollato il lettore alle pagine.
Il racconto in questione è forse il più lungo tra quelli che ho letto e devo dire che scivola via senza intoppi, senza problemi di stile o altro. Davvero notevole.
Non vi svelo di cosa tratta il racconto per non spoilerarvi troppo... e poi perché dovete leggerlo!

Come per la raccolta su Poirot, vi consiglio vivamente anche questo bel drago, soprattutto se, come me, amate Sherlock e volete leggerlo in situazioni diverse dalle solite a cui sir Arthur Conan Doyle ci ha abituati.
A mio avviso è una raccolta curata molto bene, che vale senz'altro i 28.00€ del costo (mi rendo conto che sono tanti).
All'interno ci sono diverse sezioni, hanno tutte dei temi particolari che comunque fanno da fili conduttori per i diversi racconti. Si passa da quelli più ironici a quelli più seri, che ripercorrono anche dei missing moments (chiamati in gergo da fanfiction) tra uno o l'altro libro.
Gli autori sono vari e più o meno noti, come quelli che vi ho citato io. Per citarne altri: Davis Grubb, Edmund Pearson, Hugh Kingsmill, August Derleth, Robert Barr, Laurie R. King, S.C. Roberts, Leslie S. Klinger e tanti altri.

Stavolta non mi sono dilungata troppo sui singoli racconti, principalmente perché sono davvero brevi e avrei rischiato di rovinarvi la lettura, spero comunque di avervi incuriosito almeno un po'.

Vi lascio qui di seguito il banner con gli altri blog che partecipano al Review Party e i link diretti ai blog che oggi hanno pubblicato una recensione:


Vi auguro come sempre buone letture e spero di non averla fatta troppo lunga e/o di non aver spoilerato troppo,
Annette.

mercoledì 21 ottobre 2020

{Review Party} Le Diecimila Porte di January


Buongiorno, miei cari svelatori di specchi!
Nelle ultime settimane il blog si è popolato di collaborazioni, review party e blog tour, questo perché ho iniziato a collaborare più a stretto contatto con altri blogger (accidenti a Facebook e Instagram) e le CE hanno pensato bene di far uscire adesso tantissimi libri iper-mega-super interessanti.
Dopo la batosta de La guerra dei papaveri (qui trovate la mia recensione della scorsa settimana), mi sono rifatti gli occhi grazie a Le Diecimila Porte di January.
Prima di proseguire ci tengo a ringraziare Nia per avermi coinvolta nell'iniziativa insieme alle altre ragazze e la CE per avermi permesso di leggere in anteprima il libro.

Titolo: Le Diecimila Porte di January
Autore: Alix E. Harrow
Data di pubblicazione: 13 ottobre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Fantastica
Genere: Fantasy
Pagine: 396
Prezzo: 20.00€
Quarta di copertina: Estate 1901. Un’antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto.
Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti “di un valore singolare e unico”, e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura. Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d’argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma.
Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: LE DIECIM POR. Un libro che ha l’aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei
Voto: 

Era da Il porto proibito che non leggevo qualcosa di simile, così coinvolgente e toccante. E credo sarà molto difficile riuscire a trovare le parole giuste per descriverlo senza scadere negli spoiler.

Questo libro mi ha subito interessata, soprattutto dopo aver iniziato a vedere Locke & Key su Netflix, quando ho letto che uno dei personaggi aveva lo stesso nome, mi è sembrato quasi destino che io dovessi leggere questo libro.

Ma partiamo dalla protagonista: January è una ragazzina che narra la sua storia fatta di Porte che si aprono su luoghi strani e magici. Fin da piccola non capisce molto bene cosa sia lo strano potere che possiede, quello di riuscire ad aprire le Porte, lo associa più che altro all'influenza che i romanzi a puntate che legge su alcune riviste hanno sulla sua mente e la sua immaginazione.
Vive col signor Locke mentre suo padre è sempre in viaggio per quest'ultimo. Per lei il signor Locke è una sorta di padre adottivo, benestante, che non le fa mancare nulla, da un'educazione di prim'ordine a una bambinaia perennemente alle calcagna.
January viaggia molto con Locke e questo le fa scoprire innumerevoli città e, in una di queste, a 7 anni scopre una Porta azzurra che la porta in uno strano mondo, tutto rocce e mare.
Così ha inizio la sua avventura e la sua ricerca di verità, che man mano, mentre cresce, diventa sempre più vicina e a portata di mano.

Ho trovato il personaggio di January molto ben caratterizzato, racconta tutto in prima persona, quindi entriamo nei suoi pensieri, nelle sue paure, nella sua vita passo passo.
Devo dire che a differenza di altre protagoniste mi è piaciuta molto, perché c'è una reale crescita (non solo di età) e una maturazione. Pian piano capisce cosa vuole, capisce che ci sono persone buone (Jane e Samuel in primis) e cattive (tutto il contorno di amici del signor Locke), ma soprattutto scopre quale sia la sua vera vita, chi siano i suoi genitori e perché lei si ritrova bloccata nel Vermont e con signor Locke.

Anche i personaggi umani e non che affiancano January sono davvero ben caratterizzati, ricchi di sfaccettature e viaggiano con maestria nel mezzo tra il bianco e il nero, anche se qualcuno tende un bel po' al nero.
Samuel è senz'altro il personaggio maschile che mi ha colpita di più, quello che fin da piccolo si è preoccupato per January e le ha regalato Bad, un bel cagnolone, per farla sentire meno sola, perché la vedeva così isolata e insicura. È quello che la segue senza timore alcuno e che si fida ciecamente di lei e Jane.
Forse non è il tipico ragazzo tutto muscoli che si legge in altri romance (qui è davvero lieve la parte romantica, ma molto funzionale), ma non si può fare a meno di parteggiare per lui.

La struttura del libro è davvero particolare: ogni capitolo è dedicato a una Porta, aperta da January o dai qualcun altro, perché all'interno di alcuni capitoli è riportato un altro libro con un'altra storia che fa da sfondo e da filo conduttore con tutto ciò che succede ed è successo a January.
Devo essere sincera, per me questo libro nel libro poteva essere un po' più corto, perché mi ha appesantito un po' la lettura, anche se ciò che leggevo mi coinvolgeva davvero molto e aiutava a comprendere tutto molto meglio, facendo andare al posto giusto i pezzi del puzzle creato dall'autrice.
Ma nonostante tutto, come dicevo, mi ha convinta poco a causa della sua lunghezza.

All'interno del racconto i colpi di scena si susseguono praticamente a ogni capitolo e la povera January non può respirare un attimo. Alcuni di questi colpi di scena sono totalmente inaspettati e prendono il lettore alla sprovvista, tenendolo col fiato sospeso a leggere pagine su pagine per arrivare alla soluzione del mistero; un altro colpo di scena, invece, verso la conclusione, per essere precisi, non è stato un vero colpo di scena. Almeno non per me, che da brava lettrice di gialli aveva già immaginato il vero colpevole di tutto.
Ovviamente non avevo intuito tutti i dettagli e i particolari che January svela, ma comunque non è stata una vera e propria sorpresa. E d'altra parte era l'unica soluzione possibile.

Lo stile dell'autrice è molto interessante, fatto di molte descrizioni particolareggiate (ammetto che non mi dispiacerebbe attraversare una Porta) che aiutano il lettore a immaginarsi meglio ciò che circonda i personaggi e che avviene nella storia.
Posso assicurare che il libro, grazie proprio allo stile dell'autrice, viene letteralmente divorato, le pagine scorrono quasi senza accorgersene.
È davvero una lettura piacevole e che tocca nel profondo.

Una cosa che mi è piaciuta particolarmente è senz'altro la creazione dei vari mondi collegati tra loro dalle Porte.
L'autrice con le descrizioni vivide e dettagliate di cui sopra li fa sembrare così reali e tangibili, con personaggi strani e particolari, certo, ma estremamente realistici.
Questo è un punto in più nel mio indice di gradimento di un libro fantasy: la credibilità dell'ambiente creato dall'autrice/autore.
Tra l'altro in questo libro si può notare la cura estrema che l'autrice ci ha messo nel creare ogni singolo mondo, non c'è una cosa fuori posto e tutto è ben strutturato. Davvero un ottimo lavoro!

Penso di avervi detto tutto, ovviamente vi consiglio caldamente di leggere questo libro, perché è uno dei migliori che abbia letto quest'anno (e ormai avete visto quanti ne ho bocciati di questa collana, quindi capite bene che quando uno mi piace è un vero e proprio evento =D).
Il finale mi è parso aperto, quindi spero vivamente che l'autrice lavori a un seguito, perché voglio saperne di più della vita di January dopo... dopo e, soprattutto, voglio assolutamente tornare nei vari mondi che Julian ha visitato.

Vi lascio qui di seguito il banner con gli altri blog che partecipano al Review Party e vi suggerisco di andare a fare un giro e leggere anche le altre recensioni, oltre a visionare i post del Blog Tour.

Vi auguro come sempre buone letture e spero di non averla fatta troppo lunga e/o di non aver spoilerato troppo,
Annette.

martedì 13 ottobre 2020

{Review Party} Thunderhead


Buonasera, miei cari svelatori di specchi, quest'oggi addirittura due recensioni. Non succedeva da un po', vero?
Il libro in questione, come avrete intuito da titolo e grafiche varie, è Thunderhead, il seguito di Falce, che ho letto in agosto e che non mi aveva convinta del tutto (trovate la recensione qui).

Titolo: Thunderhead
Autore: Neal Shusterman
Data di pubblicazione: 13 ottobre 2020
Casa editrice: Mondadori
Collana: Fantastica
Genere: Fantasy
Pagine: 393
Prezzo: 20.00€
Quarta di copertina: In un mondo che ha sconfitto fame, guerre e malattie, le falci decidono chi deve morire.
Tutto il resto è gestito dal Thunderhead, una potentissima intelligenza artificiale che controlla ogni aspetto della vita e della società. Tranne, appunto, la Compagnia delle falci.
Dopo il loro comune apprendistato, Citra Terranova e Rowan Damisch si sono fatti idee opposte sulla Compagnia e hanno intrapreso strade divergenti.
Da ormai un anno Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio. Di lui si sussurra in tutto il continente.
Ormai divenuta Madame Anastasia, Citra è una falce anomala, le sue spigolature sono sempre guidate dalla compassione e il suo operato sfida apertamente il nuovo ordine. Ma quando i suoi metodi vengono messi in discussione e la sua stessa vita minacciata, appare evidente che non tutti sono pronti al cambiamento.
Il Thunderhead osserva tutto, e non gli piace ciò che vede. Cosa farà? Interverrà? O starà semplicemente a guardare mentre il suo mondo perfetto si disgrega?
Voto: 


Se Falce non mi aveva convinta del tutto e mi aveva messo ansia, Thunderhead è già più... convincente.
I personaggi sono gli stessi: Citra Terranova, ovvero Madame Anastasia, giovane falce dallo stile innovativo e magnanimo; Rowan Damisch, mancata falce che si diverte a terrorizzare le falci che non rispettano i principi secolari della Compagnia, ma anzi godono un mondo nell'uccidere e spigolare.
Rowan si è creato un alter ego, ovvero Maestro Lucifero, e scova le falci più radicali e le uccide per rendere giustizia alle loro vittime.
E poi ci sono Madame Curie (se ricordate è il mio personaggio preferito dal primo libro), le varie falci che compongono la Compagnia e, ultimo, ma non meno importante, il Thunderhead, colui che vede tutto e sa tutto, ma non può interferire con gli affari della Compagnia e delle falci.
Shusterman in questo nuovo libro introduce anche altri personaggi, più o meno funzionali alla trama e li fa interagire con chi già conosciamo, creando un universo ancora più sfaccettato e realistico.

A proposito dell'ambientazione, si scoprono varie cose del Texas, ma anche veniamo trasportati fino sull'isola del Cuore Duraturo (Endura), l'isola delle falci in cui si trova anche il consiglio mondiale delle Grandi Falci.
Personalmente è la parte che mi è piaciuta di più di tutto il libro, perché è dove si respira tutto il potere e l'autorità che investe le falci.
In più l'idea dell'isola a forma di occhio che non batte mai ciglio è, a mio avviso geniale, anche se mi ha richiamato un po' delle rappresentazioni di Atlantide e, forse, Shusterman si è ispirato proprio a quest'ultima per il centro del potere delle falci.

Ma veniamo al Thunderhead, quello che dovrebbe essere il vero protagonista della storia e, in fin dei conti lo è davvero.
Il Thunderhead vede tutto, sente tutto, sa tutto e ci era già stato presentato nel libro precedente, qui ogni capitolo è introdotto da una piccola pagina in cui questo grande cervello artificiale parla di sé e del perché compie determinate azioni, come è stato sviluppato e come ha fatto a diventare ciò che è.
Ovviamente ha dei limiti, è più che normale, anche se agisce sempre da cloud quasi onnipotente (anche se lui dice che non è così potente).
Tra i personaggi che vengono introdotti in questo libro, c'è quello di Greyson Tolliver, un ragazzo che parla col Thunderhead e che vuole diventare Nimbus.
La sua vita si incrocia con quella delle falci, soprattutto di Madame Anastasia e di Madame Curie, nel momento in cui viene reclutato per fare da spia e diventa un losco.
Il Thunderhead non può comunicare con le falci, ma sa del pericolo che corrono Anastasia e Marie, quindi cerca in tutti i modi di avvertirle e metterle in guardia. Greyson, quindi, ha un ruolo davvero importante all'interno della storia, anche se non sempre viene capito.

Restando sempre nell'ambito dei personaggi, qui c'è una vera e propria evoluzione di un po' tutti, soprattutto dei protagonisti, che nel primo libro erano sembrati abbastanza insipidi.
Qui, invece, si nota la loro maturazione e le scelte che fanno sono dettate da principi e ideali infusi loro dai maestri che li hanno seguiti come apprendisti, nel bene e nel male.
Devo dire che ho apprezzato molto questo sviluppo nella caratterizzazione dei singoli e rimango sempre più convinta che Madame Curie sia il mio personaggio preferito.

Se Falce era la narrazione di come avvengono le spigolature e metteva ansia solo a pensarci, Thunderhead va oltre: le spigolature sono presenti, ma non così tanto, infatti qui trovano ampio spazio i giochi di potere, i sotterfugi, lo spionaggio da più parti, l'indagine per arrivare a scoprire chi vuole uccidere chi, insomma tutti elementi che io non posso fare a meno di apprezzare.
Certo, alcuni colpi di scena possono sembrare scontati, ma è comunque interessante leggere e vedere come si evolvono le singole storie che compongono il libro in sé.

Ovviamente ci sono ancora molte cose da sistemare, dubbi da dipanare e domande a cui rispondere, quindi confido nel fatto che il terzo libro sia risolutivo di tutto (e che finalmente arrivino i quattro specchi pieni).
Intanto io vi consiglio di leggere questo libro anche e soprattutto se non avete apprezzato in toto Falce, perché vi apre un altro piccolo pezzo di mondo.
Con questa recensione ho voluto toccare solo alcuni particolari, perché il libro è davvero denso e pieno di tante altre cose, ma rischierei di spoilerare e non voglio assolutamente rovinare la lettura a nessuno.

Ringrazio anche stavolta Sofia per avermi coinvolta nel review party, ringrazio le altre compagne di viaggio e ringrazio la CE per avermi dato la possibilità di leggere Thunderhead in anteprima.

Vi ringrazio per l'attenzione, qui vi lascio i link degli altri blog che hanno partecipato al RP e spero che vorrete andare a leggere anche le loro recensioni, così da farvi un'idea a 360 gradi.

Buone letture,
Annette.